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17 giugno 2019

La bidella con la laurea

Ci sono modi di dire particolarmente evocativi ed io quest'anno ho deciso di renderne uno molto concreto: prendere la mia laurea e buttarla nel cesso.
Non proprio in modo fisico, ma quasi.

A 7 anni dalla discussione della mia tesi, dopo infiniti stage/tirocini/corsi/esperienze e, soprattutto, un paio di anni da commerciale con partita iva, ho deciso di seguire il sogno del posto fisso come il mio amato Checco.

Quando studiavo sapevo che non sarebbe stato facile trovare lavoro, ma quando mi demoralizzavo pensavo al call-center... quello era il mio incubo ricorrente!
Finché Icaro non lo ha fatto, non avevo mai pensato di fare la bidella e non so come mai. Nemmeno quando cercavo di inventarmi qualsiasi tipo di lavoro per scappare dal mio lavoro da commerciale.

Forse perché in 13 anni di elementari/medie/liceo sarò andata al massimo 10 volte al gabinetto a scuola?
O perché la mia propensione per i lavori di pulizia è pari a quella della Principessina Sofia di Piccolo Grande Amore? [se sei molto giovane non potrai capire questa dotta citazione e me ne dispiaccio molto per te]

Da novembre fino a venerdì ho fatto la bidella in due scuole completamente diverse.
Prima sono stata in un asilo piccino piccino dove nemmeno mi sembrava di andare a lavorare per quanto mi divertivo e poi sono finita in una scuolona gigantesca con centinaia di bambini delle elementari, decine di insegnanti e, soprattutto ahimè, altri colleghi bidelli.
Non è stato facile, per nulla.

Tante volte, soprattutto all'inizio, mentre pulivo i gabinetti ripensavo a tutte le cose che avevo studiato, le cose a cui avevo rinunciato per passare gli esami, le ansie e le soddisfazioni, i sogni che avevo a vent'anni.
Mentre strizzavo quel mocio, mi veniva il patema d'animo.
Una volta una maestra ha detto ad un bimbo qualcosa tipo "vale la pena faticare per studiare perché poi farai un lavoro meno faticoso": è una cosa che hanno detto tante volte anche a me da piccola. [Premesso che il bidello non è un lavoro faticoso (mica stavo in fonderia), ma è un lavoro fisico dove si alternano momenti pallosi in cui non hai nulla da fare se non fissare un corridoio, a momenti in cui ruschi davvero per fare le pulizie in poco tempo.]
Quella volta lì mi è proprio venuto il magone.

Cercavo di trovare i lati positivi di questo lavoro: lo stipendio fisso, gli orari ben definiti, nessuna grana o pensiero da portarsi a casa.

In questi mesi mi sono sforzata, con alti e bassi, di trovare il bello in un lavoro che tanto bello (e soddisfacente) non è: quando ero all'asilo mi divertivo a giocare con i bambini, quando ero alle elementari mi facevo tutti i turni in mensa così chiacchieravo con qualcuno.
Quando sono andata via dall'asilo i bambini mi hanno riempito di regali, abbracci e soddisfazioni.
Quando ho finito alle elementari, una bambina grande con qualche problemino mi ha abbracciato forte e mi ha detto "Tu sei la mia bidella preferita!".


Incredibilmente mai come in questi ultimi mesi sono stata grata di aver avuto l'opportunità di studiare e studiare quello che volevo io.
E ho scoperto che va benissimo così: questa non è la vita che sognavo, ma ci ho provato.
Non lo so se voglio fare la bidella per sempre, ma so che non tornerei mai più alla vita di prima.
Ci vediamo a settembre guanti malefici... e se felice non sono di questo lavoro, però sono serena e questo è un gran traguardo!


E ora Buona estate a tutti!

