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01 maggio 2017

Destinazione Santiago. Come ritrovare se stessi sul Cammino

Una compagna di classe delle elementari che non vedevo da quando avevamo su per giù 10 anni e ci scambiavamo il giornalino della Sirenetta, una cremina al caffè e due libri sul tavolo.

N. mi ha scritto per chiedermi informazioni sul Cammino di Santiago, che io ho fatto per 400 km 9 anni fa, e lei farà in parte fra qualche mese. Abbiamo anche scoperto che ad entrambe piace ancora leggere e quindi ci siamo pure scambiate due libri a tema: io le ho lasciato Il cammino immortale di Jean-Christophe Rufin e lei mi ha prestato Destinazione Santiago di Riccardo Finelli.


Riccardo racconta il suo viaggio da solo lungo gli 800 km del cammino francese (il più conosciuto), deciso all'improvviso (e senza un allenamento) quando a 40 anni un tumore si porta via velocemente Mattia, il suo più caro amico. 
Non sa quale sia il motivo per cui ha deciso di partire e lasciare per 3 settimane lavoro, moglie e figli. Non è particolarmente religioso e, sinceramente, non sa nemmeno se ha senso seguire un percorso medioevale fatto per raggiungere la presunta tomba di San Giacomo. 

Riccardo (lo chiamo per nome di battesimo l'autore perché dopo questo lungo viaggio "insieme" mi pare un pellegrino qualunque che avrei potuto incrociare io sul mio Cammino) racconta in meno di 300 pagine il suo pellegrinaggio, come in un diario.

Annota con dovizia di particolari i luoghi che attraversa e in cui si ferma, aggiungendo anche qualche nota storica, ma soprattutto le storie differenti di chi incrocia nelle diverse tappe. Sono storie veramente diverse che sembrano non avere nulla in comune tra loro, se non il fatto di trovarsi a fare una cosa a senso di logica assolutamente insensata: in questo nuovo millennio che senso ha martoriarsi le gambe ed i piedi (e solo chi ha fatto il Cammino di Santiago può capire cosa significhi la parola "vescica"---> qui per i non deboli di stomaco) per raggiungere un posto?
Riccardo riesce ad evidenziare che cosa unisce le diverse motivazioni: tutti camminano sperando di trovare una risposta alla domanda delle domande "Chi sono io? e qual è il mio posto nel mondo?".

Nonostante mi sia ritrovata in molte vicissitudini, da quella di non trovare un posto in ostello al dolore fisico e la stanchezza mentale, è stato anche curioso capire come la nostra vita sia incredibilmente cambiata in 9 anni: banalmente non avevo facebook e il problema se chiedere o meno l'amicizia a qualcuno non esisteva. Oggi se mi rimettessi in cammino sarebbe una questione spinosa: rimanere in contatto dopo essersi raccontato segreti molto intimi ha senso oppure è meglio lasciare che quello che accade sul Cammino resti sul Cammino?

Un libro sicuramente utile per chi come N. sta preparando il suo zaino e sicuramente una lettura emozionante per chi come me lo zaino l'ha posato, per ora.
Perché io una piccola critica la farei: sulla quarta di copertina c'è scritto "Il grande viaggio che tutti dovrebbero fare una volta nella vita", io ci scriverei "Il viaggio che tutti dovrebbero fare ALMENO una volta nella vita".
Agosto 2008, Galizia Spagna

Buen camino!

04 giugno 2016

#iPostiChe

Ho prenotato il volo per la mia prossima vacanza e la testa (ma non il portafoglio!) sta già pensando alle prossime vacanze!

Per questo mi è sembrato che il tag di Daniela (ideato da Nerogrigio) cascasse giusto a fagiUolo e chissà che qualche suggerimento possa farvi venire l'idea per un viaggetto!


Il posto....


... CHE PORTI NEL CUORE:

Avevo un sogno: vedere i pinguini! A Isla Magdalena (Cile) l'ho realizzato: di quel giorno ricordo il vento, il rumore dei pinguini ma soprattutto la gioia di quando son sbarcata a terra ed incredula mi ripetevo "ho visto un sacco di pinguini!"


... PIU' DIVERTENTE:

La mia prima volta a Roma è stata in terza media in gita.
Mi ero divertita un sacco e mi ero innamorata di questa città, in cui poi ho fatto in modo di tornare un sacco di volte. E non intendo smettere!



... PIU' COMMOVENTE:
Il Monte del Gozo, la collina da cui si vede Santiago, e su cui si erga il monumento a Giovanni Paolo II

Il Cammino di Santiago è l'esperienza più emozionante che abbia mai fatto. Dopo aver fatto quasi 400 km a piedi (perché ho fatto solo mezzo cammino), quando l'ultima mattina mi sono messa in cammino che era ancora buio pesto e mi mancavano solo più una ventina di km... beh mi son venute le lacrime agli occhi!

... PIU' DELUDENTE:
ushuaia-terra-del-fuoco

Ushuaia è la città più a sud del mondo e mi ha un po' delusa: me la immaginavo più selvaggia, più aspra, più estrema. Vale la pena di andarci perché se si è in Patagonia almeno sei arrivato in "culo al mondo", ma ci sono posti molto molto più belli!

... PIU' SORPRENDENTE:
Non ho foto ma io non ho mai visto una città come Ghadames in Libia.
Quello che temo è che nessuno potrà rivederla più nella sua semplicità e straordinarietà, ahimè.



... PIU' GUSTOSO:

Chi nomina Bruxelles per me nomina i primi e migliori waffle mai mangiati.
E chi dice waffle rischia di farmi sbavare sulla tastiera!


