19 dicembre 2014

Museo de Bellas Artes de Buenos Aires

Io a Buenos Aires avrei voluto vedere mille cose, ma il Museo delle Belle Arti proprio non era stato preventivato. Però cosa potevo fare durante un diluvio universale se non infilarmi in un museo gratuito? Sorvolo su quanta acqua ho preso tra andare e tornare e vi racconto invece che cosa ho visto!

Il Museo di Belle Arti di Buenos Aires ha una collezione abbastanza ricca dedicata all'arte europea, ma è ovvio che a me queste sezioni interessavano poco. Ho avuto il colpo di fortuna di riuscire ad accodarmi invece alla visita guidata gratuita dedicata all'arte argentina del XIX secolo.
A me i nomi degli artisti, dei personaggi ritratti e delle battaglie dicevano davvero poco, ma ho scoperto tante cose interessanti.
Ecco la mia top three:

La vuelta del Malòn, Angel Della Valle - 1892
E' un quadro grandissimo, è una specie di pubblicità della Lega di quei tempi. Avete visto che fanno gli indios brutti e cattivi? Derubano le nostre chiese e ci fregano le donne...


Vista interrior de Curuzù mirado de aguas arriba, Candido Lopez - 1891
Candido Lopez mi è sembrato un po' un fiammingo, perché curava nei minimi dettagli tutti i particolari della sua guerra contro il Paraguay: si era arruolato proprio per documentare le battaglie ma la sfiga vuole che durante la guerra perda la mano destra. Lui però non si arrende e cerca di imparare ad usare la sinistra, riprende in mano le bozze che aveva fatto in guerra... e questi sono i risultati!

Retrato de Manuelita Rosas, Prilidiano Pueyrredòn - 1851
La Manuelita figlia del governatore è vestita secondo le norme della moda europea e di rosso che era il colore della Patria federale. Mi ha colpito perché ho scoperto che è ritratta anche sul biglietto da 20 pesos e in tutti questi mesi non ci avevo mai fatto caso!


17 dicembre 2014

L'amica geniale e Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

libro-elena-ferrante

Napoli, secondo dopoguerra: Lenù e Lila son due bambine intelligenti, amiche anche se molto diverse. Ad una viene data la possibilità di continaure gli studi dopo le elementari, l'altra invece andrà a lavorare. Le loro storie rimangono vicine, ma prenderanno due strade differenti.
In questo primo volume di Elena Ferrante si racconta la storia dell'infanzia e dell'adolescenza delle due bambine,
Nel secondo volume Lina e Lenù continuano ad incrociarsi, a starsi vicine ma le loro vite sono sempre più lontane.
Lenù mi fa una tenerezza infinita, son tutta protesa nel fare il tifo per lei e per Lina sono infinitamente dispiaciuta e mi sento impotente nel non poter far nulla per salvarla!

Leggetelo, leggetelo leggetelo.
E' bellissimo!
L'unico difetto motivo per cui potreste rimandarne la lettura è che è una saga composta da 4 romanzi e, quindi se non avete molto tempo, può essere un po' impegnativo, ma ne vale la pena!

In foto #nonsileggeatavola: albicocche a dicembre! Le gioie di un quasi Natale nell'emisfero australe!


15 dicembre 2014

La nuvoletta di Fantozzi

Felinia
Sono arrivata a Buenos Aires domenica 2 novembre,
Il 2 novembre a Buenos Aires era quasi estate, in teoria.
In realtà pioveva, pioveva come neanche a Torino piove il giorno dei morti.

Ecco con un colpo di classe da vera professionista della sfiga sono arrivata a Buenos Aires nel pieno di una pioggia torrenziale che ha allagato diverse zone della città.
E ci sono arrivata con le converse viola e un ombrellino di quelli piccoli che è durato 20 minuti.

Vi giuro che ho pensato seriamente di riprendere un pullman, anche il più scrauso che ci fosse in circolazione, e tornare a Mendoza... ma poi per fortuna non l'ho fatto!
Certo la pioggia ha complicato un po' i miei piani e alla fine non son riuscita a vedere tutto quello che volevo, come la libreria più bella del mondo, ma ho scoperto cose che altrimenti mai e poi mai mi sarei sognata di vedere... che cosa ve lo racconterò presto!

Qui sotto la parodia di una delle canzoni più ascoltate in questa estate argentina: Bailando di Enrique Iglesias diventa Lloviendo!


13 dicembre 2014

Mantelli giallo blu - ovvero io come Zio Vernon

Ieri mi son sentita come zio Vernon
[ndr per i babbani: Zio Vernon è lo zio ciccione di Harry Potter e non è una cosa bella]
E grazie al Cielo non era una questione né di baffi né di panza, che qui non corro il rischio di inchiattirmi.

