28 gennaio 2015

blog congelato

Avrei voluto scrivere un super post per annunciarlo, avrei voluto lasciare dei post programmati ma la gestione dei tempi non è la mia miglior dote.


Se ho fatto bene i miei calcoli quando leggerete questo post sarò già in viaggio. Un viaggio lungo verso sud, ma tanto a sud, e sarò sola. Son molto contenta, emozionata ma anche un po' nervosa.

Ora non ho benché la minima idea se riuscirò e vorrò aggiornare il blog, però ho un quaderno e una penna in cui mi appunterò le cose importanti. E poi quando tornerò le condividerò con voi!

Se siete curiosi di viverlo un po' in tempo reale questo viaggio allora seguitemi sulla pagina Facebook del blog... la trovate cliccando sulla f a lato!!


A presto!


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Non ho idea del perché non si veda la F..  se cercate su Facebook la pagina una ciliegia tira l'altra dovreste trovarmi

26 gennaio 2015

La serendipità del mio viaggio: Antonio Berni

Vi è mai successo di andare a cercare qualcosa e scoprire in modo imprevisto qualcos'altro e che qusto qualcos'altro fosse stupendo? Questo si chiama "serendipity" ed è il tema che Elena ha scelto come tema per il "senso dei miei viaggi" di questo mese... e se volete partecipare anche voi c'è tempo fino al 5 febbraio!

Sono entrata al Malba (Museo di Arte Latino Americana di Buenos Aires) per un unico motivo: non ne potevo più di prendere pioggia e i miei piedi avevano bisogno di asciutto. Lo ammetto: ignorante come una capra,  quando la tizia della biglietteria mi ha chiesto se volevo anche l'ingresso alla mostra temporanea di un tizio che non avevo mai sentito ho risposto sì senza pensarci nemmeno due secondi.

Tutto mi aspettavo tranne di entusiasmarmi e pensare che d'ora in avanti se andrò in una città mi informerò se ci sono dei musei di arte moderna!

Vi presento Antonio Berni, anche se velocemente vi avevo già parlato di lui, che a me ha fatto brillare gli occhi! Purtroppo le foto non rendono molto le emozioni che ho provato e nemmeno i diversi materiali con cui son fatte le opere... ma spero di riuscire a passarvi un po' del mio nuovo entusiasmo!

Manifestaciòn, Antonio Berni 1934
Questo quadro è enorme, tanto da richiamare un murales. Informandomi ho scoperto che gli anni '30 erano il periodo dei grandi murales in Latino America ma in Argentina in quel momento c'era la dittatura -tanto per cambiare- e quindi i murales non erano ben visti! I temi scelti dal giovane Berni però erano quelli sociali, della crisi economica della mancanza di lavoro e di pane.

Ramona Montel, Antonio Berni
Ramona Montel è una prostituta e Antonio Berni in un ciclo di dipinti e opere fatte con i materiali più diversi racconta la sua vita: dall'infanzia all'esperienza del bordello fino al matrimonio. Ramona non esiste davvero, è solo una delle tante prostitute della periferia del mondo. Questo personaggio è entrato così tanto nell'immaginario degli artisti argentini che l'ho ritrovato dipinto in un quadro di un altro artista a Cordoba.

Juanito Laguna, Antonio Berni
Juanito Laguna non è un povero bambino, è un bambino povero: così lo descriveva Antonio Berni. Anche Juanito non esiste per davvero o sarebbe meglio dire che di Juanito è pieno il mondo. Anche per Juanito c'è un mondo fatto di stracci, di scarti del mondo, di immondizia, di giochi, di incubi e di sogni. A Juanito hanno dedicato canzoni sia gli Inti-Illimani che Mercedes Sosa. Se avrete la voglia di vedere il video, ascolterete una bella canzone (qui traduzione) e vedrete dei bei quadri forse pure più rappresentativi di quelli che ho fotografato io!

Il mio consiglio è di andare al Malba se si va a Buenos Aires e se mai organizzassero in Italia una mostra su questo artista di non perdersela!

24 gennaio 2015

L'Italiano in Cile

Che cos'è un italiano in Cile?
E' un panino, anzi IL panino!

Esiste nella versione lomo, cioè fettina di carne, e pancho, cioè wurstel.  Costa poco più di 1 euro.
Ovviamente è farcito tricolore: il bianco è la maionese, il rosso sono i pomodori e il verde è l'avocado.

