Visualizzazione post con etichetta CANZONI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CANZONI. Mostra tutti i post

25 marzo 2020

Le (mie) città della (mia) musica

In questi giorni di quarantena faccio fatica ad aggiornare il blog, nonostante non mi manchino nè il tempo  😐 nè le idee perché sto leggendo parecchio (=quante  recensioni ho indietro, mannaggia!).

L'idea per questo post nasce da un post che ha scritto oggi Giovy di Emotion Recollected in Tranquillity ed anche io ho pensato di immaginare in quali città sono stata e che per me hanno un legame indissolubile con la musica.

Ho così composto uno mio personalissimo podio: in questo caso non si può dire "allacciate le cinture, si parte", ma...

alzate il volume che si va!


Uno studio di design londinese ha creato un fantastico planisfero in cui al posto dei nomi di città e degli stati si trovano i titoli delle principali canzoni  legate a quelle zone.
Fonte e per approfondire: Dorothy 


Al terzo posto della mia classifica c'è Madrid, che è una città che non ho amato particolarmente.
Tra i luoghi che volevo assolutamente visitare c'era la stazione di Atocha, quella degli attentati dell'11 marzo 2004. La stazione è imponente ed all'interno ha uno splendido giardino tropicale che vi lascerà senza parole e potreste dimenticarvi di trovarvi a Madrid nel giro di pochi minuti!
Fonte: Alexander Delbos
La mia canzone è Jueves del gruppo spagnolo La oreja de Van Gogh e racconta la storia di due ragazzi pendolari che per settimane si sono guardati sul treno, senza però aver mai avuto il coraggio di parlarsi. Proprio quel giovedì lei si fa coraggio, gli rivolge la parola e scopre di essere ricambiata: finale straziante perché la lei della canzone muore proprio durante l'attentato su quello stesso treno.


Al secondo posto c'è Liverpool, città che invece mi ha piacevolmente stupita.
A Liverpool è pieno di posti da visitare per i fan dei Beatles e c'è anche un museo a loro dedicato.
Uno dei luoghi più simbolici è Pier Head, una serie di edifici posti sulle rive del fiume Mersey, e proprio lì si trova la statua del gruppo pop più famoso di tutti i tempi.

liverpool-beatles-statua-tutti-quattro

La canzone di quel viaggio è Here comes the sun, frase che mi ripetevo spessissimo durante la preparazione dei primi 4 giorni inglesi della mia vita perché era un periodo particolarmente buio.
Su 4 giorni ne ho trovati 3 di pioggia, ma questa è un'altra (o la solita) storia.
Here comes the sun è stata scritta da George Harrison nel 1969 in un periodo grigio ed è un elogio al sole e alla speranza.

La città della musica in Italia è Bologna: è la città di Guccini, Dalla, Cremonini e tanti altri.
Vicino a Via d'Azeglio viveva Lucio Dalla e la città continua a provare un profondo affetto nei suoi confronti. Lo scorso anno la via ospitava, come luminaria, il testo di L'anno che verrà, mentre quest'anno la illuminava  Nessuno vuole essere Robin.


Di Nessuno vuole essere Robin Cesare Cremonini ha detto "Dentro a questa canzone, io credo ci sia tutto quello che ho perso e non ritrovato. Il rifiuto che si compie con la scusa del cane apre un'altra porta. A voi camminare questa canzone. È bellissimo quando il pubblico vive fianco a fianco del protagonista di una canzone. Spero possa diventare un rifugio, un riparo anche per tutti voi. È uno di quei brani che scrivi una volta sola, o due, negli anni. E questo nuovo album ha la fortuna di portarlo in grembo. Ho continuato a scrivere ininterrottamente fino alla fine. "Nessuno vuole essere Robin" è nata in 10 minuti."




E voi avete delle canzoni che legate indissolubilmente a dei posti in cui siete stati o in cui vorreste andare?

02 gennaio 2017

MMXVI bignami

Se c'è una cosa che ho imparato in questi 31 anni è che bisogna fare attenzione ad esprimere i desideri  giusti perché, molto più spesso di quanto pensiamo, si rischia che si avverino.

Io dopo un 2015 senza lode e senza infamia avevo espresso il desiderio di vivere un anno nuovo che sapesse sorprendermi... 2016, che anno! 

