09 luglio 2018

Anime baltiche

Ho scelto di leggere Anime baltiche quando ho deciso che avrei passato le ferie estive tra Lettonia ed Estonia, su consiglio di Claudia del giro del mondo attraverso i libri.
Non so dirvi se questo libro mi sarebbe interessato così tanto se lo avessi aperto in un altro momento della mia vita, ma posso assicurare che dopo certe descrizioni sarei voluta partire la sera stessa.


Anime baltiche non è un libro di storia, non è un romanzo, non è neppure una guida di viaggio. Anime baltiche di Jan Brokken è un puzzle che mette in luce le vite di grandi artisti, musicisti, registi, scrittrici, e uomini e donne normali, nati cresciuti in quelle che noi chiamiamo indistintamente, e un po' superficialmente, le tre Repubbliche baltiche.
Estonia, Lettonia e Lituania effettivamente sono tre staterelli grandi come uno sputo, che hanno come vicino un gigante ingombrante -da tutti i punti di visti- come la Russia.

In realtà sono tre stati con una loro storia, una loro lingua e delle loro tradizioni: questa indipendenza è costata loro non poca fatica e non poco sangue.
Jan Brokken, che è uno scrittore ed un giornalista olandese, traccia in modo molto discorsivo e scorrevole i ritratti di questi personaggi e nel frattempo ripercorre la storia moderna e contemporanea di questi paesi. È superfluo dire quanto sia importante avere almeno un'infarinatura di quella che è la storia di un paese quando si decide di andare a visitarlo. Leggere i paragrafi di storia sulle guide di viaggio è di una noia di mortale per me, mentre un libro come questo è un'ottima alternativa.

Sono rimasta molto affascinata da una storia che non conoscevo e di cui non avevo mai sentito parlare: la grande catena umana lunga 600 km con cui estoni e lettoni e lituani chiesero in modo pacifico di ottenere l'indipendenza il 23/08/1989.

Ovviamente tra questi dodici capitoli ce ne sono alcuni che mi hanno affascinato di più rispetto ad altri. Mi è venuta una voglia incredibile di visitare Kaliningrad, che fino a qualche settimana fa nemmeno sapevo che esistesse, che si trova in quell'enclave di Russia compresa tra Lituania e Polonia: mentre le tre Repubbliche baltiche sono ormai facilmente raggiungibili dai nostri aeroporti, per andare in questa città è ancora necessario richiedere un visto.
Tra i 3 paesi quello forse viene descritto in modo meno coinvolgente è l'Estonia, mentre Lituania e Lettonia sono una vera calamita per l'attenzione. Non vedo l'ora di essere a Riga per vedere di persona che cosa ha creato il maestro del Liberty lettone Ejzenštejn!

29 giugno 2018

Ciao Giugno

Non sono stranamente in anticipo sul resoconto di giugno, anzi.
Per me questo mese è già finito: mentre mi leggerete sarò in viaggio per iniziare un altro mese di "colonia", termine desueto ma secondo me chiaro per indicare le vacanze estive di tanti marmocchi.
E' stato un mese intenso, di tanto lavoro, per lasciare terminato il lavoro "vero" che riprenderò a metà agosto...
Giugno è anche il mese dei Mondiali: non c'è l'Italia, ma io sono una tifosa sfegatata dell'Argentina e quindi, per il momento almeno, sono ancora in gioco e bella carica!
Se sei novello di questo blog forse non sai che 4 anni fa stavo vivendo a Mendoza, in Argentina: qui troverai un post su come ci ci prepara ai Mondiali, come hanno vissuto l'essere arrivati secondi, e il post Mondiali!

Libri:
Questo mese ho letto 3 libri e mezzo: il libro a metà è Anime Baltiche, fortemente sponsorizzato da Claudia, e che mi serve per preparare le mie ferie... quest’anno metterò sulla mia mappa uno spillo più a nord e più ad est di tutti gli altri!