Quando ho tentato di spiegare che in Italia non cresce assolutamente l'avocado, ma non è nemmeno che ne siamo dei grandissimi consumatori, tutti erano increduli!

Fonte web
Son solo io che in Italia non ho MAI mangiato l'avocado?
Sappiate che è veramente una porcata, ma è buonissimo!!!

22 gennaio 2015

Di tutte le ricchezze

di tutte le ricchezze
Erano anni, forse quasi un decennio, che non leggevo Stefano Benni.
Sono fatta così, in tutti i campi: ci sono periodi in cui leggo, mangio, parlo solo di una cosa e poi all'improvviso quella cosa finisce nel dimenticatoio senza una vera ragione.
Succederà prima o poi per i Pan di Stelle, che mi son portata pure qui in Argentina, anche se sono tra le mie passioni più durature. E' successo anche per Stefano Benni, di cui leggevo qualsiasi cosa quando ero al liceo e i primi anni di università.

Di tutte le ricchezze era scontato alla Feltrinelli quest'estate e l'ho messo in valigia pensando di andare sul sicuro con quello che era stato uno dei miei scrittori preferiti.
E invece mi è andata male.

C'è un vecchio professore che è un po' un lupo solitario e la nuova vicina di casa, che invece è una ballerina gnocca. E lui un po' si innamora di lei. La solita crisi di mezza età. Condita dall'ironia di Benni.

Un libro un po' senza capo nè coda, con continui rimandi ad un altro libro che non mi era piaciuto: Le notti bianche. 

Mi è rimasto un dubbio: è Benni che è cambiato con il tempo ed è meno divertente o sono io che sono cambiata... e forse sono meno (oo dviersamente) divertente?

20 gennaio 2015

Andare al mare nel Cile centrale

Nelle vacanze del mio Capodanno  in Cile ne ho approfittato per fare anche un po' di mare oceano e inizare, per una volta in vita mia, il 2015 di una sfumatura diversa da quella del latte cagliato.

La regione di Valparaiso è quella del Cile centrale, quella della capitale Santiago e più vicina alla città di Mendoza.

Io per non farmi mancare nulla son stata a Viña del Mar, di cui vi avevo già velocemente parlato l'altra volta che ero stata in Cile, che è praticamente appiccicata a Valparaiso, e poi son tornata a Isla Negra, un paio di ore a sud da Valparaiso, e a Zapallar, un paio di ore a nord.
Non potevo scegliere località più differenti per vedere questi 150 km di costa: vediamo alcuni aspetti!
Fingersi persone organizzate per fare foto da usare poi sul blog


Oceano: 
L'oceano è congelato, come un lago di montagna. Forse giusto un po' meno a Zapallar che è un po' più al nord.
Per intenderci a Viña gli unici coraggiosi che facevano il bagno erano ragazzini mentre tutti gli altri se ne stavano con il sedere appiccicato alla spiaggia.
E' grande, immenso. Dà l'impressione che diventi subito profondo. E, almeno per me, è poco rilassante: tutti i cartelli di segnalazione delle vie di fuga per gli tsunami mi hanno caricato di qualche ansia. Sulle spiagge cilene non posso dire di aver fatto le migliori dormite della mia vita!
via-de-evacuacion-tsunami
A Isla Negra ci sono molte rocce e scogli su cui si infrangono le onde,
onde-alghe-oceano-pacifico

mentre la costa di Zapallar, in foto, e di Viña è molto più sabbiosa e morbida.

Fauna:
La caccia di un possibile fidanzato tra la fauna dei villeggianti in Cile è fallita miseramente (ma ammetto di non essermi impegnata molto) e quindi mi concentrerò sulla vera e propria fauna.
A Viña in spiaggia c'erano parecchi cani semi-randagi (molto ben pasciuti) che senza fare una piega si addormentavano all'ombra del tuo ombrellone e non si smuovevano nemmeno a pregarli in cinese.
A Zapallar e Isla Negra ho visto questi uccelli, forse pellicani, dal becco lungo e che quando volano lo fanno in fila indiana.
uccelli-zapallar

A Isla Negra però son rimasta di nuovo colpita dalle alghe! E se invece fossero capelli di sirene? vi sembra un'ipotesi poi così improbabile?
alghe-oceano-pacifico

