20 settembre 2020

La saga dei Cazalet

Non avete ancora letto La saga dei Cazalet?
Ci penso io a darvi le giuste motivazioni per entrare nel tunnel leggere più di 3000 pagine estremamente coinvolgenti.
Sulla riuscita dell'avventura garantisco io: leggere i Cazalet è un viaggio nel tempo strepitoso!


Di cosa parla La saga dei Cazalet? (no spoiler)
La saga dei Cazalet racconta la storia di una ricca famiglia borghese inglese dal 1937 al 1958, quindi da prima della Seconda Guerra Mondiale al dopo guerra.
Tutto ruota intorno ad Home Place, casa di campagna nel Sussex, dove durante la Guerra tutti i figli della Duchessa e del Generale, con le loro mogli e figl3, si rifugiavano per fuggire dai bombardamenti su Londra e vivere la loro quotidianità.

Perché leggere i Cazalet?
  • Se si amano i romanzi che raccontano un periodo storico senza essere romanzi storici, questo libro fa per voi: dall'accuratezza con cui vengono descritti i diversi cibi cucinati prima/durante/dopo la Guerra, gli abiti, le abitudini, vi sembrerà di essere immersi in quel particolare decennio.
  • Se quando sentite nominare il Sussex pensate subito a quel figaccione del Principe Harry, dopo aver letto I Cazalet le vicende di Home Place lo sostiuirete nei vostri pensieri. Visto che Harry non è più sulla piazza e non è nemmeno più duca  (credo) ci andrete a guadagnare 😉
  • E' una saga familiare complessa con molti personaggi, legati tra di loro da parentele varie. Soprattutto all'inizio richiede un po' di attenzione e di concentrazione per capire chi è figlio di chi e non far confusione tra i vari cugini e cuginetti. Se amate il genere, la fatica iniziale sarà ripagata.
  • E' stato scritto da una donna in un momento in cui essere una scrittrice non era cosa facile. I primi 4 libri sono stati negli anni '90 e l'ultimo nel 2013. Se vi sembra impossibile che essere donna e scrittrice in Inghilterra solo 30 anni fa fosse complicato, ricordatevi sempre che Harry Potter è uscito nel 1997 firmato non da Joanne Rowling ma con la sigla JK su suggerimento della casa editrice che preferiva non evidenziare il genere dell'autrice.
Elizabeth Jane Howard ha scritto anche altri libri oltre ai cinque che compongono La saga dei Cazalet però, quando è morta a 91 anni, il Telegraph nel suo necrologio non ha sottolineato il valore della sua produzione letteraria ma il fatto che fosse  <<ben nota per la turbolenta vita amorosa>>. Questo l'ho scoperto a metà della mia avventura con i Cazalet e mi ha fatto davvero infuriare.

  • La saga dei Cazalet è stata per molto tempo considerata una saga scritta da una donna che si rivolge alle donne.  Credo sia la definizione più superficiale che si possa dare di questa opera. E' vero che le donne qui sono protagoniste assolute e tutti i personaggi, in particolare quelli femminili, vengono descritti in modo sfaccettato, sottolineando punti di forza, fragilità ed i loro cambiamenti. Questo libro piacerà molto a chi vede il mondo non in modo statico e sa apprezzare le sfumature dei caratteri. Per la cronaca, il mio personaggio preferito è Clary.
  • Lo stile della Howard è estremamente particolareggiato ed è indispensabile per farci calare nell'atmosfera dei suoi libri, fino a farci credere di essere in confidenza con i personaggi o di poter girare ad occhi chiusi tra le stanze di Home Place. Io non l'ho trovato mai pedante od eccessivo, ma so che altr3 lo hanno patito e si sono scoraggiati: come sempre è questione di gusti.
  • I libri che compongono la saga sono 5 e sono stati tradotti e pubblicati pochi anni fa da Fazi. Se siete lettori di saghe bulimici come me, potrete ingozzarvi dei Cazalet un volume dopo l'altro; mentre se preferite non rischiare l'indigestione potrete centellinarne la lettura perché ogni libro si apre e si chiude in un determinato periodo storico.
Le copertine dei libri della saga dei Cazalet
Quando ho iniziato ad immaginare questo post, pensavo di allegare tante foto delle copertine dei libri nelle diverse lingue.
Pensavo che il web ed instagram pullulassero di collage delle diverse edizioni... ed invece no! 😡
Io odio mettermi a pasticciare con i programmini per le immagini, fare collage e cose simili e quindi la mia pigrizia la mia grandiosa flessibilità mi ha permesso di cambiare strategia!
Qui di seguito troverete le copertine italiane di ognuno dei 5 libri ed una copertina in un'altra lingua, mi pare un buon compromesso.

