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11 aprile 2018

Cinque posti che hanno saputo ritornare a vivere (forse pure meglio di prima)

Mi piacciono le città che sanno cambiare: quelle che avevano un triste destino segnato e poi, grazie al turismo o ad un progetto artistico, sono riuscite a risollevarsi.
Forse questa passione mi deriva dall'aver studiato i 5 anni del Liceo ad Ivrea: è una cittadina che vive sul ricordo del fu compianto Olivetti e le sue idee pionieristiche, ma che chi è venuto dopo di lui è riuscito a disintegrare, e nessuno riesce davvero a rilanciare.

Gli anni dell'Università li ho passati invece a Torino: la città che fino a qualche decennio fa era solo Fiat&Fabbriche e dopo l'azzardo delle Olimpiadi 2006 è diventata una meta turistica capace di sorprendere. Torino è riuscita a colorare le sue ciminiere!


Una città portuale come Valparaiso quando è stata tagliata fuori dalle rotte del Pacifico che circumnavigavano l'America Latina non aveva più speranze di essere un porto fiorente.
Valpo, come la chiamano i cileni, è diventata la città dei murales: una città che con i suoi colori e le sue colline (los cerros) ha rubato il mio cuore!
La particolarità è che, mentre in molte città (italiane e straniere) alcune zone sono state rivalutate grazie ai murales, qui a trarne giovamento è stata una città intera che si è trasformata in una gigantesca tela per artisti che arrivano da tutto il mondo.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:


Anche Nantes, a sud della Bretagna, ha trovato una nuova vita grazie all'arte contemporanea.
Qui si è pensato di rivedere pezzi di storia importanti facendoli interagire con installazioni  moderne, che di primo acchito non sembrano avere nulla a che vedere.
A Nantes sono stati così coraggiosi da installare uno scivolo di metallo da cui si può scendere dopo essere saliti sulla punta della torre del castello della Duchessa Anna!
Anche l'area del porto è stata trasformata ed ora è un gigantesco ed artistico luna park: io a Nantes ci tornerei ancora, ancora e poi ancora.
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Il concetto di spazio e misura non è una cosa oggettiva
Varsavia non mi è piaciuta tantissimo come città (molto meno rispetto a Cracovia e Danzica) ma merita di essere visitata (magari in accoppiata con Cracovia) perché Hitler nella sua follia l'ha distrutta completamente ed i russi poi le hanno dato il colpo di grazia.
Camminare per le strade di Varsavia ricostruita come era prima è uno schiaffo in pieno viso a chi ha cercato di schiacciarla e non ce l'ha fatta!
I grattacieli della parte nuova di Varsavia accanto all'Elefante dalle mutande di pizzo --> qui per scoprire cos'è!
Vicino a El Bolson (Patagonia settentrionale argentina) esiste un parco che sia chiama El Bosque Tallado: non è un posto indimenticabile o uno di quelli imperdibili durante un viaggio in Patagonia.
E' un bosco che negli anni '70 è andato completamente bruciato e gli abitanti del luogo hanno deciso di "sfruttare" questa tragedia per trasformarlo in un museo a cielo aperto. Ogni anno arrivano artisti da tutta l'Argentina -ed alcuni nomi internazionali- per mettersi ad intagliare i cespi degli alberi lasciati dall'incendio. Saper rinascere dalle proprie ceneri, rispettando i propri tempi, è già di per sé una grande arte!
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Per me viaggiare significa non solo imparare cose nuove, mangiare cibi diversi, riempirsi gli occhi di cose particolari ma portarsi a casa qualcosa che ti serva nella vita di tutti i giorni, tornare un po' cambiati.
E quindi ora, nuovo 2018/bis, io mi rimetto in viaggio-viaggetto e senza rendermene conto ho scelto un'altra città che ha saputo trasformarsi (o per lo meno così mi pare da quello che ho letto).
Quale? Questo è il primo indizio!
Il mio programma di viaggio è in fase di realizzazione finale

Se anche voi volete scrivere un post sui luoghi che avete visitato e che vi hanno colpito per questo motivo per favore segnalatemelo che sono alla ricerca di nuove idee per tanti nuovi viaggi da fare con lo zaino in spalla!

