06 agosto 2020

La casa dei Colli

Perché ho letto La casa dei Colli di Marco Cima?
Marco Cima è un autore canavesano che piace molto alle persone un po' più grandine che frequentano la biblioteca. Me ne sono resa conto in questo periodo in cui la gente non può entrare a curiosare tra gli scaffali e quindi chiede a noi volontari i libri in base agli autori che piacciono maggiormente e poi scelgono quelli che ancora non hanno letto.
La casa dei Colli è ambientato in parte a pochissimi chilometri da casa mia ed in parte negli Stati Uniti, descrivendo un viaggio molto simile a quello fatto dai miei trisavoli: partenza dalle nostre colline fino a Le Havre e poi con il bastimento fino a New York e da lì alle miniere dell'Illinois.

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io che leggo e fingo di essere una che fa merende sane

La casa dei Colli: la trama
Una storia di emigrazione dal Piemonte verso le miniere degli Stati Uniti.
Il libro, che romanza la storia vera della famiglia dell'autore, racconta il dramma di chi ha inseguito il sogno americano e di come era cambiata la vita di chi invece aveva deciso di restare.
Lo scrittore Marco Cima

La casa dei Colli: la recensione
La casa dei Colli è il primo romanzo di Marco Cima e si capisce fin da subito che l'autore ha fatto ricerche approfondite per descrivere i luoghi e, soprattutto, i modi di vivere delle persone in questo minuscolo paesello canavesano in cui ambienta il suo romanzo.
Se questa ricerca è sicuramente un valore aggiunto al libro, rende però la prima parte molto descrittiva abbastanza lenta e potrebbe disincentivare la lettura. 
Bisogna tenere duro perché quando Pietro e Giacomo, due dei fratelli Colli, troveranno il coraggio ed i soldi per partire la storia diventa più interessante e anche un po' più ritmata.


Questa lettura a me interessava molto da un punto di vista familiare perché anche i miei trisavoli sono partiti per l'America alla ricerca di fortuna e hanno lavorato nelle miniere dell'Illinois. 
Il caso ha voluto che io abbia iniziato questo libro proprio dopo aver terminato il libro di Zucconi su Cavallo Pazzo, ambientato poco più ad ovest e pochi anni prima del libro di Cima. 
Fa davvero riflettere come i due punti di vista, quello di chi si ritrova invaso e quello di chi cerca fortuna, quasi non sfiori mai l'altro. Allo stesso tempo il dolore, la povertà e lo sfruttamento che trascina questa storia americana è lo stesso, da qualsiasi punto di vista ci si ponga.

Io che dopo aver sgranocchiato un bel po' di formaggio penso che si potrebbe anche fare una foto :)

Autore: Marco Cima
Anno prima pubblicazione: 1994
Pagine: 405
Dove: tra San Colmbano (TO) e gli Stati Uniti
A chi può piacere: a chi cerca un libro che racconti quando gli immigrati eravamo noi e allo stesso tempo ami i romanzi descrittivi.

02 agosto 2020

Luglio 2020 a casa


Questo Luglio è stato tanto diverso agli ultimi lugli: sono stata a casa e niente lavoro in colonia sulle Dolomiti friulane.
Ci sono cose che proprio non mi sono mancate (tutte le beghe lavorative e di colleghe) ed altre che invece erano diventate le coccole che mi concedevo in questo mese, come le birrette alla sera sul balcone che guardava le montagne mentre fuori pioveva (pioveva sempre in quel posto!!), il frico che adoro e le colazioni al bar con i dolcini della pasticceria nei giorni in cui avevo la mattinata libera


o leggere al laghetto con le papere e fare le passeggiatine su e giù per il paese

Anche a casa però mi sono coccolata, che sia chiaro!, e per la prima volta dopo 3 anni ho festeggiato il mio onomastico non in una stanza d'albergo.

Libri:

Sono tornata a leggere parecchio stando parecchio a casa... e le mie letture non potevano essere più differenti: un testo teatrale, una graphic novel, una biografia, un romanzo storico ed una storia tenerissima.


Qualcosa per cui vivere --> una storia di una dolcezza incredibile. Molto molto bello.











Gli spiriti non dimenticano --> biografia romanzata di Cavallo Pazzo. L'autore è Zucconi ed è davvero coinvolgente.









L'elenco telefonico degli accolli --> se siete dei trentenni (o giù di lì) è imperdibile.










