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31 dicembre 2016

Oceania - Vaiana l'antiprincipessa


Se avete una bambina e non la portate a vedere Oceania state facendo un errore colossale.
E se siete appena più grandine (tipo me XD) e lo andrete a vedere, uscirete dal cinema davvero entusiaste!

Protagonista assoluta è Vaiana, che nel film originale si chiama Moana e non vi sto nemmeno a spiegare come mai Disney Italia abbia preferito cambiarle il nome!
Vaiana è una non-principessa, è la figlia del capo di un popolo che vive in un'isoletta sperduta in mezzo all'oceano.
Vaiana assomiglia molto ad Ariel, che è sempre stata la mia principessa preferita: entrambe vivono in un posto bellissimo, dove hanno tutto quello che possono desiderare, ma hanno anche una gran voglia di scoprire che cosa c'è oltre il confine a loro imposto. Ariel vorrebbe vedere cosa c'è sulla terra ferma mentre Vaiana vorrebbe navigare oltre la barriera corallina per vedere cosa c'è oltre l'oceano.
Sia Vaiana che Ariel hanno un papà che vuole impedire loro di allontanarsi per proteggerle, ma entrambe hanno la testa dura e decidono di intraprendere il loro viaggio.

Vaiana decide di partire da sola nel momento in cui scopre che la gente della sua isola è in pericolo: non ci sono più pesci da pescare e le palme da cocco si sono ammalate.
Vaiana è il tipo di ragazza che, come Ulisse, prende la sua barchetta e attraversa i mari: la sua missione è trovare Maui, un semidio dall'ego smisurato, e convincerlo a restituire  a Tefiti, la madre di tutte le isole, la preziossima pietra verde che tempo addietro le aveva sottratto.

Oceania presenta una nuova eroina, un nuovo modello per le future donne di domani: ragazze che sanno cosa vogliono, determinate e capaci di raggiungere i propri obiettivi, accettare i propri limiti e salvare se stesse e chi hanno a cuore.
I tempi della bella addormentata nel bosco sono finiti e se ancora diciamo alle bambine che devono aspettare il principe azzurro per svegliarsi... avete presente la pagina Gli uomini sono le nuove donne? ;P

il mio 2016 in viaggio

Si avvicina la fine dell'anno ed è il momento di vedere che direzione ho preso in questo ultimo anno... insomma, dove sono andata?
Per scoprire cose nuove molto spesso non c'è bisogno di fare tanti chilometri, basta tenere gli occhi aperti, il cuore pronto e i piedi in un paio di scarpe comode :)

Gennaio: sono tornata da sola a Madrid, dove ero stata nel 2011 per la Giornata Mondiale della Gioventù. Madrid mi ha deluso abbastanza: sarà perché quando ci ero stata ad agosto si schiattava di caldo e nel ritornarci a gennaio sono schiattata di freddo?
Madrid mi è piaciuta molto per i suoi musei, ma come città in sé non mi ha entusiasmato: vedere Guernica dal vivo (anche se schiacciata tra i turisti) è stranissimo e pure scoprire tanti quadri di Dalì!

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Madrid, Monumento a Felipe IV
Febbraio: ho visitato la mostra di Monet alla GAM a Torino con la mia figlioccia quindicenne: più che la mostra in sé, un po' deludente, mi ricorderò quel sabato mattino per la sua splendida compagnia!

Marzo: nulla da dichiarare :)

Aprile: ho visitato il Museo Garda a Ivrea con una carissima amica: ho scoperto cose che non sapevo nemmeno esistessero sul mio territorio e ho riso tanto, tantissimo!
Museo Garda, Ivrea (TO)
Ho anche fatto un giro intorno al mondo in una sola mattinata: avete mai sentito parlare di Porta Palazzo? E' un quartiere multietnico di Torino con il mercato coperto più grande d'Europa.
Tramite Mygrantour si può fare conoscere il quartiere con gli occhi e le conoscenze di una guida migranda, qualcuno che viene da lontano e ha imparato a conoscere quel pezzetto di città: il progetto è attivo in diverse città italiane.
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Maggio: che mese ricco! Sono stata a fare rafting a Morgex in Val d'Aosta, sono tornata al Salone del libro (anche se non sono una grande fan dell'evento) e poi son stata con un gruppo di amici alla Sagra della focaccia di Recco (GE).
Il prossimo anno la Sagra sarà il 28 maggio: la cittadina di Recco mi ha deluso abbastanza, ma ho visitato Rapallo e Santa Margherita, che invece sono più caratteristiche. L'organizzazione della Festa invece era perfetta: nonostante ci fosse moltissima gente, c'era focaccia gratis per tutti e le file chilometriche scorrevano molto velocemente!
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Giugno: adoro portare a spasso per Torino altri blogger e scoprire che bello è incontrare qualcuno che si è imparato a conoscere gradualmente solo tramite uno schermo: questa volta è toccato a Cdp!