Lo so che le regole di questo gioco impongono di scegliere solo una cosa importantissima per ciascun mese, ma questa volta non è proprio possibile: ci saranno ricordi di posti bellissimi,  ricordi un po' meno capibili dal di fuori e qualche <3

2017, fammi felice come adesso... o anche un po' di più!!!

Gennaio: la vacanzina a Madrid mi ha un po' delusa, ma è stato bello tornare a viaggiare da sola.
E' stato però un mese di attesa, di ritorni e... di in*****e, ahimè.
Madrid, Cattedrale dell'Almudena
Febbraio: è stato un mese brutto, ma proprio brutto e deludente, di quelli dove non ti rendi nemmeno conto che intorno accadono delle cose belle e, forse, con il senno di poi è stato il vero inizio di questo 2016!

Marzo: ho iniziato a lavorare come consulente pensionistico.

Aprile: sono andata al concerto di Marco Mengoni con le amiche
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Maggio: un fine settimana di mare, sole, tantissima focaccia di Recco, canzoni, bambole assassine e... finalmente un "piccione"!

Castello di Rapallo
Giugno: un gelato alla fragola e basta (che ricordo sibillino!!!)

Luglio: il primo gay pride non si scorda mai!

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:


Agosto: Che viaggio la vacanza da sola in Polonia, che iniezione di fiducia!... quanti pierogi e quanta birra (con la cannuccia)!
Danzica, Polonia
...e una decisione non facile da prendere, ma che era quella giusta: "Hai detto mi spiace, troppo poco però!"

Settembre: un cavallino rosso per far galoppare i proprio sogni <3

Ottobre: ho festeggiato per la prima volta in vita mia un compleanno al lago...
Lago di Viverone (Biella)


Novembre: le cose belle sono le più inaspettate: che bella sorpresa ho ricevuto... in un supermercato!

Dicembre: Un pomeriggio ai mercatini di Natale ad Aosta... senza comprare nulla :)

18 maggio 2016

Andarsene

Claudia, la mia spacciatrice di libri, mi ha prestato un libricino piccino e colorato, come solo i Sur sanno essere, con il "compito" di finirlo velocemente ed andare insieme all'incontro con l'autore.
Ed è così che ho letto Andarsene (titolo originale Los afectos) del boliviano Rodrigo Hasbùn.
Quindi questa recensione è un po' particolare perché è il frutto degli appunti che ho febbrilmente preso mentre l'autore raccontava la storia di Andarsene.
Una foto pubblicata da @Giromondolibri (@claudia_giromondolibri) in data:

Andarsene vede come protagonista una donna veramente esistita, Monika Ertl, più nota come la vendicatrice di Che Guevara: infatti questa donna giustiziò l'uomo che aveva fatto tagliare le mani al cadavere del Che per poter provare di averlo veramente ucciso.

Monika Ertl
Occhio però a non confondere questo libro con un romanzo storico: lo stesso autore dichiara che non ha fatto un ritratto fedele dei personaggi e di essersi preso diverse libertà narrative. Rodrigo Hasbùn ha raccontato che l'idea di questo romanzo gli è venuta a Cochabamba, città boliviana dove è nato e da dove è emigrato per andare a vivere a Houston, bevendo una birra con un amico che gli ha chiesto se conoscesse la storia della famiglia Ertl.

La storia di questa famiglia è infatti molto particolare: papà-Hans Ertl dopo la fine del nazismo deve lasciare la Germania e si trasferisce con la moglie e le tre figliole in Bolivia, una terra a loro totalmente sconosciuta e di cui nemmeno conoscevano la lingua.

La storia si sviluppa come un album fotografico in cui viene data voce ai diversi membri della famiglia, che raccontano un pezzetto della loro storia e dal loro punto di vista: nelle storie, e tanto più in quelle familiari, è pericoloso raccontare la storia solo da una prospettiva.

Dalla storia di Che Guevara e della rivoluzione,l'autore riesce a non farsi troppo coinvolgere e rimanere abbastanza oggettivo perché, essendo fatti che non ha vissuto in prima persona, c'è una distanza emotiva che per gli scrittori coetanei dei suoi genitori sarebbe più difficile da mantenere: "è un'eredità. E' una storia che ho ricevuto e non ho vissuto in prima persona". [Hasbùn è del 1981 e Che Guevara è stato assassinato in Bolivia il 9 ottobre del 1967]


Io amo i libri in cui il lettore è protagonista, in cui mi sento coinvolta, in cui non devo solo leggere ma devo "ragionare": qui vengono presentate diversi pezzi di vita e sta poi a noi cercare i legami e farci le giuste domande.

