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22 febbraio 2016

Woman in Gold

Durante uno stage lavoravo con un collega che teneva i rapporti con gli austriaci e quando tornava dalle riunioni esclamava sempre "se ci abbiamo dichiarato guerra tante volte a ste teste di ***** un motivo ci sarà".
Me l'ero scordata questa massima, ma guardando Woman in gold mi è proprio tornata in mente l' "antipatia" degli austriaci!

Il film narra la vicenda -vera- di come un famoso quadro di Klimt fosse stato rubato dai nazisti e di come l'erede -scappata negli Stati Uniti- della legittima proprietaria abbia dovuto scontrarsi con l'Austria per riaverlo indietro.

L'Adele Bloch-Bauer di Klimt per gli austriaci era un vero e proprio simbolo, esposto alla Galleria Belvedere di Vienna, era paragonato a quello che la Monna Lisa era per la Francia.... che a ben vedere pure quella ci è stata fregata [Materazzi ha fatto goal]! 

I nazisti avevano occupato Vienna e, come facevano in Germania, umiliavano gli ebrei in ogni modo e non si tiravano certo indietro quando potevano derubarli: è così che la famiglia di Maria Altman perde il ritratto della zia Adele. Addirittura per un certo periodo per nascondere il fatto che la donna ritratta fosse ebrea l'avevano ribattezzata semplicemente come La donna d'oro: dopo aver derubato la sua famiglia, erano riusciti a rubarle pure l'identità.

Raccontare una storia che si sa già fin da principio come andrà a finire (ora il quadro è esposto in una galleria di New York) senza annoiare, mantenendo un buon ritmo non è facile. Farlo con ironia è da veri maestri e l'attrice protagonista Helen Mirrer (che abbiamo già visto nei panni di Philomena e nella Regina Elisabetta) è superlativa.

Un film bello, bello, bello. Da vedere.

24 novembre 2015

Evita Peron & l'arte argentina

Capita di vedere spuntare Evita su qualche murales in Argentina, come vi dicevo, quando e dove meno te lo aspetti.
In realtà Evita è nelle mani degli argentini tutti i santi giorni: infatti il suo profilo è stampato sui "nuovi" 100 pesos, che son il taglio di banconota più grande in circolazione e che corrispondeva a circa 7 euro, un anno fa.

Evita compare nei luoghi più turistici di Buenos Aires: eccola affacciarsi da un balcone de La Boca con Gardel, il re del tango, e Maradona, il re del pallone.
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Quando uno si trova sulla gigantesca Avenida dell'Obelisco di Buenos Aires, non può evitare di chiedersi che cosa sia il palazzo dove troneggia una gigantesca e combattiva Evita Peron con il suo chignon basso!
Fonte web
Evita la potrete incontrare spesso anche all'interno dei musei. oltre ovviamente in un museo interamente a lei dedicato. 

Per esempio nella bellissima mostra dedicata ad Antonio Berni compare una bellissima bionda dei cartelloni pubblicitari, si dice che sia un'Evita benevola, quasi Santa, che guarda le periferie dove esercita il suo mestiere Ramona, la protagonista delle opere di questo artista. Ancora mi mangio le mani per non aver comprato il taccuino con questo quadro al negozietto del museo!
Antonio Berni, La gran tentaciòn o la gran ilusiòn, 1962
Mi è capitato di entrare a Cordoba al Museo de Bellas Artes e raccontare alla signora della biglietteria che ero stata a Buenos Aires alla mostra di Berni: forse avevo gli occhi che mi brillavano perché anche lei si è animata un sacco. Mi ha consigliato di soffermarmi a guardare questo quadro di un amico di Berni: c'è la mamma bambina di Juanito Laguna per mano ad Evita e sullo sfondo i bombardamenti della Casa Rosada.
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Daniel Santoro, Eva Peron y la mama de Juanito Laguna en su ultimo paseo
Davanti ad una grande terrazza, scelta non casuale, ci si imbatte poi in una statua di Evita, facilmente riconoscibile perché ha i capelli biondi raccolti in uno chignon basso. La scultura di Evita mi ha subito affascinato: tantissime tessere di un mosaico di vetro che la rendono luminosa, quasi ipnotica. Poi mi son avvicinata e ho letto l'anno della creazione: 2014.
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Luciana Bertolini, Eva en el Balcòn
A più di sessnt'anni dalla sua morte Eva continua ad ispirare artisti ed essere presente nella vita degli argentini. E pensare che durante la dittatura era addirittura proibito nominarla o tenere sue immagini in casa: forse anche questa forma di proibizionismo ha contribuito ad aumentare il mito di una donna che si credeva santa ancora prima che spirasse.
“Non voglio che la gente mi dimentichi, non permettere che mi dimentichino”. 
 E ora? Ieri per l'Argentina c'è stata una (presunta) svolta: dopo 12 anni di governo filoperonista, ha vinto Macri, un esponente di "centro-destra". Cambierà anche la percezione della figura di Evita?!?

