17 ottobre 2014

Uomini e tomini

Il mio T9 non riconosce la parola "uomini", ma solo tomini. Uomini la devo inserire manualmente.

Sono cose su cui riflettere all'alba dei 29 anni
?

Ho tante cose da raccontare ma internet da casa è scomparso da una settimana e dal cellulare divento scema a scrivere... vedró come organizzarmi!

Buon fine settimana a tutti!

07 ottobre 2014

L'amore fragile - Nadar desnudas

Se c'è una cosa che non capisco delle case editrici è quando ti cambiano il titolo di un libro stravolgendone il significato.

[QUI la recensione ufficiale, a seguire una serie di considerazioni]

L'amore fragile, o come preferisco io Nadar desnduas, è un bel libro che ha un titolo scialbo.
E' indubbio che Carla Guelfenbein, l'autrice, parla di amori: quello tra padre e figlia, quello tra due amiche, quello passionale verso l'amica della figlia e quello per il proprio paese, il Cile. Tutti i personaggi sono fragili Diego, il padre farfallone in primis, Morgana, l'amica che si innamora dell'uomo maturo, e la povera Sophia lo è da sempre, ancora prima di sentirsi tradita da padre e migliore amica.
L'immagine delle amiche che nuotano nude ricorre dall'inizio alla fine del libro ed è davvero molto esplicativa! Valli a capire quelli delle case editrici!

Il libro unisce i due 11 settembre, quello cileno e quello americano.
Ho apprezzato molto come l'11 settembre e la caduta di Allende sia solo uno dei tanti passaggi che porta alla dittatura. I segnali c'erano eccome ma molti preferivano non accorgersene e anche dopo, quando la dittatura c'era, molti preferivano vivere facendo finta che nulla fosse cambiato. L'angoscia della storia di un paese alla deriva si sposa a meraviglia con quella dei protagonisti di questo strano triangolo amoroso.

Un libro decisamente consigliato (****)... e poi il prossimo fine settimana me ne vado torno in Cile!!! Evviva!

05 ottobre 2014

I ponti (prima) del mio viaggio

Che io sia pronta a tutto per partecipare al senso dei miei viaggi, non è una novità!
Il tema dei ponti, scelto da Fiorievecchiepezze, mi ha subito affascinato, ma... io ho deciso che avrei dedicato tutti i sensi dei miei viaggi all'Argentina per quest'anno. Solo che Mendoza, anche se non sembra, è in mezzo a un deserto!

Certo potrei parlarvi del Puente del Inca, una specie di ponte di roccia naturale, che non è molto distante da qui ma che per mille motivi non ho ancora visitato!
Fonte web
Oppure avrei dovuto fotografare le acequias, che son l'orgoglio di Mendoza. Ovvero una serie di canali di irrigazione che portano dai ghiacciai delle Ande l'acqua fino a Mendoza e le permettono di sembrare una bella città alberata. In realtà ormai las acequias son dei canali sporchi e pieni di immondizia e, nonostante me lo sia ripromesso più volte, non ho mai voglia di mettermi a far foto.

E allora?
Allora vi porto dove tutto è iniziato: la città che ha fatto da ponte per iniziare questa mia nuova avventura argentina... vi ricordate quando ero andata a Roma per fare il colloquio?




... perché ogni occasione è buona per tornare a Roma!

01 ottobre 2014

Ser feliz era esto

Qui a Mendoza non ci sono le grandi librerie come ormai siamo abituati in Italia. Chi lo sa se a Buenos Aires ci sono le equivalenti delle nostre Feltrinelli. E per me è un pasticcio!
Io, che in questo anno volevo approfittarne per leggere qualcosa di qualche autore argentino che non si riuscisse a trovare in Italia, mi trovo un po' disorientata. Ho provato a cercare sui blog ma anche in questo caso la ricerca non è facile! Insomma sono una lettrice spaesata!

Quasi per caso ho scoperto che era uscito da poco Ser feliz era esto, la copertina mi piaceva, ambientato a Buenos Aires e me lo son andata a comprare.