Io darei un bacio in fronte ad uno scrittore che dice di rispettare così tanto il lettore da non volergli far perdere tempo e quindi di aver scelto di raccontare una storia che poteva avere anche 400 pagine in meno della metà, senza perdere di credibilità! Ad avercene di scrittori con il dono della sintesi e che son capaci di tagliare i fronzoli ed andare dritto al cuore del lettore!

Se non si fosse capito a me è piaciuto un sacco ascoltare l'intervento di Rodrigo Hasbùn e mi è piaciuto ancora di più il suo romanzo. Quindi se amate il SudAmerica prendetevi un po' di tempo per scoprire questa storia!

Non è vero che la memoria è un posto sicuro. Anche lì le cose si deformano e si perdono. Anche lì finiamo per allontanarci dalle persone che più amiamo.

15 febbraio 2016

SanRemo è finito

Non mi son resa conto di quanto la mia passione per il Festival fosse palese fino all'anno in cui son partita  per l'Argentina: le persone non mi chiedevano quando sarei partita esattamente, ma se riuscivo a vedere Sanremo.

E anche quest'anno è finita! Dopo una settimana di Festival io ora sono più esausta e fusa di uno sveglissimo -e sempre sul pezzo- Garko.


Datemi ancora qualche giorno per riattivarmi dopo le maratone televisive infinite e la preparazione della solita, ma sempre diversa, festa a tema. Quest'anno il tema è stato San Remo l'unico Santo televisivo, con tanto di giochi e menù a tema.
Avrei voluto fare qualche foto, ma non ce l'ho fatta.
Mi son goduta la serata, gli amici, le canzoni... e soprattutto la vittoria per aver azzeccato al triade vincente!

E comunque son molto soddisfatta (e commossa) per la vittoria degli Stadio.


13 gennaio 2016

Madrid


Questo non è il mio programma per Madrid. E' solo la bella stesura di una prima copia del mio primissimo programma, ma poi ho accolto altri suggerimenti, trovato un ostello migliore, cambiato idea, ricambiato idea ed e il vero programma è ancora in costruzione.











Vado a Madrid un fine settimana, senza un vero motivo o forse con tanti piccoli motivi.

  • Ho voglia di parlare un po' di spagnolo, già pronta allo choc di quell'accento così diverso da quello argentino!
  • Ho voglia di vedere una città nuova, dove in realtà son già passata... ma questa volta voglio scoprirla e viverla.
  • Ho finito le scorte di Colacao e no, non posso cioccolatare il mio latte con dell'insulso Nesquik.
  • Ho voglia di tortilla e churros. E sangria. E tapas. E cose buone che ancora non conosco.
Ho voglia di camminare da sola su strade che non conosco. E' un'abitudine, una piccola conquista che ho fatto nel mio anno argentino e, come dice il Liga, è un vizio che non voglio smettere mai. 
Quando qualcuno mi chiede se non mi son trovata in difficoltà a stare tra Cile e Argentina da sola ho sempre risposto la verità: la più grande difficoltà è stata decidere di andare da sola, poi il resto vien da sé. Ora mi son resa che mi son fatta di nuovo un po' di paranoie prima di decidere di andare e quindi sì o sì bisogna andare, prima che le paure abbiano la meglio: meglio non far passare troppo tempo.

Io sto cantando una delle mie canzoni preferite di Guccini, voi se volete vivere con me "in diretta" un po' di España cliccate sulla mia pagina facebook... e se no vi farò diventare matti nel raccontarvi tutto quando tornerò!

30 dicembre 2015

Bignami MMXV

Che anno strano il 2015, un anno breve di soli 10 mesi ed un anno in cui tutto mi pare sia trascorso lentissimo e alle volte quasi stagnante. Fermarsi a fare il punto su quello che è capitato è la strategia che uso per focalizzare la mia attenzione sulle cose belle che ho e smettere di frignarmi addosso.

Gennaio e febbraio del 2015 in realtà fanno parte del mio anno argentino e quindi si inizia da marzo.

Marzo: è stato il mese del rientro, del riprendere le proprie piccole grandi abitudini, ma anche del sentirsi con il cuore ancora da un'altra parte. No, non è facile rientrare a casa, anche se lo si è desiderato tanto.
Certe amicizie sono infinite <3
Aprile: ho ripreso ad andare al cinema, ma proprio tanto, per tutti i film che quando vivevo fuori Mendoza non avevo avuto voglia di muovermi e andare in centro a vedere.

