05 aprile 2015

Barbecue

Si spengono le luci ed ecco la solita voce nella testa del protagonsta che parla e racconta: sti film francesi son tutti uguali! Tutti copie della cara Amelie...

Poi si vede il barbecue: cacchio ma io non mi ricordavo più che un barbecue fosse fatto così!!

è che in Argentina l'asado si fa un po' più sul serio, tipo così!

Nonostante i tanti pregiudizi con cui ero entrata in sala, mi son divertita un sacco! Barbecue è un delizioso film sull'amicizia vera, quella di un gruppo di cinquantenni alle prese con divorzi, figli adolescenti e crisi di mezza età.
Le battute non mancano e, udite udite, persino i francesi sanno far ridere di gusto!

Se anche le vostre grigliate di Pasquetta rischiano di saltare causa pioggia incessante, allora vi consiglio di rifarvi con un pomeriggio davanti ad un bel film divertente!

02 aprile 2015

Falkland è una parolaccia

2 di aprile, in Argentina giorno delle Malvinas. E ci scommetto che nessuno sa cosa sono: io non ne avevo idea prima di vivere un anno a Mendoza!

Sappiate che una parola che non va mai nominata in Argentina è Falkland perché gli argentini le chiamano Malvinas e son fermamente convinti che le Malvinas debbano tornare all'Argentina e cantano canzoni come questa:
o portano avanti iniziative come questa:

Per puro caso son finita al Museo de Las Malvinas, che è dentro lo Spazio per la Memoria dell'Esma a Buenos Aires.  Ed è stata un'esperienza al limite della realtà, credetemi!

L'obiettivo del Museo è spiegare perché le Malvinas sono argentine e non inglesi. Il museo è molto moderno e tecnologico e dà tutta una serie di motivazioni a supporto di questa tesi:
- geograficamente sono lontane dalla madre patria inglesi
- geologicamente gli inglesi direbbero che le Malvinas si siano staccate dal Sud Africa e non dall'America Latina, ma gli argentini dicono che tutto il continente sudamericano era legato all'Africa quindi gli inglesi dovrebbero rivendicare la sovranità su tutto il continente!
- biologicamente la flora e la fauna delle isole è molto simile a quella della Patagonia che non a quella della Scozia
- storicamente la popolazione era argentina, poi ci hanno portato i coloni inglesi.

Certo il museo non è imperdibile, anzi, ma sapere due cosette sulla Guerra delle Falkland è davvero utile se si va in Argentina perché in ogni città c'è una via o un monumento ai caduti di questa guerra. Se si vuole andare in Terra del Fuoco informarsi è indispensabile perché si trovano ovunque scritte come questa che fanno riferimento a navi pirata o usurpatrici inglesi! Se arrivate un po' ignorantucci non vi preoccupate che saranno ben felici di fornirvi ogni qualsivoglia opuscolo informativo.

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Porto di Ushuaia
La visita guidata gratuita al museo non l'ho finita: ero troppo stanca e intanto avevo già capito il succo della questione, cioè gli inglesi son cattivi cattivi cattivi.
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Il pilota Fitzgerald negli anni '60 volò con questo aereo fino alle Malvinas per piantare la bandiera argentina. Quando tornò in patria fu accolto come un eroe.
A me ricordava molto Lost, ma questa è un'altra storia!
E' risaputo che io ancora ho qualche speranza di diventare una principessa inglese... ma non mi sembrava il luogo più adatto dove declamarlo e quindi son scappata a gambe levate :)

31 marzo 2015

Le soddisfazioni dei miei viaggi

Per il senso dei miei viaggi questo mese Chiara propone un tema allegro e divertente: quali soddisfazioni ci hanno dato i nostri viaggi? Sappiate che non di solo spirito è fatto l'uomo :) ed eccole tre soddisfazioni dei miei viaggi... prendendo spunto da un film che non mi è piaciuto per nulla!

Eccezionalmente questo mese c'è tempo per partecipare fino al 10 aprile, non fatevi scappare l'occasione!

MANGIA
Bruxelles, agosto 2005
Cosa ricordo di Bruxelles? Molto poco, è stata una toccata e fuga! Se però penso ad una cosa buona che ho mangiato in giro per il mondo, mi vengono subito in mente dei waffle con la nutella e le fragole avvistati a pochi metri dalla famosa statua del bambino che fa la pipì! Sarà stato perché ero reduce da una settimana di pasti decisamente scadenti, ma ricordo come fosse ora la soddisfazione del primo morso al primo di una lunga serie di waffle...

PREGA
Piazza di Santiago de Compostela, agosto 2008

Sfogliando la guida del Cammino di Santiago mio papà commentò : "La prima tappa è passare i Pirenei? Beh almeno con 'sto dislivello se decidi di tornare a casa sei al primo giorno". Mio papà non aveva tutti i torti: 400 km a piedi con lo zaino in spalla per una che non sapeva nemmeno esistesse Decathlon e non aveva mai messo gli scarponcini non sono una passeggiata! Però son arrivata alla meta, ho trovato il Portone chiuso/in restauro ma son stata -e tuttora sono- molto felice per tutto quello che avevo imparato nel viaggio! 

RISPARMIA
Roma - Giardino degli aranci, dicembre 2013
Investire 10 euro per una guida che ti propone una marea di cose da fare gratis o spendendo poco a Roma è stata una vera genialata! Con quale goduria io e mia sorella ci guardavamo dicendo "E oggi a pranzo abbiamo speso meno di 5 euro"! Che, come diceva una vecchia blogger, non è che siamo taccagne... siamo molto accorte! :)

27 marzo 2015

Pride

Miniere di carbone e telefoni fissi con la rotella? Sembra un altro mondo!
Beh, ad esser precisi, è un mondo in cui non ero ancora nata (seppur per poco)!

