18 aprile 2018

Il valzer lento delle tartarughe

Il valzer lento delle tartarughe è il secondo libro della saga della Pancol: un altro mattonazzo da leggere dopo Gli occhi gialli dei coccodrilli.
Il primo libro della Pancol mi aveva ipnotizzato mentre su questo, per quanto il mio giudizio sia positivo, ho qualche dubbio.


Il primo motivo per cui mi sono un po' abbacchiata è che il romanzo fatica a ripartire. Questo non è colpa della scrittrice ma piuttosto è colpa mia che so/dovrei sapere che una saga nasce per essere letta a spezzoni e tra l'uscita di un volume e l'altro non passa un giorno, ma mesi ed anni. E' quindi logico che si debbano richiamare episodi, ricordare come siamo arrivati a quel punto e rinfrescare la memoria: l'effetto per il lettore seriale (e che ha scoperto la saga con un leggero ritardo) è di una gran lentezza! Questo è il motivo per cui ho deciso che prima di leggere Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì aspetterò almeno qualche settimana.


Il valzer lento delle tartarughe tinge di giallo le vicende della famiglia di Josephine.

Infatti alla fine del primo libro Josephine ha finalmente ricevuto il suo riscatto ed è di dominio pubblico che è lei la vera autrice del romanzo che in un primo momento aveva pubblicato con il nome della sorella.
Ha lasciato il suo alloggio nella periferia parigina per trasferirsi in una zona molto elegante e chic della capitale, dove inizialmente è un po' un pesce fuor d'acqua.
Josephine viene aggredita una sera mentre rientra a casa e poco dopo viene uccisa una donna nello stesso parco dove lei si è salvata per un pelo. Nella zona c'è un serial killer che continua ad uccidere imperterrito donne che di primo acchito non hanno nulla in comune tra loro... come mai?
C'è poi un intreccio amoroso abbastanza alla Beautiful e Josephine nei panni di una mini-Brooke mi è sembrata non troppo credibile.

Quello che non mi è piaciuto del romanzo è l'eccessivo peso di certi elementi soprannaturali: il malocchio, le stelle che guidano, il papà morto... a mio gusto è stato un po' eccessivo.


Questo secondo libro si regge per quasi metà della storia sulla capacità di coinvolgere del primo: forse è proprio vero che il secondo album libro è sempre il più difficile.
Aspetto di leggere l'ultimo libro per dare un giudizio definitivo su questa saga...
Chi l'ha letto tutto ha avuto le mie stesse impressioni?

7 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Non conosco il libro e quindi non riesco a dare un mio giudizio.
Sereno pomeriggio.

Elisa ha detto...

A me la nel suo complesso è piaciuta molto, però è vero, il primo è quello più coinvolgente, mentre l'effetto nel secondo e ancor più nel terzo si smorza un po'. Però io mi ci ero proprio affezionata :) Magari sì, aspetta un po' prima di leggere l'ultimo :)

Alessandra Fabbri ha detto...

Ciao Federica! Anch'io ho trovato questo secondo libro un pochino fiacco rispetto al primo. Ho fatto fatica a seguire situazioni che mi sono sembrate assurde.

Novella Semplici ha detto...

Le saghe in genere non mi piacciono per questo. Dopo un primo bel libro bisogna essere dei mostri per farne altri veramente all'altezza...

Icaro ha detto...

Vedremo col terzo... dove si sposterà l'ago della bilancia!

Silvia - Banana e cioccolato ha detto...

Io sono convinta che il secondo libro (ma anche il secondo film) sia sempre il più difficile. Col terzo di solito si va un po' meglio. Io tra un libro e l'altro (in generale) lascio sempre passare qualche settimana, ma capisco che per una divoratrice di libri come te sarebbe una tortura!

UIFPW08 ha detto...

grande Federica. (come sempre)
Maurizio