27 ottobre 2015

Cordoba in Argentina

Se avete deciso di andare all'OktoberFest in Argentina a Villa General Belgrano, probabilmente farete base a Cordoba. Cordoba è la seconda città più grande dell'Argentina, quindi più grande di lei c'è solo la capitale.
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Dopo un anno nella "piatta" Mendoza tutte le volte che vedevo dei palazzi alti mi emozionavo

Cordoba è descritta da tutti come una città bellissima, con molte cose storiche da visitare, una vita notturna fantastica e una provincia verde e con molte cose da offrire dal punto di vista turistico.... oltre all'unico paese interamente pedonale di tutta l'Argentina :P
Sulla vita notturna non posso dire nulla perché nei miei 3 giorni cordobesi son stata impegnata in gite in montagna e conseguenti levatacce, ma posso confermare che la città è davvero molto carina anche se molto sporca.
Nonostante questo, io penso che un giorno basti per visitarla e farsi un'idea di questa città, a differenza di quanto consigliano invece diverse guide.
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La "piazza" vicina al Museo di Arte Contemporanea

Cordoba si trova nel bel mezzo dell'Argentina, motivo per cui è molto apprezzata dai turisti argentini ma per un turista internazionale significherebbe andarci apposta: io ve lo sconsiglio, soprattutto se avete poco tempo. Tutto molto bello, ma anche molto simile a quello che abbiamo in Italia, soprattutto per quanto riguarda le montagne. E' anche vero che se decideste di muovervi con i comodissimi autobus argentini, anziché con voli interni, la città è un importante snodo e quindi potreste fermarvici con piacere,

Come in molte città argentine c'è una piazza centrale con il monumento con la statua di San Martin, il padre della Patria. A scanso di equivoci è bene ricordare che non è un santo ma il liberatore di Argentina Cile e Perù!
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Il Cabildo di Cordoba - praticamente il nostro municipio

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San Martin a Cordoba
Passeggiando troverete la sede della prima Università pubblica argentina...

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Cordoba, città universitaria
e anche una bellissima chiesa dedicata a San Francisco.,,, altissima!
Come potete notare dalle foto anche in questo viaggio il tempo non è stato dei migliori #Fantozzi!
La facciata della Iglesia de San Francisco
E' anche una città molto moderna e molto viva dal punto di vista artistico: io consiglio il Museo de Bellas Artes e quello di arte contemporanea, mentre Palacio Dionisi mi aveva deluso per i contenuti nonostante la stupenda collocazione.
Museo Bellas Artes Caraffa 
Palacio Dionisi 
un'opera di Mondongo al Museo di Arte Contemporanea


24 ottobre 2015

Tamara de Lempicka

donna-verde-tamara-de-limpicka

Vi posso consigliare una mostra, io che di arte son tutto fuorché un'esperta?

La mostra sull'eccentrica Tamara de Lempicka l'ho visitata a giugno, prima che iniziasse la mia estate movimentata e non ho più avuto modo di parlarvene: ho però scoperto che la mostra ora è a Verona... se vi trovate da quelle parti, andateci!

Ecco le mie tre buone motivazioni per consigliarvela:

  • spesso l'arte è un universo maschile e una donna che dipinge altre donne, diventa famosa a livello internazionale, non è roba di tutti i giorni... 
  • i colori e le forme dei ritratti di Tamara de Lempicka son ammaliatori: vale le pena soffermarcisi!
  • la mostra è ricca di opere d'arte dell'artista. Sembra una cosa normale, ma dopo esser rimasta delusa da quella su Modigliani non lo dò più per scontato.

Per raccontarvi qualche cosa su chi fosse questa pittrice di origine polacca mi affido alla mia guida di fiducia: L'arte spiegata ai truzzi :)


Cerco di vivere e creare in modo tale da imprimere sia alla mia vita che alle mie opere il marchio dei tempi moderni. 



05 maggio 2015

Modigliani e la boheme di Parigi

Se vi dico che sono stata alla mostra Modigliani e la boheme di Parigi alla GAM di Torino, voi cosa vi aspettate?
Beh io mi aspettavo di uscire dopo aver visto un sacco di opere di Modigliani. E invece no.
La mostra che ha l'altisonante nome di Modigliani, di quel gnocco sciupafemmine di Modì ha ben poco.

Ci sono diversi bozzetti e disegnini, carini ma che non dicono molto.

