13 dicembre 2017

Lione #unafotoalgiorno

Lione, in Francia, è famosa per essere la capitale del buon cibo francese e per la sua spettacolare festa delle luci che si tiene tutti gli anni per la festa dell'Immacolata.

Questo come ben sapete non è un post-guida ma semplicemente un mio modo per raccontarvi cosa ho visto e portarvi un po' con me.
Viaggiare "tramite" un mio post ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: certo stando dall'altra parte dello schermo non potrete assaporare la gustosa patata ripiena che ho mangiato al mercatino di Natale, ma non rischierete di crepare di freddo come ho fatto io... 
ma volete mettere l'emozione di vedere centinaia di candeline mentre inizia a nevicare? (molto romantico i primi 5 minuti... poi si rischia di finire come Romeo & Giulietta e potrebbe non essere bello!).
La festa delle luci di Lione sarebbe perfetta se la facessero ad agosto XD

Il mio stato attuale

Giorno 1:
Quale può essere un benvenuto migliore in una città nuova che non un arcobaleno che quasi tocca la ruota panoramica?
A volte prendere un po' di pioggia può avere dei lati positivi.
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Giorno 2:
Passeggiare per una città congelata porta una donnina pigra come me a fare poche pochissime foto... 
Lione ha un bellissimo centro storico, piccino e facilmente girabile a piedi.
fontana-municipio-di-lione
Lione - piazza del municipio e fontana del Bartholdi

Giorno 3: 
E se piove e tira vento?
Noi abbiamo trovato un museo bellissimo: il museo del cinema e delle miniature: l'ingresso costa 9 € ma son soldini ben spesi.
Il percorso inizia con la ricostruzione del set del film Il profumo e prosegue con la ricostruzione di tutto quello che c'è dietro un film, dalla fotografia ai costumi e gli effetti sociali. 
Non avete idea della mia esaltazione quando ho trovato la maschera di Mrs Doubtfire, uno dei miei film preferiti di sempre!
Ciao Mrs Doubtfire <3


E la festa delle luci?
Ammetto di aver fatto pochissime foto causa gelo alle dita, ma ho fatto parecchie volte "ohhh", come diceva il buon Povia prima di rimbambirsi.
Devo dire che le luci di Lione mi hanno stupito e meravigliato ma non mi hanno davvero emozionata e toccato il cuore. Forse perché c'era troppa gente ed un clima che si percepiva teso (polizia ed esercito ad ogni angolo, camion che sbarravano le strade, controlli per fortuna a tappeto, ma ogni volta che si sentiva la sirena di un'ambulanza mi preoccupavo) oppure perché tra il mio cuore e l'atmosfera della festa c'erano molti strati di maglie e magliette termiche (che son quasi morta ibernata l''ho detto?).
Quello che mi ha colpito delle luci di Lione è che non sono, nella maggior parte, delle luci statistiche ma delle installazioni che si muovono. Ad esempio molto bella era la cattedrale che ogni quarto d'ora veniva illuminata con un filmato che la faceva muovere.

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Festa delle luci Lione 2017
A quanto pare ha vinto il primo premio una delle installazione che più ci piaceva: quella di due "palloncini" che vagavano come aquiloni sopra il loro nido.
Fonte: sito ufficiale della Festa delle Luci

Gli altri #unafotoalgiorno

07 dicembre 2017

Ti regalo un libro - Speciale Natale

Avete pensato di regalare a qualcuno un libro per Natale?
Fermi tutti! Prima di entrare in libreria provate a pensare se avete mai visto quella persona con un libro in mano o lo avete mai sentito dire che gli piace leggere. Se la risposta è no, allora smettete di leggere questo post: regalare un libro non è sempre una buona idea!
Se invece la risposta è sì continuate nella lettura e passate anche dal blog di Claudia, che in queste iniziative andiamo in coppia come i carabinieri.
Ora per trovare il libro giusto dovreste sapere che cosa ama leggere quella persona: se avete questa informazione avete quasi risolto il vostro problema e questo post non vi serve.
Se invece rimanete in alto mare questo post fa per voi: che cosa volete regalare a questa persona così speciale da aver scelto per lei proprio quel libro? Chissà se fra questi 5 libri c'è il regalo di Natale che fa per la persona che avete scelto voi: che cosa volete impacchettare ed infiocchettare per questo Natale?

