Lo stile di Michel Bussi mi era piaciuto così tanto che me ne sono
Non sono assolutamente rimasta delusa, anzi: non vedo l'ora di leggerne un altro.
In Mai dimenticare siamo nella regione di cui Bussi è originario: la Normandia e in particolare vicino ad Etrat, dove si trova una delle falesie più alte d'Europa.
Il romanzo però non è ambientato d'estate quando le spiagge della Normandia sono prese d'assalto dai turisti, ma a febbraio quando i turisti si possono contare sulle dita di una mano.
Il turista
L'intero romanzo è scritto come se fossero le memorie di Jamal, il ragazzo accusato di questo omicidio (e non solo) ed unico testimone di quello che secondo lui è stato un suicidio:
La versione dei poliziotti vi apparirà molto più accettabile. Vedrete, anche voi dubiterete. Fino alla fine. Tornerete all'inizio di questo racconto, rileggerete queste righe e penserete che sono pazzo, che vi sto tendendo un tranello o mi sono inventato tutto. Invece non ho inventato proprio niente. Non sono pazzo. Non sto tendendo nessuna trappola. Vi chiedo soltanto una cosa, fidatevi di me. Fino alla fine.
Il caso della povera Magali, bellissima ragazza ventenne, ricorda terribilmente altri due omicidi di due ragazze sue coetanee avvenuti con modalità simili e la stessa arma del delitto una decina di anni prima: la sciarpa rossa.
Davvero dobbiamo credere a Jamal anche se tutto sembra indicare che l'assassino è lui oppure è tutto frutto di un complotto? Chi è che ha ucciso 3 ragazze nel giro di 10 anni con una sciarpa rossa?!?!
Questo libro è assolutamente consigliato:
- a chi ha in programma un viaggio in Normandia e vuole leggere descrizioni minuziose dei paesini e dei paesaggi;
- ama i gialli complessi, dove l'assassino è troppo scontato per essere davvero lui ma non si riesce ad azzeccarlo fino alla fine.
- non ha paura di mettersi a leggere un libro così coinvolgente da non riuscire a fare altro durante tutto il giorno/notte (--> per questo motivo se ne sconsiglia la lettura durante le ferie: potrebbe nuocere alla vita sociale!).















