10 settembre 2020

Galàpagos

 Perché ho letto Galapagos di Francisco Coloane

  • Perché conoscevo già l'autore: appena tornata dal Sud America avevo letto dei suoi racconti patagonici, ma soprattutto perché ho letto un saggio in cui veniva definito "L'uomo dalla voce tonante" e quel libro mi è rimasto nel cuore.
  • Perché è sottile: sono solo 117 pagine.
  • Perché se penso ad un posto paradisiaco e difficile da raggiungere, penso alle Galapagos.
libro-coloane
Il segnalibro è frutto di uno scambio tramite acciobooks di Penne al ragù

Galàpagos di Coloane: la trama
Il racconto di Francisco Coloane del suo viaggio alle Galapagos: un viaggio poco turistico, alla scoperta di isole vulcaniche, antiche leggende, storie più vicine ai nostri giorni.

Mappa illustrata di Mapsy


Galapagos di Francisco Colonae: recensione
Non ho idea di come si possa fare una recensione di questo libricino di Coloane, lo ammetto.
E' un libro piccino e semplice per certi versi, sicuramente non imperdibile. Al suo interno, però, custodisce una voglia grandissima di scoprire mondi che non si conoscono.
Più delle informazioni sulle Galapagos, che sicuramente sono utili per chi vuole fare un viaggio o ha una qualche curiosità specifica, questo libretto propaga una forma mentis con cui guardare al mondo, qualsiasi spazietto di mondo a cui uno si interessi. 
Francisco Coloane racconta le isole da tutti i punti di vista, da quello geologico a quello storico senza ovviamente scordarsi di flora e fauna. 
Probabilmente fra qualche tempo non mi ricorderò molte delle informazioni custodite tra le sue pagine, ma rimarrà con me la grande curiosità che aveva Coloane nel raccontare posti nuovi.

Voglio condividere con voi tre cose che mi hanno stupito sulle Galapagos per farvi venire voglia di viaggiare tra le pagine:

  • Le isole che compongono l'arcipelago sono molto differenti tra di loro per dimensioni e conformazione dei paesaggi. Gli animali che si trovano su un'isola non sempre si trovano su un'altra: per esempio già Darwin aveva notato che le tartarughe di isole differenti hanno forme di carapaci differenti in base a dove vivono!


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A group of Galápagos tortoise (Chelonoidis nigra) sunbathing 🐢 Modern Galápagos tortoises can weigh up to 417 kg (919 lb). Shell size and shape vary between populations. On islands with humid highlands, the tortoises are larger, with domed shells and short necks; on islands with dry lowlands, the tortoises are smaller, with "saddleback" shells and long necks. There are currently 15 species. Giant tortoises were native to each of the big Galápagos islands (Española, Fernandina, Floreana, Pinta, Pinzón, San Cristóbal, Santa Cruz, Santa Fe and Santiago) as well as the five major volcanoes on Isabela Island (Wolf, Darwin, Alcedo, Sierra Negra and Cerro Azul) #galapagos #galapagosislands #tortoise #turtle #water #picoftheday #photooftheday #nature #island #ocean #sanctuary #nofilter #nofilterneeded #animal #animallover #nature #earthpix #ecuador #pacific #pacificocean #southamerica

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  • Le Galapagos non sono isole disabitate. Seppur oggi vivano di turismo, ci sono degli allevamenti e delle persone che ci vivono stabilmente. Tra queste abbiamo anche dei discendenti di nazisti tedeschi che negli anni '30 si impiantarono su questi fazzoletti di terra, paradisiaci ma non certo ospitali, con l'obiettivo di espandere il potere del Reich anche oltre oceano.
Fonte: Anderson Design Group

  • Il nome delle arcipelago delle Galapagos, così come quello delle sue isole, è cambiato tante volte: lo sapete che il loro nome ufficiale è isole di Colon? Il primo che le scoprì fu un Inca che si avventurò al largo del Pacifico su una zattera e raccontò di aver visto una montagna di fuoco in mezzo al mare: probabilmente assistette ad un'eruzione vulcanica!


Autore: Francisco Coloane,
di cui ho letto anche Terra del Fuoco
Anno prima pubblicazione: 2002
Pagine: 117
Dove: Isole Galapagos, Ecuador
A chi può piacere: a chi ama i libri di viaggio; a chi è molto curioso.
Indispensabile per chi sta pensando ad un viaggio da quelle parti

05 settembre 2020

Imparare a parlare con le piante

 Perché ho letto Imparare a parlare con le piante di Marta Orriols?