Luglio: come ogni anno a luglio vado alcuni giorni in Liguria a Laigueglia: quest'anno visto che il mio onomastico cadeva di lunedì mi sono concessa un fine settimana lungo!
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:


Agosto: Ho fatto un bel viaggio da sola in Polonia. Sono stata a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù, poi mi son diretta a nord fino a Danzica per fare qualche giorno di mare e, passando da Torun, ho concluso il mio viaggio a Varsavia. Delle città toccate sicuramente Varsavia è quella che mi è piaciuta meno. Son rimasta molto colpita dalla cordialità e la gentilezza dei polacchi: un viaggio indimenticabile!
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Danzica (Polonia)
Settembre: sono tornata a Roma, che è sempre una città stupenda... anche se purtroppo l'ho trovata infinitamente sporca! un grazie a Maruzza e Francesca per avermi fatto da guida :)
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Castel Sant'Angelo, Roma
Ottobre: non credo di essere mai stata così tanto al lago, anzi ai laghi, manco fossi Valerio Scanu!
E tutti relativamente vicini a casa...
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Novembre: una domenica nelle Langhe e nel Roero con degli amici che non si vedeva da un sacco: è stato emozionante!
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Tramonto a Treiso, Cuneo
Dicembre: sono andata ad Aosta, città in cui son già stata tantissime volte e che mi piace sempre tantissimo. Sono andata a fare un giro trai mercatini di Natale e di foto non ne ho fatte: sembra che possa succedere di dimenticarsene quando nell'aria c'è tanta magia! :)

... prossima fermata fra qualche giorno:


27 dicembre 2016

Chapeau 2016

Chapeau, 2016!

Grazie per tutto quello che mi hai portato: so che per molti sei stato un anno brutto. Per me non sei stato un anno facile, mi hai lanciato tante sfide... ma cavolo quanto mi hai fatto felice!

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Oggi sono stata al Parco Dora a Torino: è un po' fuori rispetto ai soliti giri turistici per il centro della città, ma è un ottimo esempio di come  una città grigia ed industriale ha saputo colorare le sue ciminiere.
(Per saperene di più sul Parco Dora e sul murales per Bobby Sands clicca QUI)
E questo è il mio obiettivo del 2017: continuare a trasformarmi e colorare i miei spazi grigi... con i piedi ben piantati a terra e la testa tra le nuvole!

21 dicembre 2016

Questi giorni

Claudia mi ha abbandonato nella visione di Questi giorni perchè pensava che fosse il racconto del viaggio di quattro ochette. Magari Caludia, magari il film fosse stato così:

Meno male caro J-Ax che la vita non è un film, perché tante disgrazie/sfighe/disagi tutti insieme, concentrati in un minuscolo spazio vitale come l'abitacolo di una utilitaria non sono facili da trovare!

Ci sono 4 amiche che stanno andando a Belgrado in macchina per accompagnare lì una di loro che ha deciso di trasferirsi per lavoro.
Il viaggio è sinonimo di crescita, cambiamento, ricerca di se stesse, ecc ecc tutte quelle menate lì.
Alla guida abbiamo Caterina, che è lesbica ed innamorata della sua migliore amica che però non lo sa e non è lesbica: allegria!
Liliana, l'amica, infatti è innamorata del relatore della sua tesi e ha pure un tumore, ma non vuole dirlo a nessuno: gioia infinita!
Anna è incinta di tre mesi, ma è ancora una bambina un po' ingenua che non ha mica capito cosa vorrà dire diventare mamma: #solocosebelle
Angela invece legge il futuro e ha le corna. #maiunagioia

Tutta sta manfrina va avanti 120 minuti, due interminabili ore.
Ed è terribile.

17 dicembre 2016

Julieta

Suonino le trombe e rullino i tamburi: finalmente ho visto un  film di Almodovar che mi è piaciuto perché tutti gli altri che mi son capitati a tiro oscillavano tra la sfumatura dell'"odioso" a quella del "tremendo".


Julieta è un film diverso: ha un capo ed una coda, ovviamente drammatico, ma è un film che ha un senso.
Sembra scontato che un film che ha come protagonista una che si chiama Julieta non possa essere il film più allegro del mondo.
Julieta è una giovane donna innamorata inizialmente del suo lavoro e successivamente della sua famiglia: incontra l'uomo del suo destino su un treno notturno e, dopo quel colpo di fulmine, non lo lascia mai più. Cambia città per lui, lascia il suo lavoro per lui, e mette su famiglia con lui.
Ma Julieta è sfigata e quindi la sua favola ovviamente non ha il lieto fine: rimata vedova si trasferisce con la figlia a Madrid, dove cerca di rifarsi una vita.

Un  film che sa tenere lo spettatore sempre attento e capace di emozionare, dal primo all'ultimissimo minuto.


13 dicembre 2016

Tua

Il giallo non è il mio genere: ne leggo pochi pochi e raramente mi entusiasmano.
Il tema del primo nuovo ciclo di "incontri letterari" organizzato da La lettrice rampante e Giro del mondo attraverso i libri però era proprio il genere giallo e tutte le sue (50) sfumature, 
Son stata giorni e giorni a pensare di cosa parlare e alla fine ho parlato di Un cinese a Buenos Aires, ma nel frattempo mi sono comprata, dopo secoli, un libro giallo alla Feltrinelli.