16 settembre 2018

La colazione del campione

Quando ti trovi ad essere "diversamente occupata" (---> e vi rimando ad un'esperta del settore)  ti può capitare di trovarti in situazioni bizzarre, che ti fanno trarre conclusioni ancora più bizzarre sulle persone bizzarrissime che incontri.
Io  che sabato mattina vado a lavorare

Sabato mattina mi sono ritrovata ad offrire amari in un supermercato agli sconosciuti.
Ho così scoperto che il mondo si divide in due:

  • "no grazie sono astemio/ no grazie non bevo amari" ---> al 50% sono dei ballisti incalliti (piuttosto dimmi che non bevi al mattino al supermercato, che questo lo capisco!)

  • " no grazie mi sono già fatto un whisky stamattina" ---> al 50% sono dei ballisti creativi (che però mi hanno fatto sorridere)

E poi c'è qualche rara eccezione come la signora ultrasessantenne con il caschetto grigio curato che mi guarda, sorride e, dopo un piccolissimo dubbio, mi dice "ma sì dai, però ne metta poco eh!". Erano le 9.26!


07 agosto 2017

un mese di... lavoro!

Prima di partire, a giugno, avrei voluto scrivere un post per salutarci, per spiegare che il blog sarebbe rimasto inattivo per un po' ma ero così incasinata che non ce l'ho proprio fatta.
Se seguite la pagina facebook del blog sapete già tutto... se no vi racconto a posteriori dove sono stata!
dolomiti-forni-di-sopra

Per 5 settimane mi sono trasferita per lavoro a Forni di Sopra, un paesino di poche anime ma molti gerani, sulle Dolomiti friulane. E questo è quello che ogni mattina vedevo dal mio balcone quando mi alzavo per andare al lavoro e c'era il sole.
montagna-piove
Anche se quando pioveva o faceva brutto non era proprio lo stesso spettacolo.

E' stato un mese strano perché, sempre per lavoro, mi sono trovata a trascorrere meno di 24 ore a Roma e meno di 20 ore in Calabria.
Sono state poche ore ma intense: io di Roma ogni volta che ci metto piede me ne innamoro e da quando ho scoperto la pasta cacio e pepe credo che sia proprio la mia città preferita, quella dove non mi stufo di tornare.
roma-colosseo
 In Calabria invece ho guardato il mare, chiacchierato sulla spiaggia con un vecchio amico e cenato con la brezza tra i capelli.
santa-caterina-dello-ionio


Nel tempo libero ho fatto qualche passeggiata...
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:


Ho letto vicino ai laghetti con le mie amiche papere...
forni-di-sopra-montagna

Ho fatto colazioni in una pasticceria buonissima, da Myriam...

Ho mangiato il piatto tipico della Carnia: il frico, che è una specie di frittata con molto formaggio fuso e qualche patata. Una roba ottima, magari da preferirsi quando non ci sono 30 gradi!

frico-angelo-forni-di-sopra

E ora?
carnia-forni-di-sopra

Ciao montagna! Ora mi merito un po' di vacanza: con il blog ci si risente a fine mese e io me ne vado in ferie in Francia a guardare oceano e scogliere... e mangiare galettes!
(qualche aggiornamento lo vedrete sulla pagina facebook e sul profilo instagram!)

06 aprile 2016

Suo cuggino

Dall'inizio di marzo ho cambiato lavoro: non faccio più la baby-sitter e ho iniziato come consulente pensionistico in un'assicurazione. La prima che se ne stupisce sono io: questo nuovo lavoro mi genera qualche ansia, ma mi piace più del previsto. Oserei dire che son contenta.

Quando posso e riesco però qualche ora di ripetizione la faccio ancora e ieri ho raccolto una perla di saggezza che devo condividere con voi, più che altro perché se no poi me le scordo!


Io: Oh che bello! Oggi studiamo Pirandello!

V. 13 anni e occhio fiacco fino a quel momento improvvisamente si illumina e io, speranzosa, dopo tanti anni non ho ancora capito che quando l'occhio di un ragazzino si illumina solitamente è in arrivo una cazzata!
-Ah il parente di quello della pubblicità della wind!




