Un racconto che ha come protagonista una bara verde, contenente il corpo di un marinaio, non poteva che essere ambientata a
Punta Arenas!
Punta Arenas è un porto sullo Stretto di Magellano che non ha molto da offrire ai turisti, se non essere la base per una delle più belle e complete escursioni per vedere i pinguini.
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| Veduta da un punto panoramica della città che si affaccia sullo Stretto di Magellano |
La città si sviluppa intorno ad una piazza, che come quasi tutte le piazze principali in Cile si chiama Plaza de Armas, al cui centro c'è un
monumento celebrativo a Magellano, con gli indiani Ona (una tribù tutt'altro che pacifica come spiega Malatesta in
La voce dall'uomo tonante) ai suoi piedi. E' una statua che è stata donata alla città un centinaio di anni fa e
ora, almeno di facciata, c'è una sensibilità un po' diversa verso le popolazioni originarie.
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| La statua di Magellano |
Una delle attrazioni principali di Punta Arenas è il cimitero: la Lonely Planet lo definisce uno dei più affascinanti del Sud America! Io che amo i cimiteri potevo forse farmelo scappare? L'ingresso è gratuito e ci si arriva a piedi dal centro città.
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| Il viale alberato all'interno del cimitero di Punta Arenas |
Ci sono tombe monumentali che attirano subito l'attenzione del visitatore e raccontano storie nemmeno troppo lontane di migrazioni.
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| Fratellanza italiana, Cimitero di Punta Arenas |
ma a me interessavano quelle più comuni. E ho notato che qui, come poi anche a Chiloé, le tombe sono curatissime ma in piena terra si piantano solo coloratissimi fiori di plastica!
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| Fiori di plastica come se piovesse |
La cosa però più particolare è che ogni lapide è coperta da una specie di vetro che costituisce una vetrinetta dove lasciare oggettini per il defunto: probabilmente il vetro serve per proteggerli dal vento che infuria da queste parti!
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| Vetrinette da cimitero |
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| L'indianito di Punta Arenas |