Ho comprato Tua per tre semplici nobili motivi:

  1. costava solo 6,50 €: un piccolo investimento per un libro che non pensavo potesse piacermi molto.
  2. sottile, meno di 150 pagine: un piccolo investimento per un libro che non pensavo potesse appassionarmi.
  3. l'autrice, Claudia Piñeiro, è di Buenos Aires: visto che probabilmente il libro non mi sarebbe piaciuto, almeno me ne sarei stata nella mia Argentina (da notare che era da quest'estate che non leggevo un libro ambientato in Argentina!).
La trama all'apparenza è semplice: fin da subito abbiamo la morta, l'assassino e la testimone che ha visto subito.
La morta si chiama Alicia ed è la segretaria-amante.
L'assassino è Ernesto, il marito fedifrago e datore di lavoro,
E Inés vede tutto da lontano: Ernesto litiga con Alicia, la spinge e la poveretta, cadendo, batte la testa e muore.
Inés, casalinga borghese, moglie tradita ma disposta al perdono, con l'intento di aiutare suo marito a nascondere le prove del delitto si trasforma in un piccolo investigatore privato e scoprirà che suo marito non è il cretino che pensava e che, soprattutto, non è un santo!
Chi è davvero che firma i bigliettini con il rossetto senza mettere il nome? Chi è Tua?
Dal libro di Claudia Piñeiro è stato tratto un film lo scorso anno, ma che non credo sia stato doppiato in italiano.

Mi è piaciuto Tua:

  1. il morto e l'assassino erano chiari fin dall'inizio: il vero "giallo" era capire cosa ci fosse sotto un movente così "banale"
  2. questo è un giallo con molte sfumature di rosa: le storie di corna hanno sempre un loro fascino. 
  3. C'è tanta Argentina tra queste pagine: per esempio, se non lo sapete, che in Argentina l'aborto è illegale, farete fatica a capire il comportamento della figlia di Inés ed Ernesto.
Consigliato a chi non ama troppo i gialli, ma vuole una lettura appassionante e molto divertente: sarebbe ottimo da tenere sotto l'ombrellone!

10 dicembre 2016

Snowden

Temevo che Snowden fosse un film incomprensibile per chi come me non si domanda nemmeno come funzioni un computer, per chi pensa che dentro al pc ci siano delle specie di umpalumpa che fanno muovere tutto.
Insomma, mi aspettavo una gran nerdata che mi avrebbe fatto addormentare dopo 10 minuti.

Poi ho scoperto che Snowden è patrocinato da Amnesty International e mi è venuto in mente che potrebbe essere un film di quelli interessanti.

La prima cosa da sapere è che Snowden è una storia vera: è la storia di uno di quegli eroi contemporanei di cui non sentiamo mai parlare, ma che ha rinunciato una vita comoda alle Hawaii per ritrovarsi a richiedere asilo alla Russia!


Edward Snowden cresce in una famiglia dove da generazioni gli uomini servono la Patria come militari, ma lui durante l'addestramento ha un infortunio e finisce così la sua carriera.
Edward però è un geniaccio a cui piacciono i computer e, dopo una bella gavetta, si ritrova a far carriera all'interno della CIA e della NSA: è nel grande mare di internet che si combatte la vera battaglia contro il terrorismo, non sui campi di battaglia in Iraq.
Riuscendo a intercettare probabili attentatori si possono evitare altri 11 settembre e salvare migliaia di vite.

Snowden scopre che, con la scusa/intento di controllare quante più persone ipoteticamente connesse ad un probabile terrorista, in realtà moltissimi cittadini statunitensi finiscono intercettati anche se non hanno niente a che fare con il terrorismo.
La prima reazione che mi è venuta spontanea è stata uguale a quella della fidanzata di Snowden: "Eh va beh tanto io non ho  nulla da nascondere".
Poi uno inizia a pensarci ed effettivamente è vero che sul mio pc/telefono/attività online troverebbero più cavolate che altro, ma davvero avrei piacere che qualcuno sapesse sempre che cosa faccio, che cosa cerco, che cosa guardo, che cosa dico?

Snowden decide di denunciare al mondo tutto questo, consapevole che le autorità del suo paese lo condanneranno per essere un traditore e lo accuseranno di mettere a rischio la sicurezza nazionale.

La questione è spinosa: a quanta libertà e privacy siamo disposti a rinunciare per essere più sicuri? e cos'è davvero la sicurezza?

Un film da vedere assolutamente! Per essere più consapevoli di quello che è oggi il nostro mondo.


07 dicembre 2016

Stoner

Ho finalmente letto Stoner perché, finalmente, una persona speciale me lo ha regalato: erano anni che io e Stoner ci corteggiavamo, mi guardava dietro quei suoi occhialoni dagli scaffali, lo prendevo in mano e poi lo riposavo dicendogli che lo avrei portato a casa con me la prossima volta.