Io: Ehm no quello è Panariello...
(segue sguardo vacuo)

30 dicembre 2015

Bignami MMXV

Che anno strano il 2015, un anno breve di soli 10 mesi ed un anno in cui tutto mi pare sia trascorso lentissimo e alle volte quasi stagnante. Fermarsi a fare il punto su quello che è capitato è la strategia che uso per focalizzare la mia attenzione sulle cose belle che ho e smettere di frignarmi addosso.

Gennaio e febbraio del 2015 in realtà fanno parte del mio anno argentino e quindi si inizia da marzo.

Marzo: è stato il mese del rientro, del riprendere le proprie piccole grandi abitudini, ma anche del sentirsi con il cuore ancora da un'altra parte. No, non è facile rientrare a casa, anche se lo si è desiderato tanto.
Certe amicizie sono infinite <3
Aprile: ho ripreso ad andare al cinema, ma proprio tanto, per tutti i film che quando vivevo fuori Mendoza non avevo avuto voglia di muovermi e andare in centro a vedere.

Maggio: gita a Gardaland riuscitissima: una delle giornate più divertenti di tutto l'anno! ma non so se chi è venuto con me può dire altrettanto.

Giugno: purtroppo quando uno cammina sul filo del rasoio finisce per cadere ed è quello che è successo ad una persona a cui voglio molto bene :(

Luglio: la mia estate è stata un'estate al mare tra lavoro in Sardegna e Liguria: stancante ma abbronzante, per quanto concesso a una mozzarella come me!

isola-galllinara-savona
Isola Gallinara (SV)

Agosto: una breve vacanza in Calabria per andare a trovare un amico... e mangiare la parmigiana di melanzane in spiaggia!
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Cattolica di Stilo (RC)
Settembre: a settembre ho letto un libro bellissimo Ho paura torero, una lettura breve ma di quelle che ti restano dentro per molto tempo.

Ottobre: Expo. 4 lettere che dicono tutto.

Novembre: che mese strano! un mese di cose inattese che sembravano opportunità e non lo so se lo sono!


Dicembre: si è sposata la mia amica S. ed è stato bellissimo aiutarla a preparare tante cosette...


E ora 2016... stupiscimi!

23 ottobre 2015

Ho trent'anni

Ho trent'anni e sei giorni.
E sto bene. Molto meglio di una settimana fa, quando avevo trent'anni meno un giorno.
E' l'effetto delle scadenze: ansia, ansia, anZia a palla. Perché quando è ora di fare il punto, io vedo sempre quello che non ho, non ho raggiunto, le occasioni perdute e tendo a sminuire me stessa e quello che ho costruito, piccolo o grande che sia. Per fortuna a 30 anni ormai son consapevole che son fatta così e che poi ritorno normale.

Avevo deciso che questo infausto trentesimo compleanno sarebbe passato in sordina: nè megafesta, che tanto non avrebbe rappresentato il mio modo di festeggiare, né piccola festa tra intimi. Per una volta mi ero mossa in anticipo, chiedendo di lavorare all'Expo sabato 17, in modo da non dover stare a spiegare che non festeggiavo e potendo semplicemente rispondere "No, lavoro". Che a me rispondere "Non posso, lavoro" dà una certa soddisfazione, come tutte le cose a cui non si è abituati.

Pensavo al mio 29° compleanno argentino, quando c'era la torta con il dulce de leche, un lavoro che
mi piaceva e ad ottobre si stava in maniche corte. E poi mi è venuto in mente che quel 29° compleanno era stato bello, ma avevo sentito tantissimo la nostalgia di famiglia e amici.
E allora stavo facendo una cavolata e, con l'aiuto di mia sorella, ho ha organizzato una festa nemmeno tanto piccola per il mio dopolavoro.
Ed ero felice! si contano solo i compleanni festeggiati insieme: quello dello scorso anno non vale e io di anni, forse, ne ho ancora 29 ;P

12 ottobre 2015

Ci vediamo all'Expo

C'è un posto al mondo dove il mondo si dà appuntamento il sabato: l'Expo a Milano. Vi prego, non fatelo: ne uscirete distrutti e se ci andate in coppia forse uscirete single.