Le nostre anime di notte di Kent Haruf
[pagine 171, € 17; NN Editore]
E' il libricino giusto se volete donare una storia ricca di tenerezza e se volete regalare il coraggio di fare la prima mossa.
Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.

“Dov’è la tua mano?” “Proprio qui accanto a te, dove sta sempre”. Kent Haruf Le nostre anime di notte

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Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro
[pagine 276, € 12; Einaudi]
E' il regalo giusto se volete far intendere ad una persona cara che si sta concentrando eccessivamente su un solo aspetto della sua vita: per il protagonista di questo libro non esiste niente al di fuori del lavoro.
Ishiguro è il premio Nobel per la letteratura 2017 e questo lo rende un regalo particolarmente al passo con i tempi, anche se il libro è un po' vecchiotto. Non è un libro per tutti: richiede parecchia concentrazione.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, che non vi siano momenti di tanto in tanto - momenti di estrema tristezza - quando pensi fra te e te: <<Che terribile errore è stata la mia vita>>. E allora si è indotti a pensare ad una vita diversa, una vita migliore che si sarebbe potuto avere.



Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di  Jonas Jonasson
[pagine 446, € 9 su ibs ; Bompiani]
Vi sembrerà di infiocchettare tanta leggerezza, come suggerisce la copertina, ed un bel giro per il mondo. In realtà state regalando la compagnia di Alan Karlson, un nonnino che decide di scappare dall'ospizio e vivere in modo roccambolesco quel che resta della sua vita.
Regalatelo a chi è curioso: fra quelle pagine troverete una gran voglia di scoprire il mondo!
Aveva girato il mondo e di cose ne aveva viste tante, ma una in particolare l’aveva colpito, e cioè che i conflitti più grandi e apparentemente irrisolvibili si basavano sempre sullo stesso presupposto. La soluzione il più delle volte consisteva nello scolarsi insieme una bella bottiglia di acquavite intorno ai settantacinque gradi e guardare al futuro.

La lettera d'amore di Cathleene Schine
[pagine 270, € 12; Adelphi]
Questo è l'unico libro che in vita mia io abbia mai abbandonato -volontariamente- in un luogo pubblico. Quando mi chiedono che cosa abbia di speciale mi trovo sempre un po' in difficoltà perché non è uno di quei libri bellissimi ed indimenticabili.
E allora perché regalarlo? "è un libro che farà innamorare i delusi, riempirà di gioia chi oggi è innamorato e consolerà chi ha pene d’amore", parola di Gianni Riotta.
"come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre? 
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L'aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo..."



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Un giorno di David Nicholls
[pagine 495, € 10; Neri Pozza]
Questo libro è tra i miei preferiti di sempre: chi me l'aveva consigliato aveva impacchettato per me una storia d'amore infinita e si era scordato di aggiungere anche un fazzoletto. E' il libro adatto per chi crede che "certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano": sappiate che state impacchettando una piccola dose di coraggio! Trattate con la dovuta accortezza questo bel libro!
«La cosa importante per me è segnare sempre una differenza» disse lei. «Insomma, cambiare qualcosa, capisci?».
«Tipo “cambiare il mondo”?»
«Non tutto il mondo. Soltanto il piccolo pezzo di mondo attorno a noi».
Rimasero in silenzio per un momento, raggomitolati l’uno contro l’altra sul letto a una piazza, poi si misero a ridere piano: mancava poco all’alba.