13 settembre 2017

Polonia da record

Qualche giorno fa ho visto su un gruppo facebook che si parlava di posti da record e mi sono ricordata che non vi ho mai parlato dei posti da record (=i più qualcosa) che ho visitato in Polonia lo scorso anno.
La penisola di Hel, a un paio di ore da Danzica, è il posto più a Nord dove io sia mai stata... ma non è questo il tipo di record di cui vorrei parlarvi!
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Il faro di Hel: il posto più a nord dove io sia mai stata
Il molo di Sopot è lungo 512 metri: è il più lungo molo di legno in Europa!
Per accedervi e fare una bella passeggiata si paga un biglietto di ingresso e poi, a passeggiata conclusa, si può passare le giornata in spiaggia... e stupirsi di cosa portino in spiaggia i polacchi!
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La città di Sopot è lontana più di 500 metri dalla punta del suo molo!
Il castello di Malbork è davvero spettacolare, ma occhio a non fare la cavolata che ho pensato io: "Se è un castello ci vado da Danzica un giorno che fa brutto così non mi brucio una giornata di sole". Il castello è il più grande (e forse unico) castello interamente in mattoni di tutta Europa: è così grande che la maggior parte della visita si fa in spazi esterni e se avesse piovuto sarebbe stato un vero peccato. Il castello è visitatissimo e vi consiglio di prenotare la visita in anticipo, se no potreste conquistare un altro record: quello della coda più lunga di tutta la vostra vacanza per accedere alla biglietteria.
Se ci arrivate in treno mettetevi sul lato sinistro: lo vedrete in tutta la sua grandezza già dal finestrino!
Il castello di Malbork è stato bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale ma i polacchi lo hanno rimesso a nuovo
La piazza medioevale più grande di Europa si trova a Cracovia, città che è davvero una splendida bomboniera. La basilica di Santa Marta è bellissima, una delle chiese che più ho nel cuore.
Qui potrete comprare anche una pagnotta tipica della città e che non troverete in nessun'altra città polacca: è una specie di bretzel ma un po' diverso.
un angolino della piazza del mercato di Cracovia

E poi c'è la più grande gru in legno di età medioevale di tutta Europa, che si trova a Danzica ed è anche il simbolo della città. Io vi consiglio di visitarla anche all'interno: la visita è molto veloce ma solo dalla pancia di questo marchingegno si capisce davvero la sua maestosità e ingegnosità!
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La gru di Danzica
A Varsavia si trova il Palazzo della Scienza e della cultura, che dovrebbe essere ancora oggi l'edificio più alto di tutta la Polonia. Ha 42 piani e si può salire con un biglietto al trentesimo dove c'è una terrazza panoramica da cui godere della vista su tutta la città. E' un regalino dei russi, che donarono alla città quello che per molti decenni è stato il secondo edificio più alto d'Europa (il primo ce l'avevano loro a Mosca ed era 3 metri più alto di questo).
In realtà il regalo -per ovvi motivi storici- non è mai stato apprezzato dai polacchi e dopo la caduta del muro si è parlato spesso di raderlo al suolo, ma ormai è diventato uno dei simboli della città.
Pare che però i polacchi non lo chiamino con il nome altisonante deciso dai sovietici, ma lo avessero soprannominato "elefante in mutande di pizzo".
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Quando i sovietici vogliono farti un regalo discreto discreto e con molta simpatia

11 maggio 2017

Polonia: una foto al giorno

Mi sono accorta che in realtà non vi ho mai davvero parlato del mio viaggio in Polonia di quest'estate e dei posti che ho visitato: ringraziando Frida per la sua idea di #unafotoalgiorno, stiamo per partire per visitare la Polonia... venite con me?
Prendete l'ombrello, mettete le scarpe comode che saliremo molto in alto e preparatevi a mangiare e bere!