In ordine di gradimento ecco le mie letture di giugno:

Trasfondo: poche pagine per intuire come fu mal gestita la guerra delle Malvinas dagli argentini. Interessante, ma soffocante.










Il peso dei segreti:  ottimo punto di partenza per conoscere un po’ di storia
L
moderna nipponica. Romanzo familiare con un ottimo ritmo.



Mai dimenticare: è un giallo di Michel Bussi. Questo può bastare per dire che è proprio un bel libro?




Viaggi:
Amo i picnic. 
Se poi il posto dove posare la propria coperta è circondato da fiori gialli, un bel sole e tanta pace... è Proprio fantastico!
Questo posto, il pian dell’Azaria, si trova nel Parco del Gran Paradiso e si raggiunge con una facile scampagnata a piedi. 

25 giugno 2018

Mai dimenticare

Il primo libro che ho letto di Michel Bussi, Non lasciare la mia mano, era stata una scelta casuale.
Lo stile di Michel Bussi mi era piaciuto così tanto che me ne sono subito con i miei tempi procurata un altro: d'altra parte se è il giallista più venduto d'oltralpe un motivo ci sarà!
Non sono assolutamente rimasta delusa, anzi: non vedo l'ora di leggerne un altro.


In Mai dimenticare siamo nella regione di cui Bussi è originario: la Normandia e in particolare vicino ad Etrat, dove si trova una delle falesie più alte d'Europa.
Il romanzo però non è ambientato d'estate quando le spiagge della Normandia sono prese d'assalto dai turisti, ma a febbraio quando i turisti si possono contare sulle dita di una mano.

Il turista sfigato accusato dell'omicidio di una ragazza stuprata, strozzata con una sciarpa rossa e gettata dalla scogliera ha il profilo perfetto per essere accusato di essere un omicida: giovane, arabo, con un handicap importante (ha una protesi ad una gamba) e che lavora in una comunità per ragazzini con problemi psichici.
L'intero romanzo è scritto come se fossero le memorie di Jamal, il ragazzo accusato di questo omicidio (e non solo) ed unico testimone di quello che secondo lui è stato un suicidio:
La versione dei poliziotti vi apparirà molto più accettabile. Vedrete, anche voi dubiterete. Fino alla fine. Tornerete all'inizio di questo racconto, rileggerete queste righe e penserete che sono pazzo, che vi sto tendendo un  tranello o mi sono inventato tutto. Invece non ho inventato proprio niente. Non sono pazzo. Non sto tendendo nessuna trappola. Vi chiedo soltanto una cosa, fidatevi di me. Fino alla fine.
Mai dimenticare Il professore di geografia francese contro quello italiano di lettere, non c'è che dire, una bella gara: Bussi contro D'Avenia. Così diversi, così coinvolgenti. Sono due degli autori che ultimamente spopolano nelle librerie, vorrei davvero tornare ragazzo per avere profe così... Oggi varco le Alpi per raccontarvi dell'ultima fatica del bravo Michel, Mai dimenticare. L'autore transalpino ci porta nella sua Normandia, a Yport, piccolo paese stretto tra due falesie ai bordi della Manica. Il suicidio di una donna riapre vecchie ferite che nemmeno il tempo aveva sanato. Dieci anni dopo l'omicidio di due giovani ragazze il modus operandi è sempre lo stesso: violenza sessuale e strangolamento. Jamal Salaoui, ragazzo magrebino portatore di handicap e testimone oculare, viene accusato di aver assassinato la presunta suicida. Inizierà un viaggio dell'assurdo che porterà il protagonista a credere a tutto ed al contrario di tutto. E con lui il lettore. Con la forza prorompente della sua scrittura, giocando con il tempo e con una buona dose di mistero, Bussi mi ha fatto letteralmente "impazzire" durante la lettura... Un giallo complesso, omicidi e personaggi che rincorrono gli anni, un finale sbalorditivo, forse troppo. Ed è questa forse l'unica pecca dell'autore nel romanzo: con l'intento di stupire, dopo una trama geniale, si è lasciato prendere un po la mano con qualche forzatura di troppo. Rimane comunque un libro coinvolgente, scritto benissimo e con un epilogo che mi ha addirittura commosso... Ed ora sotto con il 2.0... Buona domenica.
Un post condiviso da Riki (@ti_racconto_un_libro) in data:

