Sono tornata dai primi 4 giorni inglesi della mia vita e ho una considerazione importanterrima da fare.
Si dice che dai viaggi bisogna tornare un po' cambiati, arricchiti, che i viaggi e gli incontri aprano la mente.
La citazione che apriva la mia tesi di laurea, una vita fa, era di Proust: un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere occhi nuovi.
Torno dall'Inghilterra sapendo di aver sempre dato troppo peso ad una di quelle cose che ti ripetono sempre da bambino: "prima di attraversare guarda bene".
Se davvero ci volesse coscienza per attraversare la strada allora non si spiega come io sia tornata a casa viva e sulle mie gambe!
Ma come cavolo viene in mente a 'sti inglesi di guidare al contrario?!?!
Da che parte sbucano le macchine quando attraversi?
E le scale mobili? Ma ditelo che piazzate al contrario pure quelle, così uno evita di intrapparsi!
Ah, com'è bello saper apprezzare questo mondo variovariegato avariato!
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---- > poi arriverà anche un post serio su Liverpool & Manchester, promesso! Sempre che io non decida di iniziare a guardare a destra prima di attraversare ora che sono tornata a casa: se non mi sentite per un po' potrei essere finita male!
Il valzer lento delle tartarugheè il secondo libro della saga della Pancol: un altro mattonazzo da leggere dopo Gli occhi gialli dei coccodrilli.
Il primo libro della Pancol mi aveva ipnotizzato mentre su questo, per quanto il mio giudizio sia positivo, ho qualche dubbio.
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Il primo motivo per cui mi sono un po' abbacchiata è che il romanzo fatica a ripartire. Questo non è colpa della scrittrice ma piuttosto è colpa mia che so/dovrei sapere che una saga nasce per essere letta a spezzoni e tra l'uscita di un volume e l'altro non passa un giorno, ma mesi ed anni. E' quindi logico che si debbano richiamare episodi, ricordare come siamo arrivati a quel punto e rinfrescare la memoria: l'effetto per il lettore seriale (e che ha scoperto la saga con un leggero ritardo) è di una gran lentezza! Questo è il motivo per cui ho deciso che prima di leggere Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì aspetterò almeno qualche settimana.
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Il valzer lento delle tartarughe tinge di giallo le vicende della famiglia di Josephine.
Infatti alla fine del primo libro Josephine ha finalmente ricevuto il suo riscatto ed è di dominio pubblico che è lei la vera autrice del romanzo che in un primo momento aveva pubblicato con il nome della sorella.
Ha lasciato il suo alloggio nella periferia parigina per trasferirsi in una zona molto elegante e chic della capitale, dove inizialmente è un po' un pesce fuor d'acqua.
Josephine viene aggredita una sera mentre rientra a casa e poco dopo viene uccisa una donna nello stesso parco dove lei si è salvata per un pelo. Nella zona c'è un serial killer che continua ad uccidere imperterrito donne che di primo acchito non hanno nulla in comune tra loro... come mai?
C'è poi un intreccio amoroso abbastanza alla Beautiful e Josephine nei panni di una mini-Brooke mi è sembrata non troppo credibile.
Quello che non mi è piaciuto del romanzo è l'eccessivo peso di certi elementi soprannaturali: il malocchio, le stelle che guidano, il papà morto... a mio gusto è stato un po' eccessivo.
Questo secondo libro si regge per quasi metà della storia sulla capacità di coinvolgere del primo: forse è proprio vero che il secondo album libro è sempre il più difficile.
Aspetto di leggere l'ultimo libro per dare un giudizio definitivo su questa saga...
Chi l'ha letto tutto ha avuto le mie stesse impressioni?
Mi piacciono le città che sanno cambiare: quelle che avevano un triste destino segnato e poi, grazie al turismo o ad un progetto artistico, sono riuscite a risollevarsi.
Forse questa passione mi deriva dall'aver studiato i 5 anni del Liceo ad Ivrea: è una cittadina che vive sul ricordo del fu compianto Olivetti e le sue idee pionieristiche, ma che chi è venuto dopo di lui è riuscito a disintegrare, e nessuno riesce davvero a rilanciare.