Prima però vi voglio far vedere la scialbissima grafica scelta per l'ultima ristampa inglese

e l'orrore che hanno prodotto in Danimarca
in questa foto trovata su ebay si mostrano solo 4 dei 5 libri, ma mi pareva abbastanza esplicativa del terribile gusto danese

Gli anni della leggerezza
Calzalet 1
Estate 1937


15 settembre 2020

La biblioteca centrale di Rotterdam

Se andrete a Rotterdam sicuramente passerete accanto alla sua biblioteca.

Infatti la superbiblioteca si trova vicinissimo  alle case cubiche di Rotterdam, che sono l'attrazione numero 1 di Rotterdam. 

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Delle case cubiche esistono foto stupende su instagram, mentre le mie fanno pena perché di sole in quei giorni ne ho visto veramente poco niente!


La zona del porto vecchio di Rotterdam è andata completamente distrutta in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale ed è diventata una zona che farà brillare gli occhi a chi ama l'architettura moderna.

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Da sinistra: la biblioteca, il palazzo fatto a matita, le case cubiche, uno scorcio del ponte rosso e la stazione metro e ferroviaria di Blaak (che merita anche lei una visita)

Se vi limiterete a guardare la biblioteca da fuori, noterete una certa somiglianza con il Centro Pompidou di Parigi. 

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Il lato B della biblioteca ben visibile uscendo dal "bosco" delle case cubiche


Limitarsi a guardare l'edificio dall'esterno sarebbe però un vero peccato perché dentro è stupendo.

Anche se non siete grandi amanti delle biblioteche, potrete godere di uno splendido punto panoramico da cui guardare dall'alto gli altri edifici della piazza. Nell'organizzare la vostra visita ricordatevi di controllare gli orari di apertura al pubblico della biblioteca.

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Il sabato nel piazzale antistante la biblioteca ho trovato un grande mercato alimentare e non.
La Chiesa che si vede da questa finestra è quella di San Lorenzo, che è l'unico edificio medioevale ancora presente in città.
Ovviamente c'è un lato della biblioteca che guarda verso il porto e permette di vedere e fotografare anche la parte del porto.

Appena entrerete in biblioteca vi troverete di fronte ad un grande atrio: troverete una caffetteria, una sala "tecnologica" dove usufruire di contenuti multimediali, 

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Due delle postazioni multimediali in biblioteca al pian terreno:
un piccolino salottino insonorizzato dall'esterno "Cosa sento?"
e delle comodissime poltrone da cui, se  le avessi provato sicuramente e, sicuramente non mi sarei mai più alzata!


una scacchiera gigante per giocare tra utenti, 

Fonte: Karin Koolen


ed una piccola libreria che vende anche souvenir carini, in cui vi consiglio di passare: io ho comprato un libro che ha per protagonista la coniglietta Miffy

Il libraio è stato così gentile da rispondere alla mia domanda: "Ma chi è sto coniglio che vedo su un sacco di oggettini in giro?" e mi ha spiegato che è il simbolo della letteratura per l'infanzia olandese ed è una coniglietta. Io non l'ho mai vista in Italia, ma mi ha detto che nel resto del mondo è conosciuta come Miffy, mentre il suo olandese è Nijntje (in olandese coniglio si dice Konijntje). 

Il libro che ho comparato io è l'avventura di Nijntie sulla bicicletta ed è del 1982. 