Il caso della povera Magali, bellissima ragazza ventenne, ricorda terribilmente altri due omicidi di due ragazze sue coetanee avvenuti con modalità simili e la stessa arma del delitto una decina di anni prima: la sciarpa rossa.
Davvero dobbiamo credere a Jamal anche se tutto sembra indicare che l'assassino è lui oppure è tutto frutto di un complotto? Chi è che ha ucciso 3 ragazze nel giro di 10 anni con una sciarpa rossa?!?!


Questo libro è assolutamente consigliato:
- a chi ha in programma un viaggio in Normandia e vuole leggere descrizioni minuziose dei paesini e dei paesaggi;
- ama i gialli complessi, dove l'assassino è troppo scontato per essere davvero lui ma non si riesce ad azzeccarlo fino alla fine.
- non ha paura di mettersi a leggere un libro così coinvolgente da non riuscire a fare altro durante tutto il giorno/notte (--> per questo motivo se ne sconsiglia la lettura durante le ferie: potrebbe nuocere alla vita sociale!).

20 giugno 2018

Il peso dei segreti

Cercavo un libro "asiatico" e sono stata fortunata: sono andata praticamente a naso, scegliendo velocissima in biblioteca la mia prossima lettura, che avesse un nome che mi portasse ad est.
Il peso dei segreti di Aki Shimazaki è stato un modo molto toccante per conoscere qualcosa della storia di un paese di cui so poco e nulla: il Giappone.
Quando leggerete sull'aletta che questa è una pentalogia non fatevi prendere dal panico: è stato inizialmente pubblicato come 5 romanzi separati, ma la versione italiana di Feltrinelli li riunisce in un libro solo!

Dans cette saga composée de cinq courts romans centrés chacun sur un personnage différent, Aki Shimazaki nous donne à voir cinq facettes d'une histoire familiale. ✉ On y découvre le Japon du XXe siècle à travers plusieurs événements particulièrement tragiques. 🗻 La violence des chocs émotionnels est pudiquement révélée par un style épuré, simple en apparence mais à la forme très travaillée.🌹 Les titres, qui désignent des éléments naturels (fleurs, oiseaux, coquillages, lucioles), en sont un bel exemple : ils apportent un éclairage métaphorique sur le destin et la psychologie des personnages. 📚 Avec ses sublimes couvertures, ses protagonistes attachants et son écriture allant droit au but, j'ai dévoré et adoré cette série ! 😍 Je vous conseille de tracer un arbre généalogique pour ne pas vous perdre entre les générations. 😄 ↪ À lire absolument pour tous les amateurs de fresques familiales. Chaque tome se lit en 2 ou 3 heures, vous ne serez pas déçus ! 😀📘 #akishimazaki #petitmoispetiteslectures #tsubaki #hamaguri #tsubame #wasurenagusa #hotaru #lepoidsdessecrets #instabook #instalivre #bookstagram #livraddict #livresque #litteraturejaponaise #japon #instajapon #blogueusebelge #bloglitteraire #conseilslecture #lemeac #actessud #babeleditions
Un post condiviso da 0rianne (@riendetelque) in data:

Aki Shimakazi ci racconta la storia di un uomo che viene avvelenato a Nagasaki la mattina del 9 agosto 1945. Ovviamente in quel caos nessuno scoprirà mai che la assassina è Yukiko, la sua stessa figlia poco più di una ragazzina!
Yukiko ormai anziana, poco prima di morire, lascerà una lettera alla figlia in cui le confessa l'omicidio e le chiede di mettersi sulle tracce del suo fratellastro: la donna fino a quel momento non aveva mai sospettato di avere uno zio.


