13 dicembre 2016

Tua

Il giallo non è il mio genere: ne leggo pochi pochi e raramente mi entusiasmano.
Il tema del primo nuovo ciclo di "incontri letterari" organizzato da La lettrice rampante e Giro del mondo attraverso i libri però era proprio il genere giallo e tutte le sue (50) sfumature, 
Son stata giorni e giorni a pensare di cosa parlare e alla fine ho parlato di Un cinese a Buenos Aires, ma nel frattempo mi sono comprata, dopo secoli, un libro giallo alla Feltrinelli.

Ho comprato Tua per tre semplici nobili motivi:

  1. costava solo 6,50 €: un piccolo investimento per un libro che non pensavo potesse piacermi molto.
  2. sottile, meno di 150 pagine: un piccolo investimento per un libro che non pensavo potesse appassionarmi.
  3. l'autrice, Claudia Piñeiro, è di Buenos Aires: visto che probabilmente il libro non mi sarebbe piaciuto, almeno me ne sarei stata nella mia Argentina (da notare che era da quest'estate che non leggevo un libro ambientato in Argentina!).
La trama all'apparenza è semplice: fin da subito abbiamo la morta, l'assassino e la testimone che ha visto subito.
La morta si chiama Alicia ed è la segretaria-amante.
L'assassino è Ernesto, il marito fedifrago e datore di lavoro,
E Inés vede tutto da lontano: Ernesto litiga con Alicia, la spinge e la poveretta, cadendo, batte la testa e muore.
Inés, casalinga borghese, moglie tradita ma disposta al perdono, con l'intento di aiutare suo marito a nascondere le prove del delitto si trasforma in un piccolo investigatore privato e scoprirà che suo marito non è il cretino che pensava e che, soprattutto, non è un santo!
Chi è davvero che firma i bigliettini con il rossetto senza mettere il nome? Chi è Tua?
Dal libro di Claudia Piñeiro è stato tratto un film lo scorso anno, ma che non credo sia stato doppiato in italiano.

Mi è piaciuto Tua:

  1. il morto e l'assassino erano chiari fin dall'inizio: il vero "giallo" era capire cosa ci fosse sotto un movente così "banale"
  2. questo è un giallo con molte sfumature di rosa: le storie di corna hanno sempre un loro fascino. 
  3. C'è tanta Argentina tra queste pagine: per esempio, se non lo sapete, che in Argentina l'aborto è illegale, farete fatica a capire il comportamento della figlia di Inés ed Ernesto.
Consigliato a chi non ama troppo i gialli, ma vuole una lettura appassionante e molto divertente: sarebbe ottimo da tenere sotto l'ombrellone!

10 dicembre 2016

Snowden

Temevo che Snowden fosse un film incomprensibile per chi come me non si domanda nemmeno come funzioni un computer, per chi pensa che dentro al pc ci siano delle specie di umpalumpa che fanno muovere tutto.
Insomma, mi aspettavo una gran nerdata che mi avrebbe fatto addormentare dopo 10 minuti.

Poi ho scoperto che Snowden è patrocinato da Amnesty International e mi è venuto in mente che potrebbe essere un film di quelli interessanti.

La prima cosa da sapere è che Snowden è una storia vera: è la storia di uno di quegli eroi contemporanei di cui non sentiamo mai parlare, ma che ha rinunciato una vita comoda alle Hawaii per ritrovarsi a richiedere asilo alla Russia!


Edward Snowden cresce in una famiglia dove da generazioni gli uomini servono la Patria come militari, ma lui durante l'addestramento ha un infortunio e finisce così la sua carriera.
Edward però è un geniaccio a cui piacciono i computer e, dopo una bella gavetta, si ritrova a far carriera all'interno della CIA e della NSA: è nel grande mare di internet che si combatte la vera battaglia contro il terrorismo, non sui campi di battaglia in Iraq.
Riuscendo a intercettare probabili attentatori si possono evitare altri 11 settembre e salvare migliaia di vite.

Snowden scopre che, con la scusa/intento di controllare quante più persone ipoteticamente connesse ad un probabile terrorista, in realtà moltissimi cittadini statunitensi finiscono intercettati anche se non hanno niente a che fare con il terrorismo.
La prima reazione che mi è venuta spontanea è stata uguale a quella della fidanzata di Snowden: "Eh va beh tanto io non ho  nulla da nascondere".
Poi uno inizia a pensarci ed effettivamente è vero che sul mio pc/telefono/attività online troverebbero più cavolate che altro, ma davvero avrei piacere che qualcuno sapesse sempre che cosa faccio, che cosa cerco, che cosa guardo, che cosa dico?

Snowden decide di denunciare al mondo tutto questo, consapevole che le autorità del suo paese lo condanneranno per essere un traditore e lo accuseranno di mettere a rischio la sicurezza nazionale.

La questione è spinosa: a quanta libertà e privacy siamo disposti a rinunciare per essere più sicuri? e cos'è davvero la sicurezza?

Un film da vedere assolutamente! Per essere più consapevoli di quello che è oggi il nostro mondo.


