30 luglio 2018

La misteriosa morte della compagna Guan

"Ho preso La misteriosa morte della compagna Guan"
"Anche io avevo letto qualcosa di quell'autore cinese"
"E com'è?"
"Come giallo niente di che, ma descrive molto bene la società cinese".

Dopo aver finito di leggere La misteriosa morte della compagna Guan, che è tra i titoli compresi nella promozione della Feltrinelli 2 libri a 9,90€,  sono perfettamente d'accordo con questo parere.
Il giallo di per sé non è particolarmente avvincente o complicato, ma Qiu Xialong è bravissimo nel catapultare il lettore in Cina. Anche il lettore che come me non sa quasi nulla della storia recente cinese riesce ad apprezzare la trama, ma soprattutto rimane sbalordito da un modo di vivere che pare davvero assurdo ed incomprensibile.
Che lo stato cinese fosse lievemente impiccione potevo anche sospettarlo: un paese che ha vietato ai suoi cittadini di avere più di un figlio forse ha l'abitudine di cacciare il naso nella vita privata dei suoi cittadini. Cavolo, ma non immaginavo quanto: mi sembra incredibile che uno non possa cercare il lavoro che vorrebbe ma debba stare alle regole di un'organizzazione del Partito che sceglie per lui!


Il cadavere della povera Guan viene ritrovato nudo dentro un sacco in un canale fuori Shangai.
Presto l'ispettore Chen capisce che quella bella, giovane e sfortunata ragazza non è una donna qualunque: è una lavoratrice modello della nazione.
Per noi questa definizione non vuol dire nulla ma per i cinesi era una carica politica importante, un'onoreficienza di quelle che ti rendono famosa e riconoscibile come le attrici o i personaggi dello spettacolo.
L'ispettore Chen è subito sicuro che il movente non sia politico ma da ricercare nella vita privata di Guan, anche se all'apparenza sembra quasi inesistente.

Nonostante questo, il libro è tremendamente politico: la storia è ambientata nella Shanghai anni Novanta. Quello è un periodo storico difficilissimo per la Cina: sono gli anni di transizione dall'economia e la politica del comunismo a quella del capitalismo.
Sono anni in cui chi é al potere sente che gli sta venendo a mancare la terra sotto ai piedi, ma ha ancora quell'importanza tale da riuscire a insabbiare certe vicende.
Questo non è un giallo alla ricerca dell'assassino ma sulla ricerca di giustizia.
A me è piaciuto, ma sinceramente lo consiglierei come lettura autunnale perché per essere apprezzato è necessaria un po' di concentrazione.

26 luglio 2018

Liverpool. La città dei Beatles


Liverpool è la città di John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison. È la città da dove questi quattro ragazzi sono partiti per cambiare per sempre il mondo della musica, fondando un gruppo che è diventato famoso in ogni dove: The Beatles.
La città di Liverpool, che non è più il grande porto industriale che era a quell'epoca, oggi è una città frizzante dal punto di vista culturale ed ovviamente va molto fiera di questi quattro concittadino celebri in tutto il mondo.

Passeggiando dalle parti del Pier Head vi imbatterete sicuramente nelle statue di 4 ragazzoni che passeggiano felici nella loro città: impossibile resistere alla tentazione di fare una foto (più o meno seria) in loro  compagnia!
I Beatles a Liverpool
Ma ovviamente il fenomeno viene cavalcato un po' ovunque, con gadget e un'infinità di richiami per i turisti... proprio come in questo negozio di caramelle, dove qualcuno con una gran pazienza si è messo a comporre un dolcissimo ritratto di John Lennon & i suoi amichetti.

In realtà le vere mete per gli amanti dei Beatles sono Strawberry Fields, un po' fuori dal centro città dove sono cresciuti John e Paul, Penny Lane, che dà il titolo ad una loro canzone, The cavern, il pub dove suonavano i Beatles, ed il museo a loro dedicato.