Storie di uno scemo di guerra --> un racconto teatrale molto particolare sulla seconda parte della Seconda Guerra Mondiale a Roma.




La casa dei Colli
--> un romanzo storico un po' lento ma interessante sul tema dell'immigrazione piemontese negli Stati Uniti nella seconda metà dell'800.


Gironzolii:
Per motivi pandemici e non, quest'estate probabilmente la passerò a casa. 
Ho fatto una bella e calda passeggiata vicino a casa: ho scoperto che in un bosco che è stato bruciato dalla mano di un piromane un paio di anni fa, ora sta nascendo vita nuova... proprio come quando sono stata in Patagonia e ho visitato un vero e proprio museo di statue lignee intagliate in ceppi di alberi bruciati!







28 luglio 2020

Gli spiriti non dimenticano - Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux

Perché ho letto Gli spiriti non dimenticano di Vittorio Zucconi?
Marta  & Sam per il progetto #unannoconlastoria a luglio hanno proposto come tema "L'america delle guerre indiane". 
Io cercavo un libro che parlasse degli Indiani d'America e mi sono imbattuta in una biografia scritta da Vittorio Zucconi.
Come molti studenti italiani (credo!) al liceo avevo letto Stranieri come noi di questo giornalista e scrittore: sono passati 20 anni e non me lo ricordo più nei contenuti, ma mi ricordo che mi era piaciuto tantissimo.



Gli spiriti non dimenticano: la trama
Vittorio Zucconi ricostruisce (ed in parte romanza) la vita di Cavallo Pazzo, degli indiani Lakota e di come sono nati gli Stati Uniti d'America.
In South Dakota esiste un memoriale di Cavallo Pazzo

La recensione: Gli spiriti non dimenticano
Non so se mi sono innamorata di più della storia fiera di Tashunka Uitko, il vero nome di Cavallo Pazzo, o della penna di Vittorio Zucconi. 
Forse non è nemmeno utile cercare di capirlo e basta dire che questo libro mi ha entusiasmato, nonostante io non abbia mai avuto nessun tipo di interesse per le storie di indiani e cowboy... 
Banalmente il mio "nativo americano" preferito fino a qualche settimana fa era Jacob di Twilight [ndr. Team Lupi sempre!!!] 

Vittorio Zucconi mi ha subito conquistato (e creato grandi aspettative) nell'introduzione dicendo che voleva scrivere dell'uomo Cavallo Pazzo e non ripercorrere l'immagine stereotipata degli indiani selvaggi-brutti-cattivi né tanto meno  quella degli indiani volemosebene-tuttanatura-pacifici-pacifisti.

Il racconto di Cavallo Pazzo che ne esce effettivamente è ricco di sfumature, tra la sua timidezza in amore, il suo essere schivo ma anche un abile stratega, orgoglioso e tenace.

Mi è interessata molto tutta la parte focalizzata sugli usi e costumi degli Sioux legati ai diversi momenti della vita di una persona e di un popolo: nascite, matrimoni, divorzi, guerra, caccia e morte avevano riti differenti e che sono stati ben ricostruiti.
Persino le parti legate alle battaglie ed alle tattiche militari mi hanno appassionato e sarei stata pronta a scommettere che invece le avrei trovate un po' noiosette: questa lettura mi ha letteralmente conquistata.

Ovviamente mi ha generato, oltre una grande curiosità per questo mondo a me sconosciuto, una grande rabbia sia per il modo scorretto e criminale con cui i bianchi hanno costantemente violato gli accordi firmati con gli indiani (questa lettura vi farà venire la gastrite!) sia perché è davvero evidente come queste guerre fossero guerre dove a morire erano sempre i poveri, che fossero pellerossa o immigrati allo sbaraglio.

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I miei aperitivi letterari estivi

La copertina del libro che ho trovato in biblioteca dovrebbe essere quella della prima edizione ed è proprio bruttina: c'è un Falco che è l'animale che rappresenta Cavallo Pazzo che, a differenza degli altri guerrieri che indossavano copricapi grandi e sontuosi, portava un'unica penna di questo animale.
Avevo visto su internet delle riedizioni più recenti con una copertina decisamente più invitante.
A fine lettura però sono stata proprio contenta della mia con il falco: lo sapete che Cavallo Pazzo è l'unico capo indiano che non accettò mai di essere fotografato?