Gli anni dell'Università li ho passati invece a Torino: la città che fino a qualche decennio fa era solo Fiat&Fabbriche e dopo l'azzardo delle Olimpiadi 2006 è diventata una meta turistica capace di sorprendere. Torino è riuscita a colorare le sue ciminiere!
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Una città portuale come Valparaiso quando è stata tagliata fuori dalle rotte del Pacifico che circumnavigavano l'America Latina non aveva più speranze di essere un porto fiorente. Valpo, come la chiamano i cileni, è diventata la città dei murales: una città che con i suoi colori e le sue colline (los cerros) ha rubato il mio cuore!
La particolarità è che, mentre in molte città (italiane e straniere) alcune zone sono state rivalutate grazie ai murales, qui a trarne giovamento è stata una città intera che si è trasformata in una gigantesca tela per artisti che arrivano da tutto il mondo.
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Anche Nantes, a sud della Bretagna, ha trovato una nuova vita grazie all'arte contemporanea.
Qui si è pensato di rivedere pezzi di storia importanti facendoli interagire con installazioni moderne, che di primo acchito non sembrano avere nulla a che vedere.
A Nantes sono stati così coraggiosi da installare uno scivolo di metallo da cui si può scendere dopo essere saliti sulla punta della torre del castello della Duchessa Anna!
Anche l'area del porto è stata trasformata ed ora è un gigantesco ed artistico luna park: io a Nantes ci tornerei ancora, ancora e poi ancora.
Il concetto di spazio e misura non è una cosa oggettiva
Varsavia non mi è piaciuta tantissimo come città (molto meno rispetto a Cracovia e Danzica) ma merita di essere visitata (magari in accoppiata con Cracovia) perché Hitler nella sua follia l'ha distrutta completamente ed i russi poi le hanno dato il colpo di grazia.
Camminare per le strade di Varsavia ricostruita come era prima è uno schiaffo in pieno viso a chi ha cercato di schiacciarla e non ce l'ha fatta!
Vicino a El Bolson (Patagonia settentrionale argentina) esiste un parco che sia chiama El Bosque Tallado: non è un posto indimenticabile o uno di quelli imperdibili durante un viaggio in Patagonia.
E' un bosco che negli anni '70 è andato completamente bruciato e gli abitanti del luogo hanno deciso di "sfruttare" questa tragedia per trasformarlo in un museo a cielo aperto. Ogni anno arrivano artisti da tutta l'Argentina -ed alcuni nomi internazionali- per mettersi ad intagliare i cespi degli alberi lasciati dall'incendio. Saper rinascere dalle proprie ceneri, rispettando i propri tempi, è già di per sé una grande arte!
Per me viaggiare significa non solo imparare cose nuove, mangiare cibi diversi, riempirsi gli occhi di cose particolari ma portarsi a casa qualcosa che ti serva nella vita di tutti i giorni, tornare un po' cambiati.
E quindi ora, nuovo 2018/bis, io mi rimetto in viaggio-viaggetto e senza rendermene conto ho scelto un'altra città che ha saputo trasformarsi (o per lo meno così mi pare da quello che ho letto).
Quale? Questo è il primo indizio!
Il mio programma di viaggio è in fase di realizzazione finale
Se anche voi volete scrivere un post sui luoghi che avete visitato e che vi hanno colpito per questo motivo per favore segnalatemelo che sono alla ricerca di nuove idee per tanti nuovi viaggi da fare con lo zaino in spalla!
Gli occhi gialli dei coccodrilli è il primo libro della trilogia di Katherine Pancol ed ha 600 pagine.
Io l'ho scelto in biblioteca, ignara di tutto questo, semplicemente ammagliata dal titolo e non di sicuro dalla copertina di Bompiani che lascia un po' a desiderare.
Appena esce un raggio di sole io mi metto a leggere nei dehor dei bar
Gli occhi gialli dei coccodrilli racconta la storia di Josephine, una ricercatrice francese di storia medioevale specializzata nel XII secolo, con una vita familiare per nulla facile.
Il romanzo inizia con lei che si taglia mentre sbuccia le patate in attesa del ritorno delle figlie da scuola mentre il marito bighellona per casa. Da lì a poco il precario equilibrio di Josephine salterà in aria perché il marito la sta per abbandonare per un'altra donna e deciderà di trasferirsi in Kenya con l'altra ad allevare coccodrilli.