04 dicembre 2017

Dunkirk

Quando è uscito nelle sale Dunkirk qualche mese fa l'ho snobbato pensando che fosse il solito film sulla Seconda Guerra Mondiale,  tutto effetti speciali e poco di nuovo da dire.
ERRORE! Dunkirk è un film meraviglioso da vedere assolutamente e la visione deve essere senza se e senza ma al cinema per poter godere al 100% dello spettacolo.


Ecco i motivi per cui dovreste fare come me e recuperare Dunkirk:

  • Magari voi siete più esperti di storia di me, ma io non sapevo nulla di Dunkirk. Non sapevo nulla di questa cittadina al confine tra Francia e Belgio proprio di fronte all'Inghilterra, dove più di 300000 soldati inglesi sono stati salvati per il rotto della cuffia.
  • Quando si parla di Seconda Guerra Mondiale, forse è una mia impressione, ci si concentra sempre sugli anni centrali del conflitto: qui stiamo parlando della primavera del 1940 quando i tedeschi invasero la Francia.
  • E' un film estremamente coinvolgente perché il regista decide di raccontarci la guerra da tutti i punti di vista possibili: terra dove i soldati sperano che qualcuno venga a prenderli per portarli a casa, cielo da dove la controaerea inglese tenta di fermare i bombardieri tedeschi, mare dove le barche private inglesi vanno a recuperare i loro compatrioti.
  • Ahimè molte volte vedo film in cui gli effetti speciali servono per stupire. Qui no: gli effetti speciali servono per farti sentire come se davvero ti trovassi su un aereo, su una barchetta a tentare di pescare uomini o su una spiaggia da cui devi assolutamente scappare.
  • E' un film storico e di guerra e sì, fa stare male. 
  • Incredibile il finale di questo film: non ve lo svelo se ancora non lo avete visto, ma mi pareva incredibile che uno pensasse che quei ragazzi pensassero "quella cosa". 

29 novembre 2017

Le luci nelle case degli altri

Quando per il mio compleanno ho scartato un pacchetto che conteneva Le luci nelle case degli altri ero un po' dubbiosa: io di Chiara Gamberale avevo letto solo un suo libro, L'amore quando c'era, ed era stato così tremendo che avevo detto "mai mai più".
A lettura conclusa ho un grandissimo punto interrogativo su Chiara Gamberale, ora che ho letto due libri suoi mi tocca dire che uno è bruttissimo e l'altro bellissimo... sarà il caso di leggerne un terzo?!??

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Le luci nelle case degli altri racconta la storia di una bimba che si chiama Mandorla perché quando è nata prematura era piccina piccina e a Maria, la sua mamma, le era sembrato il nome più calzante.
Maria muore in un incidente quando Mandorla ha solo 5 anni e viene ritrovata una lettera che lei le aveva scritto quando era appena nata in cui, tra le tante cose, le rivela di essere stata concepita nel lavatoio all'ultimo piano della palazzina di via Grotta Perfetta 315.
Chi sarà quindi il papà di Mandorla che per i primi 5 anni della sua vita non si è mai palesato?
I condomini del palazzo che volevano molto bene a Maria decidono di adottare tutti quanti insieme la piccola Mandorla e crescerla come fossero un'unica grande famiglia: se non si saprà mai chi è il papà della bimba nessuna famiglia rischia di scoppiare in seguito ad un eventuale test del DNA.

Mandorla viene adottata legalmente da una signora zitella ma poi ogni tot anni cambia casa e passa al piano superiore, sempre circondata dall'affetto di tutto il condominio ma anche da un grande dubbio che la perseguita: chi è tra tutti quei signori il suo papà?
Noi lettori seguiamo la storia di Mandorla fino al momento in cui sta per compiere i fatidici 18 anni ma soprattutto fino alla notte che trascorrere in galera perché ha fatto una cavolata, ma che noi non sappiamo quale sia fino alla fine.