Autore: Vittorio Zucconi
Anno prima pubblicazione: 1996
Pagine: 369
Dove: Stati Uniti (principalmente tra il Sud Dakota e Wyoming)
A chi può piacere: a chi cerca una storia non stereotipata ed avvincente sul famigerato West. Non è necessario avere conoscenze pregresse perché Zucconi porta il lettore per mano pagina per pagina.
Un'altra recensione: anche Valentina di Un libro attraverso il passaparola lo ha apprezzato molto perché è una lettura emozionante e preziosa

23 luglio 2020

La follia dei Flood

Perché ho letto La follia dei Flood di Jess Kidd?
Con Lara di Read and Play stavamo cercando un romanzo che potesse piacere ad entrambe e che fosse uscito da poco: l'obiettivo era condividere la lettura e recensirlo. 
Prima di parlarvi del libro, vi devo dire che leggere un libro "insieme" è una cosa buffa perché permette di scambiarsi le opinioni e valorizzare quegli aspetti di una lettura a cui solitamente si dà poco peso.
Quindi, grazie Lara per questa bella opportunità!

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La follia dei Flood: la trama
Maud è un'assistente sociale londinese a cui viene affidato il caso Cathal Flood, un uomo anziano scorbutico, un accumulatore seriale che ha trasformato la sua bella villa nel Westend londinese in una specie di immondezzaio. 
Conquistando la fiducia del padrone di casa ogni giorno Maud si rende conto che in quella casa e in quella famiglia deve essere successo qualcosa di tremendo e la casa sembra mandarle continui inviti a proseguire le sue indagini. Ad aiutarla ci penseranno Renata, la sua padrona di casa ed espertissima di libri gialli, ed uno stuolo di Santi che le appaiono per darle consigli fin da quando nella sua infanzia è successo un terribile dramma....



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Di Jess Kidd avevo già amato “Lascia dire alle ombre” e con “La follia dei Flood” @libribompiani questa autrice mi ha del tutto conquistata. Maud si ritrova a lavorare come assistente sociale dal burbero Cathal Flood che pare abbia steso a colpi di mazza l’ultimo che aveva provato a fare ordine tra le sue (milioni di) cose. Già, pare. Perché se c’è una cosa che bisogna fare leggendo “La follia dei Flood” è stare bene attenti. Ai particolari, alle parole pronunciate, alla cose bizzarre che succedono in quella casa. E, soprattutto, a giudicare con attenzione le persone perché potrebbero mentire. No, lo fanno. Senza potrebbero. "Una casa, un labirinto di ciarpame, un vecchio pazzo e un messaggio in una bottiglia: tutti gli ingredienti di un giallo intricato". Tra rimorsi e rimpianti, il viaggio di Maud sarà a ritroso in due direzioni. Il finale, agrodolce e con uno spiraglio aperto, è stato semplicemente perfetto. “La follia dei Flood” è senza dubbio uno dei romanzi più interessanti letti quest’anno. Quella di Jess Kidd una delle voci più particolari del panorama contemporaneo. Avete mai letto nulla di suo? #jesskidd #lafolliadeiflood #bompiani

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La follia dei Flood: recensione e copertine

Il titolo originale de La follia dei Flood è The hoarder, che è il termine inglese con cui si indicano gli accumulatori compulsivi. Real time ci ha fatto una serie sulla gente che ha questo tipo di disturbo, Sepolti in casa, e sul personaggio che tratteggia Jess Kidd si potrebbe tranquillamente fare una puntata.
Cathal Flood è un uomo anziano, burbero, che conserva ed impila di tutto e non vuole assolutamente che nessuno dei suoi tesori venga buttato, riordinato e nemmeno toccato.
La presenza di Maud, la protagonista, in casa dovrebbe servire a curare la sua igiene personale e anche quella della casa, che a ben vedere è la vera protagonista di tutta la storia: una casa che non è solo teatro della tragedia della solitudine e della vecchiaia di Flood, ma forse è stata teatro delle morti della moglie e della figlioletta? La casa dà strani segni a Maud...

Sapete perché ho scelto questa foto per la copertina rigida inglese?
Perché tutte le volte che leggo un romanzo ambientato a Londra e dintorni non riesco a non stupirmi di come faccia colazione 'sta gente!