Per essere sicura di non sapere mai che cosa c'è scritto dentro, ho pensato di non comprare l'originale in olandese ma la traduzione che è stata pubblicata un paio di anni fa nel dialetto di Rotterdam!


Nijntje/Miffy è un classicone olandese


Salendo le scale mobili vi troverete su piani ampi e luminosi, ognuno con un tema differente! 

Quello per i bambini ha anche una bellissima area giochi, mentre l'ultimo piano è una sala studio per cui si consiglia di andare solo per motivi "seri". All'interno della biblioteca si può usare il wifi liberamente e ci sono anche diverse postazioni dove è possibile ricaricare cellulari e computer.

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Il mio consiglio è di fermarvi a curiosare tra gli scaffali e scoverete delle chicche: io sono rimasta colpita dal dettaglio di come vengono etichettati i libri.

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Le etichette visive della biblioteca di Rotterdam sono molto intuitive


Ultimo consiglio: poco distante si trova anche quella che è stata la sede della biblioteca prima che si trasferisse qui nel 1983. Nono sono riuscita a capire che cosa sia adesso, ma sulla sua facciata troneggia ancora la vecchia iscrizione "biblioteca comunale". L'edificio durante i bombardamenti è stato danneggiato solo in minima parte e successivamente si è sfruttato lo spazio lasciato dagli edifici vicini che invece erano andati distrutti per ampliarlo.

Su un'ala è stata riprodotta la pagella della quarta elementare di uno scrittore di Rotterdam, Bob den Uyl, su cui spicca un bel 6 per il comportamento. E' stato fatto quando l'edificio è stato trasformato nel Museo dell'Educazione dal 1989 al 2012.

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La vecchia biblioteca di Rotterdam


Altre biblioteche in giro per il mondo:

Riga & Tallinn

Barcellona

Manchester & Liverpool

10 settembre 2020

Galàpagos

 Perché ho letto Galapagos di Francisco Coloane

  • Perché conoscevo già l'autore: appena tornata dal Sud America avevo letto dei suoi racconti patagonici, ma soprattutto perché ho letto un saggio in cui veniva definito "L'uomo dalla voce tonante" e quel libro mi è rimasto nel cuore.
  • Perché è sottile: sono solo 117 pagine.
  • Perché se penso ad un posto paradisiaco e difficile da raggiungere, penso alle Galapagos.
libro-coloane
Il segnalibro è frutto di uno scambio tramite acciobooks di Penne al ragù

Galàpagos di Coloane: la trama
Il racconto di Francisco Coloane del suo viaggio alle Galapagos: un viaggio poco turistico, alla scoperta di isole vulcaniche, antiche leggende, storie più vicine ai nostri giorni.

Mappa illustrata di Mapsy


Galapagos di Francisco Colonae: recensione
Non ho idea di come si possa fare una recensione di questo libricino di Coloane, lo ammetto.
E' un libro piccino e semplice per certi versi, sicuramente non imperdibile. Al suo interno, però, custodisce una voglia grandissima di scoprire mondi che non si conoscono.
Più delle informazioni sulle Galapagos, che sicuramente sono utili per chi vuole fare un viaggio o ha una qualche curiosità specifica, questo libretto propaga una forma mentis con cui guardare al mondo, qualsiasi spazietto di mondo a cui uno si interessi. 
Francisco Coloane racconta le isole da tutti i punti di vista, da quello geologico a quello storico senza ovviamente scordarsi di flora e fauna. 
Probabilmente fra qualche tempo non mi ricorderò molte delle informazioni custodite tra le sue pagine, ma rimarrà con me la grande curiosità che aveva Coloane nel raccontare posti nuovi.

Voglio condividere con voi tre cose che mi hanno stupito sulle Galapagos per farvi venire voglia di viaggiare tra le pagine:

  • Le isole che compongono l'arcipelago sono molto differenti tra di loro per dimensioni e conformazione dei paesaggi. Gli animali che si trovano su un'isola non sempre si trovano su un'altra: per esempio già Darwin aveva notato che le tartarughe di isole differenti hanno forme di carapaci differenti in base a dove vivono!


