25 agosto 2016

La leggenda del trombettista bianco

Io di musica jazz non so assolutamente nulla.
Le mie conoscenze in materia si fermano ai gattoni amici di Romeo degli Aristogatti che suonano sui tetti di Parigi.
Figurarsi se sapevo chi fosse Leon Bix Beiderbecke prima che Claudia mi prestasse La leggenda del trombettista bianco!
Poi ho letto il romanzo scritto nel 1938 da Dorothy Baker, ma pubblicato solo un paio di anni fa da Fazi in italiano, che ha come protagonista un certo Rick Martin, la cui storia è ispirata a quella del grande trombettista jazz.

Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Rick Martin, praticamente orfano, non vive con i genitori ma con i suoi zii, vi ricorda qualcuno?

Anche Rick Martin come Harry Potter sa fare le magie, ma lui non ha bisogno di usare una bacchetta magica: dategli una tromba e saprà incantare tutti quanti!
In realtà il primo amore di Rick è stato il pianoforte ma poi ha deciso di studiare uno strumento che potesse portare con sé ed era affascinato dal suonare qualcosa che stesse anche fisicamente così vicino al cervello.

Come Harry anche Rick è un pesce fuori dall'acqua nel mondo dei babbani  degli altri ragazzini, quelli che non sanno che cosa sia il jazz.

Dorothy Baker racconta così come Rick si avvicina alla musica, quanto ne è ossessionato, come riesce a sfondare nel mondo del jazz, nonostante il colore della sua pelle perché il jazz è roba da neri, e come la sua vita sregolata lo porterà alla distruzione ancora giovanissimo.




Quello che mi è piaciuto molto di questo libro è lo stile di Dorothy Baker, ma il romanzo in sé non mi ha fatto impazzire. Forse proprio per la mia ignoranza in materia musicale non sono riuscita pienamente a farmi coinvolgere dalle vicende del trombettista bianco.
Ho poi scoperto che il titolo originale del romanzo è Young man with a horn, ma nel mio cuore c'è posto per un solo young man with a (blue french) horn... e quindi mi spiace ma Il trombettista bianco non ha fatto breccia nel mio cuore.

2 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

che bella storia, grazie cercherò di leggerla

Pietro Sabatelli ha detto...

Il jazz è un genere che mi ha sempre affascinato, sia storicamente che musicalmente ;)