07 dicembre 2016

Stoner

Ho finalmente letto Stoner perché, finalmente, una persona speciale me lo ha regalato: erano anni che io e Stoner ci corteggiavamo, mi guardava dietro quei suoi occhialoni dagli scaffali, lo prendevo in mano e poi lo riposavo dicendogli che lo avrei portato a casa con me la prossima volta.

Tanto tempo fa avevo letto una recensione di Strawberry su Stoner: son passati degli anni e della trama ricordo poco e nulla, ma il suo entusiasmo mi aveva raggiunto e non se ne era andato più. 
[E questa è una piccola parentesi per dire a Strawberry che i suoi post mi mancano!]
Da quel momento mi ero sempre ripromessa che era un libro che non poteva assolutamente mancare tra le mie letture...
Una foto pubblicata da Federica (@federica_zucca) in data:

Chi è Stoner?
Stoner è un ragazzo di campagna nato a fine '800 negli Stati Uniti a cui viene data la possibilità di studiare. E qui scopriamo già com'è fatto Stoner: Stoner è uno che ha delle ottime potenzialità, ma non sa scegliere e si lascia trasportare dagli eventi.
Stoner non è uno sfigato, non è un codardo: è solo un uomo mediocre.
E' uno che non parte per la guerra non perché ha dei grandi ideali, ma perché in quel momento non gli conviene mettersi in gioco. La sua non è decisione calcolata o scaltra: non è un rifiuto della guerra, non è la scelta di rimanere, è solo la scelta di non-partire.
E' uno che si sposa con una donna che crede di amare, ma lo fa con le modalità che gli impongono i "simpaticissimi" genitori di lei: preludio di un disastro silenzioso.
E' uno che scopre l'amore durante la classica crisi di mezza età, ma poi non sa lottare con le unghie e con i denti per tenersi stretta la donna perfetta per lui.
E' un padre che adora la figlia ma, per quieto vivere, decide di lasciare alla madre il compito di educarla e renderla una piccola donna infelice.
E' un professore universitario, apprezzato ma che non ha voglia di fare il salto di qualità: di crescere professionalmente. Preferisce rimanere lì, fermo, nell'università in cui ha iniziato i suoi studi e non uscire mai dai confini del suo staterello.

Si può quindi amare Stoner?
Io non l'ho amato: lo avrei preso a sberle, lo avrei voluto scuotere e avrei voluto urlargliene quattro, ma lo avrei anche voluto abbracciare per quella sua innata capacità di resistere a tutto.
Stoner non è l'eroe di cui ti innamori, non è il cattivo che odi, è solo uno di quei personaggi che ti rimane dentro e di cui io ho il terrore di poter un giorno diventare: Stoner è un monito per chi lo sta leggendo! [ottimo regalo di Natale per chi non ha il coraggio di prendere una decisione ed è in balia degli eventi]


Stoner è un libro che si apprezza soprattutto per lo stile del suo autore, John Williams: non è facile raccontare la mediocrità perché la mediocrità è tutto fuorché avvincente. Ma John Williams riesce ad affascinare il lettore e, alla fine di tutto, è uno di quei libri che quando chiudi ti dispiace che sia già finito.

04 dicembre 2016

Indivisibili

Sapete che cos'è il disagio sociale?

Se avete visto Indivisibili probabilmente ve ne siete fatti una bella idea.
La situazione è ancora di più esasperata dalla situazione di Viola e Daisy, due gemelle siamesi neo diciottenni.
Le ragazze scoprono quasi per caso che potrebbero avere una vita normale, potrebbero separarsi ma sono i loro genitori che le vogliono tenere unite per sfruttarle come fenomeni da baraccone.
Il padre ha il vizio del gioco d'azzardo e riesce a dissipare tutti i soldi guadagnati dalle gemelle nella loro carriera, la madre è un'ubriacona che non sa badare a se stessa e figurarsi alle figlie.
Il prete incoraggia l'idolatria verso queste ragazze e la credenza che toccarle porti bene.
Il solito manager con le mani in pasta promette loro mari e monti ma vorrebbe portarsele solo a letto, un cliché.

Questo film non è brutto, è solo troppo angosciante.
Troppo; e molto spesso il troppo stroppia!


01 dicembre 2016

Un fine settimana... sorprendente

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Vista dal Castello di Magliano Alfieri

Mi piacerebbe trovare le parole adatte per raccontarvi una domenica d'inverno con il sole a gironzolare tra le Langhe e il Roero, su e giù per le colline.

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Vista dalla Torre di Barbaresco
Vorrei avere quel minimo di conoscenze per sapere descrivere le differenze e le proprietà dei tanti bicchieri di vino assaggiati tra una tappa e l'altra: ma so solo dire "Buono".

tramonto-monviso
Tramonto dal Belvedere di Treisco
E vorrei poter dire qualcosa su un tramonto con il sole che si nasconde dietro il Monviso. Ovviamente neanche per questo ho le parole giuste.
Ma porto con me i ricordi di una bellissima domenica passate con degli amici speciali che non vedevo da un sacco di tempo... e questo post mi servirà per ricordarmi di tante cose che spesso si danno per scontate, ma scaldano il cuore!