Ho partecipato per la prima volta ad un GdL (quello di
Strawberry) e ho letto un libro che non mi è piaciuto per nulla, ed è per questo che son contenta di essere stata al gioco!
Sembra una logica contorta, vero?
Invece no, è semplicissimo: se non avessi avuto lo stimolo del gruppo avrei abbandonato Sulla strada di Kerouac dopo le prime 20 pagine, negandomi la possibilità di cambiare idea. Poi il parere non l'ho cambiato ma questo è un altro discorso.
La beat generation la conoscevo solo per sentito dire e non avevo mai letto nulla che si rifacesse a questo movimento: la possibilità di iniziare dal suo libro manifesto mi è sembrata una buona opportunità. E poi uno per criticare, nel bene o nel male, qualcosina deve per forza conoscerlo anche solo approssivamente.
Non mi è piaciuto per lo stile, troppo sconclusionato: all'inizio mi sembrava addirittura più che un romanzo un elenco di persone e luoghi dove i perosnaggi si son fermati e anche successivamente mi ha fatto lo stesso effetto, seppure in modo più moderato.
Io poi ho l'idea "romantica" del viaggio di formazione, quello che con le sue sfide e i suoi incontri cambia e fa crescere i protagonisti. A Sal e Dean tutto questo non mi pare succeda: passano gli anni, si spostano, percorrono gli Stati Uniti da una costa all'altra, ma restano sempre uguali.
Leggere questo libro mi ha quasi infstidito per quanto questi personaggi perdessero il loro tempo senza fare o incontrare persone interessanti. Ho sempre pensato che quello che fa il viaggio non è la destinazione ma come ci arrivi, perchè ci vai, con chi, cosa fai. Per loro invece l'unica cosa che importava era giungere di volta in volta a San Francisco, Denver, New York o Città del Messico.
Forse un giorno leggerò qualcosa della beat generation italiana: quella americana non credo faccia per me, ma ora lo so :)