17 aprile 2019

La teologia del cinghiale

Perché ho letto La teologia del cinghiale di Gesuino Némus?
La teologia del cinghiale ha un titolo di quelli che non ti scordi di più per quanto è particolare.
Lo avevo adocchiato anni fa in libreria ma poi non l'ho mai comprato, non so nemmeno io perché: quando ho visto che un utente era disponibile a scambiarlo su acciobook, mi ci sono subito fiondata proponendogli uno scambio!
Ero curiosa di leggere una storia ambientata nell'interno della Sardegna perché anni fa avevo conosciuto un giovane ingegnere sardo che quando raccontava qualcosa di strano/molto strano/stranissimo della sua terra e vedeva lo sguardo sbalordito di chi lo ascoltava, aggiungeva sempre "La civiltà sta sulla costa!".

Come tutti gli italiani che hanno avuto la ventura di vedere l'isola negli anni Cinquanta e Sessanta, il maresciallo non sapeva se il posto dove l'avevano comandato in servizio fosse il paradiso o l'inferno.
Gesuino Némus è l'eteronimo di Matteo Locci
La trama molto in breve:
Televras, paese dell'Ogliastra che non esiste per davvero, estate del primo uomo sulla Luna.
Il paese però è sconvoltoda un altro fatto: hanno trovato morto Bachisio Trudinu, latitante.
Dopo poco la moglie si suicida e il figlio Matteo, un ragazzino geniale, scompare.
Il prete Don Cossu sa che la chiave del mistero ce l'ha Gesuino, ragazzino "scemo" e grande amico di Matteo.




Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Lettera a Gesuino, lo scemo del paese:


Ciao Gesuino che quando scrivi non metti la punteggiatura e sai la verità ma non la dirai mai,
Fonte: Diario di una diversamente occupata, psicologa con il pallino dei manicomi abbandonati

Anche tu come l'Antonio di Cristicchi sai volare. Dici che voli come un gipeto sardo, ascolti dall'alto, vedi tutto.
Ci proveranno in tanti a chiederti di scrivere la verità, di dire dove è finito il piccolo Matteo, tuo grandissimo amico e figlio di Bachisiu Trudino, latitante trovato morto in aperta campagna.
Ci proveranno tutti i protagonisti di questa storia:
- Don Cossu che è un prete fuori dagli schemi, che ti vuole bene e ne vuole tanto anche a Matteo.
- il maresciallo De Stefani che rimane un forestiero del continente e non riesca a capire come funziona davvero la Sardegna
- il giornalista Carlo Schengen che scrive di viaggi (ma si appassiona alle persone) e deve scegliere se con il suo articolo consigliare o meno alla gente di andare su quelle calette meravigliose: aprire o no la Sardegna al turismo di massa? Sarebbe un bene per un'economia povera oppure sarebbe un dramma per una cultura e una natura così orgogliosa?
Fonte: Scemo chi legge
Il giallo che hai contribuito a scrivere in prima persona Gesuino è ben strutturato, incalzante e complicato il giusto, ma lo stile mi ha lasciato un po' perplessa: l'ho trovato spesso ostico, faticoso e poco coinvolgente.
Una lettura piacevole la tua, nulla di più.
Non so se leggerò ancora altri libri scritti da te, Gesuino un po' scemotto.
Sicuramente mi hai fatto tornare una gran voglia di culurgiones che ho mangiato quest'estate, delle seadas, di ichnusa (e di estate) e di mirto. Sul mirto però ci penso ancora un po' eh! Ci siamo capiti!


Autore: Gesuino Némus, il cui vero nome è Matteo Locci
Anno prima pubblicazione: 2015
Pagine: 238
Dove: in un paesino nell'interno della Sardegna a fine anni '60
A chi può piacere: a chi ama i gialli di "ragionamento", chi ama immergersi nelle culture  e nelle gastronomie locali, a chi non si lascia scoraggiare da uno stile poco coinvolgente.
Un'altra recensione: Leggere a colori nella sua recensione sottolinea il carattere umoristico del romanzo... e la copertina geniale! 