... CHE TI HA LASCIATO UN RICORDO PARTICOLARE:

Io adoro Sirmione: è un posto che conosco bene e dove in molti angoli ho ricordi particolari: sono ricordi soprattutto puzzosi visto che l'acqua termale non sa proprio di lavanda!

... PIU' ROMANTICO:
La casa di Neruda a Santiago del Cile era il nido d'amore, inizialmente segreto, con la sua ultima moglie Matilde Urrutia. Ma non è per questo che è il posto più romantico dove sia mai stata: c'erano 39 gradi e io avevo uno zaino pesante in spalla che ormai aveva creato un alone gigantesco sulla mia schiena. Quando sono uscita da quella casa mi son sentita leggera, pure un po' scema perché sorridevo al mondo, e mi sembrava di avere le farfalle nello stomaco. Non sto esagerando: in quel momento mi sono sentita innamorata. Di Neruda, della poesia. del mondo e pure un po' di me stessa.

... CHE VORRESTI RIVEDERE:
Vorrei andare di nuovo a Venezia dove son stata più volte, ma l'ultima avevo 12 anni: sarà ben ora di tornarci!


... DOVE TI PIACEREBBE ANDARE:

la mia prossima meta è la Polonia: chi mi aiuta?

Ora dovrei passare il premio a 10 blogger, ma son arrivata tardi e quindi molti di voi già lo hanno fatto... mi limeiterò a 5 blogger:
- Silvia--> lei scova solo posti originali, anche dietro l'angolo di casa
- Claudia --> lei viaggia tanto coi i libri, ma quando si muove sul serio mi porta una cartolina
- Maruzza --> che sarebbe capace di rispondere a tutte queste domande ricercando angoli nascosti di Ponza
- le chicks & trips --> il mio blog di viaggio di riferimento (perché non sono mai banali!)
- Enzo e Chiara --> viaggiatori davvero instancabili

03 dicembre 2015

Il cammino immortale. La strada per Santiago

Il mio cammino e quello di Jean-Cristophe Rufin, ambasciatore francese in Senegal, han ben poco in comune.

Partiamo dal percorso: lui orgogliosamente sceglie il Cammino del Nord, che è il cammino originario che porta a Santiago. mentre io ho fatto parte del cammino francese, che lui si snobba definendolo "l'autostrada dei pellegrini, la via più frequentata e diretta, su cui ogni giorno si riversano centinaia di persone".
Seguire il cammino di Rufin con l'app Cityteller è stato molto divertente
Io mi son messa in cammino ad agosto, ovviamente tra i mesi più battuti per giungere fino a Santiago, lui sceglie la primavera.
Oltre allo zaino si carica in spalla pure una tenda, per fare una situazione ancora più in solitaria, mentre io son partita con quattro amici. Età differenti, allenato, lui cercava "niente, e l'ho trovato". Io, assolutamente a-sportiva, cercavo conferme e le ho trovate.

libro-cammino-santiago
A me e Meringa piace leggere sedute per terra sui gradini al sole
Ci sono delle cose che solo chi ha fatto il Cammino capisce, con qualunque spirito sia partito e in qualunque modo sia arrivato:


"La differenza con il Cammino è che Compostela non è una punizione, ma un'impresa volontaria. Perlomeno, così si crede, benché tale opinione sia rapidamente contraddetta dall'esperienza. Chiunque marcia sul cammino finisce prima o poi col pensare dell'esservi stato condannato"



Rufin mantiene fin dalle prime pagine del libro uno sguardo ironico sulle piccole e grandi manie che colpiscono i viaggiatori: io ho sorriso un sacco pensando a come i pellegrini per essere frugali si autopuniscano pensando mille volte se spendere un euro in più oppure fare ancora km e km prima di fermarsi a mangiare!

Qualche tempo fa ne parlavo con Francesca, gran viaggiatrice, di come per il Viaggio per eccellenza per me sia stato il Cammino perché è l'esperienza in assoluto più arricchente che abbia mai fatto.

Di libri sul cammino di Santiago ce ne son a bizzeffe perché è un'esperienza così totalizzante che molti quando tornano sentono la necessità di condividerla.
Avevo letto un altro diario di un ragazzo che aveva fatto il Cammino, "Vado a fare due passi", e di averne sfogliati alcuni in libreria, ma "Il cammino immortale" ha una marcia in più ed è quella dell'ironia.

cammino-santiago
Sarà un ottimo regalo di Natale per chi ha fatto il Cammino di Santiago, qualsiasi strada abbia scelto, e sarà assai gradito da chi pensa di mettersi uno zaino in spalla e seguire le frecce gialle.
Unica controindicazione: fa venire una voglia spasmodica di ripartire, subito, ahimè e quindi pensateci bene di leggerlo se avete già fatto un cammino!

05 giugno 2015

La pioggia dei miei viaggi

Signori e signore, oggi è l'ultimo giorno per partecipare al senso dei miei viaggi. La rubrica è stata ideata da Monica ma da diversi mesi viene gestita come se fosse una staffetta e questo mese ho scelto io il tema: la pioggia. mia fedele compagna in molti viaggi.

Se volete partecipare dovete postare tre foto a tema entro oggi e, ovviamente, comunicarmelo.
Qui invece potrete aiutarmi a scegliere quale delle mie tre prenderà parte al grande rito propiziatorio anti-pioggia che avrà luogo il 10 giugno su questo blog :)

Nello zaino del pellegrino che si incammina verso Santiago de Compostela non deve mancare mai una mantella per la pioggia, perché quando dopo molti chilometri arriverà in Galizia, qualsiasi sia la stagione, verrà colto da pioggia e pioggerella. Avrei delle foto di me con la mantella, ma per la salvaguardia della mia dignità ci accontentiamo di questa foto scattata con un vecchio cellulare una sera in ostello...