La mia esperienza ad Expo è un po' particolare perché questo mese ci lavoro con la stessa cooperativa con cui ho lavorato quest'estate in colonia.
Questo significa che ogni giorno me ne vedo un pezzetto, ma il primo giorno in cui dovevo recuperare pass e divisa me la son fatta da normale turista: di tutti i giorni quello è stato quello in cui son arrivata a casa più stanca, anche più stanca di dopo 10 ore di lavoro!
Il vero problema di Expo sono le code: problema che non esisteva per i primi mesi di Expo quando nessuno se lo filava e problema che invece potrebbe uccidere i vostri nervi e la vostra giornata anche durante una visita in settimana.

La scelta di come visitare Expo potrebbe -semplicisticamente- dividersi in due modi:

  • vedere i padiglioni fighi ---> sinonimo di coda
  • vedere i padiglioni poveri---> traduzione in inglese: "cluster"
cacao-fave
il cacao di Sao Tomè
I cluster sono dei percorsi tematici in cui tanti paesi hanno dei paesi più o meno piccoli e più o meno curati: io ho fatto quelli del caffé, del cacao e della frutta e legumi. Vi giuro che alcuni mettono tristezza: certi hanno solo una vetrinetta con i loro prodotti e due informazioni sul paese. Di questi salvo Cuba e Sao Tomè. Il vantaggio è che non fai coda ed entri ed esci velocemente, ma ieri che era domenica ho visto gente fare persino un po' di fila per entrare in Burundi!

padiglione-cina-expo
Di quelli davvero fighi io ho vist:


  • la Cina, che mi dicono comunque non essere tra i più fighi dei fighi. A me è piaciuto: riso, tè, anatra all'arancia e un mare di luci colorate.






    azerbaijan-tulipani
  • l'Azerbaijan, ipertecnologico e con un percorso tutto improntato sul cibo: schermi touch ovunque e tulipani colorati...





uruguay-padiglione
Assolutamente da evitare, soprattutto se ci sono file anche solo minuscole, Uruguay, Argentina e Moldavia, dove all'interno si vede un video e poco più.
In Lituania non c'è molto da vedere, ma le ragazze all'interno son molto gentili e se lo chiedete vi regaleranno delle matitine colorate!

irlanda-expo







Senza lode e senza infamia invece l'Irlanda: non c'è molto di strano da vedere ma è curato e di solito non ci sono file.

Riassumendo i miei primi pareri su Expo: 
  • era un'occasione unica avere così tante cose da vedere tutte in un colpo solo a poca distanza di casa,
  • ma lo era a giugno. Ora è un incubo. Poi fate voi. E se fate che fate che venire (questo non è italiano: è un piemontesismo doc), allora contattatemi che ci beviamo un caffè da qualche parte nel mondo :)

07 settembre 2015

Il cuore selvatico del ginepro

Il  cuore selvatico  del ginepro lo ha buttato giù dallo scaffale della biblioteca il bambino a cui facevo la baby sitter ancora prima di sapere che avrei trascorso le mie vacanze avrei lavorato comeun mulo in Sardegna.

E’ un libro bellissimo, intenso, che permette di conoscere una leggenda antica ma la cui credenza, come dichiara la stessa autrice Vanessa  Roggero, non è ancora totalmente svanita.
Se aprirete questo libro ambientato a fine ‘800 in un paesello dell’entroterra sardo scoprirete non solo che la “coga” è una strega, ma cosa significa nascere e morire con questo marchio.