Ci son due statue di Modigliani e parecchie del suo amico Brancusi. Per carità, è vero che Modigliani poi per problemi di salute ha dovuto lasciar perdere la scultura velocemente e che sto Brancusi mi ha lasciato piacevolmente sorpresa... ma cacchio, due teste di numero!

Poi c'è una sezione in cui si spiega come Modigliani non fosse un amante del cubismo ma ne fosse stato comunque influenzato. Ed un'altra sezione in cui invece si spiega come Modigliani non volesse aver nulla a che fare con l'astrattismo.

E poi basta. Esci con la sensazione di non aver visto molto, di esserti persa qualcosa: "E' tutto qui? Già c'è il bookshop?".
Esci un po' deluso, ma con la voglia di andare a Paris al Centre Pompidou a vederla per davvero qualche opera di Modigliani per bacco!


Perchè con un occhio guardi il mondo,
con l'altro guardi dentro di te...

Se volete scoprire qualcosa di più su Modigliani non perdetevi la superspiegazione de L'arte spiegata ai truzzi :)


E per rimanere sempre sul pezzo e aggiornati non scordatevi di ascoltare questa canzone uscita da poco sulla vita di Modì :)


26 gennaio 2015

La serendipità del mio viaggio: Antonio Berni

Vi è mai successo di andare a cercare qualcosa e scoprire in modo imprevisto qualcos'altro e che qusto qualcos'altro fosse stupendo? Questo si chiama "serendipity" ed è il tema che Elena ha scelto come tema per il "senso dei miei viaggi" di questo mese... e se volete partecipare anche voi c'è tempo fino al 5 febbraio!

Sono entrata al Malba (Museo di Arte Latino Americana di Buenos Aires) per un unico motivo: non ne potevo più di prendere pioggia e i miei piedi avevano bisogno di asciutto. Lo ammetto: ignorante come una capra,  quando la tizia della biglietteria mi ha chiesto se volevo anche l'ingresso alla mostra temporanea di un tizio che non avevo mai sentito ho risposto sì senza pensarci nemmeno due secondi.

Tutto mi aspettavo tranne di entusiasmarmi e pensare che d'ora in avanti se andrò in una città mi informerò se ci sono dei musei di arte moderna!

Vi presento Antonio Berni, anche se velocemente vi avevo già parlato di lui, che a me ha fatto brillare gli occhi! Purtroppo le foto non rendono molto le emozioni che ho provato e nemmeno i diversi materiali con cui son fatte le opere... ma spero di riuscire a passarvi un po' del mio nuovo entusiasmo!

Manifestaciòn, Antonio Berni 1934
Questo quadro è enorme, tanto da richiamare un murales. Informandomi ho scoperto che gli anni '30 erano il periodo dei grandi murales in Latino America ma in Argentina in quel momento c'era la dittatura -tanto per cambiare- e quindi i murales non erano ben visti! I temi scelti dal giovane Berni però erano quelli sociali, della crisi economica della mancanza di lavoro e di pane.

Ramona Montel, Antonio Berni
Ramona Montel è una prostituta e Antonio Berni in un ciclo di dipinti e opere fatte con i materiali più diversi racconta la sua vita: dall'infanzia all'esperienza del bordello fino al matrimonio. Ramona non esiste davvero, è solo una delle tante prostitute della periferia del mondo. Questo personaggio è entrato così tanto nell'immaginario degli artisti argentini che l'ho ritrovato dipinto in un quadro di un altro artista a Cordoba.

Juanito Laguna, Antonio Berni
Juanito Laguna non è un povero bambino, è un bambino povero: così lo descriveva Antonio Berni. Anche Juanito non esiste per davvero o sarebbe meglio dire che di Juanito è pieno il mondo. Anche per Juanito c'è un mondo fatto di stracci, di scarti del mondo, di immondizia, di giochi, di incubi e di sogni. A Juanito hanno dedicato canzoni sia gli Inti-Illimani che Mercedes Sosa. Se avrete la voglia di vedere il video, ascolterete una bella canzone (qui traduzione) e vedrete dei bei quadri forse pure più rappresentativi di quelli che ho fotografato io!

Il mio consiglio è di andare al Malba se si va a Buenos Aires e se mai organizzassero in Italia una mostra su questo artista di non perdersela!

03 gennaio 2015

Mafalda è argentina

Mafalda è argentina, sarebbe di Mendoza per l'esattezza. Ma a Mendoza Quino, il suo creatore, se lo son sempre filati poco e non fanno nulla per promuovere questo loro concittadino illustre, Mendoza è una città molto turistica, dove i negozi di souvenir non mancano ma non son mai riuscita a trovare una calamita di Mafalda! Da qualche anno si son decisi a dedicare a Mafalda un monumento dentro il grandissimo parco di Mendoza... e gli stessi mendozini ridono su quanto sforzo sia stato fatto per fare questo lavorone!

mafalda-mendoza
E' un cubo bianco con disegnato sopra Mafalda. Piccolo.  Quasi nemmeno lo vedi se non lo stai cercando.