Maggio: gita a Gardaland riuscitissima: una delle giornate più divertenti di tutto l'anno! ma non so se chi è venuto con me può dire altrettanto.

Giugno: purtroppo quando uno cammina sul filo del rasoio finisce per cadere ed è quello che è successo ad una persona a cui voglio molto bene :(

Luglio: la mia estate è stata un'estate al mare tra lavoro in Sardegna e Liguria: stancante ma abbronzante, per quanto concesso a una mozzarella come me!

isola-galllinara-savona
Isola Gallinara (SV)

Agosto: una breve vacanza in Calabria per andare a trovare un amico... e mangiare la parmigiana di melanzane in spiaggia!
calabria-turismo-culturale
Cattolica di Stilo (RC)
Settembre: a settembre ho letto un libro bellissimo Ho paura torero, una lettura breve ma di quelle che ti restano dentro per molto tempo.

Ottobre: Expo. 4 lettere che dicono tutto.

Novembre: che mese strano! un mese di cose inattese che sembravano opportunità e non lo so se lo sono!


Dicembre: si è sposata la mia amica S. ed è stato bellissimo aiutarla a preparare tante cosette...


E ora 2016... stupiscimi!

26 settembre 2015

La lettera d'amore

“è un libro che farà innamorare i delusi, riempirà di gioia chi oggi è innamorato e consolerà chi ha pene d’amore” scrive il giornalista Gianni Riotta.
Letture estive con segnalibri di fortuna
Per me La lettera d'amore di Cathleen Schine è un libro che ha mantenuto le sue promesse. Non me la sento di giudicarlo come un libro indimenticabile, di quelli che ti segnano nell’animo, ma è un libro che ha il sapore di una pesca: dolce, morbido, genuino e mai stucchevole. Per la prima volta in vita mia ho avuto la forte tentazione di liberare questo libro, abbandonarlo su una panchina, e sperare che qualcun altro che avesse bisogno di un po’ di balsamo per l’anima lo trovasse.

Di cosa parla La lettera d’amore? Di una lettera, all’inizio: una lettera che non si sa chi l'abbia scritta e non si sa nemmeno per chi sia, ma trasuda da ogni parola di verità, tenerezza e amore vero.
Non è immediato, ma poi ci si affeziona ad Helen, scorbutica libraia di un paesino della costa est degli States (decisamente meno glamour degli Hampton dove ancora sto ancora seguendo le noiosissime vendette di EmilyThorne), che trova questa lettera e vuole capire chi l’abbia scritta e se è lei il destinatario di quei pensieri. E noi con lei, che siamo peppie-dentro e sia mai che di fronte alla possibilità di farsi gli affari altrui ci tiriamo indietro.

La cosa strana di questo libro è che, alla fine quando ho scoperto di chi era la lettera, quasi non ero più curiosa di sapere chi fossero mittente e destinatario. Tanto ormai lo avevo capito che l’Amore è quella cosa che non segue le regole che ci imponiamo, è un sentimento poco convenzionale che si prova nella banalità di pensare all’altra persone durante un gesto quotidiano come “quando sbuccio un’arancia”.
Poi sono una gallina che predica bene e razzola male, ma questo è un altro paio di maniche.

Mi dicono che c’è anche una trasposizione cinematografica del film di fine anni ’90: io ancora non l’ho vista.

Se vi viene voglia di leggere questo libro vi consiglio di prendervi un attimo, magari con una tazza di tè tra le mani, ed ascoltare con attenzione Le lettere d’amore di Roberto Vecchioni. Magari anche più di una volta, lasciare decantare nel cuore le parole di questa canzone e poi, dopo qualche ora, dare il primo morso a questo libro.

30 giugno 2015

Progetto Patagonico

Ho partorito un progetto megalomane, un progetto patagonico.
C'è chi fa letture propedeutiche al proprio viaggio, io invece mi ritrovo a farle a posteriori: leggo pagine che nascondono tra le parole i colori, i profumi e le puzze del mio viaggio in Terra del Fuoco e in Patagonia.
E mentre segno le mie citazioni sui luoghi che ho visitato, o che mi sono persa, sull'app di Cityteller, mi brillano gli occhi a pensare che davvero ho potuto realizzare il sogno di visitare quei posti.
patagonia-cosa-leggere


Quindi questo blog si attrezza per combattere la calura estiva e per tutto luglio e agosto a partire da domenica troverete  ogni 5 giorni un post, non troppo lungo, con un ricordo patagonico.

