04 marzo 2018

Americanah

Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano: questa è una prima lettura che si potrebbe dare di Americanah, un libro bellissimo di Chimamanda Ngozi Adiche (e grazie a Claudia che me l'ha regalato).
Ifemelu è una liceale di una normalissima famiglia nigeriana che si innamora di Obinze, un suo coetaneo bellissimo figlio di una professoressa universitaria.


La loro storia -non il loro amore- non reggerà alla distanza intercontinentale, quando Ifemelu deciderà di lasciare la Nigeria dopo aver vinto una borsa di studio all'Università di Princeton ed Obinze rimarrà lì, con la promessa ed il progetto di raggiungerla prima possibile.



Quando arriva negli Stati Uniti, Ifemelu scopre un paese molto diverso da quello che aveva immaginato, un paese profondamente razzista.
Ifemelu dopo mille difficoltà riesce a trovare un primo lavoro con cui mantenersi e riesce brillantemente a proseguire la sua carriera universitaria.
Ad un certo punto ha un'idea straordinaria: scrivere i suoi pensieri da Nera-Non-Americana su quello che vive ed osserva di questo paese. Apre quindi il blog "razzabuglio" e lì inizia meticolosamente ad appuntare i diversi tipi di razzismo che incontra quotidianamente.
Gli Stati Uniti sono un paese dove un nero viene sempre discriminato in qualsiasi ambito, ma se lo fa presente anche ad un non-nero-progressista (i conservatori alla Trump lasciamoli solo perdere!) si sentirà rispondere  che non è questione di razza, ma di classe/genere/ecc. E' un paese così razzista da negare di esserlo!

"Princeton, in the summer, smelled of nothing, and although Ifemelu liked the tranquil greenness of the many trees, the clean streets and stately homes, the delicately overpriced shops, and the quiet abiding air of earned grace, it was this, the lack of a smell, that most appealed to her, perhaps because the other American cities she knew well had all smelled distinctly. Philadelphia had the musty scent of history. New Haven smelled of neglect. Baltimore smelled of brine, and Brooklyn of sun-warmed garbage. But Princeton had no smell." . . . "Princeton, d’estate, non aveva odore, e anche se a Ifemelu piacevano la verde tranquillità dei tanti alberi, le strade pulite e i palazzi imponenti, i negozi un filo troppo cari e la quieta, persistente aria di meritata grazia, era proprio questo, l’assenza di odore, ad attirarla di più, forse perché le altre città americane che conosceva bene avevano tutte un odore ben distinto. Philadelphia aveva l’aroma muffito della storia. New Haven sapeva di abbandono. Baltimora puzzava di salamoia e Brooklyn d’immondizia scaldata dal sole. Ma Princeton non aveva odore." . . . #chimamandangoziadichie #americanah #readingtime #femaleauthors #femalewriters #africanliterature #blackauthors #readingtime #consiglidilettura #romanzo #libridaleggere #bibliophile #bookstoread #bookphotography #libri
Un post condiviso da Typewriter Girl (@thetypewritergirl) in data:

Dopo aver citato Venditti, è proprio il caso di menzionare anche Nicolò Fabi che viveva sempre con i suoi capelli. [recensioni con citazioni di alto livello culturale, come potete evincere dalla mia preparazione filosofica e sociologica]
In questo libro, come indica anche la copertina, i capelli di Ifemelu sono protagonisti delle sue discriminazioni ma anche motivo del suo orgoglio afro, senza mai farne una scelta politica.
Ifemelu scopre che negli Stati Uniti tenere i capelli crespi al naturale è sinonimo di trasandatezza e che le nere americane, come anche Michelle Obama, ricorrono a potentissimi e superchimici prodotti liscianti, che ovviamente li rovinano non poco.
Il libro inizia proprio quando Ifemelu decide dopo più di 10 anni negli Stati Uniti di tornare a vivere in Nigeria ed è costretta a recarsi alla periferia di Princeton per trovare un salone che le faccia le treccine perché in centro non ce ne sono....

Non vi svelo altro, ma sappiate che è un libro imperdibile!


5 commenti:

Luisa Napolitano ha detto...

mi piace!

Natascia ha detto...

WOW... mi hai fatto venire una voglia matta di leggerlo!

Novella Semplici ha detto...

Uh che bello! Ho sentito parlare molto dell'autrice ma al di là di qualche articolo non ho letto suoi scritti, questo mi pare interessante.

Silvia Pareschi ha detto...

Sì, è da un pezzo che lo voglio leggere! Certo che almeno Michelle poteva farsi una bella pettinatura afro...

Aldabra ha detto...

Non sei la prima che ne parla bene, prima o poi lo leggerò!