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30 aprile 2015

I misteri dei miei viaggi

Dove incontra uno spazio vuoto, si piazza il mistero
Ricardo Siri Liniers è un fumettista argentino che mi diverte un sacco.
Questa vignetta sembra proprio azzeccata per iniziare il viaggio misterioso che ci ha proposto Claudia e, visto che dice che l'ho influenzata nella scelta del tema con i miei racconti-monologhi sudamericani, questa puntata sarà tutta a cavallo tra Cile e Argentina.
Il mistero più grande del mio anno argentino è come Mendoza possa essere considerata una delle città più turistiche dell'Argentina, ma non voglio essere polemica... e quindi ecco i miei tre luoghi misteriosi, dopo una dura selezione!

Attenti, viaggeremo tra animali dai dubbi gusti sessuali, paesaggi lunari e, addirittura, alieni... siete sicuri di voler proseguire nella lettura?

Isla Santa Marta, Patagonia, Cile - Leoni Marini e rocce di cacca
I leoni marini son grossi e grassi, puzzano e urlano e sono cattivi. Sono poligami ed ogni maschio ha un vero e proprio harem, ma non si accontentano mai: se capita, stuprano e uccidono i pinguini che, poveretti, si perdono. La guida che mi ha confermato che la notizia che avevo letto su internet è vera, ma mi ha anche detto che la roccia dell'isola è fatta di guano di cormorano sedimentata, Millenni di cacca per un sacco di cormorani farebbero una montagna di merda. Ho ancora il dubbio che il tizio fosse un ballista e la vera attività sessuale dei leoni marini resta un mistero!

Valle de La Luna, San Juan, Argentina - Il campo di bocce
Di tutte le cose viste al Parco Ischigualasto sicuramente il campo di bocce è stata quella più deludente: come in questa foto, nelle foto viste su internet, sembra grandissimo. Invece è minuscolo, ma ci son queste rocce perfettamente sferiche che si trovano solo in questo punto del parco e solo in questo posto al mondo. Come e perché resta un mistero, così come molte dei giochi di equilibri delle "statue" che si trovano nel parco. Valle de La Luna mi ha conquistato!

La Cumbrecita, Cordoba, Argentina - Alieni in cerca di acqua 
Al mendozino piace un sacco la provincia di Cordoba. Loro son abituati a stare in mezzo al deserto, mentre Cordoba è verde e soprattutto ci sono i fiumi e questo li attrae tantissimo. Ma non solo a loro. A Cordoba ci sarebbero infatti anche gli alieni, attirati come mosche dalla presenza di tutta questa acqua. Alla mia ingenua domanda "sì ma se gli alieni cercano l'acqua, perché non si fermano sul Rio delle Amazzani allora?". Perché, diciamocelo, i fiumi di Cordoba son fiumiciattoli di montagna, carini, con delle belle cascatelle e poco più. Risposta: "perché qui c'è l'energia positiva". Questo è il motivo per cui da queste parti c'è anche una grande comunità hippy internazionale alla ricerca dell'energia giusta e una località dove la gente si troverebbe per abbracciare gli alberi. Basta crederci... o nascondere meglio il proprio scetticismo, se non si vuole rimaenere braccati da una signora che vuole raccontarti per filo e per segno di come lei abbia la prova dell'esistenza degli extraterrestri!

28 aprile 2015

Ciò che inferno non é

Ciò che inferno non è è l'ultimo libro di Alessandro D'Avenia ed è stato uno dei regali di Natale che mi è arrivato dritto e filato in Argentina.
La mia amica mi conosce bene e sa quanto avessi apprezzato Bianca come il latte e, anche se un po' meno, Cose che nessuno sa. 

Ciò che inferno non è racconta, come in tutti i libri di D'Avenia, due storie: quella del professore guida e quella di un adolescente come tanti, che però non si attenta di sopravvivere fino alla fine del liceo e diventare un adulto mediocre.
Siamo a Palermo, inizio anni '90, e c'è questo pretino che rompe i maroni ai mafiosi nel quartiere Brancaccio e questo Federico, uno sbarbatello di un quartiere decisamente più agiato, che decide di voler conoscere una realtà differente dalla sua. Questo prete è Padre Pino Puglisi, detto 3P, e Federico, forse, è l'autore stesso, che ha avuto la fortuna di essere suo alunno al liceo.