Questa bella canzone, Patagonia, è stata scritta da un cantautore spagnolo dopo il viaggio di nozze con la sue mogliettina di Buenos Aires e racconta tanto di quello che ho visto e vissuto pure io: ghiacciai, vulcani, pinguini, leoni marini e cieli azzurri infiniti.
E poi dice una cosa bellissima:
Perderse no sería tan malo, pensamos 
Pero volver y contarlo será maravilloso 
ovvero, "perdersi non sarebbe male, pensammo
ma tornare e raccontarlo sarà meraviglioso".



Faranno parte di questa serie di post:
Il bambino blu di Marinella Peyracchia
L'uomo dalla voce tonante di Stefano Malatesta
Terra del fuoco di Francisco Coloane
Terra del fuoco e il Trenino della Fin del Mundo
Sul cavallo dell'aurora e il Milodon e altri animali patagonici
Come morì il chilote Otey e il Torre del Paine
Cinque marinai e una cassa da morto verde e il cimitero di Punta Arenas
In rotta per Puerto Edén e l'arcipelago di Chiloè
Terra d'oblio e il vento patagonico
La parte sommersa dell'iceberg e l'isola di Navarino
La bottiglia di aguardiente e la torba
Il costruttore del faro e il faro della fine del mondo

25 giugno 2015

L'estate addosso

"L'estate addosso un anno è già passato" canta Jovanotti.
E' così per tutti, o quasi, ma non per me, che a Natale mangiavo albicocche e anguria a merenda in infradito. Questo 2015 per me prevede una doppia estate: australe e boreale.

Si dice anche che quel che fai a Capodanno lo fai tutto l'anno e io, per la mia prima volta, il 1° gennaio l'ho passato in spiaggia e al caldo, guardando le onde di Valparaiso...


Spero di divertirmi di più che a Capodanno, ora che sono in procinto per partire di nuovo.
Questa volta la meta è vicina e il tempo di permanenza breve: la prima metà di luglio lavorerò in Sardegna in una colonia...
Che il 2015 sia un anno di mare? Speriamo bene!

14 giugno 2015

La (non) casa del Che a Rosario

Quando son tornata, avevo deciso che vi avrei raccontato dei miei viaggi non in ordine cronologico o di tappe ma seguendo un filone: avevo scelto quello delle case.
Vi ho parlato della casa di Neruda di Isla Negra in Cile che è meravigliosa e di quella inquietante dei militari della Marina a Buenos Aires dove torturavano nei solai i dissidenti politici, poi mi son un po' persa.
Stamattina ho visto su facebook che oggi è il (presunto) compleanno di Che Guevara e mi son detta "Oggi è il giorno giusto per parlare della sua casa natia a Rosario".

Siccome oggi è anche il compleanno del mio amatissimo Guccini, vi consiglio di leggere questo post con questa colonna sonora...

Rosario è stata la prima tappa del mio viaggione ed è la terza città più grande dell'Argentina, ma io da un punto di vista turistico ve la sconsiglio vivamente. Un'amica conosciuta in un altro viaggio mi aveva invitato a starci due giorni, ma io dopo mezza giornata avrei voluto scappare con il primo pullman che in sole quattro ore mi avrebbe portato a Buenos Aires!

Rosario è una meta del turismo argentino perché è la culla della Bandiera e lo scorso anno penso di avervi detto più di una volta quanto sia forte il patriottismo in Argentina: il 20 giugno si festeggia il giorno della Bandiera. A Rosario è sepellito Manuel Belgrano che è il creatore della Bandiera, in un monumeto che ricorda un po' l'Altare della Patria ed è orrendo, ma qualche argentino me l'ha definito "emozionante".
monumento-alla-bandiera-argentina
L'imponente monumento alla Bandiera in Argentina
Oltre a questo monumento, le attrazioni turistiche son legate al Fiume Paranà che taglia la città e che ha una spiaggia attrezzatissima e dove volendo (e con molto coraggio) si può fare il bagno.
Spiaggia La Florida, Rosario
Il Fiume Paranà è anche detto Rìo Marròn per il colore cristallino delle sue acque. Loro dicono che non è dovuto all'inquinamento ma al fatto che è un fiume molto irruento e porta con sé un sacco di terra. Probabile, ma io non ho avuto il coraggio di metterci nemmeno un piede nelle sue "chiare fresche e dolci acque"!
rosario-fiume-marrone
Fiume Paranà, Rosario
Ma la casa di Che Guevara? Ernesto Guevara è nato a Rosario ma ci è vissuto pochissimo, credo nemmeno un anno. La casa non è visitabile, per il semplice motivo che non ci sarebbe nulla da vedere, ma c'è una minuscola targa che la indica. Talmente minuscola che io alla fine, nonostante avessi gironzolato avanti ed indietro sotto la pioggia per quella via parecchie volte, non son riuscita a trovarla. E prima che pensiate che io sia rincoglionita, anche altre persone in ostello mi han detto di aver avuto lo stesso problema...