13 aprile 2019

Dresda - i record

Dresda è tristemente famosa per i suoi bombardamenti: tra il 13 ed il 15 febbraio 1945 gli alleati rasero al suolo una città intera e fecero una strage di civili.

La Frauenkirche è il simbolo della distruzione e rinascita di Dresda
Dresda è  riuscita a rinascere, nonostante una storia molto difficile, ed ora è tornata ad essere una città stupenda e ha ottenuto un sacco di riconoscimenti per le cose bellissime che ha da vedere!


La stazione di Dresda nel 2014 è stata insignita del titolo di Stazione dell'anno in Germania per come coniuga bene la modernità e il suo passato.
E' una bella stazione, molto molto pulita ed ordinata. Forse bisognerebbe vederla in una giornata di sole per poterne apprezzare i giochi di luce, ma con me il tempo non è stato particolarmente clemente.

Fonte: Rai

Non so chi abbia deciso che la Pfunds Molkerei è la latteria più bella del mondo, ma è indicata così in tutti i siti che ho consultato prima di partire. Al mio ritorno, pur non essendo esperta di latterie, posso confermare che è un riconoscimento più che meritato!




Dresda è anche la città in cui si è tenuta la prima mostra legata al tema dell'educazione sanitaria. Era il 1911 e un imprenditore della città organizzò questa mostra, che nel tempo è diventato un Museo. Avevo letto commenti molto positivi su questo Museo dell'Igiene, ma a me non è piaciuto per nulla: le spiegazioni erano quasi solamente in tedesco ed io non ho capito nulla.
Il manifesto della prima mostra sull'Igiene a Dresda
Il vero record di Dresda però è il più lungo mosaico esistente fatto di piastrelle di porcellana. 
Come si può notare anche dalla latteria, qui la porcellana piaceva un sacco.
Nel 1907 venne creato il Fürstenzug, che prima era un semplice affresco, ricoprendolo con quasi 24.000 piastrelline e creando un'opera lunga 102 metri.
Cosa rappresenta? Una noiosissima, almeno per me, sfilata dei duchi che hanno regnato in Sassonia tra il 1123 e il 1906. Oppure è un posto dove farsi fare una foto in uno dei posti simbolo di Dresda!
Dresda-record-porcellana

Altri post su Dresda:
Perché andare a Dresda?
La mia tre giorni a Dresda #unafotoalgiorno
Cosa mangiare a Dresda se sei vegetariano

Altri posti da record:


09 aprile 2019

Isole minori

Perché ho letto Isole minori di Lorenza Pieri?
Un pomeriggio a casa di Claudia le ho chiesto di prestarmi un libro che proprio le fosse piaciuto e lei ha estratto dalla sua libreria ordinatissima Isole minori di Lorenza Pieri.
Ho fatto male a lasciarlo così tanto sul mio comodino perché questo libro è stupendo, uno di quei libri che probabilmente dopo anni ricorderò ancora!

Foto di Il giro del mondo attraverso i libri
La trama molto in breve:
Sull'Isola del Giglio a metà anni '70 vive una famiglia apparentemente normale: due bambine, Caterina e Teresa, i genitori e la nonna materna.
Teresa, la sorella minore, racconta la sua infanzia sull'isola e il rapporto indissolubile che si è creato con quella terra anche quando se ne è allontanata.
Teresa racconta se stessa, la sua famiglia e il nostro paese: gioie e tragedie, come nella vita reale.


Lettera a Teresa:
Essere Teresa non è facile, lo so.
Non è facile essere sempre la numero due, soprattutto quando ci si sente in qualsiasi momento secondi a qualcun altro a prescindere se lo si è o meno.
A quel punto non sono gli altri che non vedono più i nostri successi, siamo noi che noi che li consideriamo ordinari.


Teresa racconta se stessa, la sua famiglia e l'Italia, iniziando e finendo il racconto con due episodi che vedono l'isola del Giglio come protagonista: nel 1976 era stato deciso che Freda e Ventura, organizzatori della strage di Piazza Fontana, andassero al confino sull'isola e nel 2012 la Costa Concordia naufraga sulle sue coste (immagino che anche per molti di voi sia la prima cosa che viene in mente quando la sentite nominare!).