Di questo libro ho apprezzato che la guida non sia più un Sognatore un po' borioso, ma una persona vera. Don Pino Puglisi muore sorridendo al suo assassino, che è un disgraziato finito a fare la marionetta nella rete della mafia. Morire senza rancori, ma soprattutto aver vissuto come lui, è roba da eroi.

Chi però mi ha davvero colpito è Francesco, un bimbetto che è nato in una periferia di una città italiana. Ma poteva essere uno dei bimbi vispi che ho incontrato durante il mio servizio civile a Mendoza. Poteva essere un qualsiasi Juanito Laguna, "un bambino povero ma non un povero bambino" rappresentato nella sua quotidianità, tra i suoi sogni e le sue mille paure dall'artista argentino Antonio Berni. Il mio Francesco aveva gli occhi di D, il bambino che nell'incendio della sua casa aveva sacrificato la sua maglietta del Boca per "spegnere" la sua mamma... o per lo meno così raccontava.
Ho sentito il pugno che si è preso Federico forte come lo spintone che mi aveva tirato C, ma che ora mi scrive su facebook per sapere come sto e prima di andare via mi ha abbracciato forte mentre piangevo. Come quando S., 7 anni alto come un soldo di cacio e una voce perforante, mi urlava di tornarmene a casa mia che lui lì non mi voleva e poi ha continuato ad urlare per un anno, ma alla fine se gli dicevo di stare zitto un po' lo faceva.

Tante volte qualcuno mi ha detto, con toni più o meno provocatori, "se vuoi fare qualcosa puoi farlo anche qui, mica devi andare dall'altra parte del mondo eh". Ecco, io una risposta vera non l'ho ancora trovata da dare a questa mezza accusa.
Posso solo raccontare quello che ho visto: ho visto che [il mio là è l'Argentina, ma credo possa valere per tutto il SudAmerica] le periferie son ovunque. Il fenomeno del degrado in Italia riguarda una fetta minore della popolazione, in Argentina no. In Italia puoi essere ipocrita o semplicemente disinformato e non sapere che c'è chi vive in condizioni tremende, e saper definire cosa voglia dire tremendo, là no: là la realtà ovunque ti giri ti viene sbattuta in faccia con le baraccopoli proprio a bordo delle strade che fai sempre.
E alla fine, anche se non ho ancora la risposta  pronta, ho capito che ovunque tu sia l'importante è che qualcosa tu lo faccia. Ma non per loro, per te stesso e la persona che vuoi essere. Se non vuoi finire nel girone di quelli che hanno voltato lo sguardo da un'altra parte, pensando che quello che capita ad un altro essere umano, ad un tuo fratello, non siano fatti tuoi.
Juanito Laguna, Antonio Berni


Per saperne di più sul libro, si consiglia la recensione di Scarabocchi di pensieri.


26 aprile 2015

Selma - La strada per la libertà

Cosa sappiamo di Martin Luther King? Su per giù credo sia riassumibile nella sua frase più famosa I have a dream.

Nel film Selma son passati due anni da quel discorso e siamo in Alabama, profondo sud degli Stati Uniti, dove essere neri non significa essere discriminati, significa ancora vera e propria segregazione.
Significa che anche se in teoria tutti possono votare, poi ci sono talmente tanti cavilli che la percentuale dei neri che può votare è irrisoria. 
Da Selma partirà il braccio di ferro di Martin Luther King con il neo presidente Johnson perché questo diritto sia garantito.
La battaglia non sarà priva di vittime e tensioni interne, ma la marcia da Selma a Montgomery segnerà un passo decisivo in un lungo percorso che permetterà ad un uomo nero di diventare Presidente degli Stati Uniti.

