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10 settembre 2008

3 agosto: St. Jean - Roncisvalle [25 km] | Quando scalai i Pirenei...

Ci svegliamo nella palestra di St. Jean un po' umidicci ma stracarichi e curiosi per questo viaggio che sta per iniziare. Ci muoviamo nella palestra cercando di far meno casino possibile ma facendo esattamente il contrario. Ci mettiamo anche qualche cerotto come aveva detto la mamma di Macy e ripetuto allo sfinimento la mia: "Meglio metterli prima che dopo eh!". Quando usciamo è notte fonda e con noi escono anche due spagnoli che si erano svegliati trent'anni dopo di me!, ma com'è possibile che io ci impieghi sempre 20 anni per fare una cosa?

Usciti da St. Jean ci fermiamo a fare una prima colazione con quello che di dolce era avanzato dal viaggio in treno: cioè i plumcake della Coop e i kinderbueno dell'aeroporto. Qui c'è anche da decidere se per arrivare in Spagna si preferisce prendere la strada del fondovalle che è più facile ma più noiosa o quella sui Pirenei che è più bella. La guida la consigliava ma non è semplicemente bella: è bellissimo, meravigliosa. Dopo la prima colazione naturalmente ce ne va una seconda e così ci fermiamo in una baita che ha scoperto come fare i soldi e prepara le colazioni ai pellegrini, credo sia il posto dove abbiamo pagato di più perché in Spagna poi era molto più economico. Qui inizia la mia dipendenza da succhi di naranja e successivamente di Kas... che è l'aranciata spagnola!! vi metto anche il link così non pensate che mi sia rincitrullita del tutto e vedete che la Kas è proprio solo Kas [lo dico soprattutto per quel crinas del grillo!]...

Qui inizia anche il mio pezzo di cammino da sola: infatti Giammy, Sasha e Matte per i miei gusti non camminano ma corrono e Fra e J vanno decisamente più veloci di me. Quindi cammino tra la nebbia e le pecore, che sono una costante in tutto il versante in francese, e i miei pensieri. é anche l'occasione per scambiare quattro parole con i primi pellegrini che incrocio e, più che altro, mi sorpassano. I primi sono due signori spagnoli che mi chiedono da dove vengo e da che città. io dico Torino e loro fanno riferimento alle Olimpiadi, allora chiedo di dove sono loro e alla risposta Madrid... io tutta esaltata "oh Madrid 2011 il Papa.. dìa de los jovenes!"... e loro fanno una faccia perplessa, come se non avessero capito.. quando lo dico a Fra mi dice che forse non è che non mi son fatta capire ma avranno pensato "con quella faccia lì questa non arriva fino a Santiago figurarsi al 2011". il mio spagnolo poi è migliorato nei giorni successivi.. Xavier, un ragazzo spagnolo niente male anche se un po' troppo peloso, mi dice qualcosa che non capisco e io "oh sì la strada sale molto" e lui "ehm no, il tuo zaino è storto" mi ripete e mi spiega a gesti... Ah ecco non è una mia impressione che mi pesi più da una parte che dall'altra. quindi l'intraprendente Xavi mi fa togliere lo zaino inizia a tirare corde e cordini e non contento del risultato mi shekera lo zaino (come Shakira). Per la cronaca io dopo 200 metri mi son rimessa a pasticciare con le cordicelle e lo zaino dritto l'ho avuto solo dopo Burgos, che detta in altre parole è che mi son trascinata lo zaino storto per 4 giorni.


Dopo questi primi incontri ritrovo i miei colleghi in punta a una salita e faccio un pezzetto su strada asfaltata con Fra e J e facciamo pure qualche foto. Nella prima siamo io e Fra che indichiamo una delle prime conchiglie che troviamo

e nella seconda io e J lungo il cammino mentre J prova il mio supertubo che ti permette di bere senza togliere in continuazione la borraccia dallo zaino... dallo sguardo di qualcuno credo che abbia pensato che nello zaino avessi una bombola per l'ossigeno!!
Il tempo è nebbioso e fa un po' autunno come si può vedere dalla foto del primo cartello ma man mano che si sale inizia a spuntare il sole.


e il paesaggio alla fine è una delizia per gli occhi e da solo vale la pena di tutta sta fatica. Sembra di essere in mezzo alle nuvole e effettivamente un po' lo si è. Non è che io sia una gran fan della montagna e solitamente se ci vado 2 giorni all'anno è già una cosa fuori dal normale, mi piace guardarle da sotto quando arrivo con il treno e tutto lì. Ma quando passeggi in mezzo a tutto questo ben di Dio il pensiero non può che correre a chi ha creato tutto questo e ringraziare.

Immersa nei miei pensieri vedo seduti in lontananza i miei colleghi pellegrini, più che altro vedo sbracciarsi dei puntini uno con la maglia celeste e cappello giallo e un altro con maglia rosa e cappellino blu: le mie amichette pellegrine!
Ci fermiamo così a fare un'altra pausa e uno spuntino tutti insieme con uno spettacolo bellissimo: da una parte la Madonnina dei pellegrini (secondo me questa foto che ho fatto io di Fra&Matte è veramente bella)

e dall'altra tutta la valle...