Architettura:
A Isla Negra ci sono andata appositamente per vedere, finalmente, la casa di Neruda. E sono rimasta decisamente soddisfatta! [meriterà un post a parte]
esterno-casa-neruda-isla-negra
Zapallar invece è la Portofino del Cile, o almeno questo è il paragone che è venuto in mente a me. Questa è comunque la località scelta per andare in vacanza dalla classe dirigente di Santiago ed è impossibile non notarlo dalle bellissime ville a picco sul mare con giardini strepitosi:
ville-con-fiori
A Viña invece nonostante la foto con il libro sulla sabbia facesse pensare chissà a che spiaggia, ero circondata dai palazzoni...
palazzi-viña-del-mar
Pappa:
I tre pranzi che ho fatto in spiaggia in Cile rispecchiano esattamente la tipologia di località in cui mi trovavo. 
A Viña mi son sbaffata una specie di enorme sfogliatella, che si chiama Palmeras, ma avrei potuto scegliere tra un'immensità di altre cose: pannocchie al burro. empanadas, succhi di ananas fatti al momento e anche del pane appena sfornato da un "forno portatile" di fango.
palmeras-dolce-cileno
Ad Isla Negra i ristoranti erano poco distanti dalla spiaggia e c'era una grande varietà di scelta: io ho optato per una empanada gigantesca. E' da sapere infatti che le empanadas cilene son praticamente grandi il doppio rispetto a quelle argentine.

A Zapallar c'era un unico ristorante sul mare e sembrava un posto decisamente esclusivo: io ho finito con il mangiare un pezzo di pane e un gelato!!

E so che rischio di diventare ripetitiva, ma io di quel poco di Cile che ho visto me  ne son innamorata!

18 gennaio 2015

Leggere Harry Potter in spagnolo | Harry Potter y la piedra filosofal

Leggere Harry Potter in spagnolo è strano.
Sembra quasi di leggerlo in inglese.
A differenza di quanto ha fatto la casa editrice italiana, quella spagnola ha scelto di lasciare invariati i nomi dei personaggi e solo ogni tanto di mettere una piccola spiegazione in spagnolo tra parentesi per rendere più chiaro che cosa vogliano dire in inglese.
Come soluzione mi piace molto, anche se io avrei preferito delle note a piè di pagina. Ma son sottigliezze, me ne rendo conto.
harry potter sul comodino

E poi adoro questa copertina, che secondo me è tra le migliori al mondo. Far di meglio di quella italiana in effetti non è difficile: pensate che nella prima edizione il nostro Harry Potter, chissà perché, non aveva gli occhiali!
Ma anche gli spagnoli hanno preso qualche bell'abbaglio nella traduzione: lo sapevete che Neville non ha un rospo, ma una tartaruga... i grandi misteri della traduzione!

16 gennaio 2015

Storia di chi resta e di chi fugge e Storia della bambina perduta di Elena Ferrante

La saga de L'amica geniale sono 1800 pagine occhio e croce. Le ho ingurgitate in meno di un mese, riscoprendo un modo di leggere appassionato che era un po' che mi mancava.

Non posso fare altro che consigliarvi di entrare in questa Napoli nascosta in compagnia di Elena Ferrante e scoprire una storia lunga una vita in compagnia di Lina e Lenù. Come cambieranno le loro vite, vedremo cambiare anche il nostro Paese: L'amica geniale è un modo decisamente originale per conoscere la storia di un'Italia che non c'è sui libri di scuola (chi è arrivato con i programmi di storia davvero ai giorni nostri?).

elena ferrante

Il terzo libro della saga, Storia di chi resta e di chi fugge, è il più ostico dei quattro: tante sfumature tra i diversi movimenti della sinistra extraparlamentare rendono la lettura a tratti meno scorrevole. A dir al verità per un attimo mi ha ricordato il mio caro Hugo quando con dovizia di particolari raccontava le differenza di vedute dei ragazzi delle barricate.

Storia della bambina perduta è invece più angosicante, fin dal titolo. Sfogliare le pagine del libro significa aspettarsi che si abbatta una disgarazia su Lina o Lenù, con la curiosità di scoprire che cosa sia successo a Lina e perché sia scomparsa,