Nel libro si intrecciano due filoni narrativi: quella di Mandorla che cresce e diventa grande e quelle di tutti gli inquilini del palazzo. Sono tutte famiglie differenti, con i loro grandissimi pregi e grandissimi difetti. Mandorla, che non ha una casa sua, è una seminomade che cambia piano del condominio e, con la semplicità con cui vede le cose una bambina, illumina le loro storie.

Le luci nelle case degli altri è un romanzo magico, quasi una fiaba, di quelli che ti coinvolgono completamente nelle vicende, che ti danno l'impressione di conoscere ciascuno dei personaggi.
Piacerà sicuramente a chi ama i romanzi introspettivi e a chi cerca un libro da leggere tutto d'un fiato!
Non è assolutamente un libro rosa, ma è uno di quei libri in cui il cuore di chi legge inizia a battere forte forte. E' assicurato che anche voi vi ritroverete a volere un gran bene a Mandorla!


25 novembre 2017

The place

Sono proprio ignorante: quando sono uscita dal cinema dopo aver visto The place ho pensato "che barboni! Hanno girato un intero film tutto dentro un bar, allo stesso tavolino... si vede che non avevano neanche due soldini per fare due riprese in esterno!".
Poi ho letto la recensione su mymovies, fatta da gente che di cinema ne sa un po' di più di me, che questa è una scelta artistica: scelta artistica un po' soporifera, se posso dire la mia che non sono esattamente esperta di cinema.

Ma che cosa va a fare tutta 'sta gente nel bar dove lavora la Ferilli?
Va a parlare con Mastandrea, che secondo me è il diavolo (ma questo il film non lo dice: potrebbe essere anche solo un pazzo furioso).
Comunque un esercito di disperati si rivolge a questo diavolo per avere un favore e lui in cambio chiede loro di fare delle cose tremende.
C'è la signora anziana che vorrebbe che il marito guarisse dall'Alzheimer e deve costruire una bomba e farla esplodere, oppure il cieco che per riavere la vista deve violentare una donna o il papà con il figlio in fin di vita e per guarirlo dovrà uccidere una bambina e così via.
Tutto il film si gioca sul lato oscuro che vive in ognuno di noi, su che cosa saremmo disposti a fare per ottenere quello che vogliamo anche quando sappiamo che stiamo facendo la cosa sbagliata.

Chi era con me è uscito soddisfatto dal cinema.
Io sono uscita con un'angoscia tremenda, superata solo dalla voglia di andarmene a dormire dopo questo film che non finiva mai!

19 novembre 2017

Pazze di me

E' una vita che sostengo che scrivere un bel romanzetto rosa è una cosa impegnativa e ci va del talento: scrivere cose leggere non è cosa da tutti.

Quando ho voglia di una lettura da bar, ovvero di un libro che non richieda tanta concentrazione e che si possa leggere anche se al tavolino di fianco al tuo stanno chiacchierando ad alta voce, io punto sul sicuro: Federica Bosco.

Non ho letto tutti i suoi libri, ma non sono mai rimasta delusa.
Questa volta sapevo di essere davvero in una botte di ferro perché qualche tempo fa avevo visto il film Pazze di me, con Francesco Mandelli come protagonista.
Mi ricordavo di essermi spanciata dalle risate!


Andrea è un venticinquenne senza troppa personalità che vive con  6 donne: 3 sorelle maggiori totalmente diverse le une dalle altre ma tutte quante suonate, la mamma, la nonna con l'Alzheimer e la badante Stanka, di nome e di fatto. Il padre li ha abbandonati fuggendo di casa di notte quando Andrea erra un bimbo e le ultime parole che gli ha detto sono state "ora sono cazzi tuoi".
Tutte le fidanzate di Andrea quando conoscono la sua famiglia scappano a gambe levate, ma Andrea si sente sempre in dovere di star dietro alle richieste assurde delle sue donne. Andrea vive all'inferno.