I motivi che mi hanno spinto a scaricare Imparare a parlare con le piante sono stati principalmente tre:

  1. adoro le novità subito disponibili della biblioteca on line 
  2. il fascino delle copertine belle e dei titoli curiosi mi prende sempre all'amo
  3. la storia è ambientata a Barcellona, una città di cui non mi stanco mai e dove sono tornata lo scorso anno.
Giuro solennemente che il motivo, dopo aver letto la trama, non è stato questo:
Fonte Elena Triolo

La trama: Imparare a parlare con le piante
Mauro lascia Paula dopo tanti anni insieme per un'altra donna più giovane.
Qualche ora dopo Mauro muore in un incidente stradale.
Paula, che è una neonatologa, deve elaborare due lutti: il tradimento e quello per il compagno di sempre, che tutti ovviamente credono che fosse ancora il suo compagno.
E se non vuole lasciarsi morire, deve rinascere: non c'è altra scelta.



Imparare a parlare con le piante: recensione
C'è un cosa che mi  è piaciuta tanto di questo libro, che di per sé non mi ha fatto impazzire, ed è contenuta nel titolo: è il verbo "imparare". 
Paula si trova catapultata in un girone infernale da un momento all'altro: convinta di poter salvare la sua relazione si scopre cornuta e improvvisamente single e dopo due ore rimane anche vedova, almeno formalmente.
Paula deve "imparare" a reagire ai dolori: il tradimento e la morte. 
La copertina polacca è quella che mi piace di più perché rende visibile la confusione che Paula ha in testa, tra l'aggrapparsi al ricordo della storia con l'uomo della sua vita e crogiolarsi nel dolore e nei dettagli di un tradimento.

Il secondo elemento del titolo è "parlare" perché questo libro è un dialogo con la sofferenza, con la necessità di capirsi ancora prima di capire, con il bisogno di procedere a tentoni e prendere nuove misure con il mondo circostante. Questo è l'aspetto che mi ha lasciato un po' dubbiosa sul libro: è una lettura molto introversa, tanti pensieri e riflessioni, pochi fatti. Visto l'argomento probabilmente non poteva che essere così, ma non sono riuscita a farmi coinvolgere pienamente.
Ultimo elemento del titolo sono "le piante". Immaginate Paula che si trova a vivere in una casa che all'iprovviso è diventata troppo grande per lei e non la rappresenta più. LA cosa più visisbile di questo cambiamento sta nel terrazzino dove Mauro, il suo compagno, curava con tanta dedizione le piante e lei non riesce a ricordarsi come si fa a tenerle in vita, che poi è come tenere in vita il loro proprietario.
Esiste ovviamente anche un'edizione catalana, con la copertina molto simile a quella spagnola, perché l'autrice vive e lavora a Barcellona. Mi aspettavo molta più Barcellona da questa lettura, ma ho trovato parecchia Catalogna, con i suoi paesini di villeggiatura sulla costa e quelli invece inerpicati sulle montagne.
Piccola nota di colore per la mia passione "titoli e copertine": la peggior copertina è quella inglese, senza ombra di dubbio.
I tedeschi hanno una passione per le traduzioni fantasiose dei titoli! Questa volta che il titolo era così calzante mi è proprio spiaciuto: "il momento tra i tempi"... bah?!?!

Autrice: Marta Orriols
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 240
Dove: Catalogna, Spagna
A chi può piacere: a chi cerca una storia molto intima e non teme la malinconia che carica questo libro; a chi sta elaborando  un lutto, magari non recentissimo; a chi ha bisogno di pensare "poteva andarmi peggio" ^_^
Un'altra recensione:  Il pensiero di The bibliophile girl è molto vicino al mio