Tanto tempo fa avevo letto una recensione di Strawberry su Stoner: son passati degli anni e della trama ricordo poco e nulla, ma il suo entusiasmo mi aveva raggiunto e non se ne era andato più. 
[E questa è una piccola parentesi per dire a Strawberry che i suoi post mi mancano!]
Da quel momento mi ero sempre ripromessa che era un libro che non poteva assolutamente mancare tra le mie letture...
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Chi è Stoner?
Stoner è un ragazzo di campagna nato a fine '800 negli Stati Uniti a cui viene data la possibilità di studiare. E qui scopriamo già com'è fatto Stoner: Stoner è uno che ha delle ottime potenzialità, ma non sa scegliere e si lascia trasportare dagli eventi.
Stoner non è uno sfigato, non è un codardo: è solo un uomo mediocre.
E' uno che non parte per la guerra non perché ha dei grandi ideali, ma perché in quel momento non gli conviene mettersi in gioco. La sua non è decisione calcolata o scaltra: non è un rifiuto della guerra, non è la scelta di rimanere, è solo la scelta di non-partire.
E' uno che si sposa con una donna che crede di amare, ma lo fa con le modalità che gli impongono i "simpaticissimi" genitori di lei: preludio di un disastro silenzioso.
E' uno che scopre l'amore durante la classica crisi di mezza età, ma poi non sa lottare con le unghie e con i denti per tenersi stretta la donna perfetta per lui.
E' un padre che adora la figlia ma, per quieto vivere, decide di lasciare alla madre il compito di educarla e renderla una piccola donna infelice.
E' un professore universitario, apprezzato ma che non ha voglia di fare il salto di qualità: di crescere professionalmente. Preferisce rimanere lì, fermo, nell'università in cui ha iniziato i suoi studi e non uscire mai dai confini del suo staterello.

Si può quindi amare Stoner?
Io non l'ho amato: lo avrei preso a sberle, lo avrei voluto scuotere e avrei voluto urlargliene quattro, ma lo avrei anche voluto abbracciare per quella sua innata capacità di resistere a tutto.
Stoner non è l'eroe di cui ti innamori, non è il cattivo che odi, è solo uno di quei personaggi che ti rimane dentro e di cui io ho il terrore di poter un giorno diventare: Stoner è un monito per chi lo sta leggendo! [ottimo regalo di Natale per chi non ha il coraggio di prendere una decisione ed è in balia degli eventi]


Stoner è un libro che si apprezza soprattutto per lo stile del suo autore, John Williams: non è facile raccontare la mediocrità perché la mediocrità è tutto fuorché avvincente. Ma John Williams riesce ad affascinare il lettore e, alla fine di tutto, è uno di quei libri che quando chiudi ti dispiace che sia già finito.

04 dicembre 2016

Indivisibili

Sapete che cos'è il disagio sociale?

Se avete visto Indivisibili probabilmente ve ne siete fatti una bella idea.
La situazione è ancora di più esasperata dalla situazione di Viola e Daisy, due gemelle siamesi neo diciottenni.
Le ragazze scoprono quasi per caso che potrebbero avere una vita normale, potrebbero separarsi ma sono i loro genitori che le vogliono tenere unite per sfruttarle come fenomeni da baraccone.
Il padre ha il vizio del gioco d'azzardo e riesce a dissipare tutti i soldi guadagnati dalle gemelle nella loro carriera, la madre è un'ubriacona che non sa badare a se stessa e figurarsi alle figlie.
Il prete incoraggia l'idolatria verso queste ragazze e la credenza che toccarle porti bene.
Il solito manager con le mani in pasta promette loro mari e monti ma vorrebbe portarsele solo a letto, un cliché.

Questo film non è brutto, è solo troppo angosciante.
Troppo; e molto spesso il troppo stroppia!


01 dicembre 2016

Un fine settimana... sorprendente

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Vista dal Castello di Magliano Alfieri

Mi piacerebbe trovare le parole adatte per raccontarvi una domenica d'inverno con il sole a gironzolare tra le Langhe e il Roero, su e giù per le colline.

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Vista dalla Torre di Barbaresco
Vorrei avere quel minimo di conoscenze per sapere descrivere le differenze e le proprietà dei tanti bicchieri di vino assaggiati tra una tappa e l'altra: ma so solo dire "Buono".

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Tramonto dal Belvedere di Treisco
E vorrei poter dire qualcosa su un tramonto con il sole che si nasconde dietro il Monviso. Ovviamente neanche per questo ho le parole giuste.
Ma porto con me i ricordi di una bellissima domenica passate con degli amici speciali che non vedevo da un sacco di tempo... e questo post mi servirà per ricordarmi di tante cose che spesso si danno per scontate, ma scaldano il cuore!

19 novembre 2016

Io, Daniel Blake

Son convinta che se uno riesce a vedere un qualsiasi film di Ken Loach, regista famoso ma che fa film che non finiscono nel circuito delle grandi multisale, e poi  per caso si imbatte in un suo secondo film poi non se ne perderà più nessuno! A me è successo così e ora basta dirmi che un film è di Ken Loach per convincermi a vederlo.