Giorno 0: GMG a Cracovia
Dopo una lunga camminata sotto il sole, finalmente raggiungo i ragazzi della mia parrocchia alla Veglia di Preghiera della GMG. E' stata una serata molto emozionante!
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Giornata Mondiale della Gioventù 2016 Cracovia
Giorno 1: Cracovia e le miniere di Wieliczka
Essere in una città durante una GMG è una visita irripetibile, nel bene e nel male: le città sono strapiene di pellegrini e c'è ressa per entrare da qualsiasi parte ma si ci sono musica, colori e occhi che ridono ovunque!
Per visitare le miniere di sale di Wieliczka ho fatto una mattinata di coda infinita ma ne è valsa davvero la pena: all'interno le foto non si possono fare se non pagando di più il biglietto ed io non sono una fotografa provetta.
Basilica di Santa Maria, Cracovia
Giorno 2: Cracovia
Cracovia è un vero gioiellino: una città dalle mille chiese e chiesette, un castello imponente (che non ho visitato per i motivi di cui sopra) e una storia molto impattante.
Il museo della fabbrica di Schindler è molto diverso da quello che mi aspettavo: della fabbrica non c'è praticamente nulla, ma ripercorre la storia della Polonia negli anni fatidici e drammatici della Seconda Guerra Mondiale. E' un museo bellissimo perché è molto coinvolgente e, più delle cose da vedere, è importante per capire come cambiava nel tempo l'atmosfera e la vita in quegli anni.
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Museo di Schindler, Cracovia
Giorno 3: Danzica
Sognavo di andare a visitare questa città al nord della Polonia e non mi ha deluso.
Volevo vederla per vedere il Museo di Solidarnosc: ci tenevo così tanto che ci sono andata quasi appena arrivata, nonostante avessi idea di andare a vederlo il secondo giorno, perché non riuscivo a pensare ad altro. L'audioguida non c'è in italiano (ma c'è la scelta con l'inglese e lo spagnolo) ed è una visita estremamente interessante, anche se un po' lunghetta.
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Museo di Solidarnisc, Danzica
Giorno 4: Sopot, Danzica
Dopo tanta città, musei, cultura sono andata a pucciare i piedi nel mar Baltico.
Sopot è una cittadina di mare estremamente turistica che deve la sua fama al fatto di avere il molo di legno più lungo d'Europa (QUI il post in cui vi ho raccontato dell'oggetto che ogni polacco porta con sé in spiaggia)
il molo di Sopot, Polonia
Giorno 5: Malbork
Malbork, comodamente raggiungibile in treno da Danzica, è una cittadina assaltata dai turisti (anche qui è consigliabile prenotare online l'ingresso e l'audioguida in italiano) perchè ha il più grande castello di mattoni del mondo.
Assolutamente sconsigliata la visita in giornate di pioggia perché il percorso è per gran parte all'aperto ed è un'attrazione davvero sorprendente.
La cosa che più mi ha colpito è vedere la foto del castello distrutto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e la capacità di ricostruire tutto in modo assolutamente fedele.
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Castello di Malbork. Polonia
Giorno 6: Danzica
Danzica città è piccina ma se ci andrete ad agosto come me troverete la più grande fiera del Baltico: bancarelle di artigiani (e non) ed antiquari (e non) e leccornie (e non) riempiono ogni centimetro quadrato delle principali vie della città.
Oltre al giretto in città, io ho dedicato la mia giornata ai musei navali della città: con un unico biglietto ho visitato il museo navale (un po' palloso a dir la verità), la nave Soldek e la famosa gru che è il simbolo della città. Anche se quest'ultima è stata la visita più breve io la straconsiglio per capire come funzionasse la gru e rimanerne impressionati!
Sconsiglio invece la visita in barca ai cantieri navali e a Westerplatte, dove ha avuto inizio la Seconda Guerra Mondiale: è come attraversare un'area industriale per giungere a vedere un monumento orrendo e nient'altro. (forse il fatto che piovesse a dirotto ha leggermente influenzato il mio giudizio, lo ammetto).
danzica-turismo-gru
La famosa gru di Danzica e la nave Soldek, Danzica
Giorno 7: penisola di Hel
Doveva essere una giornata di mare e relax. Doveva.
Invece ho quasi vomitato sulla nave a causa del mare mosso e sono quasi morta di freddo.
Ma sono riuscita a salire sul faro, vedere qualche rifugio della Seconda Guerra Mondiale e provare a dormire in spiaggia (poi siccome non ero in grado di scavarmi una fossa -non per modo di dire- come aveva fatto una coppietta ho deciso di abbandonare l'avventura). La guida migliore per visitare questo paesello è quella di nuok.
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Pensiola di Hel, un luogo ventoso, Danzica
Giorno 8: Torun
Torun merita di essere visitata perché è un piccolo gioiellino. Un'intera giornata è più che sufficiente per visitarla e mi è piaciuta un sacco e non solo perché ho mangiato la Zapienka!
Salite gli scalini del campanile del municipio che la vista merita la fatica e le calamite compratele qui anziché a Danzica: sono uguali e costano meno, che nervoso!
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Torun, Polonia
Giorno 9: Varsavia
Di questa giornata a Varsavia ricorderò la quantità di pioggia presa!
E' una città che non mi ha entusiasmato... ma vederla ancora in piedi è un bello schiaffo a chi da ovest e da est ha tentato di schiacciarla!
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Il Palazzo della Cultura e della Scienza a Varsavia
Giorno 10: Varsavia
Bisogna essere un po' impallinati con la storia per apprezzare il Museo dell'insurrezione di Varsavia, ma a me ha affascinato in una maniera indescrivibile.
Sono uscita da lì con gli occhi che brillavano per tutte le cose che avevo scoperto e soprattutto la consapevolezza dell'importanza di voler esser liberi senza dover dire grazie a nessuno.
[le foto all'interno del Museo sono rimaste tutte scure]

