22 giugno 2009

11 agosto: Sarria - Hospital 32,5 km | grandi incontri

Giammy ci semina velocemente e, prima di essere usciti da Sarria, riesco a rimanere staccata anche dal resto del gruppo.
Incontro una famiglia italiana con ragazzini al seguito: hanno una settimana per fare gli ultimi 100 km, vogliono prendersela con calma e poi andare fino a Finisterre un po' al mare. mi chiedono da quanto cammino e sono tutti ammirati e posso divertirmi pure a far la maestrina che dà consigli sulle cose da fare e da non fare assolutamente.
Salutata la famigliola continuo a camminare sulla strada asfaltata che collega tutti questi paesini piccini tra la nebbia, ma la guida dice che è normale trovare un clima autunnale in Galizia in qualsiasi stagione!

Guardandomi intorno un po' persa tra i pensieri scorgo vicino a un pilone quel che resta del mio gruppo (cioè tutti meno Giammy!) che mi aspettano per mangiucchiare qualcosa... che gentili che sono stati ad aspettarmi sempre... ma non hanno scelto un posto a caso dove accamparsi: sono davanti al pilone dei 100 km.

Solo più 100 km a piedi e ci siamo! Peccato che qualche cretino (anzi molti cretini) abbia sentito l'impellente necessità di ridurre così il pilone.



Passato il pilone e sgranocchiato ci fermiamo appena dopo in un bar per metterci il timbro sulla carta del pellegrino, non sia mai che ci manchi il timbro dei 100 km e che poi non ci danno la compostela eh!!

Prima di arrivare a Portomarìn il cammino è ancora lungo, tra salite discese, strade asfaltate e sentieri.
Altro incontro: una coppia romana sulla trentina arrivata a Sarria in nottata con un treno scassato (così riferiscono) e pure loro ben provati dalla camminata. Parliamo un po', racconto del cammino già fatto, dei compari che mi aspetatno più avanti, delle vesciche che piano piano fanno meno male.
Poi inizia una discesa rapidissima che porta giù giù fino a Portomarìn, ma prima si deve ancora attraversare un ponte bello lungo dove tira un supervento che fa temere per le sorti del mio adorato cappellino di Colonia.
Dopo qualche telefonata per trovarli finalmente ci ritroviamo tutti insieme con obiettivo pranzo.
Vagando per la via principale rivediamo Ceccherini (che già avevo visto saltellare quando ero ancora sola) e Indiana Jones fermo a un bancomat.
Ormai è già un po' tardi e quindi trovare un bar aperto si fa complicato: alla fine mangiamo i peggiori panini di tutto il Cammino, di quelli surgelati e solo scaldati...

La guida del cammino dice che per oggi potremmo anche aver finito di scarpinare ma il giorno successivo prevede 40 km: decidiamo quindi di portarci avanti col cammino e di arrivare in un ostello qualche km oltre Portomarìn dove comunque, data l'ora, non sarebbe stato facile trovare ancora da dormire.
Riattraversiamo il lago artificiale su un altro ponte e ci mettiamo a camminare tra i boschi e, come al solito, in breve rimango da sola... che pappamolla che sono/ero!
Dopo il passaggio tra i boschi segue un pezzo lungo uno stradone poco trafficato dove io mi son cagata in mano pensando che una macchina mi stesse seguendo perchè percorreva il sentiero a fianco della strada come me ed ero già pronta a urlare con quanto fiato avevo in gola di fronte al maniaco e invece il porello doveva solo girare per i campi e io e il mio zainone gli intralciavamo il passaggio!
E dopo la strada altri boschi. una paura! si preparava a fare un bel temporalone, vento forte e io come una lola a camminare in mezzo ai pini, che mi pensavo "se ora il vento ne sradica uno i primi che passano sono domattina e mi trovano belle che stecchita!".
Nel mentre che mi facevo questi film a lieto fine sul rientro della mia salma ^_^ arriva un signore sui 40-45 anni che mi chiede se va tutto bene. Inizio a ciacolare con lui delle solite cose: tempo, pioggia, strada già fatta, che ho gli amici avanti, piedi, gambe, età, motivazioni, ecc ecc.
Dopo aver letto Vado a fare due passi mi è venuto da pensare "ma allora sono un po' incosciente" visto che ero lontana da qualsiasi paesello, in mezzo a un bosco, con un supervento un quasi temporale in arrivo e uno sconosciuto. Io ero tranquillissima, talmente tranquilla e contenta di aver braccato uno spagnolo che inizio a sparargli le domande che mi son frullate per la testa in tutto questo camminare: da com'è zapatero vissuto da dentro la Spagna e non solo visto come modello dall'estero, al periodo franchista, alla monarchia...
A ciacolare con Alex anche il camminare diventa meno faticoso, tanto che quando arriviamo all'ostello dove ci aspettano fuori Fra&Matte (J stava usufruendo dei servizi) si stupiscono che stia camminando con un certo passo e senza aria affranta. Naturalmente la loro sorpresa è ancora maggiore quando mi chiedono di cosa stia parlando e io limpida limpida rispondo "Di nucleare in Europa!".
Per questa cosa verrò presa in giro parecchio e nei giorni successivi quando arrancherò mi diranno "dai muoviti che devo dirti delle cose sul nucleare e Berlusconi!".

Anche loro però hanno una sorpresa per noi: nell'ostello c'è solo più un posto, ma hanno chiamato Giammy che è da una vita al paese dopo e si è informato e nel suo ostello cinque posti al momento sono ancora disponibili. Alex decide di proseguire con noi, anche se potrebbe fermarsi in quell'ostello, ma per lui fare qualche km in più non è un problema: è la seconda volta che fa il cammino e la prima ci aveva messo addirittura cinque giorni in meno del previsto.
Arriviamo all'ostello tutti umidicci, perchè abbiamo trovato il temporale.
Riabbracciamo Giammy che avevamo salutato al mattino come se andasse in guerra e poi ci infiliamo veloce a fare una doccia.
Io dopo la doccia sono già in pigiama e andrei a nanna ma gli altri insistono per andare a cena e io di ricambiarmi non ho proprio voglia.

Avrei una foto che testimonia quanto sto per dirvi ma per non ledere eccessivamente alla mia dignità credetemi sulla parola: sono andata al baretto-ristorante con il pigiama rosa con i pantaloni a tre quarti leggeri e una mucca stampata sulla canottiera e il pile sopra.
Noi fanciulle ci siamo accontentate solo del latte mentre Matte e Giammy vorrebbero cena, ma ormai è tardi e metà della roba che vorrebbero la cameriera dice che non è più disponibile e quindi devono accontentarsi per forza.
In tutto questo Giammy ci confessa che nella solitudine di una giornata ha capito che non gli interessava arrivare una notte prima se doveva farlo da solo. e tra citazioni bibliche, scoperte sulla propria natura e cosce di pollo si conclude un'altra giornata!

3 commenti:

Grissino ha detto...

secondo me c'é gente che bara sui timbrini e non ha fatto nemmeno una tappa... voi si vedeva che eravate pellegrini, su! :-P

ANNA ha detto...

Io voglio la foto del pigiama con pile e calzoni annessi! :)) Grande! Brava! Facciamoci riconoscere ovunque! :) ihihihih

Paul Gatti ha detto...

Niente male, bambola, niente male...