Pride  racconta una storia vera accaduta nell'Inghilterra del 1984: uno sparuto gruppo di gay e lesbiche decide di sostenere un gruppo di minatori gallesi, lontani ed ostili a tutto quello che è il mondo omosessuale. In comune hanno lo stesso nemico: la Thatcher.

E' una storia che parla di un piccolo mondo antico che sembra scomparso, ma non son scomparsi i pregiudizi verso chi ha un orientamento sessuale non etero,
Qualche giorno fa leggevo un post di Alice e mi ci son soffermata a riflettere: le discriminazioni contro LGTB dovrebbero davvero allarmarci tutti ed in prima persona! Se sarò madre vorrei che l'ultima delle mie preoccupazioni fosse sapere l'orientamento sessuale di mio figlio, ma probabilmente lo sarà se essere gay significa andare incontro a un mondo di pregiudizi e dove non ti vengono garantiti gli stessi diritti che ad un tuo coetaneo etero. Tanto per dirne una, in Argentina ci sono i matrimoni paritari.

L'unico limite di questo film delicato e delizioso è di essere troppo "tarallucci e vino". Però a ben pensarci quando ci si incontra, ci si guarda negli occhi e si smette di ragionare per categorie (ovvero non incontro più il diverso ma la persona) tutto è molto più semplice. O più difficile perché a volte si aveva una gran opinione di certa gente che quando frequenti ti si smonta velocemente... ma questa è un'altra storia!

Da vedere, già dal trailer si capisce che è un film che merita!
Per sorridere e riflettere.


24 marzo 2015

L'ESMA a Buenos Aires

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Per raccontarvi questi viaggi argentini e cileni ho deciso di iniziare a farlo seguendo un primo filone: le case che ho visitato. Oggi però è il 24 marzo ed in Argentina si commemorano i 39 anni dal golpe militare con il nome di Dìa de la memoria. Bene, dopo avervi raccontato di una delle case di Neruda, oggi vi porterò "a casa" di gente che non avrei piacere di conoscere: andremo a casa degli ufficiali dell'ESMA, la scuola che a Buenos Aires preparava i ragazzi della marina argentina.

Ci tenevo tanto a visitarla l'Esma, che oggi è diventato l'Espacio Memoria y Derechos Humanos, ma me lo immaginavo completamente diverso.
Per prima cosa me lo immaginavo in un posto nascosto, lontano dagli occhi e dalle coscienze di tutti. Ed invece l'Esma si trova a Buenos Aires, su una grande strada circondata da palazzi e palazzoni, sotto lo sguardo di tutti. Ma di più: la scuola ha continuato a funzionare normalmente per tutti gli anni della dittatura e le torture avvenivano solo nel sottotetto del palazzo dove abitavano gli ufficiali.
Ovvio che tutti sapessero e questo faceva parte della strategia della Guerra Sporca: tutti dovevano essere coinvolti e avere le mani sporche e quindi venivano utilizzati come guardie anche giovani allievi che avevano tra i 15 e i 23 anni.
Fonte: Tripadvisor

Un altro motivo per cui me lo immaginavo diverso è che non è un museo, ma uno spazio per la memoria. Immagino che sarebbe bello visitarlo in settimana quando ci devono essere tante attività al suo interno e sarà probabilmente molto vivo, ma io ci son stata in un afoso sabato pomeriggio di fine gennaio (il corrispettivo del nostro agosto in Argentina) e quindi mi son ritrovata a fare una visita guidata in un luogo semidesertico.

La visita è solo all'esterno degli edifici, anche perché non c'è molto da visitare: la scuola è rimasta funzionante, e quindi in mano alla Marina, per 25 anni dopo la fine della dittatura, con la conseguenza che hanno avuto tutto il tempo di modificare e cancellare tracce scomode. Ho però scoperto cose che non sapevo sulla dittatura e soprattutto sulle strategie: ogni centro di detenzione aveva regole proprie e non c'era una vera e propria propria regola comune a tutti. Alcuni esempi? La Marina era decisamente più sofisticata rispetto ad altri reparti e quindi non utilizzava lo stupro come mezzo di tortura sistematico, cosa che invece capitava in altri centri, oppure dall'Esma ci sono diversi sopravvissutti rimessi in libertà, probabilmente con l'idea che parlassero e diffondessero il terrore che avevano vissuto, mentre dal centro di Cordoba, uno dei più grandi, non ci sono quasi sopravvissuti.
Non far capire la logica della propria strategia forse era la vera strategia dei militari: un sopravvissuto racconta di essere stato barbaramente torturato e successivamente gli è stato curato un dente che gli faceva male con ogni attenzione. Non c'era modo di capire chi era destinato a vivere e chi a morire.
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Esma, Buenos Aires
Hasta la victoria siempre queridos hijos

Le storie all'interno dell'ESMA son storie  di ordinaria solidarietà e storie di terribili quanto quotidiane brutalità, tanto che una sopravvissuta ha tentato di spiegare che cosa succedesse lì dentro con questa metafora "L'Esma era il dado e la società il brodo": ovvero in quello spazio erano estremamente concentrati tutti i valori positivi e negativi che si trovavano a di fuori dei suoi cancelli,

Per saperne di più sulla storia dei desaparecidos ed in particolare di Estela Carlotto, la presidentessa delle Nonne di Plaza de MAyo, vi consiglio QUESTO libro: per esempio lo sapete perché il simbolo delle madri è un fazzoletto bianco, come quello che vedete nella foto del monumento in foto?


Questo post fa parte del "ciclo" La case dei miei viaggi: