19 agosto 2016

Il diario di velluto cremisi

Un libro con un titolo con una parola così inconsueta come "cremisi" è una vera calamita per la mia attenzione e un MaiUnaGioia per il mio portafoglio.

Il diario di velluto cremisi è un'ottima lettura estiva, di quelle leggere, anche un po' banali, ma assolutamente appassionanti. Quindi se devi ancora preparare la valigia e hai ancora un po' di posto, Il diario di velluto cremisi sarà un'ottima compagnia!

Osservando il mappamondo da lontano -e da ignorante- non sapevo che proprio di fronte a Seattle ci fosse un'isolone: Bainbridge Island è un angolo di tranquillità a poca distanza dalla vita movimentata della grande metropoli.

Protagonista di questa storia è proprio l'isola, che ha deciso che rivuole che Emily torni indietro dopo moltissimi anni che è andata via e proprio nel momento in cui sta attraversando una profonda crisi personale e matrimoniale.
[Anche io sto attraversando una crisi da mancanza di Lost e tutto mi ricorda quell'isola!]

Emily infatti torna a casa della zia Bee con l'idea di ritrovare se stessa, ma "per caso" ritrova un diario rosso dove viene raccontato la tormentata storia d'amore tra Ester, una donna sposata, e il suo ex fidanzato. Emily si appassiona sempre più alla storia e vuole scoprire chi siano in realtà le persone di cui si parla nel manoscritto risalente agli anni '40.
Emily ritrova però anche il suo primo fidanzatino dei tempi in cui andava in vacanza d'estate dalla zia e conosce un uomo molto affascinante e misterioso.
La storia di Emily ed Ester sembra avere sempre più punti in comune e lentamente si andranno ad intrecciare.

Ogni tanto ci sono dei passaggi tirati davvero per i capelli, destini che sii incrociano in maniera scontata, però l'autrice è stata davvero brava nel mantenere il ritmo del racconto e senza impegnare troppo la mente riesce a mantenere viva l'attenzione per la storia nella storia.



1 commento:

Luna Pizzafichiezighini ha detto...

No aspetta. Io ai tempi di Lost ancora non conoscevo il tuo blog ma se avessi saputo mi sarei autoinvitata a quel ritrovo dell ultima puntata: che figata!!!! Dunque io in realtà lost non lo avevo mai visto prima dello scorso anno in cui mio marito è tornato a casa con l intera serie che abbiamo iniziato a vedere un po' scettici e controvoglia. È finita che ce lo siamo letteralmente divorato puntata dopo puntata! Strepitoso, mi è piaciuto da morire e lo vedrei anche una seconda volta tutto dal principio. Detto ciò visto il paragone che fai, adesso devo leggermi anche questo libro di cui parli. Che ha già il titolo molto bello. Ma ecco ora la mente è tutta a quel tuo post sull Isola e sulle sorti dei sopravvissuti.....te possino fede, che nostalgia hai riacceso!