Cara Iannetta,
ti chiedo scusa da parte di tutti noi. Noi che non abbiamo mai creduto che tu fossi per davvero una coga portatrice di sventure, ma forse saremmo stati pronti ad accusarti di altro se ti avessimo incontrato, almeno con lo sguardo.
Leggendo la storia della tua famiglia è impossibile non rendersi conto come le parole abbiano un peso: ti hanno additato come coga ancora prima che nascessi e alla fine ci hai creduto pure tu.
Mentre leggevo di te, lasciata crescere senza mai un gesto di affetto e scansata da tutti, pensavo ad Estefi, una bambina di 7 anni conosciuta durante il servizio civile. Anche Estefi ha tante sorelle come te ma ha una mamma che a modo suo le vuole molto bene. Estefi ha palesi disturbi dell’apprendimento, che con una mamma con più strumenti potrebbero essere tranquillamente mitigati. Estefi un giorno aveva i pidocchi, le avevo chiesto di farmi vedere cosa c’era su quella bella testolina e Estefi candidamente mi aveva risposto “nulla”. Non era una bugia per non farsi spidocchiare, perché altrettanto candidamente mi aveva spiegato che la sua testolina era vuota. Glielo dice sempre la mamma.

Storie di Iannette che credono di essere streghe e e storie di Estefi che già crede di meritarsi solo una vita da stupida. Storie di adulti che non sanno che le parole pesano come macigni.

25 giugno 2015

L'estate addosso

"L'estate addosso un anno è già passato" canta Jovanotti.
E' così per tutti, o quasi, ma non per me, che a Natale mangiavo albicocche e anguria a merenda in infradito. Questo 2015 per me prevede una doppia estate: australe e boreale.

Si dice anche che quel che fai a Capodanno lo fai tutto l'anno e io, per la mia prima volta, il 1° gennaio l'ho passato in spiaggia e al caldo, guardando le onde di Valparaiso...


Spero di divertirmi di più che a Capodanno, ora che sono in procinto per partire di nuovo.
Questa volta la meta è vicina e il tempo di permanenza breve: la prima metà di luglio lavorerò in Sardegna in una colonia...
Che il 2015 sia un anno di mare? Speriamo bene!

17 febbraio 2014

Saluti e baci

Sono giorni pieni

  • di saluti baci e abbracci, stretti stretti che poi per un po' non ci vediamo
  • di raccomandazioni. Di quelli che mi ricordano di comportarmi bene e divertirmi. E di quelle che faccio io "Fai la brava! non approfittare che non ci sono".
  • di tante promesse: "Ci sentiamo con facebook/whatsapp/mail", "ormai le distanze non esistono più, basta un clic"
  • di qualche lacrima, che ancora riesco a trattenere, ma so che molto prima che poi aprirò i rubinetti.
  • di domande a cui non so bene cosa rispondere "ma cosa farai" "e gli altri ragazzi chi sono"
  • di cose che dovrei fare e che continuo a rimandare e ormai mancano solo più due settimane
  • di tanti caffé, té, biscotti, torte pizze e salatini.e poi si ricomincia il giro da un'altra amica e intorno ad un altro tavolino
Sono giorni in cui mi sento davvero fortunata, come non mi sentivo da tanto.
Ho davanti a me una grande opportunità, dopo più di un anno da disoccupata. Mi piace pensare che in un modo o nell'altro questa potrebbe essere una svolta.
Mi sento fortunata perché vedo intorno a me tante facce amiche e so che quando tra dodici mesi tornerò ci saranno ancora!

E so che quando sarò triste, arrabbiata, mi mancherà casa avrò con me quel vasetto di Nutella che profumerà di amicizia.

13 gennaio 2014

In via ufficiosa

Oh merda, mi hanno preso. sul serio!!!

[dove come e perché... aspettiamo la notizia ufficiale]

Per il momento si richiedono pacche sulle spalle, qualche abbraccio (meglio non esagerare) e tanto tanto cioccolato. Meglio se nutella.