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“That’s lovely”, I murmur. “You have a poet’s voice, Mr Flood. Loaded with foreboding and misery”. * * I absolutely loved this book! I have no idea how to classify it, maybe as a supernatural horror murder mystery with contemporary vibes and a hefty dose of thriller?? The writing style is lyrical and poetic and the story is so well plotted. Each piece of the puzzle clicked into place so crisply. The writing was slow and dawdling and purposeful which only grew the tension and atmosphere, making the house seem as suffocating and claustrophobic to the reader as it was to Maud, the main character. Her relationship with her friend and land lady Renata was such a highlight, as was their amateur sleuthing, and the Saints that follow Maud around that only she can see added so much to her character and the story. I don’t feel I can write anymore about it, because without spoilers my review can’t do it justice. Just know I definitely recommend! * * Croissant French toast from @bellabeanscafe 😍 * * #aussiebookstagrammer #aussiebookstagram #bookstagram #book #bibliophile #book love #booklover #librarylove #thehoarder #jesskidd #mrfloodslastresort #adultfiction #spookyhousegenre #bookreview #booksnack

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Bompiani ha cambiato il titolo al libro, ma ha scelto una copertina molto simile.
In entrambe l'elemento ricorrente è una volpe che, insieme ad una marea di gatti, è l'unica compagnia che è rimasta al proprietario di casa: perché il signor Flood non vuole che il figlio entri in casa? 
Il cattivo della storia è il padre o il figlio? Questa è la domanda che si fa il lettore per buona parte del romanzo.


La volpe compare anche nell'edizione tascabile americana. 
La copertina racchiude tutti gli elementi che compongono il romanzo ma ha un difetto evidente: trasmette allegria e questo è un romanzo cupo, quasi gotico... non mi pare ci sia molto da fare i simapticoni!
Gli americani hanno cambiato il titolo in Mr Flood's last resort, probabilmente perché loro non usano la parola hoarder. Last resort è comunque calzante perché il signor Flood accetta la presenza di una nuova assistente sociale, Maud, solo perché sa che è la sua ultima spiaggia prima del ricovero. 
Maud è in evidente pericolo: ma il pericolo è dentro o fuori la casa?

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I was first drawn to this book by its cover. It looked playful, magical, mysterious.... and I wasn’t disappointed. I started reading this book after finishing another book that I wanted to like but didn’t— it had been heavy and a little disappointing. Within the first three pages of Mr. Flood’s Last Resort I encountered prose that was hilarious, irreverent, playful, magical, and mysterious. And I even laughed out loud. This book doesn’t fit neatly into one fiction genre-it touches on comedy, mystery, thriller, magical realism, romance- it’s just fun storytelling. I’ve paired this book with Lime oil. Lime is an oil that represents “Zest for life.” It helps you balance between your heart and your mind, and lifts you out of discouragement and grief. Lime can instill joy, courage, and determination. And it smells sooooo good when you put one drop on your palm, rub your hands together, and breathe it in. Lime never fails to make people say “wow.” It offers brief moment of happiness and satisfaction, which matches up nicely with my experience of reading this book. #lime #joy #booksofinstsgram #bookstagram #mrfloodslastresort #books #book #reader #unitedbooksofinstsgram #summerreading #beachreads #magic #magicalrealism #doterra #doterralime #essentialoils

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Gli inglesi nella versione tascabile invece devono aver pensato che non valesse la pena di scervellarsi troppo e hanno pensato che l'unica cosa che la copertina doveva trasmettere era l'atmosfera cupa e di mistero. Potevano fare di meglio!
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📚 #HarteReviews : A cosy, character-driven mash up of mystery and magical realism ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ ❓ Which of your 2019 reads surprised you? I picked up this book knowing nothing about it or Jess Kidd, and was pleasantly surprised. Cosy mysteries aren't my usual fodder, but Kidd managed to lure me in. Since then, I've picked up HIMSELF and THINGS IN JARS to try, but haven't gotten around to them. 🙈 ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ 𝗧𝗵𝗲 𝗣𝗹𝗼𝘁 Maud is a depressed caregiver haunted by Saints and ghosts. Her latest charge, Cathal Flood, is an irascible, geriatric hoarder with buried family secrets. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ 𝗠𝘆 𝗩𝗲𝗿𝗱𝗶𝗰𝘁 This is an atmospheric mystery with a psychological and spiritual core, replete with Irish folklore and lyrical prose. It's supernatural and charmingly quirky, with Cathal's cluttered family mansion contributing to an overall gothic tone. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ The characters are well developed and strong-willed. Maud is easy to warm to, and Cathal is fascinatingly odd but eventually charming. Maud's agoraphobic (trans?) neighbour felt a bit of a caricature but added needed colour and humour to a novel that ultimately focuses on two very reserved, sad individuals. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ However, mystery isn't my fave genre. The pacing is slow: the mystery takes a long time to kick off and I figured out a lot of it early on. I also wasn't convinced about needing both elements of magical realism (the Saints and the house's ghosts). The ghosts-came across largely as a plot device to move the story forward. That said, the author's flair with words has made me curious to try her other work. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ 𝗥𝗲𝗮𝗱 𝘁𝗵𝗶𝘀 𝗶𝗳... You're looking for an evocative, character-driven cosy mystery with Irish influence. I don't read in this genre much so can't suggest a comparable title! ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ p.s. This book is called Mr Flood's Last Resort in the US. What were they thinking?! 🙈 . . . #notjustaprettybook #bookreviews #anothergreatbookreview #readtoreview #bookblog #reviewsneedlovetoo #bookblogging #bookreviewpost #jesskidd #thehoarder #mrfloodslastresort #mysterybooks #cozymystery #cosymystery #domesticsuspense #canongatebooks #bookstagram #bookshape

