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27 giugno 2016

Fuocoammare

Quando un film si presenta nella categoria "documentari" uno non si aspetta una serata scoppiettante, ma avevo un mio ottimo motivo per aspettare con ansia di vedere Fuocoammare: l'intervista che avevo visto da Fazio dopo che il film aveva vinto l'Orso d'oro a Berlino.


Fuocoammare racconta due Lampedusa:

  •  la prima è quella che non conosciamo ma di cui tanto parliamo: profughi, barconi, centri d'accoglienza che scoppiano
  • la seconda invece è quella dei Lampedusani, che vivono la loro vita con le loro difficoltà ma con molta normalità.
Quello che più mi ha colpito è sapere che l'isola di Lampedusa è grande solo 20 km2 ma sembra ci siano due isole (permettetemi il gioco di parole) isolate tra di loro: lampedusani e profughi, che non si incontrano mai. L'unico punto di contatto è il medico che presta servizio per le questioni di routine agli abitanti e poi soccorre chi arriva in condizioni spesso disperate.

La parte dei lampedusani è una palla mostruosa (cercavo un francesismo ma non l'ho trovato): c'è sto bambino che ama giocare con la fionda e va in giro per i boschi... e poi c'è la parte sui barconi, ma è abbastanza contenuta e quella è molto toccante, ma la forza di quelle immagini si ammoscia nel contesto piatto del resto del film.

Non consiglio assolutamente di vederlo, piuttosto guardate l'intervista al medico che ha fatto Fabio Fazio: quella è un concentrato delle parti più interessanti/toccanti del film e merita!

3 commenti:

  1. Peccato, che occasione persa... Grazie in ogni caso per la segnalazione, ora guardo l'intervista.

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ciliegine