Avete presente quando proprio all'inizio della Pietra Filosofale si dice che Zio Vernon una mattina aveva visto in strada tanta gente con dei mantelli, aveva notato la stranezza e non aveva capito cosa fosse successo?

Ieri prendo il pullman, il solito, e vedo salire un sacco di gente con le magliette del Boca.

Ma che strano!, mi dico. Un paio di sere prima mi era venuto il dubbio che fossimo entrati in guerra con il Cile o il Brasile e poi avevo capito che invece erano solo fuochi artificiali perché il River aveva vinto lo scudetto, o qualcosa del genere,
Come Zio Vernon, osservo, non capisco e lascio perdere, Poi arrivo a casa e vedo questo su facebook:

Mi sarebbe stato più facile pensare che potesse esistere un mondo di maghi che non un giorno del tifoso e dell'orgoglio del Boca!!!


11 dicembre 2014

Il pullman in Argentina

In Argentina ci si muove in pullman per fare viaggi lunghi e qui tutti sono viaggi, ai nostri occhi, lunghi, viste le enormi distanze tra un posto e l'altro.

Il pullman base si chiama semicama e rispetto ai nostri pullman è già una piccola reggia perché tra un sedile e quello davanti c'è tantissmo posto!

Di livello superiore c'è il cama, che ha i sedili più imbottiti, più reclinabili e soprattutto più larghi: tre posti per ogni fila!
 E poi c'è il Paradiso: cama royal extralusso ecc ecc! Un letto. Ma non per modo di dire: un letto per davvero! Schermo personalizzato per ogni sedile! Sedile che si inclina di 180 gradi, tendine per la privacy e costruirsi una cameretta-loculo. Roba che con il mio piede non riuscivo nemmeno a toccarlo il sedile di fronte!
E poi sul pullman ti danno anche da mangiare, più o meno abbondantemente a seconda di compagnia e orari. Il mio viaggio verso Buenos Aires è iniziato su un pullman-paradiso con una gentile hostess che finita la cena mi ha chiesto se volevo whisky o champagne o una camomilla! io mi son presa la camomilla e ho dormito molto meglio nel letto di casa mia-argentina!

09 dicembre 2014

Villa La Angostura - Patagonia

Chi va a Villa La Angostura, quasi un centinaio di km da Bariloche, lo fa solitamente per due cose: per vedere il bosco de los arrayanes (gli alberi arancioni e tutti nodosi) e la casetta di Bambi, Noi no. Gli arrayanes li avevamo già visti a Llao Llao e la casetta in cui al papà di Bambi sarebbe venuta l'idea per il cartone animato non è nemmeno visitabile (o così ci hanno detto).
Non è vero, siamo arrivate tardi e quindi ci siamo accontentate di una passeggiata al lago nonostante il brutto tempo. 

Ed è inutile dire che nemmeno questo scorcio del gigantesco lago Nahuel Huapi ci ha deluso!

E ricordate che in Argentina tutto è enorme, soprattutto il cibo! E state tranquilli che non farete la figura dei taccagni se chiederete un panino da condividere in due. Tanto per rendervi l'idea: un panino con l'hamburger è grande come un piatto piano!

E poi abbiamo fatto un giretto per la città alta, dove non c'è il lago ma tanti bei negozietti. Ed è proprio qui che ho fotografato le fantastiche scarpe da Spice girls, con il carro armato ovviamente enorme!!!

07 dicembre 2014

Le ho mai racconatato del vento del nord | Contra el viento del norte

Contra el viento del norte è stato uno dei miei molteplici acquisti a ottobre alla fiera del libro di Mendoza (giuro farò un post pure su questo!).
Avevo letto una bella recensione sul blog di.... (cacchio non me lo ricordo) e quando l'ho visto ad un prezzo decisamente appetibile mi son lasciata tirare.

Non ne sono entusiasta, forse perché l'ho letto in spagnolo e non sono riuscita ad apprezzarne le sfumature usate nelle parole. Perché in questo libro le parole sono fondamentali, le veri protagoniste. Leo e Emmi infatti sono due persone adulte, non due bimbiminkia, che si scambiano tantissime mail senza mai vedersi di persona fino al punto di innamorarsi o credersi innamorati l'uno dell'altra.
La vera domanda che mi facevo è: stiamo parlando di niente o di tutto? E' davvero il vero amore o è solo una scappatella digitale? Una risposta non l'ho trovata!

Già leggendo L'amore quando c'era della Gamberale mi ero resa conto che la forma epistolare su di me ha un effetto poco interessante, Ho letto che c'è un seguito ma non credo che lo leggerò. O se lo farò lo farò in italiano.

Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.