Io, Daniel Blake è l'ultimo suo film, ha vinto la Palma d'oro a Cannes ed è  piaciuto un sacco pure a me!

Daniel Blake è un signor nessuno, un cittadino inglese qualsiasi che incappa nelle maglie della burocrazia e non ha nessun strumento per venirne fuori oltre alla sua dignità.

Daniel Blake ha sempre lavorato duro ed onestamente come carpentiere, ma ha avuto un infarto e il suo medico dice che non può più lavorare ed avrebbe diritto ad un sussidio per l'indennità da malattia. L'operatrice della sanità però segue freddamente ed in modo inflessibile le procedure e lo costringe a seguire tutto l'iter per richiedere la disoccupazione.
Daniel Blake segue tutte le indicazioni che gli danno, anche quelle più assurde, senza riuscirne a venire a capo ma dimostrando tutta la sua bontà quando "adotta" una mamma single con i suoi due bimbi che è finita nello stesso girone infernale degli uffici per i sussidi inglesi.

Questo film è anche un film sulla solidarietà, sulla capacità di saper dividere un piatto di minestra, sulla disperazione di chi non viene mai ascoltato, ma è soprattutto un film sul diritto di avere dei diritti e sull'incredibile dignità di chi esige di essere semplicemente un Cittadino.


Non sono un clientené un consumatorené un utentenon sono un lavativoun parassitaun mendicantenon sono un numero di previdenza socialeo un puntino sullo schermo
Ho pagato il dovuto, mai di meno, orgoglioso di farlo, non chino mai la testa ma guardo il prossimo negli occhi e lo aiuto quando posso. Non accetto e non chiedo elemosina. 
Io sono Daniel Blake, sono un uomo, non un cane e come tale esigo i miei diritti di essere trattato con rispetto. Sono un cittadino, niente di più e niente di meno.



Ti potrebbero interessare anche questi altri film di Ken Loach:


10 novembre 2016

Brooklyn

Eilis va in America.
Lascia il suo paesello dell'Irlanda degli anni '50, riempie un baule dei suoi vestitini, saluta la mamma e la sorella maggiore e prende un transatlantico per andare a Brooklyn, un posto di cui non sa nulla a parte che è pieno di irlandesi.
Eilis non sta scappando da una situazione di povertà materiale, sta sfuggendo da un posto che non le offre nessuna opportunità per il suo futuro.

Arrivare in un paese nuovo da sola non è facile ed Eilis si ammala di nostalgia, finché non riesce a ricordarsi che ha lasciato tutto il suo mondo per inseguire un sogno ed inizia una scuola serale per diventare contabile.
E le cose all'improvviso iniziano a girare per il verso giusto: nella vita di Eilis arriva Tony, un idraulico italiano con una famiglia buffa e pittoresca.
Tony non è il principe azzurro che salva la principessa: Tony è un ragazzo dolcissimo, gentile, innamorato ma Eilis è quel tipo di ragazza, all'apparenza fragile, che ha dentro di sé le forze per salvarsi da sola.

Quando tutto sembra filare per il verso giusto l'adorata sorella di Eilis muore all'improvviso ed Eilis torna a casa a far visita a sua madre: riuscirà a separarsi un'altra volta dalla sua Irlanda per tornare negli Stati Uniti?

Brooklyn mi è piaciuto tantissimo non solo per la bravura e l'eleganza del cast, ma perché è un film coinvolgente: si ride alle battute della padrona del pensionato dove risiede Eilis, si piange quando Eilis si trova in difficoltà e si rimane tesi fino alla fine nell'attesa di una scelta che non è mai scontata.

Da vedere!!!!


05 novembre 2016

La vedova Van Gogh

La vedova Van Gogh è finito nella mia libreria perché l'autore, Camilo Sanchez, è argentino, anche se sapevo che qui di argentino non ci avrei trovato nulla.


I personaggi di questa storia sono 3:
- Vincent Van Gogh, il famoso pittore che muore all'inizio del libro. Si spara un colpo di rivoltella  (in realtà si spara male!) e muore dopo un giorno di agonia. Vincent Van Gogh lascia in eredità un mucchio di opere che però nessuno apprezza.
Fonte Verdeazzurro
- Theo, il fratello di Van Gogh. Theo solamente viene nominato nei libri di storia dell'arte perché Vincent dopo una discussione molto vivace con lui si era tagliato un orecchio. In questo libro scopriamo un uomo fragile che non riesce a riprendersi dalla morte del fratello e si lascia morire nel giro di un anno, nonostante abbia una moglie ed un bambino piccolissimo.

- E poi c'è Johanna, che prima di Camilo Sànchez non se la filava praticamente mai nessuno. Johanna è lamoglie/vedova di Theo Van Gogh ed è a lei che si deve il grande successo di Vincent! Nonostante lei non lo avesse mai praticamente conosciuto, riesce a capire la sua arte e il suo valore, Johanna è una giovane mamma vedova che fa parte di una famiglia altolocata olandese e potrebbe vivere mantenuta dalla sua famiglia, ma Johanna è una donna moderna e il suo futuro, e quello del suo bambino, vuole costruirselo da sola. E' così che si trasforma in una piccola imprenditrice e curatrice di mostre.

