27 giugno 2012

Sulla strada

Ho partecipato per la prima volta ad un GdL (quello di Strawberry) e ho letto un libro che non mi è piaciuto per nulla, ed è per questo che son contenta di essere stata al gioco!
Sembra una logica contorta, vero?
Invece no, è semplicissimo: se non avessi avuto lo stimolo del gruppo avrei abbandonato Sulla strada di Kerouac dopo le prime 20 pagine, negandomi la possibilità di cambiare idea. Poi il parere non l'ho cambiato ma questo è un altro discorso.

La beat generation la conoscevo solo per sentito dire e non avevo mai letto nulla che si rifacesse a questo movimento: la possibilità di iniziare dal suo libro manifesto mi è sembrata una buona opportunità. E poi uno per criticare, nel bene o nel male, qualcosina deve per forza conoscerlo anche solo approssivamente.

Non mi è piaciuto per lo stile, troppo sconclusionato: all'inizio mi sembrava addirittura più che un romanzo un elenco di persone e luoghi dove i perosnaggi si son fermati e anche successivamente mi ha fatto lo stesso effetto, seppure in modo più moderato.

Io poi ho l'idea "romantica" del viaggio di formazione, quello che con le sue sfide e i suoi incontri cambia e fa crescere i protagonisti. A Sal e Dean tutto questo non mi pare succeda: passano gli anni, si spostano, percorrono gli Stati Uniti da una costa all'altra,  ma restano sempre uguali.
Leggere questo libro mi ha quasi infstidito per quanto questi personaggi perdessero il loro tempo senza fare o incontrare persone interessanti. Ho sempre pensato che quello che fa il viaggio non è la destinazione ma come ci arrivi, perchè ci vai, con chi, cosa fai. Per loro invece l'unica cosa che importava era giungere di volta in volta a San Francisco, Denver, New York o Città del Messico.

Forse un giorno leggerò qualcosa della beat generation italiana: quella americana non credo faccia per me, ma ora lo so :)

6 commenti:

Sara ha detto...

Il film magari è più particolare...vedremo in ottobre quando uscirà.

Kylie ha detto...

È un libro che non è piaciuto neppure a me a suo tempo. Forse non ne comprendiamo il contesto?

Bacio

Petali rossi ha detto...

Avevo intenzione di leggerlo ma non sei la prima che sento che ne ha un giudizio negativo. Forse rimanderò la lettura...

Silvia ha detto...

Forse non è il tuo genere... ecco perché non l'hai apprezzato...

Adriana Riccomagno ha detto...

L'ho letto ormai tanti anni fa... e ha deluso moltissimo le mie aspettative! Però lo ritengo uno di quei libri che è bene aver letto...

minerva ha detto...

delude la nostra, di generazione, I think. Negli anni '60 questo libro era adorato e stra adorato. Perché i protagonisti rompevano gli schemi, viaggiavano senza meta e proprio per il loro essere così "sconclusionati", venivano idolatrati dalle masse. "Easy rider" l'hai visto? è un altra pietra miliare della Beat Generation, ma dal punto di vista di cinema. Alla fine degli annni '60, quando l'han girato, ha fatto audience. Però credo non ti farà ricredere più di tanto, perché non ha convinto me per prima. Ha una colonna sonora mooolto vintage, comunque, e vale la pena di essere visto!
baci
minerva