Apprendo guardando la guida in questo momento che avevamo fatto solo 5 km fino a questo momento... porca miseria a me sembrava che fosse una vita che camminavo in mezzo alle berlette delle pecore!


Io dopo aver fatto un pezzetto che era praticamente verticale continuavo a guardarmi intorno, vedevo un sacco di gente seduta che faceva pranzo o si riposava e non vedevo i miei e pensavo ma chissà dove diavolo si son fermati che c'ho una fame... A pochi metri dal confine con la Spagna, a cui in realtà non è che mancava moltissimo, me li trovo già spaparanzati che mi aspettavano da un po' e ci pappiamo i panini comprati in terra francese: molto buoni gli asparagi nel panino!
Dopo una breve siesta ci aspetta un piccolo pezzo ancora in salita e poi la lunga discesa verso Roncisvalle. Inizio a sentire le prime avvisaglie del male che mi terrà una "dolcissima" compagnia per tutto il cammino: mi brucia la pianta del piede, niente in compenso a quando usciranno fuori le vesciche vere e proprie!!

Alla fine della scesa arriviamo a Ibaneta, dove secondo la leggenda è morto Orlando suonando l'olifante.. a ricordarlo in realtà c'è solo una lapide vicino a cui Fra si è fatta fare un casino di foto perché erano giorni che tavanava con sto corno!! La foto qui sotto però l'ho presa da Flickr perché sono foto un po' particolari e buffe!


c'è solo Fra che aspetta me e J perché gli uomini sono scesi a cercare un posto dove dormire. e mentre ci ha attese ha capito la tecnica giusta per intrecciare due rametti con dei fili d'erba e farne una croce che la tradizione vuole si lasci dentro la chiesetta qui sotto (dopo aver scoperto le gioie di Flickr ne ho approfittato ancora).. che poi detta così sembra una cavolata ma fare una croce che stia ferma e non caschi subito non è facile!
La chiesetta è chiusa quindi possiamo sbirciare l'interno solo da una finestrina ma sembra molto bella anche se è molto semplice...

Prima di arrivare in paese ci aspetta ancora un po' meno di un'ora in discesa su una stradone di montagna e poi finalmente siamo a Roncisvalle, tempo di farci timbrare la credenziale e andiamo dritte dritte alla tendopoli dove dormiremo. Secondo me questo è il posto peggiore in assoluto dove abbiamo dormito: è un campo enorme dove son montate cinque tende e dentro ogni tenda ci saranno una decina di letti a castelli con uno spazio minuscolo tra uno e l'altro e si sente il super vento che c'è fuori che passa nella tenda. Pessimo!
Sistemati gli zaini andiamo a Messa, dove alla fine c'è una benedizione del pellegrino molto particolare: il arrocco chiama tutti nella navata centrale e dopo la benedizione in "tutte" le lingue si spengono le luci e invita tutti a pregare con un Salve Regina e solo alla fine le luci si riaccendono. veramente molto emozionante come momento!
Dopo aver nutrito lo spirito andiamo a nutrire il corpo nel ristorante vicino alla Chiesa. il menù spagnolo cosa prevede? pasta, carne e patatine (in versione vegetariana un uovo all'occhio di bue) e lo yogurt. Qui spieghiamo a Sasha che in Italia è normale puciare il pane e far la scarpetta.. in italy this is little shoes! ... a quanto dice lui in Germania non si fa dal vassoio.. però Andria, che è una ragazza tedesca con cui abbiamo parlato sul cammino e che abbiamo incontrato nel letto davanti al nostro nella tendopoli ed è a venuta con noi a cena, non sembra così stupita!
Arrivati in tenda ci sistemiamo nelle nostre postazioni: io dormo nel letto di sopra e riesco anche a non cascare in testa a Giada!!
Grissino, Lindoz, Digito voi che siete un po' germanici se avete avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questo post interminabile che ne dite della scarpetta? si fa o no?

6 commenti:

  1. Leggo tutto io ;-)

    Uhm, non saprei... peró posso dire che effettivamente non ho visto gente che la fa.

    Chissá, magari un giorno faró anche io questa passeggiata (non mi interessa l'aspetto religioso) ma in tenda o in palestra giammai! Io ho bisogno di poco, ma non toglietemi letto comodo e buon cibo. :-P

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  2. @ grissino: la tenda a noi l'avevano sconsigliata perchè in effetti è solo un peso in più sulle spalle... quindi se partirai secondo me è meglio che la lasci a casa!

    aspetto notizie sull'esperimento sulla scarpetta! :D

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  3. @ grissino: la tenda a noi l'avevano sconsigliata perchè in effetti è solo un peso in più sulle spalle... quindi se partirai secondo me è meglio che la lasci a casa!

    aspetto notizie sull'esperimento sulla scarpetta! :D

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  4. Finisterre...Noi del gruppo di Nimis no ma gli amici torinesi Roberto e Norberto che per metà hanno viaggiato in pratica con noi ci sono stati!
    fortunati loro che hanno trovato il tempo e la motivazione...!
    ..io la prossima volta:)
    finalmente vedo un pò di belle foto anche qui da te!
    bye

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  5. Hai veramente fatto un reportage fenomenale del tuo viaggio! Bellissime foto!

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  6. Un viaggio sublime ! E' da un po' che ci penso....prima o poi.....ci arrivo anche io.

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ciliegine