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A group of Galápagos tortoise (Chelonoidis nigra) sunbathing 🐢 Modern Galápagos tortoises can weigh up to 417 kg (919 lb). Shell size and shape vary between populations. On islands with humid highlands, the tortoises are larger, with domed shells and short necks; on islands with dry lowlands, the tortoises are smaller, with "saddleback" shells and long necks. There are currently 15 species. Giant tortoises were native to each of the big Galápagos islands (Española, Fernandina, Floreana, Pinta, Pinzón, San Cristóbal, Santa Cruz, Santa Fe and Santiago) as well as the five major volcanoes on Isabela Island (Wolf, Darwin, Alcedo, Sierra Negra and Cerro Azul) #galapagos #galapagosislands #tortoise #turtle #water #picoftheday #photooftheday #nature #island #ocean #sanctuary #nofilter #nofilterneeded #animal #animallover #nature #earthpix #ecuador #pacific #pacificocean #southamerica

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  • Le Galapagos non sono isole disabitate. Seppur oggi vivano di turismo, ci sono degli allevamenti e delle persone che ci vivono stabilmente. Tra queste abbiamo anche dei discendenti di nazisti tedeschi che negli anni '30 si impiantarono su questi fazzoletti di terra, paradisiaci ma non certo ospitali, con l'obiettivo di espandere il potere del Reich anche oltre oceano.
Fonte: Anderson Design Group

  • Il nome delle arcipelago delle Galapagos, così come quello delle sue isole, è cambiato tante volte: lo sapete che il loro nome ufficiale è isole di Colon? Il primo che le scoprì fu un Inca che si avventurò al largo del Pacifico su una zattera e raccontò di aver visto una montagna di fuoco in mezzo al mare: probabilmente assistette ad un'eruzione vulcanica!


Autore: Francisco Coloane,
di cui ho letto anche Terra del Fuoco
Anno prima pubblicazione: 2002
Pagine: 117
Dove: Isole Galapagos, Ecuador
A chi può piacere: a chi ama i libri di viaggio; a chi è molto curioso.
Indispensabile per chi sta pensando ad un viaggio da quelle parti

05 settembre 2020

Imparare a parlare con le piante

 Perché ho letto Imparare a parlare con le piante di Marta Orriols?

I motivi che mi hanno spinto a scaricare Imparare a parlare con le piante sono stati principalmente tre:

  1. adoro le novità subito disponibili della biblioteca on line 
  2. il fascino delle copertine belle e dei titoli curiosi mi prende sempre all'amo
  3. la storia è ambientata a Barcellona, una città di cui non mi stanco mai e dove sono tornata lo scorso anno.
Giuro solennemente che il motivo, dopo aver letto la trama, non è stato questo:
Fonte Elena Triolo

La trama: Imparare a parlare con le piante
Mauro lascia Paula dopo tanti anni insieme per un'altra donna più giovane.
Qualche ora dopo Mauro muore in un incidente stradale.
Paula, che è una neonatologa, deve elaborare due lutti: il tradimento e quello per il compagno di sempre, che tutti ovviamente credono che fosse ancora il suo compagno.
E se non vuole lasciarsi morire, deve rinascere: non c'è altra scelta.



Imparare a parlare con le piante: recensione
C'è un cosa che mi  è piaciuta tanto di questo libro, che di per sé non mi ha fatto impazzire, ed è contenuta nel titolo: è il verbo "imparare". 
Paula si trova catapultata in un girone infernale da un momento all'altro: convinta di poter salvare la sua relazione si scopre cornuta e improvvisamente single e dopo due ore rimane anche vedova, almeno formalmente.
Paula deve "imparare" a reagire ai dolori: il tradimento e la morte. 
La copertina polacca è quella che mi piace di più perché rende visibile la confusione che Paula ha in testa, tra l'aggrapparsi al ricordo della storia con l'uomo della sua vita e crogiolarsi nel dolore e nei dettagli di un tradimento.

