15 agosto 2018

Un ballo ancora

Claudia è stata gentilissima: mi ha regalato Un ballo ancora di Katherine Pancol quando sono entrata nel tunnel de Gli occhi gialli dei coccodrilli. Questi regali inaspettati, ma pensati, sono delle bellissime coccole... quindi grazie Claudia!

Un ballo ancora è stato scritto a fine anni Novanta dalla Pancol ed effettivamente la tematica del libro è molto in linea con quegli anni. Si parla della paura dell'Aids. Oggi la malattia continua ad infettare, ma se ne parla sempre meno: sicuramente fa meno paura di 20 anni fa e questo la rende più subdola.
In Un ballo ancora Clara, una trentacinquenne cresciuta nella periferia parigina, confida alle sue tre amiche storiche che il suo fidanzato di sempre, con cui da sempre si prende e si molla, potrebbe essere stato infettato ed avere l'AIDS.
Le amiche di sempre sono molto sensibili alla notizia, troppo. Si scopre infatti che tutte (ehm, 2/3) ci sono state insieme e quindi potenzialmente potrebbero essersi infettate anche loro e aver trasmesso il virus ai loro mariti.

Le 4 amiche sono un concentrato di sfighe poco credibile:
La numero 1 è orfana dei genitori: la madre si è suicidata ed ha ammazzato pure il marito. Lo zio a cui l'hanno affidata la faceva prostituire con i pedofili del quartiere.
La numero 2 è orfana di madre, morta di parto. Il padre ha delegato la sua educazione ad una tata e non se l'è mai filata.
La numero 3 aveva una famiglia felice, poi il padre si è innamorato della vicina di casa e si è trasferito al piano di sotto facendo finta di non conoscere più la sua famiglia precedente.
La numero 4 aveva genitori troppo impegnati nel lavoro e a tirare avanti la baracca per occuparsi davvero di lei.
Il galletto di questo pollaio è un artista i cui genitori, star del cinema, se ne sono sempre sbattuti e lo hanno affidato ai nonni. Il padre di lui poi si faceva comunque la fidanzata storica.
L'unica amica che non si è fatta il galletto è la numero 4, che però si tromba gli sconosciuti sui treni.
Può bastare per decidere di non leggerlo?

Ho apprezzato lo stile, sempre scorrevole e coinvolgente, ma la trama fa acqua da tutte le parti.
Quindi caro Un ballo ancora ti ho abbandonato in una cassetta del book crossing... non avevo voglia di riportarti a casa!

5 commenti:

Lorenzo ha detto...

La ragione per cui non si parla delle malattie sessualmente trasmesse/trasmissibili è che la dottrina vigente è quella della "anti-morale" per cui è "normale" anzi "auspicabile", "sano", "positivo", avere un comportamento sessuale il più possibile promiscuo. In subordine ci sono altri comportamenti che vengono proposti come "normali" e che sono collegati alla stessa problematica, per esempio la moda dei tatuaggi, che sono procedure chirurgiche effettuate nei retrobottega.

La cronaca è sempre più paradossale. Per esempio, leggi di una ragazzina quindicenne stuprata da due immigrati, scopri che la ragazzina si trovava nottetempo in un bosco, ubricaca. La dottrina vuole che sia "normale" che un minorenne vada in giro nei boschi (o nei vicoli delle città, uguale) di notte e che si ubriachi e se poi capita l'evento criminoso, è un "fatto accidentale", del tutto "anomalo".

Riassumendo, esiste un "modello" di "realtà" nel quale la gente viene condizionata e le conseguenze avverse sono accettate come un prezzo ragionevole da pagare per i grandi benefici del Mondo Nuovo.

Natascia ha detto...

Il libro sarà pure bruttino, ma la tua recensione è bellissima! Non riesco a smettere di ridere!!!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Complimenti per la recensione.
Serena domenica.

Riccardo Giannini ha detto...

Direi che la storia più inverosimile è quella della numero 3: ok, ci sono possibilità che un padre mandi a putt..il suo matrimonio con la vicina, ma che si trasferisca sottocasa...è altamente improbabile. Sarebbe veramente una guerra!

Sara ha detto...

Tu dovresti tenere una rubrica su un giornale, sei irresistibile!