11 luglio 2016

Purity

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Purity di Jonathan Franzen non è un romanzo da portarsi in spiaggia:

  • è un libro fisicamente troppo spesso: rischierebbe con le sue 650 pagine di riempirvi la borsa
  • è un libro complesso: trame ed intrecci hanno bisogno di essere seguiti con attenzione, quindi non si può prendere e mollare e riprendere con facilità.
  • è un libro con cui ci va pazienza: l'inizio non è proprio semplice.
Ma di cosa parla Purity? 
Purity ha 22 anni, un lavoro per cui non è portata, una vita sentimentale discutibile, dei coinquilini da mettersi le mani nei capelli, un debito universitario che la strozza e una madre piena di problemi. Bel quadretto iniziale vero? Purity, che si fa chiamare Pip, ha un grande sogno: conoscere suo padre, ma sua madre è sempre stata ferrea nel non volerle rivelare nemmeno il più piccolo indizio per aiutarla a ritrovarlo. Purity si metterà in viaggio verso la Bolivia per scappare da questa situazione ed iniziare la sua avventura da moderna Cappucetto Rosso che cerca il suo posto nel mondo e non ha ancora capito che il lupo sa essere molto affascinante. 

L'unico difetto vero di Purity è il finale un po' frettoloso ed in un librone di 650 pagine è una cosa che fa venire un po' il nervoso.

Mentre leggevo questo libro pensavo che la colonna sonora, se mai ne volessero fare un film, dovrebbe essere Nessun grado di separazione della Francesca Michelin, la canzone di Sanremo 2016.

Perché? Perché Purity ha una strana struttura circolare: il primo e l'ultimo capitolo danno voce a Pip, ma tutti gli altri raccontano pezzi di storia dal punto di vista di persone differenti, che hanno a che fare con la ricerca di Pip delle sue radici. All'inizio questo meccanismo, questa interruzione brusca del racconto mi ha fatto venire il nervoso: io ora voglio sapere come va avanti questo pezzo di storia e tu-Franzenuccio-caro mi fai ripartire da Adamo ed Eva e da un altro paese? 

Purity è un viaggio nella storia e in posti lontanissimi perché si passa dalla Germania dell'Est alla Bolivia contemporanea (giuro che non volevo leggere un altro libro ambientato in Bolivia: è stato un caso!), passando per gli Stati Uniti da ovest ad est. 
Mappa creata grazie all'app Cityteller

Ho un solo motivo per consigliarvi di leggere Purity (prima o dopo le ferie): è un libro a cui la mente ritorna anche dopo diversi giorni in cui lo si è finito, un libro che ti lascia qualcosa dentro su cui riflettere e, forse, ti cambia pure un po'. E un libro che ha questo potere per me merita 5 stelline, senza dubbio.






5 commenti:

Patalice ha detto...

ce l'ho ancora da leggere...
non in ebook, io preferisco la carta, e non mi sono ancora convertita...
però la storia mi ispira moltissimo, e quest'estate mi darò alla lettura, anche se ne ho altre tantissimissime da ultimare o iniziare

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Un libro che offre spunti di riflessione.
Serena giornata.

Sonia Ognibene ha detto...

E allora forse dovrei acquistarlo... buona giornata, cara!

Ail Finn ha detto...

Sembra molto interessante! Soprattutto questo saltare da un punto di vista all'altro...
Grazie per la segnalazione ;)

babalatalpa ha detto...

Ahperò! Mentre ti leggevo mi è tornata in mente una cosa. Nel gruppo di lettura con cui ho letto Le correzioni, un ragazzo ha fatto notare che è stato un peccato far terminare un libro così complesso in modo altrettanto frettoloso. Personalmente, non ho avvertito la stessa sensazione. Però, potrebbe essere una caratteristica di Franzen.