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05 settembre 2016

La nuvoletta di Fantozzi non va mai in vacanza

La nuvoletta di Fantozzi non va mai in mancanza, anzi quando io sono in vacanza fa pure gli straordinari.

Alcuni fantastici momenti ricordo della mia vacanza polacca...
Non ho fatto foto sotto il diluvio preso alla GMG a Cracovia, ero troppo pigiata per prendere il cellulare.
Fonte: web
malbork-danzica
Castello di Malbork -Danzica: ho giusto fatto in tempo a finire la visita e prendere un acquazzone incredibile fino alla stazione
dove-è-iniziata-la-seconda-guerra-mondiale
Monumento a Westerplatte - Danzica- (dove è iniziata la Seconda Guerra Mondiale), dopo un bel temporale
hel-danzica
Ma fattela una giornata al mare a Hel, sul Baltico!
varsavia-foto-pioggia
Per vedere la sirenetta di Varsavia mi sono messa le infradito perché pioveva così tanto che le mie scarpe da ginnastica sarebbero state inutili. L'unica alternativa utile sarebbero stati degli stivali di gomma.
Tutto questo per dire che in questo ultimo scampolo di estate mi concederò qualche giorno a Roma e la capitale sembra già pronta a riaccogliermi nel più classico dei modi... indovinate un po' quando sarò a Roma!!!

Potrebbe (sadicamente) interessarti anche il post sulla pioggia dei miei viaggi

01 settembre 2016

Toc Toc in spiaggia in Polonia

Spiaggia che vai, disturbo che trovi!
Perché se sulle spiagge nostrane molto facilmente si incorrere nel pericolo di trovarsi un vicino di ombrellone troppo esuberante/chiacchierone/invadente, ci sono dei rumori che sulle spiagge italiane non sentiamo spesso ma sono altrettanto fastidiosi!

Nello scorso post vi ho parlato del perché i cileni applaudono in spiaggia all'improvviso, e ora vi racconterò di un rumore abbastanza comune sulle spiagge polacche sul mar Baltico... o per lo meno quello che mi ha svegliato all'improvviso durante una gran bella dormita.

Il Mar Baltico in Polonia è molto meno freddo di come lo immaginassi
ma io son freddolosa e quindi questo è il massimo della mia temerarietà :)
Toc toc toc... ma vi pare normale che uno in spiaggia senta il rumore di qualcuno che picchietta forte qualcosa? Siccome non smetteva, ho deciso che valeva la pena aprire un occhio e verificare cosa succedeva intorno a me... sbalordita ho solo scattato al volo una foto!

Piccolo martello da spiaggia per una vacanza in Polonia
Voi cosa vi portate in spiaggia?
L'ombrellone? Sì anche loro.
Le sedie a sdraio e gli asciugamani? Sì anche loro.
E poi loro hanno con sé un comodo separé da spiaggia, arrotolabile e leggero e facilmente trasportabile: una roba geniale, o come direbbero Carla ed Enzo un vero "mai più senza"!

Vi potrà servire nelle giornate ventose per non morire congelati...
Hel, a nord di Danzica
o per rinchiudere in un bel recinto i vostri piccoli pargoli fuggitivi
o per ritagliarvi un po' di privacy rispetto ai vostri vicini.... io lo voglio!!!
Sopot, vicino a Danzica

22 agosto 2016

La birra della Polonia (ovvero cose che non si possono credere)

La birra in Polonia costa meno dell'acqua. Partendo da questo assunto potrete capire che in Polonia non sono certa morta di sete, ma son tornata con una panza che manco Homer!
Il fatto che abbia imparato tre parole di polacco e una di queste sia "piwo" la dice lunga su questa storia!
Ci sarebbero foto mezzobusto che provano la mia affermazione, ma per questioni di dignità non possono essere diffuse.