A Rosario ci torneremo sicuramente, ma sappiate che è la città che ha dato i natali anche ad un altro mito dei nostri tempi: Lionel Messi, la pulce, è nato proprio in questa città!

Questo post fa parte del "ciclo" La case dei miei viaggi:

18 aprile 2015

Jimmy's hall - una storia d'amore e libertà

Jimmy's Hall non è di sicuro il miglior film di Ken Loach, ma è uno di quei film che regala un po' di carica e voglia di non arrendersi e, di questi tempi, non son mica bruscolini :)

Iniziamo dalla scelta dell'attore protagonista: un certo Barry Ward, che a me sembrava tanto un bel miscuglio tra Richard Gere e Luca Argentero. Io lo promuovo, ovviamente!
Interpreta una di quelle persone che nel loro piccolo riesce a cambiare le cose nel suo mondo, o per lo meno ci prova. Stiamo parlando di Jimmy Gralton e siamo nell'Irlanda degli anni '30. Gralton torna nel suo paesello sperduto dagli Stati Uniti e si lascia convincere a riaprire la sua vecchia sala. Se Jimmy fosse nato oggi forse predicherebbe la diffusione libera del sapere e la forza del condividere tramite i social network (o magari anche no eh!). Invece a quell'epoca il comunista Jimmy inizia ad aprire la sua sala a chi ha qualcosa da insegnare ai ragazzi del paese, che sia pugilato piuttosto che canto, ma a qualcuno la cosa non va proprio giù.

Quello che colpisce fin dalla primissima scena è il verde brillante della brughiera irlandese, di cui è difficile non innamorarsi, E mentre scorrevano le immagini, la storia di Jimmy e la sua non-fidanzata ma molto innamorata, mi suonava nella testa una vecchia canzone dei Modena City Ramblers... che ascoltavo in tempi di grandi sogni e grandi speranze!

E c'è di più: questo film l'ho visto con Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri e QUI potete trovare la sua recensione! Questa è la prima recensione di una serie di film che vedremo insieme e recensiremo in contemporanea!
Se poi vi appassionaste alle storie irlandesi poco conosciute vi consiglio Philomena, un bellissimo film che racconta una realtà nascosta degli anni '50.

15 dicembre 2014

La nuvoletta di Fantozzi

Felinia
Sono arrivata a Buenos Aires domenica 2 novembre,
Il 2 novembre a Buenos Aires era quasi estate, in teoria.
In realtà pioveva, pioveva come neanche a Torino piove il giorno dei morti.

Ecco con un colpo di classe da vera professionista della sfiga sono arrivata a Buenos Aires nel pieno di una pioggia torrenziale che ha allagato diverse zone della città.
E ci sono arrivata con le converse viola e un ombrellino di quelli piccoli che è durato 20 minuti.

Vi giuro che ho pensato seriamente di riprendere un pullman, anche il più scrauso che ci fosse in circolazione, e tornare a Mendoza... ma poi per fortuna non l'ho fatto!
Certo la pioggia ha complicato un po' i miei piani e alla fine non son riuscita a vedere tutto quello che volevo, come la libreria più bella del mondo, ma ho scoperto cose che altrimenti mai e poi mai mi sarei sognata di vedere... che cosa ve lo racconterò presto!

Qui sotto la parodia di una delle canzoni più ascoltate in questa estate argentina: Bailando di Enrique Iglesias diventa Lloviendo!

------------
Aggiornamento: grazie alla pioggia però ho scoperto un posto bellissimo: il Malba, Museo di Arte Latino Americana di Buenos Aires.

