10 agosto 2020
L'elenco telefonico degli accolli
Perché ho letto L'elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare?
La trama di L'elenco telefonico degli accolli
L'elenco telefonico degli accolli: la recensione
Credo che tutti quelli che sono nati negli anni '80 oggi sappiano chi è Zerocalcare o abbiano letto almeno qualche striscia dei suoi fumetti.
Negli ultimi mesi Zerocalcare era ospite fisso a PropagandaLive con le sue cronache della quarantena e mi è venuta una gran voglia di leggere qualcosa in più di suo.
Che cosa succede quando uno diventa famoso?
Zerocalcare racconta l'altra faccia della medaglia del riconoscimento del suo lavoro di fumettista, tra tante ansie e piccole manie.
La mia vita è ben lontana da quella di Zerocalcare: non ho un lavoro con delle scadenze da rispettare o gente che mi chiama in continuazione per chiedermi piaceri, disegni o farmi inviti improbabili.
Questo però conta davvero pochissimo perché Zerocalcare sa rappresentare con pochi azzeccatissimi dettagli le paranoie, le paure, le ansie ed i problemi di tutti noi suoi coetanei.
Per esempio in "Perché ti riduci sempre all'ultimo?" riesce a dare una spiegazione alla domanda che mi sento fare dalla terza elementare e a cui non avevo mai trovato una risposta così convincente. Come dice l'Armadillo "Al tempo della precarietà, fare le cose di merda all'ultimo minuto è un atto di umanità. Il mutamento antropologico ormai è compiuto. Ma posso mettermi a fare le cose con un mese di anticipo se non so manco che fine faccio tra tre giorni?".
Non è un libro da tenere sul comodino, è un libro da gustarsi con calma magari quando si prende il caffè dopopranzo... come fosse una piccola pillola di consapevolezza.
Autore: Zerocalcare
Anno prima pubblicazione: 2015
Pagine: 197
Dove: nella testa di ciascuno di noi
A chi può piacere: a chi ha un sacco di piccole ansie e ama i fumetti
Un'altra recensione: Lo spazio bianco termina così la sua recensione: "L’invito che emerge dalle tavole de L’elenco telefonico degli accolli, alla coerenza, al rispetto dei fardelli altrui e alla sincerità potrebbe forse apparire banale e scontato in un fumetto di genere autobiografico, qualcosa a cui chiunque potrebbe pensare, come l’uovo di colombo, ma si tratta invece delle uova di Michele, e anche delle nostre."
06 agosto 2020
La casa dei Colli
Perché ho letto La casa dei Colli di Marco Cima?
Marco Cima è un autore canavesano che piace molto alle persone un po' più grandine che frequentano la biblioteca. Me ne sono resa conto in questo periodo in cui la gente non può entrare a curiosare tra gli scaffali e quindi chiede a noi volontari i libri in base agli autori che piacciono maggiormente e poi scelgono quelli che ancora non hanno letto.
La casa dei Colli è ambientato in parte a pochissimi chilometri da casa mia ed in parte negli Stati Uniti, descrivendo un viaggio molto simile a quello fatto dai miei trisavoli: partenza dalle nostre colline fino a Le Havre e poi con il bastimento fino a New York e da lì alle miniere dell'Illinois.
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| io che leggo e fingo di essere una che fa merende sane |
La casa dei Colli: la trama
Una storia di emigrazione dal Piemonte verso le miniere degli Stati Uniti.
Il libro, che romanza la storia vera della famiglia dell'autore, racconta il dramma di chi ha inseguito il sogno americano e di come era cambiata la vita di chi invece aveva deciso di restare.
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| Lo scrittore Marco Cima |
La casa dei Colli: la recensione
La casa dei Colli è il primo romanzo di Marco Cima e si capisce fin da subito che l'autore ha fatto ricerche approfondite per descrivere i luoghi e, soprattutto, i modi di vivere delle persone in questo minuscolo paesello canavesano in cui ambienta il suo romanzo.
Se questa ricerca è sicuramente un valore aggiunto al libro, rende però la prima parte molto descrittiva abbastanza lenta e potrebbe disincentivare la lettura.
Bisogna tenere duro perché quando Pietro e Giacomo, due dei fratelli Colli, troveranno il coraggio ed i soldi per partire la storia diventa più interessante e anche un po' più ritmata.
Questa lettura a me interessava molto da un punto di vista familiare perché anche i miei trisavoli sono partiti per l'America alla ricerca di fortuna e hanno lavorato nelle miniere dell'Illinois.