Josephine si trova così sola, con un impiego precario, a dover badare a due ragazzine: la maggiore è una ragazza stupenda quanto determinata a diventare una donna di successo, costi quel che costi.
Jo, che si è sempre sentita un brutto anatroccolo ed è così insicura, non ha possibilità di scelta: deve rimboccarsi le maniche e salvare se stessa e le sue figlie dal casino in cui il marito le ha cacciate.
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Sicuramente non può fare affidamento su sua madre, che è una stronza anafettiva di prima categoria, e nemmeno sulla sua bellissima sorella che finirà per cacciarla in un altro guaio ancora più grande.
Iris la convince a scrivere un romanzo con il patto segreto che a Jo andranno i meriti economici mentre lei si occuperà della promozione e si prenderà in pubblico le glorie del suo successo... ovviamente le bugie hanno le gambe corte!
Leggere al Parco della Tesoriera a Torino
La vita era continuata, dopo, la vita continua sempre. Ti dà delle ragioni per piangere e delle ragioni per ridere. E' la vita, Josephine, fidati. [...] A volte ti pesta i piedi, altre ti fa volteggiare. Bisogna entrare nella vita come si entra in una danza. Non interrompere il movimento per piangersi addosso, accusare gli altri, bere, prendere delle pastiglie per attutire il colpo. Volteggiare, ondeggiare, ballare.
Gli occhi gialli dei coccodrilli è la storia sul coraggio di chi reagisce a testa alta alle sfide della vita, sulla determinazione di chi si rimette in gioco e chi riesce a cambiare se stessa.
Non fate come me: scegliete consapevolmente questa lettura.
Perché quando arriverete alla fine di questo libro, che si lascia letteralmente divorare, non potrete resistere alla tentazione di buttarvi sul volume successivo e poi ce ne sarà ancora un terzo per un totale di altre 1500 pagine.
Se inizierete a leggere la Pancol potrete dire addio alla vostra vita sociale. E non dite che non vi avevo avvisato!
Marzo pazzerello, vedi il sole prendi l'ombrello: un po' come il mio umore altalenante, ma non mi lamento nemmeno troppo... ecco che cos'è stato questo terzo mese ricco di tante letture ed una bella scoperta!
Libri (dal più bello al meno bello):
Questo mese ho letto sei libri, che per me è davvero tanto. Tre di questi parlavano di anziani: è stata una strana casualità!
Americanah: una storia di ordinario razzismo e di come una ragazza nigeriana scopre di essere molto nera solo quando va a vivere negli Stati Uniti.
Non lasciare la mia mano:vacanza ai Tropici? Non sempre è una buona idea. Libro giallo per chi ama viaggiare
Le cose cambiano:com'è essere anziani negli Stati Uniti? Non fighissimo.
Dodici ricordi e un segreto: un nonno piemontese, qualche ricordo ancora nitido, un segreto gigante e tante frasi da sottolineare.
Patagonia Express:non è un libro imperdibile sulla Patagonia, ma sono appunti che risvegliano ricordi vivaci in chi ci è stato.
Gironzolii:
Questo mese non sono andata molto lontana ma sono stata qualche volta in più del solito in città/Torino e ne ho goduto di aspetti che di solito vivo poco!
Di questo mese di marzo ricorderò una bella serata in piazza Vittorio con quel chupito alla viola e nutella che "ne potrei bere altri 10" [cit non mia, giuro!] e la brioche alle tre del mattino. come fanno i giovani :)
Ricorderò una bella mattinata a mangiare datteri e "patatine" di platano durante la visita guidata di Porta Palazzo, il più grande mercato all'aperto d'Europa.
E porterò con me lo stupore di trovare il "profilo" del mio Pablo Neruda in un quadro di Guttuso, un artista che conoscevo pochissimo ma che mi ha emozionato fin dal primo momento in cui sono entrata alla GAM. Certo quando ho visto la gigantesca tela che rappresenta il funerale di Togliatti e ho visto il Poeta... mi sono sciolta in un brodo di giuggiole!