07 settembre 2015

Il cuore selvatico del ginepro

Il  cuore selvatico  del ginepro lo ha buttato giù dallo scaffale della biblioteca il bambino a cui facevo la baby sitter ancora prima di sapere che avrei trascorso le mie vacanze avrei lavorato comeun mulo in Sardegna.

E’ un libro bellissimo, intenso, che permette di conoscere una leggenda antica ma la cui credenza, come dichiara la stessa autrice Vanessa  Roggero, non è ancora totalmente svanita.
Se aprirete questo libro ambientato a fine ‘800 in un paesello dell’entroterra sardo scoprirete non solo che la “coga” è una strega, ma cosa significa nascere e morire con questo marchio.


Cara Iannetta,
ti chiedo scusa da parte di tutti noi. Noi che non abbiamo mai creduto che tu fossi per davvero una coga portatrice di sventure, ma forse saremmo stati pronti ad accusarti di altro se ti avessimo incontrato, almeno con lo sguardo.
Leggendo la storia della tua famiglia è impossibile non rendersi conto come le parole abbiano un peso: ti hanno additato come coga ancora prima che nascessi e alla fine ci hai creduto pure tu.
Mentre leggevo di te, lasciata crescere senza mai un gesto di affetto e scansata da tutti, pensavo ad Estefi, una bambina di 7 anni conosciuta durante il servizio civile. Anche Estefi ha tante sorelle come te ma ha una mamma che a modo suo le vuole molto bene. Estefi ha palesi disturbi dell’apprendimento, che con una mamma con più strumenti potrebbero essere tranquillamente mitigati. Estefi un giorno aveva i pidocchi, le avevo chiesto di farmi vedere cosa c’era su quella bella testolina e Estefi candidamente mi aveva risposto “nulla”. Non era una bugia per non farsi spidocchiare, perché altrettanto candidamente mi aveva spiegato che la sua testolina era vuota. Glielo dice sempre la mamma.

Storie di Iannette che credono di essere streghe e e storie di Estefi che già crede di meritarsi solo una vita da stupida. Storie di adulti che non sanno che le parole pesano come macigni.

03 settembre 2015

Guida astrologica per cuori infranti

Cara Alice Bassi,
da te mi aspettavo grandi cose: sulla fascetta c’è scritto che, ancora prima che le tue sventure fossero rese note al pubblico italiano, già erano stati venduti i diritti a 15 case editrici straniere. Mettici anche che la tua creatrice ha il mio stesso cognome… avevo aspettative molto alte, lo ammetto, sulla tua Guida astrologica per cuori infranti!

Alice, tu sei una di noi: goffa quanto basta per riuscire a sopravvivere ai casini che combini, hai un lavoro precario in cui non sei apprezzata,  cerchi l’anima gemella e subisci il fascino da playboy del sosia di Richard Gere. Sei anche della bilancia, Alice: quante cose abbiamo in comune!

Certo che però sei pesante! Alice casualmente incontri uomini di segni zodiacali differenti e ci illustri le gioie ed i dolori ad essi connessi.  Da un libro che promette di essere l’esordio dell’anno mi aspettavo proprio tanto di più: i segni zodiacali son 12 e già a metà la storia dei quadri astrologici rende ripetitiva la lettura.

Guida astrologica per cuori infranti lo consiglio solo a chi ama davvero molto la narrativa rosa, è un’esperta di oroscopi oppure è, come Alice e me, una Bilancia single e ha voglia di leggere qualche consiglio su come trovare un fidanzato garantito dalle stelle.
“Sei Bilancia, e non è facile, perché i castelli in aria te li costruisci d’acciaio, ma devi lasciarli andare”.

Se stai per partire per una vacanza in qualche spiaggia del mondo dove adesso è estate con un’amica potrebbe essere una lettura carina da commentare insieme; se invece per te la prossima vacanza estiva sarà tra un anno, allora puoi fare che dimenticarti della recensione di questo libro: a giugno sicuramente uscirà un altro caso editoriale dell’anno… a cui io come sempre abboccherò!

Per maggiori informazioni QUI la mia recensione seria.

01 settembre 2015

Hungry Hearts

Avete presente la famiglia Mulino Bianco?
Giovani, colti, in carriera, innamorati e ora con un bebè.