Storia davvero interessante con protagonista una donna forte e tenace, interessante lo stile che mixa le lettere dei fratelli Van Gogh con il diario di Johanna.
Ha solo una pecca: io l'ho trovato emotivamente poco coinvolgente e non son riuscita ad appassionarmi!


29 ottobre 2016

L'uomo che vide l'infinito


L'uomo che vide l'infinito racconta la storia travagliata di una mente brillante, forse straordinaria, e soprattutto della sua grandissima determinazione: Ramanujan.

Probabilmente questo nome non dirà nulla nemmeno a voi ma è stato un grandissimo matematico che con le sue teorie continua a contribuire allo studio dei buchi neri nonostante sia passato un secolo dalle sue prime pubblicazioni.

Ramanujan nasce in India a fine '800 e, nonostante non abbia una laurea ed un'istruzione formalmente riconosciuta, ha una vera e propria passione per i numeri e riempie quaderni e quaderni di fittissime formule ed intuizioni matematiche,
Riesce a contattare un professore a Cambridge che, riconoscendone la genialità, lo prende sotto la sua ala protettrice e lo porta nella sua università.
Qui Ramanujan deve affrontare mille difficoltà: si trova immerso in una cultura molto diversa dalla sua, si confronta con cibi differenti ma soprattutto con i pregiudizi e le invidie dei suoi colleghi.
In più si trova anche nel bel mezzo della Prima Guerra mondiale

Alla fine Ramanujan riuscirà a realizzare i suoi sogni perché avrà la costanza e la caparbietà di rimanere fedeli a tutti i suoi sogni..

Bella storia eh, solo un po' soporifera... io mi son risvegliata all'improvviso sulla poltroncina del cinema mentre stavano bombardando Cambridge!

23 ottobre 2016

Compleanno 3.1

Lago di Viverone (Biella)
E' una settimana che penso a cosa scrivere nel post del mio compleanno. E poi il compleanno è passato, è stato plurifesteggiato e io le parole per raccontarlo ancora non le ho trovate.

Mi sono festeggiata guardando indietro sulla passerella di un lago. In occasione di una data importante mi soffermo sempre a fare il punto della situazione e tirare le somme.

Ho cambiato -fisicamente- lago e avrei voluto guardare avanti, darmi obiettivi, pensare a cosa devo combinare. Ma il momento era troppo bello ed ero troppo contenta. E allora ho deciso che il mio nuovo obiettivo da trentunenne è imparare a godermi i momenti belli come quel pomeriggio lì... e sorridere sempre!

16 ottobre 2016

Neruda di Pablo Larrain

Neruda di Pablo Larraìn è un film pesantissimo, ma che a me è piaciuto tantissimo: un po' perché io per le cose noiose ho una certa passione e poi perché, va beh che lo dico a fare, io sono follemente innamorata di Neruda e del Cile.

Questo è il secondo film che vedo di Pablo Larraìn: come in No - I giorni dell'arcobaleno anche in Neruda il regista si concentra su un periodo importante della storia cilena -ottima idea- ma non brilla certo per la verve!




Squadra che vince non si cambia e il coprotagonista (o personaggio secondario, chi lo sa!) è interpretato dallo stesso attore che faceva il pubblicitario nell'altro film: lo gnocchissimo bravissimo Gael Garcia Bernal.


Il bel Bernal questa volta è un poliziotto frustrato che ha l'ingrato compito di dover dar la caccia al senatore Neruda, che durante la dittatura di Videla nel 1948, è stato costretto alla clandestinità e tenta di andare in esilio.

Scopriamo un Neruda molto diverso da quello che forse noi signorine col cuore romantico abbiamo in mente quando leggiamo le sue poesie.
Visitando le sue case ad Isla Negra e Santiago, io lo avevo capito che era un tipo davvero eccentrico e seppur capace di scrivere versi bellissimi era un gran porcellone, con il vizio per le donne.
Tramite la voce sprezzante del poliziotto scopriamo così le incongruenze del comportamento del poeta cileno più famoso al mondo: predica l'uguaglianza e la lotta per i diritti di tutti, come un vero comunista, ma poi vive nel lusso; declama l'Amore ma poi è incapace di amare la seconda -e non ultima- moglie Delia e salta da un bordello all'altro.

Autoritratto all'ingresso della casa di Santiago, dedicata alla terza moglie
Il ritratto che ne esce non è sicuramente quello dell'eroe, ma di un uomo che ha un unico grande pregio: saper comunicare, con la poesia ma non solo, e lo sa fare con chiunque.