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26 agosto: "Imparare a parlare con le piante" di Marta Orriols #ponteallegrazie ⠀ 📖"Era il ventisei agosto e lei indossava un giacchetto di filo nero a maniche lunghe, gonna fino alle caviglie e un paio di ciabatte invernali con la zeppa, che accanto ai miei sandali piatti, fatti di due striscette di cuoio, denunciavano un codice assolutamente diverso dal mio. Non siamo la stessa donna e quindi non abbiamo lo stesso tipo di dolore, per quanto l'afflizione ci arruoli entrambe nelle sue file, come se il lutto fosse un agente infettivo in grado di riprodursi e di trasmettersi indipendentemente dalla volontà di chi perde qualcuno che ha amato. Il mio dolore è mio e non voglio che assomigli al suo." ⠀ 📕Così ragiona Paula mentre ha di fronte la signora Maria, amica del padre e vedova. Anche Paula ha appena perso il suo compagno, Mauro, e sono tutti stretti intorno a lei perché le è stato portato via all'improvviso per un incidente con la bicicletta. Quello che non sa nessuno è che Mauro le aveva appena confessato di avere una relazione e che l'avrebbe lasciata per sposare la sua amante. C'è quasi da credere nel karma quando Mauro viene investito. E Paula rimane a barcamenarsi tra quello che tutti credono e quello che è veramente successo oltre a dover far fronte, da sola, a due devastanti lutti: quello dell'abbandono e quello della morte. ⠀ 👩‍💻Vista l'ambientazione a Barcellona mi sono sentita in dovere di fare la crema catalana per questa prima data del #calendarioletterario dopo la pausa estiva 😋 rompere la crosticina è stato molto godurioso. ⠀ Questo romanzo d'esordio si fonda sull'incomprensione. Certo, nessuno può veramente comprendere il dolore di chi ha appena subito una perdita, ma in questo caso nessuno può accedere alla solitudine di Paula. Soprattutto perché nessuno sa la verità. E più ancora della perdita è la rabbia per non poter inveire contro il bastardo che l'ha tradita e lasciata a fare più male nel leggere di Paula. In morte, si sa, siamo sempre tutti più buoni. ⠀ 🤗 Bentornati (se siete stati in ferie) e buon inizio della nuova stagione. Avevate già visto questo romanzo? Cosa ne pensate?

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31 agosto 2020

Agosto

I gironzolii
Avevo deciso che ad agosto sarei andata via qualche giorno, ma poi dopo mille pensieri e ripensamenti ho deciso di rimanere a casa.
Il tipo di viaggetto che piace a me è poco compatibile con i tempi di pandemia: a me piace prendere i treni ed i pullman, chiacchierare con chi mi dà un passaggio; dormire negli ostelli dove ci sono persone che provengono da tanti paesi e fermarmi a fare quattro parole con chi condivide con me un po' del suo tempo e del mio spazio. 
Una vacanza oggi per me (e sottolineo per me) sarebbe stata una fonte di stress per le cose che non si possono (giustamente) fare e quindi mi sono rifatta con qualche gironzolio nei dintorni, parecchie pizze, chiacchiere e gelati, e sono stata felice lo stesso :)




I libri
Ecco dove sono stata ad agosto con le mie letture, in ordine di preferenza come sempre!




Confusione (I Cazalaet) --> continua la mia avventura nel Sussex e sono proprio soddisfatta di questa saga.





Miss Islanda --> Islanda anni '60: una storia di maschilismo onnipresente e di una ragazza molto determinata. Bello, ma non mi ha conquistato.








Imparare a parlare con le piante --> Paula, sfigatissima, dopo vent'anni viene lasciata dal suo compagno che muore investito due ore dopo. Doppio trauma e sofferenza al quadrato. Intenso, ma per coinvolgermi davvero gli è mancato qualcosina.







Galàpagos --> a metà tra un diario di viaggio ed un saggio, Coloane ci porta sulle Islas Encantadas. Se si ama il genere, per me è sì.








I film
Che bello! Questo agosto sono tornata al cinema o meglio... è tornato il cinema!!
E' una cosa che mi è mancata tanto in questi mesi e sono rimasta piacevolmente colpita dal constatare un'ottima organizzazione.

Mi ero persa a suo tempo il film sui Queen e sono contenta di averlo recuperato al cinema perché è uno di quei film che merita il grande schermo. Sono tornata a casa con un livello di esaltazione davvero molto elevato.

Sono rimasta molto delusa invece dal Concerto ritrovato di  De Andrè e della Pfm: noiosissimo.
Il film è diviso in due parti: la prima è una docuintervista alla Pfm e a Dory Ghezzi sul perché questa tournée sia stata storica, la seconda è il concerto.
Forse montando diversamente il materiale si sarebbe ottenuto un qualcosa di più frizzante, invece così è stato soporifero.

 




Perduta nel Vermont invece l'ho visto in tv ed è il classico film sdolcinato in cui sai che alla fine andrà tutto bene.
Lei che perde la memoria ed è ricca e famosa mentre il suo medico, vedovo e padre amorevole, piano piano si innamora di lei.
Ogni tanto ci va un film come questo!















Per settembre invece ci si aspetta un po' di normalità... incrociando le dita!