Ho letto che è stato molto criticato perchè ci sarebbero diverse discordanze storiche, ma il punto di forza di questo film è la capacità di coinvolgere nel dramma di quello che sta succedendo di fronte ai proprio occhi, con un'ottima regia e una scelta molto attenta delle musiche.
Certamente non è un film leggero: è di quelli che ti porti il magone fino a casa e, seppur senza piangere, ti lascia gli occhi lucidi, Fa parte di quella categoria di film che ti fanno riflettere, non tanto su quello che è stato ma su quello che sta capitando. La storia si ripete, dicono. Senza dubbio ci sono atteggiamente davvero duri a morire: l'ignoranza di certi personaggi, la loro superbia e insensibilità.

Occhio gente, che è un attimo essere giudicati dalla storia come quelli che si misero sul ponte a guardare la gente che marciava e non come quelli che si unirono alla lotta della giustizia!

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Anche questo film l'ho visto con Claudia, se passate da lei trovate la sua recensione!

25 aprile 2015

25 aprile

Non è per via della gloria, 
che siamo andati in montagna,
a fare la guerra.
Di guerra eravam stanchi,
di patria anche.
Avevamo bisogno di dire:
lasciateci le mani libere, 
i piedi, gli occhi, le orecchie; 
lasciateci dormire nel fienile, 
con una ragazza.
Per questo abbiam sparato, 
ci siam fatti impiccare,
siamo andati al macello
col cuore che piangeva, 
con le labbra che tremavano. 
Ma anche così sapevamo 
che di fronte a un boia di fascista 
noi eravam persone, e loro marionette.

Nino Pedretti

23 aprile 2015

Libreria El Ateneo a Buenos Aires


Avevo un sogno: vedere una delle librerie più belle del mondo.
Ho desiderato tanto vedere El Ateneo di Buenos Aires e quando, con la mia mappa tra le mani, son uscita dalla metro avevo per davvero il cuore a mille e gli occhi che guizzavano da tutte le parti in cerca dell'insegna.

La Libreria El Ateneo, in pieno centro a Buenos Aires, in realtà era un teatro inaugurato ad inizio Novecento e nell'anno 2000 la catena Yenny l'ha acquistato per trasformarlo in uno dei suoi punti vendita.

Devo ammettere che me l'aspettavo più grande, ma forse perché ormai son abituata alle grandi librerie multipiano delle nostre grandi città, e la stanchezza di fine giornata ha senza dubbio inciso un po' sul mio entusiasmo. Ci son anche rimasta male che non ci fossero gadget della libreria che mi sarebbe piaciuto regalare a qualche amica... e beh, anche a me stessa ovvio :)

Nonostante questo, quello che più mi ha colpito è la sacralità dell'aria che si respira in questa Libreria, dove veramente si può trovare di tutto e di più. Dove ovunque si guardi c'è un dettaglio su cui soffermarsi: la cupola, il palco con tanto di tendoni di velluto trasformato in un caffè, le luci... Alla libreria El Ateneo non si va a comprare un libro, si va sul serio per vivere un'esperienza.

E poi ci si può sedere su una poltroncina nei balconcini e leggere e sfogliare un libro, oppure soffermarsi a guardare la moltitudine di libri e lo spettacolo di persone che circolano per la libreria.


Un'altra curiosità su Buenos Aires è che sarebbe una delle città con più librerie per abitante, secondo una statica curata dal World Cities Culture Forum 2015. Ovviamente la loro distribuzione è tutto fuorché uniforme nella città, con una grande concentrazione nel centro e una quasi assenza totale in alcune periferie. Come tutto il resto d'altra parte in America Latina.

20 aprile 2015

Storie di migranti

E' da quando son piccola che sento raccontare la storia di un uomo che aveva lasciato tutto ed era andato in America. A volte la storia cambiava nei particolari, ma la parte centrale non cambiava mai:
aveva viaggiato nella stiva perché i soldi non li aveva per viaggiare sulla nave.
Un viaggio lungo che dalla frazione di un paesello in Piemonte lo aveva poi portato in una miniera in un paese di uno stato non identificato negli Stati Uniti.
Là ha lavorato tanto, ha fatto fortuna, è tornato in quel paesino.
Ha fatto una figlia, che ha avuto una figlia, che a sua volta ha avuto una figlia, e pure lei ha avuto una figlia, che sono io.

