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31 dicembre 2020

MMXX

 A fine 2019 terminavo il mio post di fine anno scrivendo "Mi raccomando eh 2020, mi raccomando!".

Sicuramente il 2020 sarà un anno indimenticabile, di quelli che resteranno nella memoria collettiva di tutti noi... 

Io ad essere sincera non posso nemmeno lamentarmi più di tanto perché a casa mia stiamo tutti bene, dal punto di vista lavorativo non ho avuto ripercussioni e sono successe anche cose belle.

Abito in un piccolo paese ed in una casa con il giardino,  per cui le restrizioni del primo confinamento le ho patite ma in modo moderato.

Questo è quel meme che faccio tutti gli anni a fine anno e che aveva come regola principale di ricordare un solo fatto saliente per mese. Capite anche voi che in un anno così dove sono saltate tutte le regole possono saltare anche le regole del meme!

Gennaio:

Sono stata un fine settimana a Bologna e Parma. Sono stati due giorni belli non solo per le due città che hanno tanto da raccontare, ma soprattutto per la compagnia: a Bologna ho passato un bel pomeriggio con CdP  & Sara e a Parma mi ha fatto da guida Silvia.

A ripensarci ad un anno di distanza, quei due giorni assumono ancora più valore per la semplicità e la tranquillità con cui si poteva fare tutto. 

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A Parma i tortelli si affogano nel burro e si asciugano con il parmigiano. 

Febbraio:

Di questo mese mi resta una foto con gli amici tutti belli appiccicati per vedere Sanremo tutti vestiti a tema "un'altra epoca" ed i ricordi dell'unico viaggio all'estero del 2020: le vacanze di Carnevale trascorse in Olanda. 

Ammetto che io ero di quelle che quando in aeroporto ho visto poche persone con la mascherina ho pensato fossero cretini, che quando in Olanda leggevo su facebook le prime notizie e restrizioni pensavo fossero impazziti tutti e quando ci hanno detto che saremmo stati a casa da scuola per un'intera settimana ho detto "ma dai, mica possono chiudere tutto". Non avevo capito nulla.



Marzo & Aprile:
Marzo ed aprile nella mia percezione sono stati un mese solo e faccio fatica a ricordarmi che cosa è successo quando. 
Di quei mesi porto con me il tanto tempo per leggere in giardino, le videochiamate del sabato sera con gli amici, la musica in filodiffusione con il Castello del paese illuminato con il tricolore. 
Cercherò di far sbiadire il ricordo dell'ansia dell'attesa delle 18 per sapere che si andava sempre peggio, il silenzio delle strade deserte e le immagini dei camion di Bergamo che mi hanno stretto il cuore.
La cosa più sorprendente di questo 2020 è che ho riscoperto un oggetto che avevo in casa da una decina di anni e me ne sono appassionata: la cyclette! Anche adesso dopo tanti mesi non ho smesso, seppur non pedali più tutti i santi giorni.


Maggio:
Il primo pomeriggio passato a far merenda con gli amici è stato bellissimo!

Sono diventata zia <3

Il primo picnic dopo tanto tempo


Agosto:
Ad agosto ho fatto qualche piccola gita fuori porta, che ora chiamiamo "turismo di prossimità". 
Quella che merita di essere ricordato è la più vicino a casa e che si è conclusa pure prima del previsto causa temporale... ma per divertirsi alle volte non serve molto e questo è quello che mi ha insegnato il 2020.


Settembre:
Ci sono dei giorni in cui mi rendo conto che ho seminato bene.
Il giorno in cui con un'amica ho mangiato un'ottima polenta concia in Valle d'Aosta è uno di quelli e non mi riferisco alla polenta concia.


Ottobre:
L'ultimo sabato sera del mio 2020 è stato ad inizio ottobre.
Nonostante io sia una pantofoliaia, quest'impossibilità di non poter uscire mi fa seriamente rimpiangere le pizzate con gli amici ...ma ancora di più la possibilità di essere asociale per scelta!