Il caso ha voluto che io abbia iniziato questo libro proprio dopo aver terminato il libro di Zucconi su Cavallo Pazzo, ambientato poco più ad ovest e pochi anni prima del libro di Cima.
Fa davvero riflettere come i due punti di vista, quello di chi si ritrova invaso e quello di chi cerca fortuna, quasi non sfiori mai l'altro. Allo stesso tempo il dolore, la povertà e lo sfruttamento che trascina questa storia americana è lo stesso, da qualsiasi punto di vista ci si ponga.
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| Io che dopo aver sgranocchiato un bel po' di formaggio penso che si potrebbe anche fare una foto :) |
Autore: Marco Cima
Anno prima pubblicazione: 1994
Pagine: 405
Dove: tra San Colmbano (TO) e gli Stati Uniti
A chi può piacere: a chi cerca un libro che racconti quando gli immigrati eravamo noi e allo stesso tempo ami i romanzi descrittivi.
02 agosto 2020
Luglio 2020 a casa
Ci sono cose che proprio non mi sono mancate (tutte le beghe lavorative e di colleghe) ed altre che invece erano diventate le coccole che mi concedevo in questo mese, come le birrette alla sera sul balcone che guardava le montagne mentre fuori pioveva (pioveva sempre in quel posto!!), il frico che adoro e le colazioni al bar con i dolcini della pasticceria nei giorni in cui avevo la mattinata libera
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Libri:
Sono tornata a leggere parecchio stando parecchio a casa... e le mie letture non potevano essere più differenti: un testo teatrale, una graphic novel, una biografia, un romanzo storico ed una storia tenerissima.
Qualcosa per cui vivere --> una storia di una dolcezza incredibile. Molto molto bello.
Gli spiriti non dimenticano --> biografia romanzata di Cavallo Pazzo. L'autore è Zucconi ed è davvero coinvolgente.
L'elenco telefonico degli accolli --> se siete dei trentenni (o giù di lì) è imperdibile.
Storie di uno scemo di guerra --> un racconto teatrale molto particolare sulla seconda parte della Seconda Guerra Mondiale a Roma.La casa dei Colli --> un romanzo storico un po' lento ma interessante sul tema dell'immigrazione piemontese negli Stati Uniti nella seconda metà dell'800.
Gironzolii:
Per motivi pandemici e non, quest'estate probabilmente la passerò a casa.
Ho fatto una bella e calda passeggiata vicino a casa: ho scoperto che in un bosco che è stato bruciato dalla mano di un piromane un paio di anni fa, ora sta nascendo vita nuova... proprio come quando sono stata in Patagonia e ho visitato un vero e proprio museo di statue lignee intagliate in ceppi di alberi bruciati!
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28 luglio 2020
Gli spiriti non dimenticano - Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux
Perché ho letto Gli spiriti non dimenticano di Vittorio Zucconi?
Marta & Sam per il progetto #unannoconlastoria a luglio hanno proposto come tema "L'america delle guerre indiane".
Io cercavo un libro che parlasse degli Indiani d'America e mi sono imbattuta in una biografia scritta da Vittorio Zucconi.
Come molti studenti italiani (credo!) al liceo avevo letto Stranieri come noi di questo giornalista e scrittore: sono passati 20 anni e non me lo ricordo più nei contenuti, ma mi ricordo che mi era piaciuto tantissimo.
Gli spiriti non dimenticano: la trama
Vittorio Zucconi ricostruisce (ed in parte romanza) la vita di Cavallo Pazzo, degli indiani Lakota e di come sono nati gli Stati Uniti d'America.
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| In South Dakota esiste un memoriale di Cavallo Pazzo |
La recensione: Gli spiriti non dimenticano
Non so se mi sono innamorata di più della storia fiera di Tashunka Uitko, il vero nome di Cavallo Pazzo, o della penna di Vittorio Zucconi.
Forse non è nemmeno utile cercare di capirlo e basta dire che questo libro mi ha entusiasmato, nonostante io non abbia mai avuto nessun tipo di interesse per le storie di indiani e cowboy...
Banalmente il mio "nativo americano" preferito fino a qualche settimana fa era Jacob di Twilight [ndr. Team Lupi sempre!!!]