Teresa racconta questi 36 anni di vita in modo magistrale, mai banale, mai didascalico, mai eccessivamente descrittivo.  Questo è un romanzo che coinvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina, facendolo sentire quasi un membro della famiglia ed un isolano con Teresa.




«Andammo a nuoto dalla barca alla spiaggia. Io avevo freddo, prima di tuffarmi restai un tempo infinito coi piedi arpionati al bordo caldo del gozzo e le braccia strette intorno al corpo. Poi babbo dalla spiaggia mi chiamò. Mi tuffai immediatamente. La volontà di compiacerlo era sempre più forte di tutto». . 📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚 . “Isole minori” di Lorenza Pieri è il libro che vi ho introdotto nel mio precedente post 👉👀. Una delle mie letture più recenti, fatta proprio lì dove il romanzo è ambientato, su quell’isola per me miracolosa che è il Giglio. Un posto che mi accoglie ogni volta, nei miei ritorni, con la stessa magia. Non appena ho chiuso con nostalgia l’ultima pagina, ho subito pensato “sarà fra le migliori letture del 2018”. E non temo smentite, nonostante siamo solo a metà dell’anno. Il libro racconta del rapporto tra due sorelle, l’una volitiva e intraprendente, l’altra che si sente sempre “minore”. Ma che, in realtà, è il motore della narrazione. Lo sfondo è l’isola del Giglio, punto di partenza, di ritorno, luogo del cuore, della vita. Sfiorata per due volte dal tocco della Storia. Come ci racconta Teresa, sorella minore. Chi di voi l’ha letto? Ps: la foto, scattata in barca (sì... insomma, barchetta 🚣‍♂️ 😂) è esattamente il luogo riprodotto nella copertina del libro, Giglio Porto con la sua Torre del Saraceno. #giglio #isoladelgiglio #ilovegiglio #ilovegiglioisland #giglionews #bookinwonderland #bookaddict #bookstagram #books #bookish #ilovebooks #ilovereading #ioleggo #criticaletteraria #leggere #bookporn #bookphotography #isoleminori #lorenzapieri #edizionieo
Un post condiviso da Sabrina Miglio (@book_the_travel) in data:

Teresa racconta anche di come è difficile accettarsi, accettare i propri sogni ed i propri desideri.
Essere un'isola minore non è facile.
Per la cronaca però nemmeno essere un'isola maggiore è una passeggiata!


Autrice: Lorenza Pieri
Anno prima pubblicazione: 2016
Pagine: 224
Dove: Isola del Giglio
A chi può piacere: a chi ha amato L'amica geniale perché è una lettura che la ricorda, a chi ama le letture coinvolgenti, chi vuole approfondire il tema dell'identità/il percorso per accettarsi ed ovviamente chi ama l'Isola del Giglio
Un'altra recensione: punti di forza e deboli di questo libro secondo la redazione di 84charming

06 aprile 2019

Dresda - cosa mangiare veg

Il mio primo approccio con il cibo in Germania è stato traumatico e ho temuto, seriamente temuto, che il mio soggiorno a Dresda potesse diventare difficile, molto difficile.
Non è stata la mia prima volta in Germania, ma forse la prima volta non ero ancora vegetariana e la seconda era a Colonia durante la GMG e lì ho mangiato veramente malissimo (ma il cibo e le GMG sono due cose che non vanno d'accordo tra loro!).
supermercato-germania
Il reparto di un supermercato: quando sono in viaggio all'estero adoro andare al supermercato!

In realtà mi è andata molto meglio del previsto e ho mangiato delle cose veramente buone... oltre ovviamente ad aver bevuto un sacco di birra ottima!

Nella parte barocca di Dresda ci sono molti ristorantini, ma dall'aspetto mi sembravano molto turistici e poco propensi a soddisfare una vegetariana (però non li ho provati).
Su Prager Straße, la via che dalla stazione porta in centro, ci sono dei chioschi che fanno hotdog con dei wurstel incredibilmente ciccioni e che si possono farcire con salse contenute dentro dei dosatori giganti, che a me un po' facevano senso ma a quanto pare i tedeschi apprezzano!