Se qualcosa in quel bastimento fosse andato storto, io oggi non sarei qua. E questo è solo uno dei tanti motivi per cui non posso rimanere indifferente alle tragedie del Mediterraneo.
Perché su quella nave poteva esserci stato il mio trisavolo. E questa storia noi italiani dobbiamo ricordare che ce l'abbiamo nel DNA.

18 aprile 2015

Jimmy's hall - una storia d'amore e libertà

Jimmy's Hall non è di sicuro il miglior film di Ken Loach, ma è uno di quei film che regala un po' di carica e voglia di non arrendersi e, di questi tempi, non son mica bruscolini :)

Iniziamo dalla scelta dell'attore protagonista: un certo Barry Ward, che a me sembrava tanto un bel miscuglio tra Richard Gere e Luca Argentero. Io lo promuovo, ovviamente!
Interpreta una di quelle persone che nel loro piccolo riesce a cambiare le cose nel suo mondo, o per lo meno ci prova. Stiamo parlando di Jimmy Gralton e siamo nell'Irlanda degli anni '30. Gralton torna nel suo paesello sperduto dagli Stati Uniti e si lascia convincere a riaprire la sua vecchia sala. Se Jimmy fosse nato oggi forse predicherebbe la diffusione libera del sapere e la forza del condividere tramite i social network (o magari anche no eh!). Invece a quell'epoca il comunista Jimmy inizia ad aprire la sua sala a chi ha qualcosa da insegnare ai ragazzi del paese, che sia pugilato piuttosto che canto, ma a qualcuno la cosa non va proprio giù.

Quello che colpisce fin dalla primissima scena è il verde brillante della brughiera irlandese, di cui è difficile non innamorarsi, E mentre scorrevano le immagini, la storia di Jimmy e la sua non-fidanzata ma molto innamorata, mi suonava nella testa una vecchia canzone dei Modena City Ramblers... che ascoltavo in tempi di grandi sogni e grandi speranze!

E c'è di più: questo film l'ho visto con Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri e QUI potete trovare la sua recensione! Questa è la prima recensione di una serie di film che vedremo insieme e recensiremo in contemporanea!
Se poi vi appassionaste alle storie irlandesi poco conosciute vi consiglio Philomena, un bellissimo film che racconta una realtà nascosta degli anni '50.

14 aprile 2015

Il bacio di Giuda

Il bacio di Giuda è stata la mia lettura a tema di Pasqua, anche se con la Pasqua non ci azzecca nulla.
L’ultimo libro di Sveva Casati Modignani è il racconto di come era Milano alla fine del secondo dopoguerra, raccontando il quotidiano della sua famiglia.

In questo libricino, che sembra più un lungo racconto autobiografico che un vero e proprio romanzo, la scrittrice racconta ai suoi nipoti che cosa ha caratterizzato la sua infanzia e lo fa con il tono delicato con cui anche le mie nonne mi raccontavano la loro storia. Mi ricordo che quei racconti mi sembravano delle grandi storie d’avventura in un mondo color seppia in cui i buoni alla fine vincevano sempre.
Il bacio di Giuda non è un libro imperdibile ma è una lettura piacevole per chi ha voglia di ritrovare un pezzo di storia quotidiana che non si trova nei libri di storia.

Se volete saperne di più vi consiglio la mia recensione completa che trovate QUI.

12 aprile 2015

Ma che bella sorpresa

Non è che guardo solo film impegnati e/o francesi, che sia chiaro!
A volte ci va un po' di leggerezza e anche di grasse risate,

L'ultimo film di Claudio Bisio, Ma che bella sorpresa, è un'inezione di buon umore, dove ci si spancia dal ridere... soprattutto nel primo tempo.

Guido-Bisio viene mollato dalla moglie e non la prende molto bene; si inventa una fidanzata gnocchissima. O meglio crede a tutti gli effetti di avere una morosa, ma la vede solo lui. Insomma dà di matto! E rischia di non accorgersi che c'è una donna in carne ed ossa (molta più carne ai punti giusti che ossa!) follemente innamorata di lui proprio alla porta accanto!

