19 luglio 2020

Storie di uno scemo di guerra

Perché ho letto Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini?
Le biblioteche restano in gran parte chiuse all'accesso per i comuni lettori mortali, mentre noi volontari siamo liberi di gironzolare (seppur tra mille attenzioni) tra gli scaffali.
E' così che mettendo a posto un altro libro mi sono imbattuta in un libricino piccino: in quarta di copertina si parlava dei bombardamenti sul quartiere San Lorenzo (proprio il 19 luglio del 1943) e della Liberazione di Roma. Proprio  in quei giorni stavo seguendo le storie di Hesitant Explores tra le varie borgate di Roma e ho deciso di portarmi a casa questo libro che non aveva mai preso in prestito nessuno!

ascanio-celestini-libro

La citazione di Storie di uno scemo di guerra


La cicoria non ha odore.
Il caffè è un gusto già dal profumo che viene fuori dal bicchiere, ma l'Italia fascista tra i tanti miracoli che faceva ci stava pure quello di sostituire il caffè coltivato dalle razze inferiori dell'Africa e del Sud America con la cicoria autarchica.
E la cicoria fa schifo proprio come il fascismo."


La trama in breve
Ogni famiglia ha le sue leggende ed i suoi racconti.
Questo è quello del padre dell'attore (ed autore) su quanto è stata lunga la Liberazione di Roma, nell'attesa che arrivassero gli Americani. 
Una storia dolorosa, come tutte le guerre.




Storie di uno scemo di guerra:
la recensione
Se state cercando un libro di storia, questo libro non fa per voi.
A dir la verità, nemmeno se state cercando un libro "normale" questo libro fa per voi.

Ascanio Celestini è un attore e questo influenza molto la stesura di questo testo che è più un lungo monologo, con dei tempi e degli stacchi tra un capitolo e l'altro che letto probabilmente non rende alla perfezione. 

Indubbiamente chi come me conosce davvero poco della storia locale di Roma troverà molti spunti per poter approfondire eventi e luoghi che con conoscevo: in primis il bombardamento di San Lorenzo (dove sono stata) o il rastrellamento dal Quadraro (che invece è una zona che non conosco).
Chi invece conosce è un romano (o quasi) troverà un punto di vista originale e non per forza veritiero in tutta questa storia, che in realtà sono tante storiE come dice il titolo stesso.

E' la storia come l'autore l'ha sentita raccontare tante volte da suo papà, che all'epoca aveva solo 8 anni, e per tutta la vita ha raccontato la "storia della cipolla", dei tedeschi, degli americani, di una Roma finalmente in festa.

Non è un libro imperdibile, è talmente semplice che può risultare complesso nella sua lettura: è un punto di vista diverso, di quelli che è difficile consigliare. E' una lettura per chi ha voglia di rischiare una delusione o un nuovo grande amore per questo genere (e questo autore-attore).





Autore: Ascanio Celestini 
Anno prima pubblicazione: 2005
Pagine: 155
Dove: Roma e Raciborz, un campo in Polonia dove furono smistati molti dei deportati del Quadraro.
A chi può piacere: a chi cerca libri non convenzionali, a chi vuole scoprire cos'è successo a Roma nell'ultima fase della Guerra.

6 commenti:

nonsisamai ha detto...

Curioso che capiti qui proprio su questo post. Ho avuto un'esperienza stranissima con Ascanio Celestini. Mi ha lasciato così male che dubito gli darò mai una seconda possibilità. Avevo sempre sentito parlare benissimo di lui da tanti miei amici, così quando l'estate scorsa ho avuto la possibilità di andare a un suo spettacolo in Italia, sicuramente avevo un pregiudizio molto positivo nei suoi confronti. Beh, ci sono stati dei momenti durante il suo spettacolo in cui mi sono dovuta fisicamente allontanare per il disgusto. Ho resistito solo fino alla fine giusto per capire cosa stava cercando di comunicare. Era uno spettacolo sulle barzellette, proprio quelle classiche di una volta, e lui raccontava barzellette becere, ma tanto... cacca, puzza e non solo quello. Barzellette sugli ebrei, sui "neGri" (non ho mai sentito quella parola così tante volte in così poco tempo. Davvero tremendo. Una famiglia di ebrei presente allo spettacolo, se ne andò subito. Altri come me si lamentarono, alcuni miei amici, suoi fan, presenti allo spettacolo rimasero molto perplessi.
Mi è rimasto impresso perchè devo dire che mi ha abbastanza scioccato che in Italia si cercasse di far ridere ancora in quel modo.

nonsisamai ha detto...

Che felicità però avere la possibilità di girare per una biblioteca vuota.
Ti invidio molto! :)

babalatalpa ha detto...

La gestione delle biblioteche in questo periodo è oggetto di lunghe conversazioni telefoniche con la mia amica bibliotecaria (ho diversi amici che lavorano in biblioteca, ma lei è l’amica amica). Ho criticato e continuo a criticare la finta riapertura e le varie modalità del takeaway dei libri (neanche fosse una pubblicità di noti fast-food).

Ad ogni modo, il libro m'incuriosisce (ho visto che è disponibile anche su Mlol). Mai come in questo periodo di non viaggi, anche grazie a molti blog (a proposito: grazie per la segnalazione!), sto riflettendo su quanto poco conosca Roma e, in generale, i posti in cui ho abitato fino ad oggi. Da un certo momento in poi, San Lorenzo è diventato semplicemente il luogo degli studenti universitari. L’aperitivo, il ritrovo serale, le ore piccole, il cimitero di bottiglie di birra vuote all’alba. Sarà il caso di ricominciare a guardare i rioni romani anche con altri occhi.

Su quella Roma, consiglio sempre La Storia di Elsa Morante. Bellissimo.

UIFPW08 ha detto...

Questo mi piace brava Federica.
Lo leggeroò
Maurizio

Novella Semplici ha detto...

Visto in teatro. Molto bello.

Federica ha detto...

@nonsisamai: ma che delusione!
@babalatalpa: speriamo si possa tornare presto alla "normalità" anche in biblioteca... però meglio questa versione ridotta rispetto al nulla,no?
@maurizio: fammi sapere il tuo parere
@novella: credo sia quello il suo ambiente naturale :)