Inizia così un viaggio nella memoria di tutti i personaggi coinvolti, tranne il morto fedifrago, e soprattutto nel corso di un secolo di storia giapponese.
Io del Giappone sono completamente ignorante ed ammetto di non sapere nulla della sua storia, però avevo l'idea che fossero un popolo estremamente gentile ed accogliente.
Ho scoperto invece che sono stati (e forse sono ancora) profondamente razzisti, sia tra giapponesi di regioni differenti ma soprattutto con i coreani. Gli eventi raccontati rispetto ai coreani mi hanno davvero sconvolto.
Questo libro merita una lettura approfondita perché è un modo poco impegnativo per conoscere una pagina oscura della storia del Giappone.
La trama è coinvolgente e l'alternarsi dei punti di vista rende dinamica la lettura.
Davvero un bel libro!

15 giugno 2018

Tag Very Pop Blog - Le nostre estati del passato

MiziMoz ha avuto una bella idea per prepararci nell'attesa dell'estate 2018... che chissà cosa e dove ci porterà!
Moz ci chiede di fare un esercizio di memoria e tornare indietro alle estati della nostra infanzia e andare a recuperare i vari ricordi... per me è stato davvero molto divertente.

Le regole sono semplicissime:
1- Elencare tutto ciò che è stato un simbolo delle nostre estati da bambini, in base ai vari macroargomenti forniti;
2- Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a
https://mikimoz.blogspot.com/2018/06/le-mie-estati-da-bambino.html
3- taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.



Pronti? Allecciate la cintura della macchina del tempo che fra poco sarete catapultati nelle mie estati degli anni '90!

GIOCO IN CORTILE

A me d'estate piaceva tantissimo "cucinare" e come delle brave cuoche attente alla salute delle nostre bambole cucinavamo... rispettando le stagionalità XD
Prima della fine della scuola con mia sorella preparavamo tantissime "pastasciutte" con i gambi dei denti di leone, mentre in piena estate ci divertivamo un sacco a fare la "cacata", ossia una minestra con le foglie dei cachi del vicino (e metà del divertimento era garantito dal nome della pietanza!).
Quando l'estate stava per finire ed iniziavano i primi temporali di agosto, mia nonna ci liberava in giardino alla raccolta di lumache rosse che mettevamo dentro una soluzione di acqua e sale... ci divertivamo un sacco! Sono stata una bambina sadica prima di diventare vegetariana!

GIOCO IN SPIAGGIA

Per qualche motivo che non ricordo i nostri (miei e di mia sorella) castelli di sabbia avevano un nome molto più romantico: le case dei topi... che bambine dai gusti raffinati!

FUMETTO

Avevo una vera e propria passione per tutto ciò che aveva a che fare con la morosa di Topolino, quindi il giornalino che mi faceva compagnia in spiaggia d'estate (se mi comportavo bene) era Minni!
D'inverno non credo lo leggessi spesso, ma sicuramente usavo i segnalibri che si trovavano nel giornalino con tutti i personaggi Disney...

CIBO

La mia nonna a giorni alterni mi preparava le frittelle di fiori di zucca rigorosamente non ripiene e non salate... e io ne mangiavo una dozzina (minimo) prima di pranzo!
Effettivamente ora che ci penso mi chiedo perché si preoccupasse se poi non mangiavo pranzo!

CANZONE

Era l'estate 1994: la tremenda estate della mia pertosse ed io ascoltavo solo ed unicamente a palla Remix '94. Era una cassetta arancio fluo e una delle mie canzoni preferite era Nord Sud Ovest Est!