A Buenos Aires invece ne sono più orgogliosi di Mafalda. O forse hanno capito che ai turisti Mafalda piace, e ci hanno pure dedicato una piazza. Che è tra le cose saltate a causa del maltempo, ma che recupererò quando ripasserò da Buenos Aires.

La pioggia non mi ha però impedito di infilarmi alla ricerca di una mostra temporanea dedicata ai 50 anni di Mafalda. Peccato che il posto fosse dentro un parco fangoso, io fossi senza ombrello, avessi i piedi zuppi, avessi fame e la mostra era decisamente piccola. Nonostante questo son rimasta soddisfatta e, quindi, potete dedurne che era davvero ben curata.






19 dicembre 2014

Museo de Bellas Artes de Buenos Aires

Io a Buenos Aires avrei voluto vedere mille cose, ma il Museo delle Belle Arti proprio non era stato preventivato. Però cosa potevo fare durante un diluvio universale se non infilarmi in un museo gratuito? Sorvolo su quanta acqua ho preso tra andare e tornare e vi racconto invece che cosa ho visto!

Il Museo di Belle Arti di Buenos Aires ha una collezione abbastanza ricca dedicata all'arte europea, ma è ovvio che a me queste sezioni interessavano poco. Ho avuto il colpo di fortuna di riuscire ad accodarmi invece alla visita guidata gratuita dedicata all'arte argentina del XIX secolo.
A me i nomi degli artisti, dei personaggi ritratti e delle battaglie dicevano davvero poco, ma ho scoperto tante cose interessanti.
Ecco la mia top three:

La vuelta del Malòn, Angel Della Valle - 1892
E' un quadro grandissimo, è una specie di pubblicità della Lega di quei tempi. Avete visto che fanno gli indios brutti e cattivi? Derubano le nostre chiese e ci fregano le donne...


Vista interrior de Curuzù mirado de aguas arriba, Candido Lopez - 1891
Candido Lopez mi è sembrato un po' un fiammingo, perché curava nei minimi dettagli tutti i particolari della sua guerra contro il Paraguay: si era arruolato proprio per documentare le battaglie ma la sfiga vuole che durante la guerra perda la mano destra. Lui però non si arrende e cerca di imparare ad usare la sinistra, riprende in mano le bozze che aveva fatto in guerra... e questi sono i risultati!

Retrato de Manuelita Rosas, Prilidiano Pueyrredòn - 1851
La Manuelita figlia del governatore è vestita secondo le norme della moda europea e di rosso che era il colore della Patria federale. Mi ha colpito perché ho scoperto che è ritratta anche sul biglietto da 20 pesos e in tutti questi mesi non ci avevo mai fatto caso!


20 gennaio 2013

L’arte spiegata a me #1 Degas


Quello che ho scoperto ieri andando a vedere la mostra di Degas e seguendo clandestinamente la guida:

- Era un uomo davvero insopportabile: pensate che si teneva i quadri per sé perché era convinto che non fossero mai abbastanza belli, ma quando si recava a casa di qualcuno a cui l’aveva regalato/venduto questo poveretto doveva nascondere l’opera di Degas. Perché? Perché questo simpaticone passava il tempo a ritoccare il quadro.

- Non era un uomo romantico affascinato dal mondo delle ballerine: a lui interessava solo lo studio del movimento e dei materiali. Vale a dire che per lui tra una ballerina e un cavallo non c’era poi tanta differenza, ma il cavallo gli riusciva meno bene.

- Sprizzava simpatia da tutti i pori: guardando un quadro di Monet di quelli con le ninfee gli disse –Mi fa venire i brividi… E poi aggiunse –Non so cosa ci hai visto di speciale in uno stagno!

 - Era anche un uomo dalla grande sensibilità, del tipo che voleva ringraziare gli zii che lo avevano ospitato durante il suo viaggio a Napoli. E cosa fa Mr. Gentilezza? Gli regala un quadro enorme, grosso come una parte. Generoso vero? Solo che ci ha raffigurato il disagio di questa famiglia: il padre relegato nel camino, la moglie furiosa con lo stesso sguardo della signora monti quando a Mario gli squilla il cellulare in chiesa, le figlie turbate. Chi non vorrebbe un regalo del genere!

E se non lo conoscete visitate questo sito, c'è da morir dal ridere: l’arte spiegataai truzzi!