11 dicembre 2015

My little China girl

my-little-china-girl

Si dice che la lettura sia il viaggio di chi non può prendere un treno e secondo me è verissimo: io non ho mai desiderato di andare a Pechino, ma con questo libricino che mi ha prestato Claudia ora ne ho conosciuto un pezzetto in più. Mi è venuta voglia di andarci? Neanche un po'... ma il libro mi è piaciuto!

L'autore è Giuseppe Culicchia: è un nome che conosco perché scrive degli articoli molto carini per TorinoSette e perché avevo letto Ameni inganni, un libro che definire orrido è poco.

My little China Girl è "un reportage su Pechino che poi diventerà un libro su Pechino" per la EDT, la casa editrice che pubblica le sempre-siano-lodate Lonely Planet in italiano.

Ora potrei raccontarvi che cosa visita Culicchia, ma è un tour abbastanza classico di quello che si può vedere in Cina: vi consiglio di leggere questo libro con il telefono vicino a voi per poter cercare le immagini di quello che lui vede e racconta...
Il Tempio del Cielo a Pechino
Fonte Web
Vale la pena di leggerlo perché racconta con simpatia un paese con una cultura lontanissima dalla nostra e con gli occhi di un italiano: cibi strani (i cinesi mangiano davvero la qualunque), nebbia soffocante che si taglia con un coltello, fiumi di biciclette e la schifosissima abitudine di sputare come lama ovunque!

Quello che più mi ha colpito è quello che Culicchia, credo, davvero ricerchi da questo viaggio: certo vuole vedere i monumenti, i templi, provare la cucina locale ma in realtà vorrebbe capire chi sono davvero i cinesi!
I cinesi-veri non sono quelli che friggono anche le suole delle scarpe: Calla, la guida che ovviamente non sa dire la erre, spiega che fliggele fa male e i ristoranti cinesi in Italia friggono solo perché gli italiani si son convinti che i cinesi mangino fritto e quindi vogliono mangiare quello.
Culicchia vorrebbe conoscere i posti che frequentano davvero i cinesi: come è possibile che la guida lo porti nei centri commerciali? Quando riesce a farsi portare nella via degli antiquari però ci resta davvero molto male: non si trovano cose originali, ma solo copie in serie di cose vecchie... com'è possibile?
"Vede, una volta tutti questi antiquali non c'elano. Ce li abbiamo messi quando abbiamo capito che voi occidentali celcate cose vecchie. Ma le cose vecchie che vendono questi antiquali sono pel la maggiol palte imitazioni di cose vecchie che noi avevamo buttato, lealizzate pel venile incontlo al vostro bisogno di vedele la Pechino autentica."

My little China Girl, a chi può piacere?

  • a chi ama viaggiare tra le pagine di un libro
  • a chi è stato a Pechino o ci andrà o desidera andarci: una piccola infarinatura con qualche utile consiglio di viaggio.

3 commenti:

Silvia ha detto...

Eh io che dal titolo pensavo fosse un libro su David Bowie! E' bello viaggiare anche soltanto restando fermi, anche se a Pechino non ci andrei nemmeno io.

Elisa ha detto...

Effettivamente neanche a me ha fatto venire voglia di andare a Pechino... ma mi è comunque piaciuto! Soprattutto lo stile del "signol Giuseppe Curicchia" mi ha fatto impazzire :D

Carmine Volpe ha detto...

grazie del consiglio di lettura a pechino ci sono stato e spero di andarci di nuovo