Motivi per vedere il film Neruda:
- se siete curiosi di saperne di più sulla personalità di Neruda. ma occhio che sarà un'avventura pesante.
- se amate i classici film da cineforum, lenti ma dai contenuti interessanti
- se sognate o siete stati in Cile.
Io che il Cile lo amo tanto ho avuto un colpo al cuore quando ho visto la facciata del Palazzo de La Moneda o quando ho intravisto una Valaparaiso molto differente da quella di cui mi son innamorata, ma quando ho visto i paesaggi dell'Araucanìa sarei voluta saltare in piedi sulla poltroncina del cinema perché quelle stesse montagne con la neve io non le avevo mai viste ma ho la certezza che le avrei amate!
Araucania d'inverno

E son uscita dal cinema che mi sembrava di essere tornata un po' cilena <3
La mia Araucania estiva


13 ottobre 2016

Molte forte, incredibilmente vicino

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Ho preso in prestito Molte forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer dalla biblioteca su suggerimento di un lettore esperto e appena l'ho aperto ho lanciato un improperio: chi è il ********* che ha sottolineato di rosso il libro? Continuando a sfogliarlo mi son accorta che Molto forte, incredibilmente vicino è un libro fisicamente strano: pieno di segnetti rossi, fotografie, pagine bianche con solo una riga scritta, pagine solo di numeri e alla fine le foto di un uomo che si butta dalle torri gemelle, i cosiddetti jumper.


Un video pubblicato da Laura Motzo (@dontlesyeuxcharmantpaysage) in data:

Il libro racconta la vicenda di due eventi che hanno cambiato la nostra storia ma, soprattutto, hanno cambiato la vita dei protagonisti di questo bel libro. Da una parte c'è il dramma di chi per caso l'11 settembre 2001 si trovava nelle Torri Gemelle e non è più tornato a casa, lasciando orfano un bimbo estremamente intelligente, curioso e sensibile come il piccolo Oskar. Oskar trova una chiave nascosta in un vaso con un biglietto con la scritta "Black": la missione del bambino sarà quella di girare tutta New York alla ricerca di questo Black che potrebbe sapere qualcosa di importante su suo papà.


E poi c'è la storia dei nonni di Oskar, che son sopravvissuti ai bombardamenti di Dresda in Germania, e si son ritrovati giovani, spersi e soli a New York e hanno deciso di sposarsi. In realtà nonno Thomas non parla più dopo quel trauma, può solo scrivere per esprimersi e si è tatuato sulle mani un sì e un no per rendere più veloci la comunicazione. Questo è il motivo per cui mi sembra molto più calzante la copertina americana rispetto a quella della mia edizione di Guanda.
Nonno Thomas è scappato quando ha scoperto che la nonna era incinta e così non ha mai conosciuto il papà di Oskar,


I due intrecci si incontrano, si scontrano e a volte non si capisce che cosa stia davvero succedendo.
Molto forte, incredibilmente vicino è un libro strano anche per quanto riguarda la complessità dei piani narrativi.  Alla fine tutti i pezzi del puzzle si uniranno, il quadro sarà tristemente chiaro e rimarrà il ricordo di un libro molto intenso, incredibilmente coinvolgente.
L'unico piccolo neo: mi avevano preannunciato che avrei singhiozzato per bene alla fine, ma mi son venuti solo gli occhi lucidi.

09 ottobre 2016

Harry Potter e la maledizione dell'erede


Ho finito di leggere Harry Potter e la maledizione dell'erede qualche ora fa e se sto già scrivendo un post è per un unico motivo: di-men-ti-ca-re.

Attenzione! Questa non è una recensione e nemmeno una guida alla lettura: questo è solo lo sfogo disordinato di una babbana innamorata di Hogwarts disposta ad alzarsi un po' prima il sabato mattina pur di avere subito fra le mani la copia dell'ultimo Harry Potter.


  • La prima cosa da sapere è che Harry Potter 8 è un testo teatrale, un modo di leggere differente per noi che siamo soliti leggere romanzi. Comunque no, il problema non è la forma.
  • Salani ha pensato bene di non tradurre molti nomi di personaggi che negli altri libri son stati tradotti: per il lettore italiano il professor Longbottom è Neville Paciock oppure ci va un attimo per capire che la McGranitt è diventata McGonagall. Io avevo letto The deathly Hallows in lingua originale  e la pietra filosofale in spagnolo, che conserva i nomi originali dei personaggi, quindi questi nomi non mi erano totalmente sconosciuti. Questa scelta non facilita la lettura.

  • Il protagonista di tutta la vicenda è Albus Severus, il figlio di mezzo di Harry e Ginny: io quando ho letto alla fine del settimo libro questo nome mi ero commossa. Albus Severus effettivamente è un personaggio davvero interessante, imprigionato in una vicenda senza senso.
  • Centrale per tutta la storia del figlio di Harry Potter è la figura di quel povero disgraziato di Cedric Diggory: si dà il caso che Il calice di fuoco sia il mio libro preferito della saga e vederlo profanare in questo modo mi ha dato leggermente i nervi.
  • Ci sono passaggi degni di Beatiful: dubbi su chi siano i genitori di chi, gente che risorge, ritorna... e Voldemort impegnato a riprodursi è degno di tutti i racconti erotici che si trovano su internet che hanno come protagonisti i maghi della saga!
  • Harry già non brillava per simpatia. ora è davvero antipatico. Però Hermione è sempre la migliore: lei resta feddele a se stessa, con i suoi pregi ed i suoi difetti!
  • La versione "volemose bene" con Draco che collabora con il terzetto è stomachevole. 
  • La scomparsa dalla circolazione di Luna e Neville, che è una figura chiave nella saga, è invece inspiegabile.
C'è solo un unico buon motivo per leggere Harry Potter e la maledizione dell'erede: se siete dei fan della saga non potrete resistere alla curiosità di sapere che cosa è successo 22 anni dopo la battaglia di Hogwarts,
Peccato che se amate Hogwarts probabilmente vi verrà un gran nervoso per aver speso 20 euro per leggere una boiata simile!

