20 giugno 2018

Il peso dei segreti

Cercavo un libro "asiatico" e sono stata fortunata: sono andata praticamente a naso, scegliendo velocissima in biblioteca la mia prossima lettura, che avesse un nome che mi portasse ad est.
Il peso dei segreti di Aki Shimazaki è stato un modo molto toccante per conoscere qualcosa della storia di un paese di cui so poco e nulla: il Giappone.
Quando leggerete sull'aletta che questa è una pentalogia non fatevi prendere dal panico: è stato inizialmente pubblicato come 5 romanzi separati, ma la versione italiana di Feltrinelli li riunisce in un libro solo!

Dans cette saga composée de cinq courts romans centrés chacun sur un personnage différent, Aki Shimazaki nous donne à voir cinq facettes d'une histoire familiale. ✉ On y découvre le Japon du XXe siècle à travers plusieurs événements particulièrement tragiques. 🗻 La violence des chocs émotionnels est pudiquement révélée par un style épuré, simple en apparence mais à la forme très travaillée.🌹 Les titres, qui désignent des éléments naturels (fleurs, oiseaux, coquillages, lucioles), en sont un bel exemple : ils apportent un éclairage métaphorique sur le destin et la psychologie des personnages. 📚 Avec ses sublimes couvertures, ses protagonistes attachants et son écriture allant droit au but, j'ai dévoré et adoré cette série ! 😍 Je vous conseille de tracer un arbre généalogique pour ne pas vous perdre entre les générations. 😄 ↪ À lire absolument pour tous les amateurs de fresques familiales. Chaque tome se lit en 2 ou 3 heures, vous ne serez pas déçus ! 😀📘 #akishimazaki #petitmoispetiteslectures #tsubaki #hamaguri #tsubame #wasurenagusa #hotaru #lepoidsdessecrets #instabook #instalivre #bookstagram #livraddict #livresque #litteraturejaponaise #japon #instajapon #blogueusebelge #bloglitteraire #conseilslecture #lemeac #actessud #babeleditions
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Aki Shimakazi ci racconta la storia di un uomo che viene avvelenato a Nagasaki la mattina del 9 agosto 1945. Ovviamente in quel caos nessuno scoprirà mai che la assassina è Yukiko, la sua stessa figlia poco più di una ragazzina!
Yukiko ormai anziana, poco prima di morire, lascerà una lettera alla figlia in cui le confessa l'omicidio e le chiede di mettersi sulle tracce del suo fratellastro: la donna fino a quel momento non aveva mai sospettato di avere uno zio.


Inizia così un viaggio nella memoria di tutti i personaggi coinvolti, tranne il morto fedifrago, e soprattutto nel corso di un secolo di storia giapponese.
Io del Giappone sono completamente ignorante ed ammetto di non sapere nulla della sua storia, però avevo l'idea che fossero un popolo estremamente gentile ed accogliente.
Ho scoperto invece che sono stati (e forse sono ancora) profondamente razzisti, sia tra giapponesi di regioni differenti ma soprattutto con i coreani. Gli eventi raccontati rispetto ai coreani mi hanno davvero sconvolto.
Questo libro merita una lettura approfondita perché è un modo poco impegnativo per conoscere una pagina oscura della storia del Giappone.
La trama è coinvolgente e l'alternarsi dei punti di vista rende dinamica la lettura.
Davvero un bel libro!

15 giugno 2018

Tag Very Pop Blog - Le nostre estati del passato

MiziMoz ha avuto una bella idea per prepararci nell'attesa dell'estate 2018... che chissà cosa e dove ci porterà!
Moz ci chiede di fare un esercizio di memoria e tornare indietro alle estati della nostra infanzia e andare a recuperare i vari ricordi... per me è stato davvero molto divertente.

Le regole sono semplicissime:
1- Elencare tutto ciò che è stato un simbolo delle nostre estati da bambini, in base ai vari macroargomenti forniti;
2- Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a
https://mikimoz.blogspot.com/2018/06/le-mie-estati-da-bambino.html
3- taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.



Pronti? Allecciate la cintura della macchina del tempo che fra poco sarete catapultati nelle mie estati degli anni '90!