Vedere le mongolfiere volare con tutti i loro colori dovrebbe essere bellissimo... guardando il colore del cielo, secondo voi com'è andata a finire?

Puerto Natales (Patagonia cilena), febbraio 2015
Credevo fossero un monumento, anzi un invito, al suicidio queste due statue. 
Poi ho visto su internet che hanno un nome più poetico: sono il monumento al vento, che in Patagonia non manca mai. Visto su internet con un altro sfondo meno fosco, sembra un altro posto (provare per credere). 
Proprio perché c'è sempre tanto vento. il tempo  in Patagonia è estremamente volubile, tanto che si dice che in Patagonia nell'arco di un giorno ci siano tutte e quattro le stagioni. Io da un bar di Puerto Natales quel giorno ho visto passare autunno ed inverno varie volte e solo quando ormai ero sul pullman verso la tappa successiva ho intravisto la primavera. Questa credo si chiami Nuvoletta di Fantozzi.... a qualsiasi latitudine!

03 febbraio 2014

Le disavventure dei miei viaggi

Questo mese c'è da ridere: Monica chiede di raccontare tre disavventure avute in viaggio!
Ho cercato un filo conduttore tra le mie tre ielle: i mezzi di trasporto! Perché la verità è che con qualsiasi mezzo io mi metta in viaggio... l'intoppo è sempre dietro l'angolo!

Ceriale (Savona) - giugno 2004 Chi ha colpa del suo male...
Stazione
4 ragazze, una tenda ed un esame di maturità appena terminato... Parola d'ordine: spensieratezza!
Scendiamo dal treno per questa tanto agognata mini-vacanza. E già del treno potremmo dire un paio di cose: avete idea di cos'è il primo treno del mattino da Torino verso il mare durante i fine settimana? Dovevamo cercare un campeggio e avevamo un paio di indirizzi. Il primo, più vicino al paese, ci dice che però loro massimo a mezzanotte chiudono i cancelli perché la loro clientela è costituita da famiglie. Ma siamo matte? Mezzanotte nel sacco a pelo? Ma figurati! Siamo finite nel campeggio più lontano dal paese, raggiungibile a piedi solo facendo l'Aurelia. Eravamo così stanche che abbiamo passato due giorni a dormire in spiaggia e alle 22:30 eravamo già tra le braccia di Orfeo... ma al mattino ci pensava un simpatico galletto (galletto animale, non galletto inteso come ragazzo che fa il galletto!) a darci il buongiorno!

 più o meno Bordeaux (Francia) - agosto 2008 Tu comunque smile
pellegrini-santiago
sul cammino di Santiago
Da Parigi avevamo un treno per arrivare fino a Saint Jean Pied de Port, ai piedi dei Pirenei francesi, da dove sarebbe iniziato il nostro cammino di Santiago (che alla fine quando parlo di viaggi torna sempre), e io me la dormivo (tanto per cambiare) alla grande! Vengo svegliata con un pizzicotto da un giovane alto, magro e biondo. Inutile dire che non era il principe azzurro, ma un ubriacone.Questo si siede di fronte a me e mi offre una birra, che io gentilmente rifiuto egiustamente si beve lui. E a me va pure bene, perché alla mia amica regala un preservativo, con l'enigmatico augurio "Per il tuo cammino". Poi tira fuori delle cartine e del tabacco (?) e dice a mia sorella "amica bionda se vedi arrivare il controllore... smile". Solo che a Bordeaux più o meno non è arrivato il controllore ma sette (e sottolineo 7) poliziotti e lo hanno portato giù di peso. Ho ancora il dubbio che fosse un pericoloso criminale e io, sveglia come una cassa da morto, non me ne fossi accorta!

Libia - settembre 2004 In viaggio con 007
libia-turismo
Ghadames
Dopo 3 giorni a Tripoli in una specie di gita con la scuola c'è da spostarsi nel deserto a Ghadames, un posto stupendo. Appuntamento con il solito autista all'alba, ma a metà mattina quello ancora non si vede. Arriva al suo posto un uomo molto più maturo e molto gentile, scopriremo anche troppo. Parlando del perché del ritardo scopriamo che lui non è di Tripoli, ma di Bengasi: 1000 km a est. Strano che non ci fosse un autista che arrivasse da più vicino, no? Ma ci mettiamo in viaggio e già su questo ci sarebbe molto da dire, ma vi farò solo un esempio: l' "autista" non spegneva il pullmino per fare benzina e il pavimento della stazione di benzina era pieno di benzina a terra. "Autista" in tre giorni non ci molla mai un attimo: noi andiamo a visitare un liceo e lui viene con noi, facciamo il giro turistico e c'è pure lui, a cena ovviamente ci scorta. Non ne avremo mai la conferma, ma noi eravamo fortemente convinte che quello fosse un agente di Gheddafi, che semplicemente controllava che cavolo ci facesse una classe di liceo in gita in Libia! Chi di voi può dire di aver avuto come autista una specie di James Bond? Cose da raccontare!

11 dicembre 2013

Il sacro dei miei viaggi

E io ora che scelgo mi son detta quando ho visto il tema di questo mese del senso dei mie viaggi?
Io ed i pellegrinaggi, le Giornate Mondiali della Gioventù andiamo spesso a braccetto e quindi cosa scegliere? Colonia? la notte di Madrid? Assisi? Roma? o la bellissima notte di Loreto? e perché non Lujan in Argentina?
Perché partire da Santiago de Compostela mi pareva un po' banale: quante volte ho già usato le foto del cammino per le sfide di Monica?
Però poi mi son detta che quella è senza dubbio la più grande impresa che abbia mai fatto (e mai farò sicuramente dal punto di vista sportivo), un percorso di crescita di fede e personale.
E quindi ecco le mie tre foto: non ci troverete le Chiese, le steli, le croci e l'onnipresente freccia gialla. Nel mio Cammino di foto troverete tre cose che ho imparato e che ho provato (a volte con scarsi risultati) ad applicare alla vita di tutti i giorni.