Film altamente consigliato a tutti i sognatori, quelli che sono sempre in bilico tra la realtà e un mondo di fantasie. Occhio che se si esagera poi c'è il rischio di ritrovarsi a limonare con un palo della luce! Ora me lo vado a ripetere un po' di volte ad alta voce, che nel mio viaggio da sola ho tirato fuori una caterva di amici invisibili che erano anni che non venivano a farmi visita :P

09 aprile 2015

Very Inspiring Blogger Award - 7 cose su come viaggio

Grazie a Serena e per avermi nominato -ormai parecchio tempo fa-per il Very Inspiring Blogger Aard. Inizialmente avevo pensato di ringraziare e basta perché ho un migliaio di post da recuperare, ma colgo l'occasione per raccontarvi sette cosette sul mio modo di viaggiare...

Chi se la sente di venire con me?

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1. Sono organizzatissima, se voglio, Ho organizzato un viaggio con la mia mamma per andare a vedere le cascate di Iguazù veramente alla mezzora e dove anche gli imprevisti erano calcolati! ma la mia vera natura è un'altra...
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Cascate di Iguazù, tra Argentina e Brasile

2. Non sono di quelle che dicono "parto e poi vedrò cosa succederà", ma quasi. Questo viaggio lungo di organizzato aveva ben poco, a parte il punto di partenza :) ed è stato bellissimo! C'erano giorni che sceglievo sul pullman dove andare!

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Murales a Rosario, Argentina
3. La cosa più difficile di viaggiare da sola è stato decidere di partire. Quando son stata in giro non mi son mai trovata in difficoltà. Qualche volta ho avuto giornate storte, qualche volta mi è pesato dover prendere decisioni da sola, ma la verità è che è stato proprio bello. Ho scoperto di avere risorse che non sapevo di avere. Viaggiare da sola è un'abitudine che non voglio perdere!
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un fiore solitario che guardava il vulcano Lonquimay, Cile
4. Ho sempre pensato di essere una persona molto spartana che si adatta facilmente. Per risparmiare ho spesso dormito in posti dalla dubbia pulizia, Qualche volta mi son fatta delle docce pensando "non toccare nulla che qui ti prendi la scabbia per non aver voluto spendere 1 euro in più" oppure ho dormito in letti in cui il dubbio che ci avesse già dormito qualcun altro era ragionevole e mi ripetevo "non guardare, meglio non sapere e dormi"!
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una sera in ostello...
5. In viaggio mi scordo spesso di mangiare. Solitamente a pranzo preferisco mangiare qualcosa di veloce, magari camminando e se possibile spendendo poco. E' così che l'ultima sera a Buenos Aires mi son resa conto che erano due giorni che non mangiavo qualcosa seduta. Più volte ho pensato che se è vero che siamo quel che mangiamo, io ho corso il rischio di trasformarmi in una empanada!
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L'Obelisco, uno dei miei angoli preferiti di Buenos Aires, dove ho mangiato le empanadas più care del mio viaggio

6. Mi è spiaciuto tanto non poter partecipare al senso dei miei viaggi organizzato da Norma, il cui tema erano i profumi. Per un mese il mio viaggio ha puzzato di Pantene per capelli ricci: giustamente lo shampoo mi si è aperto nel beauty dopo una settimana. E il beauty ne è rimasto impregnato! Tutte le volte che aprivo lo zaino sentivo questa bella puzza, che rimarrà il profumo della mia Patagonia! :) Da qui potete ben capire che son pasticciona!


7. Mi piace raccontare cosa vivo: ho scritto un post su Chicks and Trips, un simpatico blog di viaggi, su come il Servizio Civile sia un'ottima occasione per viaggiare e cambiare il proprio modo di vedere il mondo! Lo trovate QUI.

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Mendoza, la città argentina dove ho vissuto un anno
Ora dovrei candidare 15 blog a questo premio, ma ne scelgo solo 5 che vi straconsiglio di visitare se ancora non li conoscete!