GIOCO IN CORTILE

A me d'estate piaceva tantissimo "cucinare" e come delle brave cuoche attente alla salute delle nostre bambole cucinavamo... rispettando le stagionalità XD
Prima della fine della scuola con mia sorella preparavamo tantissime "pastasciutte" con i gambi dei denti di leone, mentre in piena estate ci divertivamo un sacco a fare la "cacata", ossia una minestra con le foglie dei cachi del vicino (e metà del divertimento era garantito dal nome della pietanza!).
Quando l'estate stava per finire ed iniziavano i primi temporali di agosto, mia nonna ci liberava in giardino alla raccolta di lumache rosse che mettevamo dentro una soluzione di acqua e sale... ci divertivamo un sacco! Sono stata una bambina sadica prima di diventare vegetariana!

GIOCO IN SPIAGGIA

Per qualche motivo che non ricordo i nostri (miei e di mia sorella) castelli di sabbia avevano un nome molto più romantico: le case dei topi... che bambine dai gusti raffinati!

FUMETTO

Avevo una vera e propria passione per tutto ciò che aveva a che fare con la morosa di Topolino, quindi il giornalino che mi faceva compagnia in spiaggia d'estate (se mi comportavo bene) era Minni!
D'inverno non credo lo leggessi spesso, ma sicuramente usavo i segnalibri che si trovavano nel giornalino con tutti i personaggi Disney...

CIBO

La mia nonna a giorni alterni mi preparava le frittelle di fiori di zucca rigorosamente non ripiene e non salate... e io ne mangiavo una dozzina (minimo) prima di pranzo!
Effettivamente ora che ci penso mi chiedo perché si preoccupasse se poi non mangiavo pranzo!

CANZONE

Era l'estate 1994: la tremenda estate della mia pertosse ed io ascoltavo solo ed unicamente a palla Remix '94. Era una cassetta arancio fluo e una delle mie canzoni preferite era Nord Sud Ovest Est!

LIBRO:

Adoravo mettere il naso tra i libri di mia mamma da bambina: ricordo di aver scoperto così Il giornalino di Gianburrasca, che  mi era piaciuto tantissimo, e Piccole donne, che invece non ho mai finito!

FILM:

L'estate non è la stagione dei film ma ricordo che al mare andavamo al cinema all'aperto... e una volta avevamo visto uno dei miei film preferiti in assoluto: Mr Doubtfire!

LUOGO:

Il luogo delle mie estati è sempre stato Laigueglia e i bagni La Vela con i loro ombrelloni blu e le sdraio gialle: erano il mio pensiero felice per tutto l'inverno!

VIDEOGAME:

Avrei sperperato tutti i miei denari alle macchinette dei videogame in cui si giocava a Puzzle Bobble: non me ne piaceva nessun altro, ero solo ossessionata da quello!



GIOCO DA TAVOLA:

Le carte ci hanno fatto compagnia in tanti pomeriggi quando era ancora troppo caldo per andare in spiaggia oppure faceva brutto e si doveva rimanere in casa.
Il mio gioco preferito era Scopa all'asse.

GIOCATTOLO:

Avete presente quelle specie di racchettoni con il velcro? Adoravo!

TELEVISIONE:

La mattina su Italia 1 c'era Settimo Cielo!!!

LIFE:

Ero una bambina campagnola a cui piaceva da impazzire stare all'aria aperta, che fosse stare nei prati di casa, in gita in montagna o su una spiaggia. L'importante però è che non si giocasse a correre/prendersi: insomma, non sono cambiata di molto!

FOTO:
Estate 1989 probabilmente

Sentitevi liberi di prendere questo tag anche se non siete fra i 5 nominati: sono curiosa di volare in tante altre vecchie estati!

Icaro
Patalice
Nat
Silvia
Sara


10 giugno 2018

Trasfondo

Se non conoscete la storia della guerra delle Malvinas, Trasfondo, scritto da Patricia Ratto, non fa per voi.
Tutto pronto per la recensione: libro, appunti del Salone del Libro, romanzo ed atlante!

Che cosa siano le Malvinas non è necessario saperlo in modo approfondito: sono le Falkland!
Basti sapere che sono due isolotti sperduti nell'Oceano Pacifico, dove non c'è nulla di particolare, ma hanno una posizione strategica per avere un accesso futuro alle risorse dell'Antartide. E questo è uno dei motivi per cui nel 1982 scoppiò una guerra tra l'Argentina della dittatura militare e il Regno Unito della Tatcher.
[Questo è grosso modo quello che ho capito dopo una visita al limite del surreale nel Museo delle Malvinas a Buenos Aires]
museo-islas-malvinas-buenos-aires
Là lo chiamano Museo, io lo chiamo "Pura Propaganda Politica"
Gli argentini si sentono davvero derubati di un bene quindi con loro non dovrete mai usare la parola Falkland, hanno un giorno festivo dedicato alle Malvinas (il 2 aprile, il giorno in cui è iniziata la guerra) e ricordano i loro eroi morti anche al centro di Buenos Aires in Plaza de Mayo e se andrete in Terra del Fuoco li troverete ancora più caldi sull'argomento.
ushuaia-navi-pirata-
Proibito l'attracco della navi PIRATA inglesi - Ushuaia
Questo libro non è per tutti per due motivi:


  • la storia dei ragazzi mandati allo sbaraglio su un sottomarino mal equipaggiato è poco nota agli stessi argentini: Patricia Ratto, l'autrice, al Salone del Libro ha detto chiaramente che quando ha ascoltato per la prima volta la testimonianza di un reduce del sottomarino San Luis non ne sapeva nulla. La ricostruzione della storia di questi militari, che per 39 giorni hanno tentato di difendere le coste delle isole Malvinas dagli inglesi su un mezzo dove persino i sistemi per le comunicazioni lasciavano a desiderare, è stata difficile perché non si trovano documenti ufficiali. Probabilmente la dittatura, che in quel momento si trovava in grande difficoltà, cercava delle vittime con cui influenzare l'opinione pubblica ma si è ritrovata con 35 uomini che erano il simbolo della sua sconfitta: questi ragazzi furono fatti sbarcare di notte in modo vergognoso e senza alcun onore in una piccola località vicino Mar del Plata.
  • Fonte: il manifesto


  • Lo stile è volutamente claustrofobico: l'autrice ha spiegato come oltre alla ricerca storica abbia dovuto avviare una ricerca tecnica su che cosa significhi vivere in un sottomarino. Il suo stile rende molto bene l'idea di avere poca aria, i rumori dei motori, la mancanza di luce naturale: sembra per davvero di soffocare durante la lettura, ma questo dopo un po' rende pesante la lettura.
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Trasfondo di Patricia Ratto è una lettura adatta a chi è impallinato con la storia dell'Argentina oppure per chi ama i sottomarini.


05 giugno 2018

Ciao Maggio

Questo 2018 continua ad essere un anno difficoltoso, più che difficile. Un anno in cui per non andare giù bisogna trovare tutte le forze possibili ed immaginabili per galleggiare. So anche di essere fortunata perché quando mi lascio prendere dallo sconforto c'è sempre qualcuno accanto a me che mi tende la mano o mi prende per i capelli (non sempre i metodi gentili sono i più funzionanti, lo so!).

Maggio è il mese in cui ho iniziato la dieta, che chissà fino a quando avrò voglia e determinazione di proseguire... mai mangiato così sano in vita mia!

E maggio è anche quel mese in cui (temporali a parte) si inizia a mettere un piede verso l'estate e finalmente mi sono decisa a prenotare le vacanze... alla fine se si guarda il bicchiere mezzo pieno non è andata poi così male!

Libri di maggio
A maggio ho letto meno del solito, ma considerando che uno dei due libri superava le 800 pagine sono stata lo stesso parecchio con il naso tra le pagine... come dice il barista del bar vicino all'ufficio "Federica ogni tanto leggitelo un libro che ti fa bene!"

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì: leggete il primo della Pancol che merita, gli altri fateveli raccontare.












Mia nonna saluta e chiede scusa: titolo e copertina invoglianti, ritmo lento, qualche lacrimuccia alla fine.








Film:
Era una vita che non vedevo un film, non solo al cinema ma nemmeno a casa.
Ho visto Confusi e felici solo perché c'era Claudio Bisio e mi sono davvero divertita tanto a vedere questo psicanalista circondato da tanti "matti moderni"/ i suoi pazienti che devono aiutarlo quando il depresso sta diventando lui!








Giretti:
Maggio a Torino "fa rima" con il Salone del Libro. 
Ammetto che a me il Salone non piace moltissimo: troppa gente, troppi libri, troppo tutto ed io nella confusione divento una ameba.
Da alcuni anni però ho trovato la mia personale formula per vivere al meglio il Salone: scelgo un incontro che mi interessi, possibilmente non nel fine settimana, e vado apposta per quello e faccio un giro rapidissimo solo dove so che ci possono essere novità interessanti o sconti appetitosi.
Quest'anno ne ho approfittato per comprare la guida della Lonely Planet, che al Salone sono sempre scontate, ed un libro ambientato nei paesi che visiterò ad agosto!
Per l'incontro con l'autrice invece ho scelto Patricia Ratto: è un'argentina e ha scritto un libro sulla guerra delle Malvinas (o Falkland). L'incontro è stato davvero molto molto interessante!