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La copertina americana della prima edizione del libro rende questo aspetto del libro in modo semplice: un lampadario ed una scala signorili come dovevano essere signorili la casa e la vita della famiglia Flood prima che tutto andasse a scatafascio. E si capisce subito che la storia che contiene questo libro è qualcosa di inquietante!
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Did I tell you how much I love #JessKidd books? I have met her with #TheHoarder last year which published in the USA with a different title, Mr Flood's Last Resort as seen in this picture :) Don't you just hate that when they change the title in different regions? It's a book guys, come on, it's a living creature, you cannot just rename it :) For those of you who haven't tried Jess Kidd YET, I will just say she is a BETTER version of Neil Gaiman with a literary kick and absolute beautiful sadness in the novels. Argh, love you Jess Kidd. Keep writing please! Love, You Biggest fan, Ova x . . . . . . . #bookstagram #bookish #bookobsessed #bookworms #bibliophiles #booknerds #bookdragons #bookaholic #bookobsession #bookstagramfeature #bookaddicts #shelfie #bookblogger #booknerdigans #kimmersbooks #booksforever #amreading #booklovers #bookgram #bookaholic #bookblog #booktography #readersofinstagram #bookhaul #booksofinstagram #Booknookstagram #readingtime📖 #ilovebooks

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La copertina più brutta in assoluto è quella tedesca, su cui non perderò manco un secondo! I tedeschi hanno cambiato il titolo in qualcosa che google traduce come "Santi e altri morti" e questi sono gli elementi che rendono originale il libro. Maud ha delle visioni che parlano con lei e che solo lei vede e sente: sono santi, da Santa Rita da Cascia a San Valentino che vorrebbe tanto che lei trovasse un moroso, che le danno indicazioni su come comportarsi o la mettono in allerta quando qualcosa non quadra. Nel romanzo compaiono però anche dei fantasmi, o meglio delle presenze di morti, che anche loro sembrano voler indirizzare Maud verso la risoluzione del caso. Io di solito non amo molto i romanzi dove c'è troppo sovrannaturale ma in questo caso, per quasi tutto il romanzo, questo elemento è stato ben dosato e non mi ha infastidito.
Per ultima ho tenuto la copertina più calzante: quella in ceco, in cui il titolo dovrebbe (io il ceco mica lo so!) essere fedele all'originale. C'è la casa misteriosa, ci sono i gatti, c'è il vecchio Flood e c'è Maud che fa le pulizie.
Il mio giudizio sul libro era veramente molto positivo quasi fino alla fine del libro. Verso la fine la presenza del soprannaturale diventa davvero molto marcata e mi ha fatto storcere il naso, ma capisco che è una questione di gusto e a chi ama il genere invece non disturberebbe. Se c'è però una cosa che odio sono i libri (ma anche i film!) con un finale aperto: nel libro c'è la storia principale del signor Flood e questa alla fine avrà un capo ed una coda e poi c'è la storia di Maud, che ha subito un trauma gigantesco da bambina e quello rimarrà aperto... che nervi!

Autore: Jess Kidd
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 368 
Dove: Londra e dintorni
A chi può piacere: a chi cerca un libro che sia un po' saga familiare, un po' giallo ed un po' gotico; a chi, a differenza mia, non teme i finali aperti.
Un'altra recensione: ovviamente quella di Read and Play perché io vi ho raccontato questo libro con tante immagini ma Lara lo farà con una colonna sonora appositamente creata per questa lettura.