Peccato che lei sia matta: la giovane mamma si convince che il mondo esterno sia cattivissimo e si rifiuta di portare il suo bambino da un qualsiasi pediatra, perché solo lei sa di che cosa ha bisogno suo figlio. Il giovane papà si rende conto che qualcosa non va bene e un medico gli fa capire che cosa c'è che non va: sua moglie non sta dando da mangiare al bambino, che di conseguenza non cresce,

In un crescere di ansie e angoscie, rese dal regista con inquadrature che sembrano portarti dentro la testa della bravissima Alba Rohrwacher, il film avrà un epilogo tragico. Tanto malessere esistenziale, incomprensione e niente lieto fine.
Per la serie che poi torni a casa e hai bisogno di dolcezza e abbracci. Abbraccia con la A maiuscola, quelli Mulino Bianco, e una tisana calda per scaldarti cuore e stomaco.

Hungry Hearts è davvero un bel film, ma se già vi siete alzati con la luna storta allora evitatelo!

30 agosto 2015

...e che settembre ci porti una strana felicità

Prima che il vento mi porti via tutto è bene fissare che cos'è successo in questa lunghissima estate 2015, passata sempre al mare ... o dovrei dire ai mari?

trolley-strada

Della Sardegna preferisco dimenticare le nottate passate a lavorare al computer, ma mi ricorderò la spiaggia sempre deserta dell'hotel, l'aver tentato di fare snorkeling (che altro non è che una nuotata con la maschera e il boccaglio) e le serate a guardare le stelle su una terrazza lontana dal mondo.
prickly-pear
Teulada, Sardegna
Della Liguria voglio dimenticare tutto il tempo passato ad urlare contro marmocchi malefici, ma terrò stretto il ricordo di una pizza mangiata su una panchina respirando a pieni polmoni l'aria del mare al tramonto e soprattutto la libertà!
Laigueglia, Liguria
Della vacanza in Calabria voglio tenere tutto: le dormite in spiaggia, le chiacchiere e le risate, le parmigiane e la nuova passione per le freselle, il mare, le granite e i gelati...
Gerace, Calabria
E dopo tanto mare...
ombrellone-cielo-bu

...ora sono a casa, all'ombra del mio bel Campanile e son propria contenta!
campanile

29 agosto 2015

Il costruttore del faro e il faro della fine del mondo

Il costruttore del faro di Francisco Coloane racconta qualcosa di raccappricciante: uomini così soli che arrivano al punto di stuprare una foca, ucciderla e poi impazzire.

Se non lo avessi già fatto, vi racconterei delle strane abitudini sessuali di quei puzzoni dei leoni marini che, oltre ad avere un harem di femmine, alle volte stuprano i pinguini!

Invece vi parlerò di un posto dove non sono andata, ma di cui alla fine non mi son pentita.
La Patagonia è un posto così lontano, come tanti altri nel mondo, che uno ha quasi la certezza di non tornarci mai più e quindi vale un po' l'idea che è meglio non lesinare su un'escursione per poi non avere il rimorso di essersi persi qualcosa. E' così che mi son fatta fregare con il trenino della fine del mondo!
In Patagonia però tutto è davvero carissimo e anche le escursioni si pagano un sacco.

L'escursione più proposta è una navigazione di mezza giornata nel Canale di Beagle, che ti porta a vedere i leoni marini, i pinguini e il faro della fine del mondo.
Il mio consiglio: i leoni marini si possono vedere in molti altri punti della costa cilena, anche alla latitudine di Valparaiso ci sono;
cartelli-stradali-leoni-marini
Cartelli a Cobquecura, un paese minuscolo nel Cile centrale, che indicano che non si deve litigare con i leoni marini :)
i pinguini si possono vedere in diversi punti della costa ma, per quel che so io (quindi verificate), solo da Punta Arenas si può fare una passeggiata tra di loro mentre in questo tipo di escursione te li fanno vedere solamente dalla barca.
pinguino-magellano-casa
Pinguino nella sua tana
Meriterebbe di farla per vedere questo faro, ma alla fine è solo un faro... e io non ho il pallino dei fari!
Faro Fin del mundo
Fonte: web
So dell'esistenza di un'altra gita che dura tutto il giorno, quindi ancora più cara, che oltre al faro prevede di poter camminare con i pinguini (ma non ci son stata e mi han detto che la colonia non è molto grande) e la visita alla Estancia Harberton, a circa 70 km da Ushuaia. Stefano Malatesta nel libro L'uomo dalla voce tonante racconta che questa Estancia, una specie di grande fattoria, è la più vecchia di tutta la Terra del fuoco.
Estancia Harberton
Fonte: web
E con questa non-visita abbiamo finito il tour patagonico legato ai racconti di Francisco Coloane.
Ma in Patagonia ci torneremo di sicuro: ho ancora sul comodino due libri ambientati in questa terra!