Vittorio Zucconi mi ha subito conquistato (e creato grandi aspettative) nell'introduzione dicendo che voleva scrivere dell'uomo Cavallo Pazzo e non ripercorrere l'immagine stereotipata degli indiani selvaggi-brutti-cattivi né tanto meno quella degli indiani volemosebene-tuttanatura-pacifici-pacifisti.
Il racconto di Cavallo Pazzo che ne esce effettivamente è ricco di sfumature, tra la sua timidezza in amore, il suo essere schivo ma anche un abile stratega, orgoglioso e tenace.
Mi è interessata molto tutta la parte focalizzata sugli usi e costumi degli Sioux legati ai diversi momenti della vita di una persona e di un popolo: nascite, matrimoni, divorzi, guerra, caccia e morte avevano riti differenti e che sono stati ben ricostruiti.
Persino le parti legate alle battaglie ed alle tattiche militari mi hanno appassionato e sarei stata pronta a scommettere che invece le avrei trovate un po' noiosette: questa lettura mi ha letteralmente conquistata.
Ovviamente mi ha generato, oltre una grande curiosità per questo mondo a me sconosciuto, una grande rabbia sia per il modo scorretto e criminale con cui i bianchi hanno costantemente violato gli accordi firmati con gli indiani (questa lettura vi farà venire la gastrite!) sia perché è davvero evidente come queste guerre fossero guerre dove a morire erano sempre i poveri, che fossero pellerossa o immigrati allo sbaraglio.
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| I miei aperitivi letterari estivi |
La copertina del libro che ho trovato in biblioteca dovrebbe essere quella della prima edizione ed è proprio bruttina: c'è un Falco che è l'animale che rappresenta Cavallo Pazzo che, a differenza degli altri guerrieri che indossavano copricapi grandi e sontuosi, portava un'unica penna di questo animale.
Avevo visto su internet delle riedizioni più recenti con una copertina decisamente più invitante.
A fine lettura però sono stata proprio contenta della mia con il falco: lo sapete che Cavallo Pazzo è l'unico capo indiano che non accettò mai di essere fotografato?
Autore: Vittorio Zucconi
Anno prima pubblicazione: 1996
Pagine: 369
Dove: Stati Uniti (principalmente tra il Sud Dakota e Wyoming)
A chi può piacere: a chi cerca una storia non stereotipata ed avvincente sul famigerato West. Non è necessario avere conoscenze pregresse perché Zucconi porta il lettore per mano pagina per pagina.
Un'altra recensione: anche Valentina di Un libro attraverso il passaparola lo ha apprezzato molto perché è una lettura emozionante e preziosa
23 luglio 2020
La follia dei Flood
Perché ho letto La follia dei Flood di Jess Kidd?
La follia dei Flood: recensione e copertine
Bompiani ha cambiato il titolo al libro, ma ha scelto una copertina molto simile.
La volpe compare anche nell'edizione tascabile americana.
La copertina americana della prima edizione del libro rende questo aspetto del libro in modo semplice: un lampadario ed una scala signorili come dovevano essere signorili la casa e la vita della famiglia Flood prima che tutto andasse a scatafascio. E si capisce subito che la storia che contiene questo libro è qualcosa di inquietante!
La copertina più brutta in assoluto è quella tedesca, su cui non perderò manco un secondo!
I tedeschi hanno cambiato il titolo in qualcosa che google traduce come "Santi e altri morti" e questi sono gli elementi che rendono originale il libro. Maud ha delle visioni che parlano con lei e che solo lei vede e sente: sono santi, da Santa Rita da Cascia a San Valentino che vorrebbe tanto che lei trovasse un moroso, che le danno indicazioni su come comportarsi o la mettono in allerta quando qualcosa non quadra. Nel romanzo compaiono però anche dei fantasmi, o meglio delle presenze di morti, che anche loro sembrano voler indirizzare Maud verso la risoluzione del caso.
Io di solito non amo molto i romanzi dove c'è troppo sovrannaturale ma in questo caso, per quasi tutto il romanzo, questo elemento è stato ben dosato e non mi ha infastidito.
Con Lara di Read and Play stavamo cercando un romanzo che potesse piacere ad entrambe e che fosse uscito da poco: l'obiettivo era condividere la lettura e recensirlo.
Prima di parlarvi del libro, vi devo dire che leggere un libro "insieme" è una cosa buffa perché permette di scambiarsi le opinioni e valorizzare quegli aspetti di una lettura a cui solitamente si dà poco peso.
Quindi, grazie Lara per questa bella opportunità!