Il secondo elemento del titolo è "parlare" perché questo libro è un dialogo con la sofferenza, con la necessità di capirsi ancora prima di capire, con il bisogno di procedere a tentoni e prendere nuove misure con il mondo circostante. Questo è l'aspetto che mi ha lasciato un po' dubbiosa sul libro: è una lettura molto introversa, tanti pensieri e riflessioni, pochi fatti. Visto l'argomento probabilmente non poteva che essere così, ma non sono riuscita a farmi coinvolgere pienamente.
Ultimo elemento del titolo sono "le piante". Immaginate Paula che si trova a vivere in una casa che all'iprovviso è diventata troppo grande per lei e non la rappresenta più. LA cosa più visisbile di questo cambiamento sta nel terrazzino dove Mauro, il suo compagno, curava con tanta dedizione le piante e lei non riesce a ricordarsi come si fa a tenerle in vita, che poi è come tenere in vita il loro proprietario.
Esiste ovviamente anche un'edizione catalana, con la copertina molto simile a quella spagnola, perché l'autrice vive e lavora a Barcellona. Mi aspettavo molta più Barcellona da questa lettura, ma ho trovato parecchia Catalogna, con i suoi paesini di villeggiatura sulla costa e quelli invece inerpicati sulle montagne.
Piccola nota di colore per la mia passione "titoli e copertine": la peggior copertina è quella inglese, senza ombra di dubbio.
I tedeschi hanno una passione per le traduzioni fantasiose dei titoli! Questa volta che il titolo era così calzante mi è proprio spiaciuto: "il momento tra i tempi"... bah?!?!

Autrice: Marta Orriols
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 240
Dove: Catalogna, Spagna
A chi può piacere: a chi cerca una storia molto intima e non teme la malinconia che carica questo libro; a chi sta elaborando  un lutto, magari non recentissimo; a chi ha bisogno di pensare "poteva andarmi peggio" ^_^
Un'altra recensione:  Il pensiero di The bibliophile girl è molto vicino al mio




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26 agosto: "Imparare a parlare con le piante" di Marta Orriols #ponteallegrazie ⠀ 📖"Era il ventisei agosto e lei indossava un giacchetto di filo nero a maniche lunghe, gonna fino alle caviglie e un paio di ciabatte invernali con la zeppa, che accanto ai miei sandali piatti, fatti di due striscette di cuoio, denunciavano un codice assolutamente diverso dal mio. Non siamo la stessa donna e quindi non abbiamo lo stesso tipo di dolore, per quanto l'afflizione ci arruoli entrambe nelle sue file, come se il lutto fosse un agente infettivo in grado di riprodursi e di trasmettersi indipendentemente dalla volontà di chi perde qualcuno che ha amato. Il mio dolore è mio e non voglio che assomigli al suo." ⠀ 📕Così ragiona Paula mentre ha di fronte la signora Maria, amica del padre e vedova. Anche Paula ha appena perso il suo compagno, Mauro, e sono tutti stretti intorno a lei perché le è stato portato via all'improvviso per un incidente con la bicicletta. Quello che non sa nessuno è che Mauro le aveva appena confessato di avere una relazione e che l'avrebbe lasciata per sposare la sua amante. C'è quasi da credere nel karma quando Mauro viene investito. E Paula rimane a barcamenarsi tra quello che tutti credono e quello che è veramente successo oltre a dover far fronte, da sola, a due devastanti lutti: quello dell'abbandono e quello della morte. ⠀ 👩‍💻Vista l'ambientazione a Barcellona mi sono sentita in dovere di fare la crema catalana per questa prima data del #calendarioletterario dopo la pausa estiva 😋 rompere la crosticina è stato molto godurioso. ⠀ Questo romanzo d'esordio si fonda sull'incomprensione. Certo, nessuno può veramente comprendere il dolore di chi ha appena subito una perdita, ma in questo caso nessuno può accedere alla solitudine di Paula. Soprattutto perché nessuno sa la verità. E più ancora della perdita è la rabbia per non poter inveire contro il bastardo che l'ha tradita e lasciata a fare più male nel leggere di Paula. In morte, si sa, siamo sempre tutti più buoni. ⠀ 🤗 Bentornati (se siete stati in ferie) e buon inizio della nuova stagione. Avevate già visto questo romanzo? Cosa ne pensate?

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