Ho cambiato lavoro ed adesso lavoro inella segreteria di una scuola.
Mai avrei pensato che il mio vecchio lavoro da bidella mi sarebbe mancato così tanto. 

Dicembre:
Avevo tanta paura di non poter festeggiare il primo Natale del mio nipotino ed invece è stata una giornata bellissima. E per questo mi ritengo fortunata, anche se questa sera mi mancherà davvero tanto il solito Capodanno con gli amici di sempre. 


E per il 2021 io ve lo dico in piemontese e sottovoce: speruma an bin.



24 dicembre 2020

Favola in bianco e nero

 Perché ho letto Favola in bianco e nero di Mauro Corona?

Sono cinque anni che questo libricino di Natale riposa sul mio comodino.

Favola in bianco e nero è una favola "cattiva", a detta dell'autore, di Natale e io volevo leggerlo nel periodo giusto dell'anno.

Peccato però che Mauro Corona mi stia abbastanza antipatico, ma chi me lo ha regalato molto probabilmente non lo sapeva, e quindi non mi sia mai venuta voglia di leggerlo negli ultimi 4 dicembri.

Ho cambiato idea? No, proprio no.

Se volete leggere una bella favola di Natale decisamente irriverente ma con un senso vi consiglio I fratelli Kristmas di Giacomo Papi: tutto un altro livello.





Favola in bianco e nero: la trama di una storia di Natale di Mauro Corona

Che cosa succederebbe se nei presepi di tutto il mondo comparisse un bambin Gesù nero vicino a quello bianco? Sicuramente ci sarebbe chi si dichiarerebbe apertamente razzista, chi si appellerebbe alle tradizioni pur di non ammettere che non lo vuole solo perché è nero e chi farebbe scelte buoniste. 
Ma davvero un bianco ed un nero non potrebbero fare grandi cose insieme?





Favola in bianco e nero: la recensione
Favola in bianco e nero è il secondo episodio di un altro libricino di Natale di Corona: Una lacrima color turchese.
Questo piccolo libro ambientato due anni prima rispetto Favola in bianco e nero racconta di un Natale in cui tutti i Gesù Bambini all'improvviso scompaiono dai presepi di tutto il mondo.

Se non lo avete letto, pazienza. Corona in modo autoreferenziale lo cita così tante volte in così poche pagine che è come se lo aveste fatto.


Favola in bianco e nero
è un'aperta critica al sistema dei talk show televisivi, a chi fomenta il razzismo, a chi si nasconde dietro un velo di perbenismo e poi invece razzola male... ma poi è poco propositivo.

C'è un filo di speranza tra queste pagine che si intravede quando, saltando di palo in frasca, si mette a raccontare di 

Ha il pregio di essere molto coerente con il personaggio televisivo di Mauro Corona: probabilmente se lo si apprezza, si apprezzerà anche questo libro. Se invece fate come me che quando lo vedete in tv girate canale, beh girare un'altra pagina di questo libricino sarà una vera piaga.

Autore: Mauro Corona
Anno prima pubblicazione: 2015
Pagine: 93
A chi può piacere: solo a chi già ama Mauro Corona


19 dicembre 2020

Il Babbo Natale di Rotterdam

Rotterdam è una città all'avanguardia e con tantissime opere d'arte, dai murales all'architettura moderna e fuori dai classici schemi.

Per chi ama i colori, le geometrie e le cose insolite questo è un autentico parco divertimenti. 

[A meno che troviate un tempo da lupi come ho trovato io lo scorso anno, tanto da farvi pensare di essere finiti nel girone infernale della pioggia... anche per una abbonata alla nuvoletta di Fantozzi come me!!!]

Nel cuore del centro commerciale di Rotterdam, scendendo alla fermata della metro Eendrachtsplein, vi imbatterete in uno strano Babbo Natale. 

O meglio il Babbo Natale è normale, ad essere strano è l'alberello che tiene in mano.



Babbo natale Rotterdam statua
Babbo Natale birichino a Rotterdam

Se anche voi state pensando a qualcosa di malizioso, sappiate che a pensar male si fa peccato ma la maggior parte delle volte si azzecca: quello non è un alberello, ma un "anal plug". 