Lily: "Ted, hai fatto una lista di cose a cui dire addio, ma alcune di queste sono cose belle. Perché non dici addio solo a quelle brutte? Di' addio a tutte le volte in cui ti sei sentito perso. A tutte le volte in cui hai ricevuto un no invece di un sì. A tutte le cicatrici ed i lividi, a tutti i colpi al cuore. Di' addio a tutte quelle cose che vuoi fare per l’ultima volta, […] le cose belle saranno sempre lì ad attenderti".

31 dicembre 2013

MMXIII piccolo bignami

capodanno-2013Il 2013 è stato un anno di parola: nel giro di poche ore mi era già chiaro come sarebbe andata, ve la ricordate la storia della mia lanterna? Il 2013 è stato ricco di grandi slanci e di grandi delusioni, ma credo che sarebbe potuto andare decisamente peggio. E a ben guardare non posso neppure lamentarmi troppo: un anno che non ha portato nulla, ma non mi ha nemmeno levato niente. Un anno che dà come risultato un bello 0.

Ecco mese per mese una sola cosa che deve essere ricordata.

Gennaio: la lanterna di Capodanno, che ancora fa ridere diverse amiche!
Febbraio: è sempre il mese di Sanremo e le nostre fantastiche trovate!

Marzo: per diverse settimane a casa di Ila ci siamo trovate per un po' di sano e bel cinefigo! Film mediamente poco soddisfacenti, ma ottima compagnia!
Aprile: è stato un mese tremendo, di incubi che sembrava stessero tornando. Aprile ha solo 30 giorni grazie a Dio
Maggio: un simpatico incontro tra blogger dal sapore di una macedonia
macedonia-torino

Giugno: mi è sanguinato più di una volta copiosamente il naso. Non mi era mai successo prima in 27 anni e non mi è più successo. Non sono morta come avevo inizialmente previsto pensando a questo:

Luglio: l'esperienza dell'Estate Ragazzi è stata super stressante, ma anche super divertente
Agosto: le ansie legate alla "nuova esperienza di formazione", tante promesse...
Settembre: a Milano ho fatto cose che abitualmente non faccio, conosciuto gente e mi son confrontata con esperienza diverse dal solito. Alla fine preferisco la mia vita di casa di sempre, la mia monotonia. Prima lo sapevo, ora ne ho la certezza: la mondanità non è il mio pane
Ottobre: c'è stato da digerire un bel "no", ma credo sia stato meglio così
Novembre: per la prima volta son andata al mare d'inverno
Dicembre: tornare a Roma, quanto mi piace questa città!!!




21 novembre 2013

Il mare d'inverno #Bis

Succede, al mare d'inverno, che arrivi ed è piano di nuvoloni, che non promettono nulla di buono. Anzi.
Che il mare le sue promesse le mantiene e il temporale lo prendi tutto ed in tutti i sensi.
mare-tempo-brutto

Poi, forse non sarà sempre così, ma il sole ritorna. E il profumo umido del mare ti fa un po' mangiare le mani per aver sciupato un'occasione. Ma è talmente forte il rumore delle onde che la voglia di piangersi addosso passa velocemente: il tempo è poco e bisogna riempire i polmoni dell'aria buona del mare. E di sole. E di buoni pensieri.
loano-mare

Difficilmente il mare d'inverno avrà una puntata ter a breve... ma chi lo sa, nel lungo periodo che prima o poi...

29 luglio 2013

Peter Pan

Bettelheim, un amichetto di Freud, ce l'aveva con la Disney: diceva che prendeva le fiabe e ne edulcorava i contenuti, fino a snaturarle.
Il Peter Pan della Disney, infatti, è un tizio molto simpatico!

Il Peter Pan di Barrie? è un ragazzino arrogante, egocentrico e che uno prenderebbe a sberle dopo 5 minuti.
Sarà anche che l'ho letto in un momento in cui mi trovavo a che fare quotidianamente con dei ragazzini che assomigliavano parecchio a Peter... mi ha deluso un po'.

Poi però a questo Peter, un po' come a quei ragazzini, nonostante tutto, nonostante la voglia di prenderlo a sberloni ti ritrovi a volergli bene.

Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo.



14 luglio 2013

Ti fidi di me?


Sembra che ci siano importanti novità nell'aria. Novità decisamente frizzanti!

No, non ho trovato un futuro principe ex ladruncolo.

Forse ho trovato un tappeto magico!

12 luglio 2013

Da Superga

Gita con l'Estate Ragazzi a Superga. 
Dopo la visita alla Basilica andiamo a vedere il memoriale ai giocatori del Toro: c'è scritto "solo il fato poté vincerli". 

Federica: -Bimbi lo sapete che vuol dire fato?
I: - In che lingua è? Francese?
.....................

05 luglio 2013

Piccoli criminali

S. ha sette anni e un fratello, L, di cinque.
L non vuole mangiare il suo panino perché dice che gli fa male il dentino che dondola, la mamma più tardi dirà che non gli fa nessun male ma è terrorizzato di perderlo fuori casa e, se continuerete a leggere, capirete il perché L, poveretto, necessita di avere il suo dentino sotto il suo più stretto controllo visivo. Sempre.

Federica: -Dai L, che se perdi il dentino poi passa il topino
L. -No: a casa mia passa una fatina, ma porta lo stesso i soldini.
S, intromettendosi: - A volte la fatina lascia anche cinque euro (e con faccia molto dispiaciuta aggiunge), ma di carta eh... magari fosse un cinque euro moneta!!

Appena L si distrae un attimo, S mi scambia per un prete e decide di confessare tutti i suoi peccati, anche se non sembra troppo pentito delle sue malefatte:
S - Fede, sai cosa faccio io ogni tanto? Prendo i dentini di L e li metto sul mio comodino perché la fatina dei denti lascia i soldini dove li trova, mica sa di chi sono!! e io mi prendo pure i soldini di mio fratello!!!!



22 giugno 2013

Pucca

M: 5 anni
F: 27 anni e mezzo

M: ma quando eri piccola come me tu la guardavi Pucca?
F: quando ero piccola io non c'era Pucca

[Sguardo di M perplesso, sbalordito e stupito]

M: Ma quando eri piccola come me c'era la televisione?

.....................

17 maggio 2013

Questione di coerenza

I'm studying English
N, iniziamo con tradurre questa frase

- Sto andando allo stadio inglese.

Dopo averci pensato parecchio non credo/non voglio credere che non sapesse tradurmela. 
Ammiro questo ragazzino che per ovvie ragioni di coerenza ha preferito dire una castroneria piuttosto che un'enorme bugia, come dire che stava studiando inglese. O avesse mai aperto il libro da settembre.

02 maggio 2013

Ho cercato il tuo nome

CineFigo terza puntata: Ho cercato il tuo nome. 
Così dopo gli spogliarellisti di Magic Mike e Luca Argenetero ieri sera è toccato a Zac Efron.

Partiamo dal film, tratto da un libro di Nicholas Sparks che non ho letto.
Bocciato. Se vedo un film tratto da Sparks voglio, esigo di piangere. Piangere con i singhiozzi, non avere gli occhi lucidi. Questa volta non sono affatto soddisfatta.

Poi c'è lui. Io fino a ieri sera credevo fosse fatto così
Invece il tipo è cresciuto. Ha tagliato i capelli da Ken.Si è fatto crescere la barba. E poveretto deve aver fatto tanta ma tanta palestra per farsi venire due signore spalle.

Sinceramente a me non fa impazzire né in versione biondino sbarbatello né in quella nuova da macho!
Mia nonna direbbe che è uno 'n tal barun. Vale a dire nel mucchio.


Zac, ho cercato sul serio il tuo nome. credevo ti chiamassi zac effffron cone molte effe. Ho la strana abitudine di abbondare con le doppie. Non ti offendere se ti lascio ad altre o ad altri... proprio stamattina ho scoperto che tra i suoi molti ammiratori c'è pure l'attore di Molto incinta... e ci ho fatto un pezzo :)