La follia dei Flood: la trama
Maud è un'assistente sociale londinese a cui viene affidato il caso Cathal Flood, un uomo anziano scorbutico, un accumulatore seriale che ha trasformato la sua bella villa nel Westend londinese in una specie di immondezzaio.
Conquistando la fiducia del padrone di casa ogni giorno Maud si rende conto che in quella casa e in quella famiglia deve essere successo qualcosa di tremendo e la casa sembra mandarle continui inviti a proseguire le sue indagini. Ad aiutarla ci penseranno Renata, la sua padrona di casa ed espertissima di libri gialli, ed uno stuolo di Santi che le appaiono per darle consigli fin da quando nella sua infanzia è successo un terribile dramma....
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Il titolo originale de La follia dei Flood è The hoarder, che è il termine inglese con cui si indicano gli accumulatori compulsivi. Real time ci ha fatto una serie sulla gente che ha questo tipo di disturbo, Sepolti in casa, e sul personaggio che tratteggia Jess Kidd si potrebbe tranquillamente fare una puntata.
Cathal Flood è un uomo anziano, burbero, che conserva ed impila di tutto e non vuole assolutamente che nessuno dei suoi tesori venga buttato, riordinato e nemmeno toccato.
La presenza di Maud, la protagonista, in casa dovrebbe servire a curare la sua igiene personale e anche quella della casa, che a ben vedere è la vera protagonista di tutta la storia: una casa che non è solo teatro della tragedia della solitudine e della vecchiaia di Flood, ma forse è stata teatro delle morti della moglie e della figlioletta? La casa dà strani segni a Maud...
Sapete perché ho scelto questa foto per la copertina rigida inglese?
Perché tutte le volte che leggo un romanzo ambientato a Londra e dintorni non riesco a non stupirmi di come faccia colazione 'sta gente!
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In entrambe l'elemento ricorrente è una volpe che, insieme ad una marea di gatti, è l'unica compagnia che è rimasta al proprietario di casa: perché il signor Flood non vuole che il figlio entri in casa?
Il cattivo della storia è il padre o il figlio? Questa è la domanda che si fa il lettore per buona parte del romanzo.
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La copertina racchiude tutti gli elementi che compongono il romanzo ma ha un difetto evidente: trasmette allegria e questo è un romanzo cupo, quasi gotico... non mi pare ci sia molto da fare i simapticoni!
Gli americani hanno cambiato il titolo in Mr Flood's last resort, probabilmente perché loro non usano la parola hoarder. Last resort è comunque calzante perché il signor Flood accetta la presenza di una nuova assistente sociale, Maud, solo perché sa che è la sua ultima spiaggia prima del ricovero.
Maud è in evidente pericolo: ma il pericolo è dentro o fuori la casa?
Gli inglesi nella versione tascabile invece devono aver pensato che non valesse la pena di scervellarsi troppo e hanno pensato che l'unica cosa che la copertina doveva trasmettere era l'atmosfera cupa e di mistero. Potevano fare di meglio!Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Megan Haynes (@the.essential.reader) in data:
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Per ultima ho tenuto la copertina più calzante: quella in ceco, in cui il titolo dovrebbe (io il ceco mica lo so!) essere fedele all'originale. C'è la casa misteriosa, ci sono i gatti, c'è il vecchio Flood e c'è Maud che fa le pulizie.Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Collection of Bookmarks (@collectionofbookmarks) in data:
Il mio giudizio sul libro era veramente molto positivo quasi fino alla fine del libro. Verso la fine la presenza del soprannaturale diventa davvero molto marcata e mi ha fatto storcere il naso, ma capisco che è una questione di gusto e a chi ama il genere invece non disturberebbe. Se c'è però una cosa che odio sono i libri (ma anche i film!) con un finale aperto: nel libro c'è la storia principale del signor Flood e questa alla fine avrà un capo ed una coda e poi c'è la storia di Maud, che ha subito un trauma gigantesco da bambina e quello rimarrà aperto... che nervi!
Autore: Jess Kidd
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 368
Dove: Londra e dintorni
A chi può piacere: a chi cerca un libro che sia un po' saga familiare, un po' giallo ed un po' gotico; a chi, a differenza mia, non teme i finali aperti.
Un'altra recensione: ovviamente quella di Read and Play perché io vi ho raccontato questo libro con tante immagini ma Lara lo farà con una colonna sonora appositamente creata per questa lettura.
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