LIBRO:

Adoravo mettere il naso tra i libri di mia mamma da bambina: ricordo di aver scoperto così Il giornalino di Gianburrasca, che  mi era piaciuto tantissimo, e Piccole donne, che invece non ho mai finito!

FILM:

L'estate non è la stagione dei film ma ricordo che al mare andavamo al cinema all'aperto... e una volta avevamo visto uno dei miei film preferiti in assoluto: Mr Doubtfire!

LUOGO:

Il luogo delle mie estati è sempre stato Laigueglia e i bagni La Vela con i loro ombrelloni blu e le sdraio gialle: erano il mio pensiero felice per tutto l'inverno!

VIDEOGAME:

Avrei sperperato tutti i miei denari alle macchinette dei videogame in cui si giocava a Puzzle Bobble: non me ne piaceva nessun altro, ero solo ossessionata da quello!



GIOCO DA TAVOLA:

Le carte ci hanno fatto compagnia in tanti pomeriggi quando era ancora troppo caldo per andare in spiaggia oppure faceva brutto e si doveva rimanere in casa.
Il mio gioco preferito era Scopa all'asse.

GIOCATTOLO:

Avete presente quelle specie di racchettoni con il velcro? Adoravo!

TELEVISIONE:

La mattina su Italia 1 c'era Settimo Cielo!!!

LIFE:

Ero una bambina campagnola a cui piaceva da impazzire stare all'aria aperta, che fosse stare nei prati di casa, in gita in montagna o su una spiaggia. L'importante però è che non si giocasse a correre/prendersi: insomma, non sono cambiata di molto!

FOTO:
Estate 1989 probabilmente

Sentitevi liberi di prendere questo tag anche se non siete fra i 5 nominati: sono curiosa di volare in tante altre vecchie estati!

Icaro
Patalice
Nat
Silvia
Sara


10 giugno 2018

Trasfondo

Se non conoscete la storia della guerra delle Malvinas, Trasfondo, scritto da Patricia Ratto, non fa per voi.
Tutto pronto per la recensione: libro, appunti del Salone del Libro, romanzo ed atlante!

Che cosa siano le Malvinas non è necessario saperlo in modo approfondito: sono le Falkland!
Basti sapere che sono due isolotti sperduti nell'Oceano Pacifico, dove non c'è nulla di particolare, ma hanno una posizione strategica per avere un accesso futuro alle risorse dell'Antartide. E questo è uno dei motivi per cui nel 1982 scoppiò una guerra tra l'Argentina della dittatura militare e il Regno Unito della Tatcher.
[Questo è grosso modo quello che ho capito dopo una visita al limite del surreale nel Museo delle Malvinas a Buenos Aires]
museo-islas-malvinas-buenos-aires
Là lo chiamano Museo, io lo chiamo "Pura Propaganda Politica"
Gli argentini si sentono davvero derubati di un bene quindi con loro non dovrete mai usare la parola Falkland, hanno un giorno festivo dedicato alle Malvinas (il 2 aprile, il giorno in cui è iniziata la guerra) e ricordano i loro eroi morti anche al centro di Buenos Aires in Plaza de Mayo e se andrete in Terra del Fuoco li troverete ancora più caldi sull'argomento.
ushuaia-navi-pirata-
Proibito l'attracco della navi PIRATA inglesi - Ushuaia
Questo libro non è per tutti per due motivi:


  • la storia dei ragazzi mandati allo sbaraglio su un sottomarino mal equipaggiato è poco nota agli stessi argentini: Patricia Ratto, l'autrice, al Salone del Libro ha detto chiaramente che quando ha ascoltato per la prima volta la testimonianza di un reduce del sottomarino San Luis non ne sapeva nulla. La ricostruzione della storia di questi militari, che per 39 giorni hanno tentato di difendere le coste delle isole Malvinas dagli inglesi su un mezzo dove persino i sistemi per le comunicazioni lasciavano a desiderare, è stata difficile perché non si trovano documenti ufficiali. Probabilmente la dittatura, che in quel momento si trovava in grande difficoltà, cercava delle vittime con cui influenzare l'opinione pubblica ma si è ritrovata con 35 uomini che erano il simbolo della sua sconfitta: questi ragazzi furono fatti sbarcare di notte in modo vergognoso e senza alcun onore in una piccola località vicino Mar del Plata.
  • Fonte: il manifesto