Con alcune amiche un sabato pomeriggio abbiamo deciso di andare a vedere i narcisi in un posto vicino a casa dove nessuna di noi era mai stata, ma avevamo visto foto bellissime su instagram.

Ed invece non è andata come preventivato: sole non pervenuto, narcisi chiusi, noi bagnate-quasi-zuppe ma divertite!

30 maggio 2018

Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì

Sono giunta alla fine della saga della Pancol: dopo il primo libro "sui coccodrilli" bellissimo e molto coinvolgente e il "secondo delle tartarughe", sono arrivata dopo 2000 pagine alla fine della trilogia con Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì.


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Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì racconta l'ultima fase della transizione della protagonista Josephine da brutto anatroccolo goffo ed impacciato a cigno, ovvero donna sicura di sé ed orgogliosa dei suoi progressi. (Scusate se sono rimasta in tema di paragoni animaleschi!).
Ovviamente continuiamo anche a seguire i progressi delle sue figlie e di tutta la sua famiglia allargata.


Del primo libro mi era piaciuto il 90% dei contenuti e c'era solo una nota che mi era sembrata stonata, nel secondo libro quella nota era diventata più importante e nel terzo ogni tanto mi ritrovavo a pensare "e poi che ancora?!?!": la regina Elisabetta, Einstein, Cary Grant e per finire la lettura nel pensiero!

Souvent la vie s’amuse. Elle nous offre un diamant, caché sous un ticket de métro ou le tombé d’un rideau. Embusqué dans un mot, un regard, un sourire un peu nigaud. Il faut faire attention aux détails. Ils sèment notre vie de petits cailloux et nous guident. Les gens brutaux, les gens pressés ignorent les détails. Ils veulent du lourd, du clinquant, ils ne veulent pas perdre une minute à se baisser pour un sous, une paille, la main d’un homme tremblant. Mais si on se penche, si on arrête le temps, on découvre des diamants dans une main tendue... Et la vie n’est jamais plus triste. Ni le samedi, ni le dimanche, ni le lundi. #lesecureuilsdecentralparksonttristeslelundi #katherinepancol #livre 📚 #litterature #française #bonheur #humour #fraicheur #roman #book #french #literature #england #love #wayoflife #sunny #monday #joy #happiness #hobby #break in the #sun
Un post condiviso da Pauline (@datgirlsagenius) in data:

E' proprio vero che a volte il dono della sintesi aiuta: se avesse aggiunto altre 100 pagine al primo libro e l'avesse finito così sarebbe stato perfetto! Invece così la storia si è trascinata per le lunghe ed ha perso di brio...
Quindi se vi piacciono le saghe ve lo consiglio, ma non più con l'esaltazione che avevo appena finito il primo volume... peccato!

24 maggio 2018

Le biblioteche di Manchester (e di Liverpool)

Tra le cose più interessanti di Manchester (che ammetto che non mi ha conquistata) ci sono le sue biblioteche storiche, eleganti, importanti.

La più importante è la Chetam's Library perché è anche la biblioteca anglofona più antica che ci sia.
La biblioteca si può visitare solo con una visita guidata ma gratuita (come in molti altri musei della città si fa semplicemente un'offerta libera per entrare): fate quindi attenzione agli orari indicati sul sito e tenete presente che la visita è solo in lingua inglese.
La biblioteca di per sé non è molto grande ma l'effetto-Hogwarts è assicurato.
Qui vi mostreranno la più piccola copia de Il capitale esistente e vi faranno vedere la finestra ed il tavolo su cui studiavano Marx ed Engel quando si incontrarono proprio a Manchester!
Chetams-manchester