- Ali di Nuvole --> Maruzza è un'ottima guida di Roma (l'ho testata!!) ma la sua vera passione è Ponza: attenzione a passare dal suo blog perché è una passione contagiosa!
- Banana e cioccolata --> Silvia non sta mai ferma: se non è nel Far West sta gironzolando per qualche mostra o castello in quel di Parma!
- Il giro del mondo attraverso i libri --> anche Claudia è un'amante dell'arte, ma con lei potrete viaggiare semplicemente scegliendo il libro giusto!
- Nuvolette colorate --> Francesca, sto aspettando i tuoi resoconti sul Giappone... muoviti a renderci partecipi!
- Alice e la Bestia --> Alice è tra le mie blogger preferite: ha vissuto a New York, ora è a Parigi ma non dimentica mai che la sua anima è sabauda!

05 aprile 2015

Barbecue

Si spengono le luci ed ecco la solita voce nella testa del protagonsta che parla e racconta: sti film francesi son tutti uguali! Tutti copie della cara Amelie...

Poi si vede il barbecue: cacchio ma io non mi ricordavo più che un barbecue fosse fatto così!!

è che in Argentina l'asado si fa un po' più sul serio, tipo così!

Nonostante i tanti pregiudizi con cui ero entrata in sala, mi son divertita un sacco! Barbecue è un delizioso film sull'amicizia vera, quella di un gruppo di cinquantenni alle prese con divorzi, figli adolescenti e crisi di mezza età.
Le battute non mancano e, udite udite, persino i francesi sanno far ridere di gusto!

Se anche le vostre grigliate di Pasquetta rischiano di saltare causa pioggia incessante, allora vi consiglio di rifarvi con un pomeriggio davanti ad un bel film divertente!

02 aprile 2015

Falkland è una parolaccia

2 di aprile, in Argentina giorno delle Malvinas. E ci scommetto che nessuno sa cosa sono: io non ne avevo idea prima di vivere un anno a Mendoza!

Sappiate che una parola che non va mai nominata in Argentina è Falkland perché gli argentini le chiamano Malvinas e son fermamente convinti che le Malvinas debbano tornare all'Argentina e cantano canzoni come questa:
o portano avanti iniziative come questa:

Per puro caso son finita al Museo de Las Malvinas, che è dentro lo Spazio per la Memoria dell'Esma a Buenos Aires.  Ed è stata un'esperienza al limite della realtà, credetemi!

L'obiettivo del Museo è spiegare perché le Malvinas sono argentine e non inglesi. Il museo è molto moderno e tecnologico e dà tutta una serie di motivazioni a supporto di questa tesi:
- geograficamente sono lontane dalla madre patria inglesi
- geologicamente gli inglesi direbbero che le Malvinas si siano staccate dal Sud Africa e non dall'America Latina, ma gli argentini dicono che tutto il continente sudamericano era legato all'Africa quindi gli inglesi dovrebbero rivendicare la sovranità su tutto il continente!
- biologicamente la flora e la fauna delle isole è molto simile a quella della Patagonia che non a quella della Scozia
- storicamente la popolazione era argentina, poi ci hanno portato i coloni inglesi.

Certo il museo non è imperdibile, anzi, ma sapere due cosette sulla Guerra delle Falkland è davvero utile se si va in Argentina perché in ogni città c'è una via o un monumento ai caduti di questa guerra. Se si vuole andare in Terra del Fuoco informarsi è indispensabile perché si trovano ovunque scritte come questa che fanno riferimento a navi pirata o usurpatrici inglesi! Se arrivate un po' ignorantucci non vi preoccupate che saranno ben felici di fornirvi ogni qualsivoglia opuscolo informativo.

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Porto di Ushuaia
La visita guidata gratuita al museo non l'ho finita: ero troppo stanca e intanto avevo già capito il succo della questione, cioè gli inglesi son cattivi cattivi cattivi.
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Il pilota Fitzgerald negli anni '60 volò con questo aereo fino alle Malvinas per piantare la bandiera argentina. Quando tornò in patria fu accolto come un eroe.
A me ricordava molto Lost, ma questa è un'altra storia!
E' risaputo che io ancora ho qualche speranza di diventare una principessa inglese... ma non mi sembrava il luogo più adatto dove declamarlo e quindi son scappata a gambe levate :)