Sopra Saint Jean Pied De Port

Fin dal primo giorno di Cammino mi è stato chiaro che non sarei stata sola. E, probabilmente, non lo ero mai stata. Ho capito che per ascoltare ci va silenzio e concentrazione. Sul Cammino di Santiago se uno vuole ne può trovare quanto ne vuole.

Fuori O' Cebreiro
Ci son tratti di strada lungo il Cammino estremamenti poetici: sentieri in montagna, chilometri e chilometri in mezzo ai campi, lunghi tratti in mezzo ai boschi, stradine tra borghi dove ci son più mucche e pecore che cristiani. E poi ci son pezzi di strada come questo: il pellegrino cammina così a bordo stradone. Non tutto nella vita ha il giusto contorno, ma la compagnia giusta può rendere tutto molto speciale.

I miei piedi, a poche tappe dalla meta
Ho imparato che posso fare cose che ritenevo per me impossibili, tipo fare 400 chilometri a piedi. Che però devo essere tenace. Che non devo sedermi, rallentare sì ma fermarmi mai. Se no non è che "se non vado a Santiago, Santiago viene a me".  E questa immagine un po' schifosetta è quella che mi ricorda meglio il concetto.... buen camino!

15 luglio 2012

Il cammino per Santiago

è davvero molto difficile che io decida di muovere il sederone per andare a Torino, per di più di sabato sera e per andare al cinema!
Ma Il cammino per Santiago lo volevo proprio vedere, nonostante avessimo letto commenti che ne parlavano come di un film lunghissimo e pesante, e per di più con (quasi) tutti i compagni di quella bellissima esperienza.

La trama è abbastanza semplice: un medico americano deve affrontare il dolore per la perdita del figlio morto sui Pirenei durante la prima tappa del Cammino di Santiago e decide di percorrerlo lui al posto suo, portando le sue ceneri fino all'oceano.
I personaggi secondo me risultano troppo caricati ed ad un certo punto sembra che solo se sei squilibrato puoi fare questa impresa, anche se certamente il bagaglio di problemi, sogni, desideri di un gruppo di persone adulte e molto adulte è diverso da quello di chi si mette in cammino a vent'anni. Nonostante questo siamo usciti dalla sala decisamente soddisfatti tutti quanti.

Assolutamente consigliato a chi ha fatto il Cammino francese per arrivare a Santiago e a chi è interessato ad iniziare un'esperienza del genere, sinceramente non so quanto possa essere gradevole per chi lo guarda in modo più disinteressato.
Unico inconveniente: fa venire una voglia incontenibile di prendere zaino, scarponi e cercare la prima freccia gialla in direzione della Cattedrale di Santiago.

25 luglio 2011

Santiago

25 luglio: festa di San Giacomo.

A volte mi viene una voglia pazzesca di rimettermi in cammino....

02 dicembre 2010

Diarrea Verbale

Quando eravamo in Cammino verso Santiago io ero sempre indietro, essendo una scamorza con uno zaino sulle spalle. Rimanendo spesso da sola attaccavo bottone con altri pellegrini e, pur di parlare, ero diventata pure bravina con lo spagnolo, tanto da poter interloquire di qualsiasi argomento e con qualsiasi tipo di persona:  una volta avevo incontrato un ragazzo tedesco molto carino oppure un prete brasiliano che studiava in Spagna e una volta mi sono messa a parlare con un signore spagnolo veramente di tutto, tanto che mia sorella vedendomi arrivare tutta pimpante invece che con la solita faccia da zombie mi chiese di che cosa stessi parlando e rimase un attimo basita nel sentimi rispondere cristallinamente "Di nucleare in Europa, ma prima abbiamo parlato di Zapatero e pure del periodo franchista".

Un'altra volta capitò che fossimo tutte e tre insieme (io Fra e J) e trovassimo un ragazzo italiano più grande di noi che fece un po' di strada insieme a noi, chiacchierando, poi lui si fermò su una panchina e noi proseguimmo. Subito dopo mia sorella disse "ecco perché arrivi sempre con qualcuno! se quello lì avesse trovato me dopo 3 secondi il discorso finiva con Buen camino e basta, tu invece ci dai proprio corda!".

Oggi sono riuscita ad attaccare bottone pure con i testimoni di Geova, cioè loro hanno suonato ma io invece che scaricarli mi son fermata a parlarci. Ma che posso farci io se mi diverto a parlare e confrontarmi con chiunque, anzi di solito più uno è diverso da me più mi diverto? A pensarla così poi a volte esagero e mi son ritrovata con un ex fidanzato leghista, e che il Signore me ne scampi da rifare lo stesso errore!

Comunque sia, ora a distanza di qualche ora sono incavolatissima. Un po' perché invidio la loro conoscenza dei Testi Sacri, ed è un po' come se questo confronto mi avesse ricordato quanto sono ignorante. Poi ripensando alle domande che mi hanno fatto potevo dare delle altre risposte, e mi fa venire il nervoso che la risposta giusta mi venga sempre in mente troppo tardi!, va beh mi consolo pensando che è stato un momento di riflessione per me. Ma sapete cosa mi scoccia di più? Credo di essere stata scaricata dai testimoni di Geova!!!!

02 ottobre 2010

Che mi venga un cagotto?

Per farmi felice basta poco.

Basta attaccare la tv e mettere dentro un dvd di Lost, magari facendo fare ad altri l'operazione di accensione per cui non sono abilitata.