19 novembre 2014

Shoes up your life

Sono una fanciulla nata negli anni '80 è ovvio che a fine anni '90 io fossi una piccola fan delle Spice Girls.
Quello che non credevo di rivedere nemmeno 20 anni dopo sono le scarpe di Geri & le sue amichette!
anfibi-zeppe
Vetrina argentina
Solo che io credevo che andassero di moda qui visto il classico buon gusto che contraddistingue l'argentina media, invece scopro da Audrey che vanno di moda pure lì da voi. Un mondo globalizzato con le zeppe!!!

Io ve lo dico: se mi venite a prendere a marzo in aeroporto con quelle scarpe lì, io mangio una pizza, prendo un caffè e giro i tacchi... che non ho!

01 novembre 2014

El secreto de este octubre

Mendoza è una città argentina che a mio parere non è granché.
Ha 4 piazzette da visitare e una grande, che si chiama Plaza Indipendenza. E poi bon.
E' la città di Quino, il papà di Mafalda, ma qui non è molto valorizzato.
Però in Plaza Indipendenza ci sono tante bancarelle, nel fine settimana poi ce ne sono tantissime!
Son per lo più artigiani che vendono orecchini e collane decorate con pietre locali, tantissimo cuoio e un po' di legno.

Adoro.
L'unico problema è che a volte l'artigiano più che a vendere è interessato a chiacchierare, che per i primi dieci minuti è molto interessante ma dopo un'ora diventa impegnativo. E' il caso del signor Guillermo, che fa oggetti in legno. Dopo aver passato troppi anni in una fabbrica ha deciso che voleva fare del suo hobby, l'intaglio, un lavoro o meglio che voleva vivere di quello. E mentre sogna un mondo senza bandiere né frontiere se ti bracca sei finita! Fu così che una volta in un freddissimo sabato di maggio passammo quasi due ore ad ascoltarlo parlare di cultura india, di pace, di lavoro e molto altro, senza riuscire ad andare via!
Ad un certo punto ci ha messo un lettore mp3 nelle orecchie e ci ha fatto sentire la sua canzone preferita El secreto de este octubre.

26 settembre 2014

13 settembre 2014

Agosto - riassumendo

Ho scritto la relazione mensile su agosto: una relazione fiume di quelle che mi hanno fatto dubitare che agosto avesse solo 31 giorni.

Ma il riassunto, il nocciolo, era che:

  • Mendoza come città non mi piace e non riesco a capire come possano partecipare al concorso per eleggere le nuove 7 città più belle del mondo. (pagina facebook)
  • l'asado mi innervosisce, ma questo l'avevo già capito dopo 15 giorni che ero qui!


  • al lavoro ci sono sempre tante difficoltà, a volte piccole incomprensioni e a volte invece si deve proprio far fatica.
Però sono davvero tanto felice!!!

28 giugno 2014

Propuesta indecente

La colonna sonora del mio viaggio merita, questa volta, di essere vista e non solo ascoltata.

Io vi giuro che muoio dal ridere quando vedo l'accendino con inciso sopra il nome del cantante. Solo Er Piotta batte Romeo Santos in quanto a dettagli di finezza e sobrietà!

Ma il testo? Vogliamo parlare della poesia del testo? Per non farvi perdere nemmeno una sfumatura di questa dichiarazione d'amore vi ho trovato pure il testo!
Perché quale donna di fronte ad un "se ti manco di rispetto dò la colpa all'alcool" o alla proposta "balliamo bachata e finiamo a letto" non crollerebbe ai piedi del fanciullo di turno?



15 maggio 2014

Darte un beso

Ecco la canzone di questo mio viaggio, o almeno dei primi due mesi: credo che sia stato il tormentone dell'estate. Tutti la conoscono e la canticchiano: dai bambini alle bidelle della scuola. E tutte le radio alla fine la passano, anche quando meno te lo aspetti.

Questo è solo lo spunto per parlavi del galateo delle presentazioni argentine, perché, sappiatelo, qui tutti "quieren darte un beso"... insomma tutti vogliono baciarti. 