La storia non sembra essere di quelle particolarmente originali: un padre, Lucas, scopre all'improvviso di avere una figlia quattordicenne, quando la ragazzina le suona il campanello e le dice che sua mamma poco prima di morire le aveva rivelato l'identità di suo padre.
Lucas e Sophia devono imparare a conoscersi e troveranno uno nell'altro un confidente per i loro segreti. Alla fine mi si sono pure inumiditi gli occhi.
Villa Gesell - fonte web
Finendo di leggere questo libro son arrivata alla conclusione che forse i libri migliori, o che per lo meno mi piacciono di più, son quelli con la trama meno originale ma scritti così bene da farti affezionare ai personaggi.

Mi è piaciuto tanto: mi ha divertito ritrovare scritto lo spagnolo-argentino che parlicchio, ritrovare il mate ogni due per tre, avere conferma che Mar del Plata e dintorni son l'equivalente della nostra
Rimini (e quindi no, non ci andrò!).

Ve lo consiglierei davvero, ma non esiste la traduzione in italiano e non credo arriverà mai, nonostante Eduardo Sacheri non sia proprio uno sconosciuto.
CocaCola life --> qui le mie impressioni
Avete visto Il segreto dei suoi occhi, il film che ha vinto l'oscar nel 2009? Ecco, lui è l'autore del libro da cui hanno trattato il film!
Se non sapete lo spagnolo vi consiglio di vedere assolutamente il film, che mi era piaciuto tantissimo, o di leggere il libro, che questo è l'unico di Sacheri che si trova tradotto in italiano.
Se invece sapete lo spagnolo, provate a leggere questo libro... a me ha encantado! :)

30 settembre 2014

Suicidio alimentare versione Argentina

C'è un posto sulla strada che fa il pullman che si chiama Leonardo Da Vinci. Sottotitolo l'arte di fare la pizza. Logo: omino di Da Vinci con in mezzo alle gambe un bello spicchio di pizza. A me fa morire dal ridere, ma questo effettivamente non ci azzecca nulla.

"Leonardo" ti porta a casa la cena e sta volta ammetto che abbiamo un po' esagerato.

Patatine Plus: ovvero patatine fritte con uova fritte e prosciutto. Un po' molli le patatine a dir la verità.

Lomopizza: il classico panino qui è il lomito. Il lomito è  solitamente lungo come il mio avambraccio ed è un panino con la fettina. Nella versione lomopizza si sostituisce il pane con due tranci di pizza, uno sopra e uno sotto.
Buono eh, solo che coincide con un vero e proprio suicidio alimentare!

Voi avete mangiato robe ancora più scrause?
La sfida è aperta! Son curiosa!

26 settembre 2014

24 settembre 2014

Cronica de una muerte anunciada

I giochini con i libri mi piacciono un sacco e non solo perché adoro perdere tempo. Servono per ripensare ai libri letti, a quelli che ti eri ripromesso di leggere e non l'hai mai fatto, a quelli di cui ti sei scordato la trama...
Qualche settimana fa Una fragola al giorno proponeva di consigliare il miglior libro letto di un premio Nobel: oh cacchio io non avevo mai letto il libro di un premio Nobel. Fino a quel momento non lo sapevo.

Ora sì, ora ho letto Marquez e, ahimè, non mi è piaciuto!

L'ho preso, l'ho lasciato, l'ho ricominciato, mi ci son sforzata...
Ho provato a leggerlo pure ingurgitando i miei taralli preferiti, che qui non son un bene scarso perché ne ho portati in valigia un quantitativo industriale, credo al limite di quello che possa essere considerata un'attività di import/export!

Alla fine non mi ha coinvolto e mi son obbligata a finirlo! Peccato...
Prima o poi però leggerò Cent'anni di solitudine: non mi lascio scoraggiare!

Tra l'altro ho una nuova droga passione che si chiama instagram... e ho deciso di fotografare i libri che leggo con quello che mangio... due delle mie attività preferite e che spesso pratico contemporaneamente! le trovate come #nonsileggeatavola , chi si unisce?