Mi è piaciuta però molto di più un'altra biblioteca di Manchester: la John Rylands Library. 
Anche qui l'ingresso è completamente gratuito, ma non c'è la visita guidata.
Rimarrete impressionati dalle scalinate che sembrano quelle di un castello, dalle teche con i libri antichi e quando ci sono stata io c'era pure una mostra sui colori.
La cosa che però mi è piaciuta di più è stata la sala di lettura: sembra quasi una chiesa, ci sono teche che raccontano la storia e c'è gente che studia per davvero! E' stato straordinario camminare in una sala dove sicuramente hanno letto nel corso di un secolo tante persone ed oggi c'era gente con il computer portatile che lavorava. Questa biblioteca non è un luogo da visitare ma un luogo da vivere!
[per saperne di più leggete questo bel post di Giovy]
Mr John Rylands nella sala di lettura della biblioteca che porta il suo nome
Ma la biblioteca che più mi ha colpito e mi ha lasciato stupita inebriata è stata la biblioteca centrale di Liverpool (e per gli stessi motivi merita anche quella di Manchester, anche se è meno spettacolare!).
Questa è una biblioteca vera! Ovvero un posto dove puoi prendere in prestito un libro dopo averlo cercato tra gli scaffali, prendere le scale mobili in un clima assolutamente moderno e poi ritrovarsi in una sala con l'orologio a pendolo.
Io se vivessi a Liverpool andrei spesso a prendere un caffè nel bar di una biblioteca così....
Alzando gli occhi in biblioteca... 
L'enorme sala di lettura per i bambini dove tutto è a misura di bambino
Posti dove gli occhi brillano!!!



18 maggio 2018

Mia nonna saluta e chiede scusa

Mia nonna saluta e chiede scusa è uno di quei libri che non può passare inosservato in una libreria: ha un titolo che ti incuriosisce e una copertina magnetica se sei un fan di Harry Potter (ed io modestamente lo sono!).


La bambina in copertina si chiama Elsa ed è una bambina speciale e come tutti i bambini speciali non va a genio ai bambini della sua scuola che la inseguono in continuazione per bullizzarla.
Se guardate bene la copertina vedrete che Elsa in mano stringe una busta, ancora più in evidenza  nella copertina bulgara rispetto a quella italiana.
La nonna di Elsa, che per quasi 8 anni è stata la vera paladina di questa bambina speciale, è morta e le ha lasciato un compito importantissimo: consegnare una serie di lettere a persone che in passato ha ferito e che, per l'appunto, saluta e a cui chiede scusa.


Elsa in questa missione però non sarà sola e trova il primo vero amico della sua vita: di primo acchito sembrerebbe un gigantesco cane da combattimento, ma in realtà è un... wors! Cos'è un wors? Se non lo sapete è perché non siete mai stati nel paese-da-quasi-svegli. E se non sapete cosa sia il paese-da-quasi-svegli significa che non avete mai conosciuto la nonna di Elsa e non avete mai ascoltato le sue fiabe con cui raccontava il mondo alla sua bambina.
Elsa ed il suo wors scopriranno piano piano, lettera dopo lettera, i segreti di chi vive nel loro palazzo...

Вторая книга Бакмана не впечатлила, как первая - не было ни кома в горле ни скупой слезы, самое интересное для меня оказались истории жизни соседей. Не то чтобы я перестала ждать выхода третьей книги в мае, но уже не с таким рвением, как прежде #instapic #instabook #backman #fredericbackman #minmormorhälsarochsägerförlåt #bookstagram #book #books #reading #hobby #бакман #фредерикбакман #бабушкавелелакланятьсяипередатьчтопроситпрощения #синдбад #издательствосиндбад #книги #мирдолжензнатьчтоячитаю #книга #хобби #чтение #читайгород_доставляет
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La versione coreana della copertina invece punta tutto sull'ambientazione: l'autore, Friederik Backman, è svedese e non fa riferimento a nessun luogo particolare se non al palazzo dove vive Elsa con la mamma ed  il suo nuovo compagno e dove, sullo stesso pianerottolo, abitava anche la nonna.
Però si parla spesso di glögg e ciambelline alla cannella, quindi sì siamo ufficialmente in Svezia.
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Come avrete intuito da tutte queste copertine, Mia nonna saluta e chiede scusa ha avuto un grande successo ed è stato tradotto in tantissime lingue.
Però a me non è piaciuto molto: l'ho trovata una lettura decisamente lenta e poco coinvolgente.
Questo continuo clima "da favola" a me dopo un po' ha stufato.
Salvo invece il finale perché ha un ritmo un po' più incalzante e fa commuovere (e a me piace tanto piangere!).
Mia nonna saluta e chiede scusa è uno di quei libri su cui è difficile dare un giudizio: né belli né brutti, difficili da lodare ma impossibile da massacrare, dei libri "mah, sì se vuoi leggilo però..."
Se vuoi leggere una bella recensione di chi ha apprezzato questo libro ti consiglio il post della lettrice rampante.