Io alla fine, non essendo una vera cultrice del genere, mi sono accontentata di infilarmi al museo dei Beatles una domenica mattina di pioggia

Una delle domande più frequenti per chi va a Liverpool e se meriti davvero spendere i soldi del biglietto di entrata al museo. La risposta che avevo trovato online sui vari blog e forum era che il museo non era niente di che a fronte invece di un prezzo considerevole, quasi €20.
Purtroppo io sono un po' come San Tommaso e se non ci metto di persona il naso non ci credo, ma alla fine mi tocca ammettere che quei soldi non sono stati spesi bene.

Il museo racconta in modo dettagliato tramite un audioguida disponibile anche in italiano il percorso dei Beatles dai loro primi passi fino alla fine della loro storia.
Si trovano parecchi oggetti, tanti abiti, i loro strumenti musicali e soprattutto la ricostruzione degli ambienti che hanno segnato i passaggi più significativi del loro percorso.

Tutto molto bello, tutto molto curato, tutto davvero molto studiato ma poco emozionante e coinvolgente.
Quindi, alla fine della fiera, se stai pensando di andare a Liverpool ti consiglio di guardarti un bel documentario prima di partire , salutare con la mano da lontano l'insegna dell' yellow submarine e proseguire oltre.

Abbastanza delusa da questa esperienza, e forse anche per via di una gran fame, ho deciso di lasciar perdere quando mi sono ritrovata davanti al buttafuori del pub The cavern che mi chiedeva un biglietto di ingresso: mi sono accontentata della Ricostruzione che avevo visto al museo.

Però devo ammettere che ora quando ascolto una canzone dei Beatles ne so sicuramente di più e mi piace l'idea di essere stata per un po' a casa loro.

09 luglio 2018

Anime baltiche

Ho scelto di leggere Anime baltiche quando ho deciso che avrei passato le ferie estive tra Lettonia ed Estonia, su consiglio di Claudia del giro del mondo attraverso i libri.
Non so dirvi se questo libro mi sarebbe interessato così tanto se lo avessi aperto in un altro momento della mia vita, ma posso assicurare che dopo certe descrizioni sarei voluta partire la sera stessa.


Anime baltiche non è un libro di storia, non è un romanzo, non è neppure una guida di viaggio. Anime baltiche di Jan Brokken è un puzzle che mette in luce le vite di grandi artisti, musicisti, registi, scrittrici, e uomini e donne normali, nati cresciuti in quelle che noi chiamiamo indistintamente, e un po' superficialmente, le tre Repubbliche baltiche.
Estonia, Lettonia e Lituania effettivamente sono tre staterelli grandi come uno sputo, che hanno come vicino un gigante ingombrante -da tutti i punti di visti- come la Russia.

In realtà sono tre stati con una loro storia, una loro lingua e delle loro tradizioni: questa indipendenza è costata loro non poca fatica e non poco sangue.
Jan Brokken, che è uno scrittore ed un giornalista olandese, traccia in modo molto discorsivo e scorrevole i ritratti di questi personaggi e nel frattempo ripercorre la storia moderna e contemporanea di questi paesi. È superfluo dire quanto sia importante avere almeno un'infarinatura di quella che è la storia di un paese quando si decide di andare a visitarlo. Leggere i paragrafi di storia sulle guide di viaggio è di una noia di mortale per me, mentre un libro come questo è un'ottima alternativa.

Sono rimasta molto affascinata da una storia che non conoscevo e di cui non avevo mai sentito parlare: la grande catena umana lunga 600 km con cui estoni e lettoni e lituani chiesero in modo pacifico di ottenere l'indipendenza il 23/08/1989.

Ovviamente tra questi dodici capitoli ce ne sono alcuni che mi hanno affascinato di più rispetto ad altri. Mi è venuta una voglia incredibile di visitare Kaliningrad, che fino a qualche settimana fa nemmeno sapevo che esistesse, che si trova in quell'enclave di Russia compresa tra Lituania e Polonia: mentre le tre Repubbliche baltiche sono ormai facilmente raggiungibili dai nostri aeroporti, per andare in questa città è ancora necessario richiedere un visto.
Tra i 3 paesi quello forse viene descritto in modo meno coinvolgente è l'Estonia, mentre Lituania e Lettonia sono una vera calamita per l'attenzione. Non vedo l'ora di essere a Riga per vedere di persona che cosa ha creato il maestro del Liberty lettone Ejzenštejn!