In piazza Altmarkt, una piazza enorme frutto del vuoto creato dai bombardamenti, c'era un villaggio con una pista del ghiaccio e molti chioschetti dove mangiare. Il sabato era presa d'assalto ed anche la domenica, nonostante tutti i negozi fossero chiusi (quindi sì, si può sopravvivere con i centri commerciali chiusi la domenica!), ma il lunedì era praticabile.
Ho mangiato una frittella molto-molto-fritta di patate ed un contorno di champignon, con una salsina un po' acidula: un po' pesantino ma davvero molto molto buono!
cosa-mangiare-germania-vegetariano
cibo di strada tedesco
Quando si raggiunge la parte nuova, Neustadt, il panorama, anche culinario, cambia eccome!
Questa è la zona dei mille locali giovani e di tendenza e troverete una scelta molto ampia di cucine di tutto il mondo, con molta attenzione per i vegetariani ed i vegani.
Ogni tre metri c'è un kebabbaro, cosa ovvia vista la presenza di immigrati turchi, ma non mi aspettavo ci fossero così tanti seitan kebab!
Io ho mangiato una zuppa di carote, patate dolci e succo di arancia che era una squisitezza in un localino vegano molto semplice: Steffenhagen, a due passi dall'ostello dove ho soggiornato.
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Questa zuppa era una bontà!
Sempre in zona Neudstat ci sono tanti bar dove fare colazione, tranne la domenica mattina se siete mattinieri: prima delle 10 non troverete quasi nessuno né per strada né con le serrande alzate.
Io ho fatto colazione in un baretto anni '70, il Combo Cafè, bellissimo anche se non aveva molta scelta di torte. Una curiosità: in tutti i bar ho notato l'assenza di bustine di zucchero, ma c'era solo il dosatore: credo sia per motivi legati all'ecologia!
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Tè, torta al rabarbaro e mappa per organizzare la giornata! 
Se vorrete stuzzicare qualcosa potrete entrare in una qualsiasi panetteria e chiedere/indicare un Pfannkunchen, che è il nome con cui da queste parti chiamano i krapfen. 
Di questi non ho la foto perché erano così buoni/zuccherati/fritti che quando ce li avevo in mano l'ultimo mio pensiero era scattare una foto!

Il posto dove però dovrete proprio andare a Dresda è la latteria più bella del mondo, la Pfunds Molkerei: qui potrete comprare tanti formaggi e fare un assaggino di latte. La scelta è tra una grappa al latte o il buttermilch, che in italiano si chiama latticello!
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Buttermilch: un latte denso quasi come uno yogurt, che puzza di formaggio dal gusto un po' acido ed un po' salato


02 aprile 2019

marzo 2019 :)

primavera-fioritoQuesto mese di marzo è stato proprio un bel mese!
E' stato un mese denso di tutto quello che mi piace: passeggiate da sola e in compagnia, merende e pizze, letture interessanti, cinema e teatro, e pure un bel viaggetto!
Sono molto contenta!
torteria-torino

Letture:
Questo mese ho davvero letto tanto: sei libri belli, anche se non troppo lunghi.
Già lo scorso mese ho iniziato un mattone con più di 1000 pagine ambientato a Dresda che, oltre che essere lunghissimo, è molto lento e probabilmente lo finirò fra cinque anni (ma io non mollo mai un libro a metà!): questo mi ha portato a scegliere libri più scorrevoli da affiancargli!
La mia classifica di questi sei bei libri, dal più consigliato a scendere:



Isole Minori è quasi un romanzo di formazione, quasi una saga familiare, quasi un romanzo sulla storia del nostro paese dalla strage di Piazza Fontana in poi. In realtà è un libro semplicemente stupendo.










I cento pozzi di Salaga è la storia di due donne nel Ghana precoloniale: due donne molto diverse, ma con in comune una grandissima forza e determinazione nell'essere libere.










Dieci piccoli infami è un libro leggero e divertente sugli incontri che ci rendono persone peggiori. E che tutti abbiamo fatto!












La confraternita della rosa nera: un giallo simpatico ambientato tra Alto Adige, Foresta Nera ed Austria. Ottimo per chi conosce o vuole conoscere quelle zone.








L'ora di Agathe un romanzo molto breve ma molto intenso per riflettere sulle possibilità di cambiare.













Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza è una storia di Sepulveda per bambini, ma ha molto da dire anche ai grandi che corrono tanto.








Film:
Ho ricominciato ad andare al cineforum da sola: era tantissimo che non lo facevo e sono stata tanto contenta.
Ho visto due bei film:

  • Sette uomini a mollo è una commedia francese sul classico filone sportivo degli "sfigati" senza speranza che tentano l'impresa. Qui ci sono sette uomini mal messi, sia psicologicamente che fisicamente, che creano una squadra maschile di nuoto sincronizzato e cercano di vincere i mondiali.
  • Santiago, Italia di Nanni Moretti a me è piaciuto. Però io non sono un campione rappresentativo perché io sono appassionata di Allende e dell'11/9 cileno. Forse se fossi una persona normale, il documentario con le interviste con i sottotitoli lo avrei trovato soporifero. E' bella l'idea di raccontare come sono stati accolti in Italia i rifugiati cileni negli anni '70, ma questo film è terribilmente autoreferenziale e questo mi ha molto innervosito.

Teatro:
Era una vita che non andavo a teatro e sono andata a vedere uno spettacolo di danza contemporanea della compagnia teatrale dei Momix.
Io non capisco nulla di danza e lo spettacolo era su Alice nel paese delle meraviglie, che è una storia che non conosco: il libro non l'ho mai letto e il cartone della Disney l'avrò visto solo un paio di volte perché mi faceva paura.
Quindi non ci ho capito nulla, ma sono rimasta estasiata e mi è piaciuto tanto!

Viaggi:
Il mese è iniziato con un bel fine settimana a Dresda, una città che mi ha stupito per la sua bellezza e le sue sfaccettature.
E' una città coraggiosa, di un coraggio che riesce ad emozionare.
Ve ne ho già parlato e ve la racconterò ancora!
edifici- strani-germania
Il Museo militare di Dresda, che ho visitato solo da fuori, rappresenta visivamente la volontà di rottura con il passato e ricorda i bombardamenti con cui è stata distrutta la città


30 marzo 2019

Dieci piccoli infami

Perché ho letto Dieci piccoli infami di Selvaggia Lucarelli?
Mi piace Selvaggia Lucarelli per il suo essere graffiante, anche se non condivido sempre contenuti e modi di cosa scrive: la seguo su Facebook, ma non avevo mai letto nulla di suo.
Quando ho visto Dieci piccoli infami in biblioteca, mi sono ricordata di aver letto un capitolo del suo libro in pdf quando due anni fa era uscito il suo libro e la promozione social era abbastanza martellante.
Ho fatto bene a prenderlo perché mi sono proprio divertita durante la lettura!

La trama molto in breve:
"Ho scritto questo libro perché dietro dieci dei piccoli infami che ho incrociato nella mia vita meritavano una resa dei conti. Almeno letteraria. Ed è per questo che ne troverete uno per capitolo".



Lettera a 10 piccole me:
Ci sono sciagurati incontri che ci rendono persone peggiori.
Li abbiamo fatti (almeno) dieci piccoli incontri e sospetto che forse ciascuno di noi potrebbe essere stato il piccolo infame di qualcun altro.
Come è successo a Selvaggia Lucarelli anche noi abbiamo la prima amica che ci ha deluso, l'ex fidanzato psicolabile, l'insegnante che ci terrorizzava... giusto per citare la mia top 3 dei racconti di questo libro.
Quindi piccola me che ti sei beccata qualche legnata sui denti, sappi che non sei la sola a cui è successo! E sappi che con il tempo non tutti li riuscirai a perdonare, ma su molto riuscirai a sorridere... fa parte della vita.
Perché una volta si diceva che quel che non uccide fortifica.
Dopo la lettura di Dieci piccoli infami direi che quello che non uccide stronzifica!


Anno prima pubblicazione: 2017
Pagine: 216
A chi può piacere: a chi cerca qualcosa di molto leggero e molto simpatico. Secondo me è perfetto da portarsi in spiaggia
Un'altra recensione: Anche alla Lettrice controcorrente è piaciuta questa lettura: la sua recensione è ricca di esilaranti citazioni