25 novembre 2008

8 agosto Ponferrada - Trabadelo 31,5 km | la mia Olimpiade

Il risveglio a Ponferrada è abbastanza traumatico: infatti fuori dal sacco a pelo ci dev'essere l'era glaciale e la voglia di tirarsi fuori dal sacco a pelo è pari a 0. Qui a fianco vedete me Giammy e Matte che sistemiamo i materassi su cui abbiamo dormito ma mentre Giammy è coraggioso ed è già in pantaloncini io ho addosso tutto quello che son riuscita a mettermi!
Fortunatamente non abbiamo dato retta a Giammy che proponeva di mettersi a dormire non sotto la tettoia che ci avevano indicato ma sul prato dell'ostello: infatti alle 5 del mattino si son attaccate le fontanelle per bagnare il prato ;D



Dato che la cena ce la siamo saltata ci fiondiamo in uno dei primi bar che troviamo, proprio vicino al Castello dei Templari di Ponferrada e di cui Fra parlava esattamente da dopo che aveva smesso di suonare l'olifante di Orlando.
Rimpinzati ricominciamo a camminare, questa volta al passo con visi nuovi e con storie diverse.

Vi racconterò solo l'incontro con un simpatico spagnolo che mi ha fatto capire in che stato ero. Mi sorpassa sotto il sole cocente di mezzogiorno e si volta. "todo bien?" e io "sìsì".. riprende a camminare, fa qualche passo e si gira "ti serve una mano?" e io "ma no grazie, ho male ai piedi ma ce la faccio"... si rigira e va avanti di qualche passo ancora: "senti ora facciamo una cosa: io arrivo in punta alla salita e poi guardo giù, se hai bisogno chiamami". Adios dignità, si vede che l'attività sportiva a me distrugge proprio nel corpo e nello spirito!
Finalmente vedo i miei colleghi che mi aspettano a Villafranca... e qui voglio ringraziarli ancora una volta per esser stati così pazienti con questo vecchio roclò che è la sottoscritta.


Il pranzo è in un baretto dove trasmettono l'inizio delle Olimpiadi, di cui sinceramente alla sottoscritta non è mai fregato niente e non le ha mai minimamente seguite se non un pochetto quando c'erano i giochi qua a Torino. Sarà anche che non ho mi frequentato così tanti bar in vita mia...


La tappa standard prevederebbe che giunti a Villafranca il pellegrino portasse i ciapèt a riposare ma dato che quella dell'indomani è lunga e difficile decidiamo di avvantaggiarci e di fare una decina di chilometri in più.
Il pezzo di cammino tra Villafranca e Trabadelo è infinito: infatti costeggia uno stradone ormai poco frequentato perché hanno costruito un'autostrada o qualcosa del genere che ha spostato gran parte del traffico. L'unica cosa che movimenta un po' il paesaggio sono i cavalcavia. Come paesaggio forse è peggio solo del pezzo che il secondo giorno costeggiava l'immensa fabbrica di magnesio di Zubiri.

Però devo ammettere che lungo quello stradone ho vissuto uno dei momenti più intensi del mio cammino, uno di quei momenti in cui ho capito che non volevo più camminare sola anche perché forse non sarei stata capace di tenermi sulle spalle certe cose da sola, ho capito che forse il motivo per cui ero partita aveva bisogno di un cambio di rotta seppur lieve.
Finalmente vedo l'indicazione della deviazione per Trabadelo e piano piano arrivo all'ostello dove fuori mi attendono gli altri. Hanno già parlato con l'oste che ha detto che ha solo 2 posti ma ha delle camere fighe, solo che vuole uno sproposito. alla fine contrattiamo e noi ragazze andiamo a dormire nella camera da 3 che è fighissima e loro porelli nell'ostello di fronte.


Forse lì è stato uno dei pochi momenti in cui ho avuto paura di non farcela più. Appena arrivata mi son stravaccata sul letto e mi son tolta sandali e scarpe e ho scoperto perché avevo così male ai piedi: mi si ero scoppiata una bolla mentre camminavamo e continuava a usicr liquido...
Gli altri hanno poi deciso di andare a fare un po' di spesa visto che c'era una cucina molto carina, ma io non me la son sentita di riattivarmi subito e son rimasta in camera da sola. Ecco lì mi son spaventata perché al momento di alzarmi per andare in bagno non riuscivo a tenermi su e stare dritta con la schiena. è stato solo un attimo per fortuna e poi mi son risistemata, anche merito di una vera doccia e di una quantità immensa di spaghetti al pomodoro (qualcosa tipo 2 piatti stracolmi a testa). Poi nanna in un vero letto in una vera stanza.

6 commenti:

Stefy ha detto...

Beh!, compimenti.... caspita dev'essere stato bellissimo anche se faticoso.
Bacio

Suysan ha detto...

Non deve essere stato facile ma credo che una volta fatto si ha una bella soddisfazione!!

Silvia ha detto...

Letto tutto d'un fiato...

;-)

Grissino ha detto...

Secondo me bisogna aprire una discussione se "pellegrinaggio" vuol dire penitenza o sacrificio o autodistruzione. :-P

Pupottina ha detto...

che fatica!
però ne valeva la pena...


buon mercoledì

Pupottina ha detto...

bello il no K io scrivo in italiano... dove l'hai trovato?