Se tu arrivi in un posto e ci sono 10 persone scordatevi che basti un "Ciao io sono Federica". Scordatevi che basti dare la mano ad uno ad uno presentandosi. No!! Dovrete baciare sulla guancia uno ad uno e presentarvi. Questo vale anche se le persone fossero 40. Anche quando andrete via dovrete rifare il giro, sempre e completo. Anche quando qualcuno vi presenta per strada uno che conosce appena: bacio sulla guancia destra, il contrario che da noi, e nome.
Anche con le persone che vedete tutti i giorni al lavoro: bacio e "como anda?". Chiedere come va senza bacio è da maleducati, sappiatelo.
Anche quando andate a Messa scordatevi di stringere la mano per la pace: ci va un bell'abbraccio. E il bacio. Il bacio sempre e non si sbaglia.

Immaginatevi lo shock culturale, per me che sono nordica e pure più freddina della media dei piemontesi, quando la panettiera al fondo della via mi ha salutato dicendomi "Mi amor"!!
Qui tocca abituarsi a tutto questo eccesso di affetto!


21 febbraio 2014

Le ali sotto ai piedi

Un libro di Cesare Cremonini.
Le ali sotto i piedi è la storia di un bambino di nome Cesare, ma che avrebbe potuto chiamarsi Cesarino, a cui è sempre piaciuta la musica, e da grande ha fatto il cantante. 

Libro imperdibile per le amanti -purtroppo solo inteso come fan scatenate- di Cesare Cremonini: ho scoperto tante cose che non sapevo su di lui. Anche io, Cesare, odio le piscine: siamo fatti per stare insieme!

Libro imperdibile per le nostalgiche dei Lùnapop e dei ricordi legati a quelle note di fine anni '90.

Potrebbe piacere a chi ama Bologna, una città fortunata per chi ama la musica.

Fortemente consigliato a chi ha un sogno e ha bisogno di una bella dose di  determinazione per non lasciarlo
andare!
mongolfiera-colorata"E' quando  avremo raggiunto quel luogo che incontreremo la nostra mongolfiera.
Una volta perso tutto, abbandonato ogni tentativo di raggiungere mete che non ci appartengono davvero. 
Quando ci saremo finalmente decisi a non cercare altro se non noi stessi, quando avremo imparato che togliendo quei pesanti sacchi di sabbia si prende il volo, allora ci sentiremo davvero, e in un solo istante, con le ali sotto i piedi".


50-special-libro
Un libro di Cesare Cremonini, del 2009.
E dire che io lo avevo anche intravisto alla Fiera del Libro mentre lo presentava: l'unico momento della mia vita in cui mi era passata la fase Cesare-ti-amo. E' o non è sfiga?

14 febbraio 2014

Les Miserables

Il musical: ovvero I Miserabili senza Victor Hugo!
Perché che la storia fosse bellissima ce ne siamo accorte tutte e tutte mi sa che ci siamo innamorate di Jean Valjean, ma abbiamo avuto qualche piccolo problemino con Hugo-Sugo e la sua mania di sbrodolare sempre e comunque.
Mi son preoccupata quando ho detto alla mia amica Ila "Eh ma va troppo veloce": ormai forse mi ero abituata ai ritmi ottocenteschi. Tanto per tranquillizzarvi nelle fogne di Parigi ci si sta solo un attimo, il tempo di un tuffo nella m***e e sei già fuori dal tunnel/cloaca.

Certo, questo fa perdere un po' di spessore ai protagonisti e non so se chi non ha letto il libro riesce a capire bene cosa succede. Di Marius, per esempio, non si sa nulla del suo legame con i Thénardier oppure tutta la parte del convento viene saltata a piè pari e secondo me non si capisce pienamente il tipo di legame che Jean stringe con CosettA.

Ci sono invece dei passaggi che nel film migliorano alla grande: per esempio le barricate io le avevo trovate infinite nel libro ma nel film si fanno veramente avvincenti.


Il vero pezzo forte del film sono le canzoni: io è da stamattina che canto Do you hear the people sing? e mi sto ascoltando tutte le canzoni su spotify!

Bellissima ed emozionante la Eponine del film, proprio come Gavroche.
Che ve lo dico a fare che mi son commossa più di una volta!

Strepitosa l'interpretazione di Anna Hathaway: mi ha fatto venire i brividi quando è costretta a prostituirsi!

Inutile dirvi che alla fine quando Jean muore e la nostra Fantine torna a prenderlo con sé ero in una valle di lacrime!


Credetemi, è un film strepitoso!

E nemmeno a farlo apposta la mia amica Ila ha portato un dolce che non poteva essere più azzeccato per l'occasione: un gdl promosso da Strawberry non poteva che finire con un enorme fragolone!
torta-fragole