  • Lo stile è volutamente claustrofobico: l'autrice ha spiegato come oltre alla ricerca storica abbia dovuto avviare una ricerca tecnica su che cosa significhi vivere in un sottomarino. Il suo stile rende molto bene l'idea di avere poca aria, i rumori dei motori, la mancanza di luce naturale: sembra per davvero di soffocare durante la lettura, ma questo dopo un po' rende pesante la lettura.
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Trasfondo di Patricia Ratto è una lettura adatta a chi è impallinato con la storia dell'Argentina oppure per chi ama i sottomarini.


05 giugno 2018

Ciao Maggio

Questo 2018 continua ad essere un anno difficoltoso, più che difficile. Un anno in cui per non andare giù bisogna trovare tutte le forze possibili ed immaginabili per galleggiare. So anche di essere fortunata perché quando mi lascio prendere dallo sconforto c'è sempre qualcuno accanto a me che mi tende la mano o mi prende per i capelli (non sempre i metodi gentili sono i più funzionanti, lo so!).

Maggio è il mese in cui ho iniziato la dieta, che chissà fino a quando avrò voglia e determinazione di proseguire... mai mangiato così sano in vita mia!

E maggio è anche quel mese in cui (temporali a parte) si inizia a mettere un piede verso l'estate e finalmente mi sono decisa a prenotare le vacanze... alla fine se si guarda il bicchiere mezzo pieno non è andata poi così male!

Libri di maggio
A maggio ho letto meno del solito, ma considerando che uno dei due libri superava le 800 pagine sono stata lo stesso parecchio con il naso tra le pagine... come dice il barista del bar vicino all'ufficio "Federica ogni tanto leggitelo un libro che ti fa bene!"

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì: leggete il primo della Pancol che merita, gli altri fateveli raccontare.












Mia nonna saluta e chiede scusa: titolo e copertina invoglianti, ritmo lento, qualche lacrimuccia alla fine.








Film:
Era una vita che non vedevo un film, non solo al cinema ma nemmeno a casa.
Ho visto Confusi e felici solo perché c'era Claudio Bisio e mi sono davvero divertita tanto a vedere questo psicanalista circondato da tanti "matti moderni"/ i suoi pazienti che devono aiutarlo quando il depresso sta diventando lui!








Giretti:
Maggio a Torino "fa rima" con il Salone del Libro. 
Ammetto che a me il Salone non piace moltissimo: troppa gente, troppi libri, troppo tutto ed io nella confusione divento una ameba.
Da alcuni anni però ho trovato la mia personale formula per vivere al meglio il Salone: scelgo un incontro che mi interessi, possibilmente non nel fine settimana, e vado apposta per quello e faccio un giro rapidissimo solo dove so che ci possono essere novità interessanti o sconti appetitosi.
Quest'anno ne ho approfittato per comprare la guida della Lonely Planet, che al Salone sono sempre scontate, ed un libro ambientato nei paesi che visiterò ad agosto!
Per l'incontro con l'autrice invece ho scelto Patricia Ratto: è un'argentina e ha scritto un libro sulla guerra delle Malvinas (o Falkland). L'incontro è stato davvero molto molto interessante!

Con alcune amiche un sabato pomeriggio abbiamo deciso di andare a vedere i narcisi in un posto vicino a casa dove nessuna di noi era mai stata, ma avevamo visto foto bellissime su instagram.

Ed invece non è andata come preventivato: sole non pervenuto, narcisi chiusi, noi bagnate-quasi-zuppe ma divertite!