Poi datemi anche una compagnia, che le due volte che l'ho visto da sola mi sono divertita molto meno. Qualcuno a cui comunicare di cinque minuti in cinque minuti se mi piace di più fisicamente Sawyer o Jack. Anche se sono abbastanza coerente da diverse serate su chi sia il mio personaggio preferito: Sayid.

Ed ora inizia a fare freddino, quindi mettiamo pure una copertina sulle gambe.

E poi fatemi fare la goduriosa: datemi un vasetto di yogurt di quelli giganti e un cucchiaio. 400 grammi di yogurt allo zucchero di canna Scaldasole. L'ho quasi finito, quando gli altri l'hanno notato mi hanno fatto presente che è probabile che mi venga un cagotto! Ho visto con i miei occhi a Palas de Rei un giovane pellegrino probabilmente polacco che mangiava 3 panini alterandoli a 16 yougurt, che beveva un sorso dopo l'altro come se fosse Cocacola. Ma soprattutto non l'ho trovato nei km successivi nascosto dietro un cespuglio e l'ho visto sulle sue gambe bello pimpante a Santiago, giunto sano e salvo anche lui alla meta.


Io sono stra-convinta che non starò male, ma se non mi sentite per un po' sapete dove sarò seduta!

12 settembre 2009

... alla ricerca del biondo tartarugo corazzato...

Qualche giorno fa AndreA aveva pubblicato un post il cui contenuto era occhio e croce quello di apprezzare la semplicità delle piccole cose. E subito mi era venuta voglia di ascoltare la filastrocca di "per fare un albero" che dice che le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare. Mi piace questa filastrocca, l'avevo già postata.

LA cercavo su youtube per ascoltarla mentre facevo colazione e tra i video correlati ho trovato questa canzone di Bruno Lauzi, che avevo già ascolato ma non mi ero mai soffermata più di tanto sul testo.

Ascolatela, dà alcuni spunti su cui riflettere anche per i grandi e per chi grande lo sta diventando.







La bella tartaruga che cosa mangerà

chi lo sa

chi lo sa

due foglie di lattuga e poi si riposerà

ah ah ah ah ah ah

la tartaruga un tempo fu

un animale che correva a testa in giù

come un siluro filava via

che mi sembrava un treno sulla ferrovia

ma avvenne un incidente

un muro la fermò

si ruppe qualche dente

e allora rallentò

la tartaruga

dall'ora in poi lascia

che a correre pensiamo solo noi

perché quel giorno poco più in là

andando piano lei trovò

la felicità

un bosco di carote

un mare di gelato che lei correndo troppo non aveva mai notato

e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa!

La bella tartaruga nel mare va perché

ma perché

ma perché

fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè

eh eh eh

eh eh eh

la tartaruga

lenta com'è

afferra al volo la fortuna quando c'è

dietro una foglia lungo la via

lei ha trovato la per là

la felicità

un bosco d'insalata

un mare di frittata spaghetti alla chitarra per passare la serata

Un bosco di carote

un mare di gelato

che lei correndo troppo non aveva mai notato

e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa.

22 giugno 2009

11 agosto: Sarria - Hospital 32,5 km | grandi incontri

Giammy ci semina velocemente e, prima di essere usciti da Sarria, riesco a rimanere staccata anche dal resto del gruppo.
Incontro una famiglia italiana con ragazzini al seguito: hanno una settimana per fare gli ultimi 100 km, vogliono prendersela con calma e poi andare fino a Finisterre un po' al mare. mi chiedono da quanto cammino e sono tutti ammirati e posso divertirmi pure a far la maestrina che dà consigli sulle cose da fare e da non fare assolutamente.
Salutata la famigliola continuo a camminare sulla strada asfaltata che collega tutti questi paesini piccini tra la nebbia, ma la guida dice che è normale trovare un clima autunnale in Galizia in qualsiasi stagione!

Guardandomi intorno un po' persa tra i pensieri scorgo vicino a un pilone quel che resta del mio gruppo (cioè tutti meno Giammy!) che mi aspettano per mangiucchiare qualcosa... che gentili che sono stati ad aspettarmi sempre... ma non hanno scelto un posto a caso dove accamparsi: sono davanti al pilone dei 100 km.

Solo più 100 km a piedi e ci siamo! Peccato che qualche cretino (anzi molti cretini) abbia sentito l'impellente necessità di ridurre così il pilone.



Passato il pilone e sgranocchiato ci fermiamo appena dopo in un bar per metterci il timbro sulla carta del pellegrino, non sia mai che ci manchi il timbro dei 100 km e che poi non ci danno la compostela eh!!

Prima di arrivare a Portomarìn il cammino è ancora lungo, tra salite discese, strade asfaltate e sentieri.
Altro incontro: una coppia romana sulla trentina arrivata a Sarria in nottata con un treno scassato (così riferiscono) e pure loro ben provati dalla camminata. Parliamo un po', racconto del cammino già fatto, dei compari che mi aspetatno più avanti, delle vesciche che piano piano fanno meno male.
Poi inizia una discesa rapidissima che porta giù giù fino a Portomarìn, ma prima si deve ancora attraversare un ponte bello lungo dove tira un supervento che fa temere per le sorti del mio adorato cappellino di Colonia.
Dopo qualche telefonata per trovarli finalmente ci ritroviamo tutti insieme con obiettivo pranzo.
Vagando per la via principale rivediamo Ceccherini (che già avevo visto saltellare quando ero ancora sola) e Indiana Jones fermo a un bancomat.
Ormai è già un po' tardi e quindi trovare un bar aperto si fa complicato: alla fine mangiamo i peggiori panini di tutto il Cammino, di quelli surgelati e solo scaldati...