01 ottobre 2016

Non avevo capito niente

Non avevo capito niente è uno dei tanti romanzi di Diego De Silva: siccome il suo ultimo libro, Terapia di coppia per amanti, un annetto fa mi aveva fatto impazzire, pensavo di andare sul sicuro... e invece mai una gioia!

Ci sono tanti elementi in comune tra i due libri, a partire dai nomi esplicativi dei protagonisti: questa volta il protagonista è l'avvocato Vincenzo Malinconico, appena separato con i figli adolescenti e un lavoro che non gli dà nessuna soddisfazione.
E poi ci sono i  continui riferimenti a canzoni che fanno da colonna sonora a questo libro: chi ama la musica secondo me può apprezzare molto Diego De Silva.

Qualcuno che aveva letto diversi libri di Diego De Silva me lo aveva definito come il re delle pippe mentali: dopo che ho letto Non avevo capito niente anche io son della stessa idea. Bisogna ammettere che l'autore ha una grande sensibilità ed è simpatico, quindi è riuscito a strapparmi qualche sorriso, di quelli che ti fanno pensare "questo qui ci ha proprio preso"!
-Perché è colpa tua, cretino.
Quando una donna ti dà del cretino, generalmente si sta innamorando.
La differenza principale con Terapia di coppia per amanti è che lì è riuscito a dare un taglio originale alla storia trita e ritrita della coppia in crisi.
In Non avevo capito niente c'è troppa carne al fuoco: la camorra, la crisi di mezza età, la crisi adolescenziale, i matrimoni che finiscono...
Per la carità non è un libro triste, è solo un libro tanto noioso.

27 settembre 2016

Io prima di te

Io prima di te -film- riesce a non deludere le aspettative di chi come me ha adorato il libro di Jojo Moyes.

La storia sembra quasi scontata:
Louisa Clark è una buffissima dama di compagnia che deve rendere meno monotona la vita di Will, un giovane milionario che è rimasto paralizzato in seguito ad un incidente.
Ci nasce l'amore... ma non è una storia banale!

Ho letto Io prima di te mentre ero in Argentina e, per dare l'idea di quanto cavolo avessi pianto, dico sempre che ero stata costretta ad aprire il mio unico pacco di Pan di stelle per trovare un po' di consolazione.

L'idea di andare al cinema e che il film non mi piacesse o, peggio ancora, non mi facesse piangere mi spaventava parecchio.
Ed invece son stata proprio tanto soddisfatta = ho pianto come una fontana in maniera poco dignitosa.

La scelta vincente di questo film ha il nome di Emilia Clarke, l'attrice protagonista. Bella di una bellezza non banale, simpatica, espressiva... fantastica! (se lo dice persino il perfido Cannibal Kid potete crederci no?)
Lui invece è gnocco, punto e basta.


Il libro è un'altra cosa, sarò sincera: si ha il tempo di approfondire la storia, le sfumature e le sfaccettature della storia che nasce tra Lou e Will. Il film è più rapido ed ha un ritmo più incalzante: per forza di cose qualcosa lo si perde per strada!

Le lacrime del libro son lacrime di disperazione vera e propria, son lacrime incontenibili, son lacrime di incredulità.
Le lacrime del film son differenti, almeno per chi come me aveva già letto il libro: si sa già che cosa succederà  e tanti piccoli dettagli sparsi qua e là vi faranno già venire l'occhio lucido.
E poi si finisce comunque con i singhiozzi e tirando su con il naso con i fazzoletti in una mano e i biscotti nell'altra!

18 settembre 2016

Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto


Ad ottobre c'è il mio compleanno e ad ottobre a Torino c'è il concerto di Guccini.
Che poi non è un concerto, che Guccini non canta più.
E' uno spettacolo teatrale in cui Guccini si racconta e viene accompagnato da altri musicisti.

Ma i biglietti sono finiti. E quindi ciao ciao Guccini a Torino.

Io però era partita per tempo e mi ero procurata il suo ultimo libro.
[Promemoria! la prossima volta fare le cose in ordine inverso: prima comprare i biglietti del concerto e poi procurarsi i libri!]

Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto è una raccolta di racconti il cui filo conduttore è quello dei piccoli episodi che capitano in un'Italia di provincia uscita dal dopoguerra.
I protagonisti son persone comuni, dal sarto ubriaco alla vicina gattara, che tutti potremmo aver incontrato.

E l'unico buon motivo per leggerlo era arrivare "preparati" al concerto.
Io al concerto non ci andrò e il libro non mi è piaciuto... uff!