Il libro rispetto al film è più lento, ma dà la possibilità di andare oltre alla goliardata e riflettere un po' su qualche squilibrio che tutti abbiamo, anche se ovviamente non a quei livelli di follia!
A me il libro è piaciuto, anche se non è un'imperdibile e anche se la copertina fa piangere anziché ridere.
Il film invece è davvero strepitoso nella sua leggerezza.
Se avete una suocera rompiballe o una cognata da prendere a sberle vi farà divertire ancora di più e pensare che in fondo gestirne una non è così faticoso come averne 6 tra le scatole!

15 novembre 2017

Quel che resta del giorno

Gentile  Esimio signor Ishiguro,
[si inizierà così una missiva ad un premio Nobel per la letteratura?]
sono una lettrice e vorrei chiederle scusa per tre motivi.

Il primo è che non avevo mai letto nulla di suo finché gli svedesi non hanno acceso i riflettori su di lei. Beh questo non è un reato, ma è un po' pirla superficiale la motivazione per cui effettivamente dopo aver preso in mano un suo libro non mi decidevo mai a comprarlo: io non sono molto attratta dagli scrittori asiatici e con quel cognome così giapponese credevo che il suo stile non facesse al caso mio.
Poi quando le hanno dato il premio ho scoperto che lei è naturalizzato britannico ed effettivamente durante la lettura di Quel che resta del giorno ho scoperto un libro ambientato nelle campagne inglesi nella prima metà del '900 che più europeo di così non si potrebbe!


Il secondo motivo per cui chiedo perdono è che sono un po' cretina burlona e per il 99% della lettura del suo libro non capivo il senso di questo titolo lungo e filosofico e quindi, quando chiacchieravo di questa lettura che mi coinvolgeva parecchio, mi limitavo a parlane come del libro del maggiordomo.
Quel che resta del giorno si capisce solo al tramonto, alla fine del viaggio. Forse, si capisce: secondo me il maggiordomo alla fine non ha capito granché e pure io sono diversi giorni che ci rifletto e non sono sicura di aver proprio capito cosa volesse dire. Però amo i libri che continuano ad interrogarti dopo che li hai chiusi e quindi questo libro mi continua a piacere anche a lettura terminata!

Sei già fan della pagina facebook del blog?
Da Quel che resta del giorno hanno tratto anche un film con Anthony Hopkins. Chiedo scusa a lei signor-premio-nobel ed anche al signor-regista e pure al signor-attore: io, durante tutta la mia lettura, questo integerrimo maggiordomo me lo sono immaginato con le sembianze di Edgar degli Aristogatti, che non potrebbe essere più lontano dal modello del maggiordomo perfetto di cui parla in modo ossessivo il protagonista del suo libro. Quanto costa diventare perfetti sul lavoro? E' giusto annullare completamente la propria vita, i propri affetti ed interessi per seguire un obiettivo? Ne vale davvero la pena? Io credo di no, ne sono profondamente convinta e mr Stevens lo avrei preso a sberle in molte occasioni.
Il mio maggiordomo preferito non è il protagonista di Quel che resta del giorno. Poteva andare anche peggio, potevo scegliere quello della famiglia Adams
Caro/a lettore/lettrice che cercavi la recensione di Quel che resta del giorno mi spiace di averti deluso: questo libro mi piaceva troppo e non ero in grado di fare una recensione che gli rendesse giustizia.
Ne ho trovata una molto molto bella su un blog e ti consiglio di leggerla QUI.
Mi permetto solo di aggiungere che se ami le campagne inglesi,
se le questioni politiche ti incuriosiscono,
se vuoi leggere un romanzo scritto come un diario di viaggio, ma che un diario di viaggio non è,
che sembra un libro filosofico, che richiede un po' di concentrazione ma non è pesante
... beh questo libro fa per te!