La guida del cammino dice che per oggi potremmo anche aver finito di scarpinare ma il giorno successivo prevede 40 km: decidiamo quindi di portarci avanti col cammino e di arrivare in un ostello qualche km oltre Portomarìn dove comunque, data l'ora, non sarebbe stato facile trovare ancora da dormire.
Riattraversiamo il lago artificiale su un altro ponte e ci mettiamo a camminare tra i boschi e, come al solito, in breve rimango da sola... che pappamolla che sono/ero!
Dopo il passaggio tra i boschi segue un pezzo lungo uno stradone poco trafficato dove io mi son cagata in mano pensando che una macchina mi stesse seguendo perchè percorreva il sentiero a fianco della strada come me ed ero già pronta a urlare con quanto fiato avevo in gola di fronte al maniaco e invece il porello doveva solo girare per i campi e io e il mio zainone gli intralciavamo il passaggio!
E dopo la strada altri boschi. una paura! si preparava a fare un bel temporalone, vento forte e io come una lola a camminare in mezzo ai pini, che mi pensavo "se ora il vento ne sradica uno i primi che passano sono domattina e mi trovano belle che stecchita!".
Nel mentre che mi facevo questi film a lieto fine sul rientro della mia salma ^_^ arriva un signore sui 40-45 anni che mi chiede se va tutto bene. Inizio a ciacolare con lui delle solite cose: tempo, pioggia, strada già fatta, che ho gli amici avanti, piedi, gambe, età, motivazioni, ecc ecc.
Dopo aver letto Vado a fare due passi mi è venuto da pensare "ma allora sono un po' incosciente" visto che ero lontana da qualsiasi paesello, in mezzo a un bosco, con un supervento un quasi temporale in arrivo e uno sconosciuto. Io ero tranquillissima, talmente tranquilla e contenta di aver braccato uno spagnolo che inizio a sparargli le domande che mi son frullate per la testa in tutto questo camminare: da com'è zapatero vissuto da dentro la Spagna e non solo visto come modello dall'estero, al periodo franchista, alla monarchia...
A ciacolare con Alex anche il camminare diventa meno faticoso, tanto che quando arriviamo all'ostello dove ci aspettano fuori Fra&Matte (J stava usufruendo dei servizi) si stupiscono che stia camminando con un certo passo e senza aria affranta. Naturalmente la loro sorpresa è ancora maggiore quando mi chiedono di cosa stia parlando e io limpida limpida rispondo "Di nucleare in Europa!".
Per questa cosa verrò presa in giro parecchio e nei giorni successivi quando arrancherò mi diranno "dai muoviti che devo dirti delle cose sul nucleare e Berlusconi!".

Anche loro però hanno una sorpresa per noi: nell'ostello c'è solo più un posto, ma hanno chiamato Giammy che è da una vita al paese dopo e si è informato e nel suo ostello cinque posti al momento sono ancora disponibili. Alex decide di proseguire con noi, anche se potrebbe fermarsi in quell'ostello, ma per lui fare qualche km in più non è un problema: è la seconda volta che fa il cammino e la prima ci aveva messo addirittura cinque giorni in meno del previsto.
Arriviamo all'ostello tutti umidicci, perchè abbiamo trovato il temporale.
Riabbracciamo Giammy che avevamo salutato al mattino come se andasse in guerra e poi ci infiliamo veloce a fare una doccia.
Io dopo la doccia sono già in pigiama e andrei a nanna ma gli altri insistono per andare a cena e io di ricambiarmi non ho proprio voglia.

Avrei una foto che testimonia quanto sto per dirvi ma per non ledere eccessivamente alla mia dignità credetemi sulla parola: sono andata al baretto-ristorante con il pigiama rosa con i pantaloni a tre quarti leggeri e una mucca stampata sulla canottiera e il pile sopra.
Noi fanciulle ci siamo accontentate solo del latte mentre Matte e Giammy vorrebbero cena, ma ormai è tardi e metà della roba che vorrebbero la cameriera dice che non è più disponibile e quindi devono accontentarsi per forza.
In tutto questo Giammy ci confessa che nella solitudine di una giornata ha capito che non gli interessava arrivare una notte prima se doveva farlo da solo. e tra citazioni bibliche, scoperte sulla propria natura e cosce di pollo si conclude un'altra giornata!

19 maggio 2009

11 agosto: Triacastela - Sarria | 23 km in autobus

Per via dello scherzetto che ci ha fatto SpanAir siamo stati costretti a cancellare una tappa di cammino e così eccoci al mattino neanche troppo presto pronti per prendere un autobus fino a Sarria, dopo la solita colazione con latte e colacao e pane e marmellata mentre in tv c'era gente che faceva vasche in quel di Pechino. Mai visto così tanto le Olimpiadi in vita mia!
Da come avevamo letto prima di partire sembrava che di pullman ce ne fossero di più, invece, trattandosi di paesini di montagna molto piccoli, ne passa uno una volta ogni: per esempio da Triacastela per Sarria quello era l'unico della giornata.
Sul pullman ronfiamo un pochetto ma non troppo e riusciamo persino a vedere dai finestrini il monastero di Samos, che probabilmente se fossimo andati a piedi non avremmo visto perché per raggiungere Sarria ci sono 2 strade e quella che passa per Samos è per l'appunto la più lunga.
Arrivati a Sarria in una stazione dei pullman per tutto simile a quella di Leon e Burgos ci dirigiamo verso una banca per capire come mai la nostra (mia e di Fra) è bloccata: naturalmente dopo vari tentativi e una chiacchierata con una bancaria non lo capiamo e siamo costrette a chiedere a mio papà se ci può ricaricare sulla carta di J (al ritorno si scoprirà poi che avevamo fatto troppe volte il pin sbagliato, anche se a me sembra decisamente strano).
Seguono i saluti con Giammy: ha deciso che vuole dormire sul monte del Gozo la notte prima di arrivare a Santiago, come facevano gli antichi pellegrini.
Baci, abbracci e "mi raccomando Giammy fatti sentire", "fai solo attenzione eh" "ciao ciao Giammy!"