La città di Rotterdam nel 2001 ha commissionato all'artista americano Paul McCarthy una statua di Babbo Natale, ma l'artista ha pensato di fare una gigantesca riproduzione e di un plug in anale che, secondo le sue dichiarazioni, gli sarebbe stato regalato negli anni '70 e che lui teneva sulla sua scrivania vicino alla statuetta di uno gnomo e da lì l'idea. 

C'è chi aveva pensato che l'opera fosse un'aperta critica al consumismo impersonato da Babbo Natale, ma pare che lo scultore abbia dato questa spiegazione più semplice per la sua statua. 

Fatto sta che a Rotterdam si sono trovati con una statua grande, costata un sacco di soldi e molto imbarazzante che non sapevano dove mettere e solo nel 2008 ha trovato questa sistemazione.

E voi avete mai trovato strane statue di Babbo Natale?

rotterdam-statua-gnomo
Rotterdam

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12 dicembre 2020

Isola - un libro ambientato alle Fær Øer

 Perché ho letto Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen?

  • Perché l'idea di leggere un libro ambientato alle Fær Øer mi stuzzicava parecchio
  • Perché mi fido molto delle scelte che fa Iperborea quando propone un libro
  • Perché la traduzione italiana ha una copertina meravigliosamente magnetica.


Isola: la trama
Una ragazzina danese, dopo la morte della nonna, torna alle Isole  Fær Øer da dove molti anni prima erano emigrati i suoi nonni materni. 
La ricerca dell'identità tipica delle terze generazioni di immigrati si coniuga con la storia dei suoi nonni e la scoperta di paesaggi, tradizioni e leggende degli abitanti delle isole delle  Fær Øer.

Fonte: Patrick Oleary

Isola - Iperborea: la recensione
Isola, che in danese si dice semplicemente  ø, parla di un argomento estremamente attuale: le migrazioni e la ricerca dell'identità delle terze generazioni.



Ovviamente noi non sappiamo nulla di quelle migrazioni che avvenivano un secolo fa nel grande nord perché è una storia che non ci riguarda direttamente: o meglio, anche noi a quell'epoca migravamo e ce ne andavamo dai nostri paesi.
Leggere storie di migrazioni oggi è una scelta politica perché ci ricorda che, a differenza di quanto si dice, non solo le migrazioni sono sempre esistite ma la differenza la fa il modo in cui sono state gestite.



La storia è affidata ad una ragazzina che rivendica con orgoglio di avere al 50% sangue delle isole Fær Øer: scopriamo così perché i suoi nonni hanno lasciato le isole alla ricerca di un futuro più promettente, come vivevano in Danimarca ed i rapporti con i parenti rimasti sulle isole. Grazie alla curiosità di questa ragazzina scopriamo anche tradizioni, ricette, pezzi di storia e le diverse anime di ciascuna isola.

Nonostante ci fossero tutti gli elementi per essere un libro davvero promettente, invece è risultata una di quelle letture senza lode e senza infamia. Avete presente quei libri che non si possono assolutamente definire brutti, ma che non sono riusciti a coinvolgerti? Quei libri dove tanti aspetti e tanti rapporti potevano essere approfonditi? Sono libri un po' scialbi, come scialbe sono le copertine francesi ed olandesi.

Sicuramente quella copertina così curiosa dell'edizione Iperborea prometteva troppo e quella meno originale scelta per l'edizione pubblicata da Repubblica è più vicina al contenuto del libro.


Autrice: Siri Ranva Hjelm Jacobsen

 (a febbraio uscirà il suo secondo libro per Iperborea)

Anno prima pubblicazione:  2016

Pagine: 217

Dove: Isole Fær Øer  ed in piccola parte in Danimarca

A chi può piacere: solo ed esclusivamente se siete impallinati con le letture nordiche

Un'altra recensione: Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri sottolinea lo stile poetico con cui è raccontata questa storia.