In Polonia può capitare di vedere di primo mattino signori distinti che si fanno una birra media alle 9 del mattino a colazione mentre il loro vicino si prende un cappuccino (o presunto tale).
Quindi a qualunque ora decidiate che è giunto il momento della vostra birretta quotidiana (perché è sempre ora di una birra) fate solo attenzione a questi dettagli:


  • La birra, se non diversamente specificato, è da mezzo litro: se la volete piccola specificatelo.
  • La birra aromatizzata/fruttata è di gran moda quindi fate ben attenzione: se vi chiedono se volete una birra sweety, alzate bene le antenne e scuotete vistosamente la testa se no vi troverete a pasteggiare così: 

Birra ai lamponi in un ristorantino carinissimo a Varsavia, vicino alla piazza vecchia
  • Ho letto su internet che d'inverno si usa bere birra calda, ma io son stata d'estate e quindi non posso testimoniare nulla al riguardo della "birra brulé" o qualcosa di simile!
  • Se siete delle signorine molto probabilmente vi porteranno la birra con la cannuccia. Non chiedetevi il perché! Ammetto di averci provato a bere birra con la cannuccia, ma è una cosa che proprio non si può fare!
    Se sapete perché si dovrebbe bere la birra con la cannuccia, illuminatemi!
  • E se volete un giudizio da non esperta io vi consiglio questa birra qui, che ha un nome impronunciabile e si può solo far segno alla cameriera con il ditino a sul menù!

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16 agosto 2016

Prelibatezze polacche

Che mangia una vegetariana in Polonia? Tornerà smunta e smagrita dopo 10 giorni di dieta forzata?

Come immaginerete la cucina polacca è ricca di wurstel, salsicce e piatti di carne, ma sappiate che anche noi vegetariani non ce la passiamo niente male!

In tutte le grandi città c'è una catena di ristoranti economici vegetariani che fa cosine buonissime (Greenway), ma spesso si trovano anche hamburgerie e ristoranti vegetariani: insomma mio caro-amico-vegano-in-circolo, non temere che non farai la fame!

Alla FreeFarma Burgerownia in pieno centro a Cracovia ho mangiato benissimo
Potrai mangiare delle simpatiche "bruschettone" che si chiamano pajda: la versione classica prevede di spalmare del lardo o del burro all'aglio sul pane, aggiungere uno strato di cipolle ed uno di carne e cetriolini sott'aceto. (i cetrioli sono ovunque!!!).
Streetfood polacco: pajda!
La versione vegetariana prevede di levare lo strato di carne e/o di sostituire i cetrioli con qualche pomodoro!
Pajda vegetariana


La pizza polacca, così la chiama la Lonely Planet, si chiama Zapiekanka e non ha proprio nulla a che fare con la pizza: si tratta di una mezza baguette scaldata con uno strato di funghi, uno di formaggio fuso e una bella spruzzata di ketchup, ma ci si può aggiungere la salsa che si preferisce (o perché limitarsi solo ad una?)! Le origini di questo piatto sono decisamente recenti: durante il comunismo c'era di fare di necessità virtù e questo è il risultato: buono, solo un po' pesantino!
Zapiekanka, solo per stomaci forti!
E poi ci sono loro, che hanno conquistato il mio cuore: i pierogi!
I pierogi sono degli agnolottoni ripieni che solitamente sono bolliti e serviti con un sughetto di cipolle caramellate e sono buonissimi! Ne esistono diversi tipi: ripieni di carne, di verdura e dolci con i miritilli. Io ho avuto una certa dipendenza dai ruski pierogi ripieni di ricotta e patate: qui potete trovare la ricetta, che non ho ancora provato a replicare. Sulla guida ho letto che a metà agosto a Cracovia si tiene il festival dei pierogi... peccato non esserci stata nelle settimane giuste!

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:
In Polonia si mangia bene e a poco: un pranzo con pierogi e birra costa meno di 5 euro, a meno di andare in luoghi iperturistici per turisti portatori di euro! Si può però incorrere in qualche scivolone, come quando ho ingenuamente ordinato una semplice tomato soup e ho scoperto come impropriamente si possono usare i fusilli... ma devo ammettere che alla fine, fusilli annegati a parte, non era nemmeno male!
Tomato soup
L'unico vero problema del mangiare in Polonia sono gli orari: occhio ad attardarvi ad andare a cena che molti ristoranti anche nel centro delle città alle 22 avranno già chiuso le serrande e voi rimarrete a becco asciutto!!!