13 maggio 2009

10 agosto O Cebreiro- Triacastela 21 km| Applausi per Fede

Nonostante il giorno prima avessimo dormito praticamente tutto il giorno, quando è suonata la sveglia presto presto io avrei voluto dormire ancora un bel po'. Ci prepariamo rapidi e usciamo che fa freddo e fuori è buio pesto. La prima meta della giornata è vicina vicina: è la Cruz de hierro, che è appena sopra O Cebreiro. Lì la tradizione vuole che si lasci una pietra che ci si è portati da casa e infatti la croce altissima è circondata da sassi, io però sta roba non la sapevo per cui non mi ero portata da casetta nulla e neanche avevo pensato di raccoglierne una a inizio del cammino. Ci fermiamo lì a pregare e guardare albeggiare tra le montagne.


Ridiscesi in 5 minuti decidiamo di andare a far colazione in uno dei baretti aperti. Il bar è strapieno ma troviamo un tavolo per noi. Il barista è pazzo e canta canzoni senza senso e lei è isterica perché lui alle 7 del mattino è già un'ora che gli rompe le scatole, ma nonostante ciò riusciamo a conquistare la nostra colazione che prevede pure marmellata sul pane buono di montagna.

Rifocillati si comincia il cammino vero. Sarà che io non sono abituata a camminare in montagna ma camminare al bordo di uno stradone (deserto) con il sole tiepido del mattino, tanta luce e un paesaggio da favola mi mette allegria subito. Ed è qui che facciamo una delle foto più belle e più significative di tutto il cammino.


Facciamo delle piccole soste prima alla statua del Pellegrino e poi in un baretto dove ci mangiamo le briochine al cioccolato che avevamo comprato a La Faba e, un po' da barboni, ce le mangiamo seduti comodi al tavolino fuori del bar.



La prima parte del cammino la facciamo insieme ed è qui che incontriamo una gentile vecchietta di un borgo semiabbandonato, dove ci sono più mucche che persone. La signora esce di casa e ci chiama per chiederci se vogliamo assaggiare le sue crepes fatte con il latte delle sue mucche! Fra e J sono un po' titubanti mentre noi figurarsi se alla parola cibo ci tiriamo indietro. Solo per ribadire che gli spagnoli non hanno il senso per gli affari come ripetevo ormai da 10 giorni, la signora ci chiede dei soldi per averci offerto le sue crepes e, anche se non è troppo soddisfatta della nostra offerta, ci indica la sua fonte dove sostiene esca dell'acqua buonissima appena sotto casa sua.
Ecco nella foto ci siamo io e J con le piante grasse della signora e più sotto si vedono Matte e Giammy che tornano dalla magica fonte per dirci "l'acqua c'era ma sgorgava a 20 cm da una montagna di letame!". Siamo tutti d'accordo sul tenerci la nostra acqua e non cambiarla con quella aromatizzata della signora :)


Riprendiamo a camminare ed ecco un bell'incontro: siccome mi si slega uno scarponcino mi fermo un secondo per legarlo mentre gli altri proseguono e incontro un giovan fanciullo, un po' bassino ma niente male. dice di chiamarsi Pascal che è tedesco ma ha la madre francese e un altro paio di cose del genere. rilevante il commento di mia sorella una volta tornate a casa "Era sempre lì che si trascinava e rantolava ma dovevi vederla, fra un po' correva con quello lì e se non la chiamavamo secondo me faceva finta di non vederci per andare ancora con lui!"...


Ancora un incontro con dei simpatici maialini, che mia sorella dopo aver sostenuto di non aver mai visto dal vivo un maialino piccino fa una delle sue uscite da sorella di una vegetariana "Pensatelo con una mela in bocca e un bel bastoncino mentre sgsgsgs rosola!"...



...e mentre stiamo lì a fare "guarda quello com'è buffo" "oddio quello come piscia" ecc vediamo passare un gregge (?) di caprette che se ne va a spasso tutto compatto da solo.




dopo questo bell'incontro rimango indietro rispetto agli altri e inizia un super discesone, dove trovo degli arzilli signori spagnoli di mezza età che dopo le solite domande di rito (di dove sei? sei da sola? sei sicura di stare bene?) mi bagnano il naso.

Una discesa lunga, in parte sotto il sole e un po' tra i boschi dove ogni tanto compare un paese che non mai quello giusto.
C'è della gente che vende cestini di lamponi fuori casa, in realtà li posa su un tavolino e lascia una cassetta dove mettere i soldi del prezzo del cestino indicatogli di fianco. è strana sta cosa.
Scendi che ti scendi per poco sbaglio pure strada che mi ero persa una freccia. e arrivo in paese.

E qui mi vergogno come poche volte. Gli altri mi aspettano seduti su un prato, cioè Fra e J perché Matte e Giammy giocano a pallone. vicino al campetto c'è un bar. sulle sedie del bar ci sono i signori spagnoli con una marea di loro amici. Sento solo una voce "es la italiana"... e uno scrosciare di applausi e brava! vi giuro, una vergogna... secondo me avevano scommesso quanto tempo ci avrei messo per arrivare giù, o magari se arrivavo giù o ci rimanevo prima... chi lo sa!

Entro nel bar per chiedere se c'è un pullman che ci può portare fino a Sarria, infatti per via dello scherzetto di SpanAir dobbiamo eliminare un giorno di cammino. Il pullman c'è solo la mattina dopo quindi tanto vale cercare un ostello. Quello comunale ormai è pieno e ci dirigiamo verso un altro, 7 € internet compreso. quello che mi ha portato dritta fino lì con l'occhio a cuoricino è stata la parola internet.
Prendiamo posto in uno stanzino con tanti letti a castello, posiamo la roba e andiamo a pranzo in uno dei tanti baretti e, come al solito, mangio panino di frittata.

Il pomeriggio trascorre tra una doccia e l'avventura della lavatrice e la scoperta della seccadora.

Mentre tento di lavarmi a mano le due cose che non ho messo nella lavatrice faccio conoscenza con la moglie di Mario Biondi, una romagnola simpatica come poche. da uccidere: la vedo lì che si lava le sue cose in un catino, si libera un lavandino, la guardo, vedo che non fa nessun cenno allora mi metto io a riempirmi la bacinella. e lei con la sua voce acida probabilmente pensando che non fossi italiana "c'ero poi io eh!" e io "scusa pensavo stessi ancora insaponando, non pensando dovessi sciacquare" e lei bofonchia qualcosa di acido come poco.

Scesi di sotto dove c'è il computer conosciamo Mario Biondi, che ci provava spudoratamente con quella lì che poi abbiamo per l'appunto soprannominato sua moglie.

J si mette al computer e io e fra ci mettiamo a giocare a dama cinese nel tavolone che c'è lì vicino per far passare il tempo e darci il cambio. arriva lui "ne avete ancora per tanto?" e noi gli diciamo che siamo appena arrivate e stiamo facendo coda perché oltre a qualche mail vogliamo approfittare del 190online per mandare qualche sms gratis.

Sto rompiballe si mette a giocare con noi e attacca "ma quanto ci metti?!" "ma a chi scrivi?" "ma quanti fidanzati hai?". alla fine ce ne andiamo con le palle a terra e ci dirigiamo verso la Chiesetta del paese per andare a Messa. Lì troviamo un prete stranissimo che ci dice che visto che siamo tutti mezzi rotti possiamo stare tranquillamente seduti tutta la Messa.


Segue una cena nello stesso bar del pranzo ma per me solo con un tazzone di latte y colacao.


ancora una breve passeggiata per il paese dove volevo fare una foto con il bidone per la raccolta differenziata dell'olio che da noi non ho mai visto, ma poi mi son scordata.


Facciamo ancora una lunghissima partita a dama cinese finché la nostra hospitaleira non ci dice, dopo vari tentativi, che è proprio ora che qualcuno vinca per andare a nanna che è tardi.



























12 maggio 2009

Si ricomincia a camminare



é un po' che ci penso: devo riprendere il racconto di Santiago.

un po' perché prima o poi dovrò restituire la guida a Matteo che porello non ha più rivisto da mesi ormai.

un po' perché dopo aver letto Vado a fare due passi avevo notato tante cose simili e cose che mi facevano dire: Eh? ma io mica l'ho visto quello!

un po' perché oggi ho trovato quasi per caso il blog di una ragazza in partenza.

ma soprattutto perché rileggendo i racconti fatti in precedenza mi son detta: Toh è vero non me lo ricordavo questo! e ormai son passati già tanti mesi, mi son scordata tante cose mi sa e non voglio correre il rischio di scordarne ancora altri....

Quindi zaino in spalla che si deve arrivare a Santiago!

riassunto delle puntate precedenti:

1 agosto: Francesca, Giada e Matteo partono per Parigi

2 agosto: io e Giammy raggiungiamo gli altri a Parigi e insieme prendiamo il treno per Saint Jean

3 agosto: sulle orme di Orlando, la scalata dei Pirenei fino a Roncisvalle

4 agosto: fino a Larrasoana, il giorno in cui credevo di non arrivare più

5 agosto: l'incontro con il prete brasiliano e il ritorno alla vita urbana di Pamplona

6 agosto: dalla salita dell'Alto del Perdòn alla discesa di Puente la Reina

7 agosto: tanti km in un giorno, una passeggiata per Burgos e l'incontro con la Provvidenza

8 agosto: una lunga camminata fino a Trabadelo, la nanna in un ostello da ricchi e una scoperta tra i cavalcavia

9 agosto: la salita a O Cebreiro, l'incontro con Indiana jones e un pomeriggio di ronfate.

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tra le altre cose, c'è un modo per "salvare" il blog per rileggerselo in sicurezza in futuro?

11 dicembre 2008

8 dicembre: elfi al lavoro

Dopo quasi 330 giorni di attesa finalmente è arrivato il momento di fare l'albero. e ci siamo preparate per bene: Fra con il suo cappello da Babbo Natale e io con quello che ho trovato...

Ma gli elfi hanno bisogno della giusta musica per lavorare, preparata in un'apposita cartella in questi mesi...

Gli elfi tirano fuori dal PoloNord ripostiglio gli scatoloni...
... e tirano fuori gli addobbi, e li dividono per tipi colori e materiali...

Naturalmente agli elfi serve un alberello

e quando ne hanno uno tra le mani...

non possono fare altro che addobbarli


e illuminarli...
perchè gli elfi adorano il Natale

...e fanno sempre un ottimo lavoro!
Ma gli elfi non sono mai stanchi.... e son pronti per un'altra missione!


Il presepe è opera quasi interamente opera di Francesca e io, da umile servitore, le dò una piccola mano. Pulisco il muschio che ha raccolto il giorno prima col moroso e lei lo sistema...


poi insieme mettiamo le statuine...
e abbiamo un'idea splendida quasi contemporanemente: mettere le frecce gialle del cammino di santiago lungo la via dei Re Magi...


e la morale della giornata è un'idea mia:

PENSA CHE BRUTTO SE UNA DI NOI DUE NASCEVA FIGLIA UNICA O ANCORA PEGGIO SE UNA NASCEVA FURBA!!!