26 giugno 2019

Giugno 2019

Giugno è un mese di passaggio, di "devo fare assolutamente questo c***o!" e "quando sarò su...": giugno per il terzo anno di fila l'attesa della partenza per la colonia.
Quest'anno giugno, almeno per me, è stato un mese brevissimo: poco più di due settimane!
La prima ho lavorato ancora a scuola (i bidelli rimangono anche a luglio e agosto), la seconda mi sono fatta un po' di "ferie".

Ora se non ci sono stati intoppi, mentre si autopubblica questo post dovrei essere su Italo in direzione est!

Libri:
Poco tempo ma ho letto libri belli: le recensioni le ho programmate per le prossime settimane (mamma mia che brava).
Tutti i mercoledì di luglio troverete (molto probabilmente) un post che ho programmato in queste settimane con le recensioni dei libri di giugno! Dalla montagna dove sarò forse (app di blogger del pleistocene permettendo) riuscirò ad aggiornare il blog, ma almeno sono certa che fino a metà luglio il blog non andrà in vacanza totalmente...

Le anteprime dei libri letti a giugno:


Sovietistan: un diario di viaggio in Asia Centrale: ben documentato, con uno stile scorrevole. Bellissimo!










Resto qui: un romanzo che racconta la storia vera di questo campanile che spunta dalle acque del Lago di Resia in Alto Adige. Merita!










Il vento di Santiago: un libro per ragazzini per capire che cosa è stata la dittatura cilena. Non male.










Gli audiolibri:
Per dare un giudizio su questo nuovo (almeno per me) modo di lettura è ancora presto, ma per ora sono contenta.
Mi propongo di scriverci un post quando mi sarò fatta un'opinione un po' più approfondita.
Per ora ho ascoltato:


Harry Potter & la pietra filosofale: è una storia che conosco a memoria perché ho perso il conto di quante volte ho riletto i libri di Harry Potter.
La voce di Francesco Pannofino rende questa lettura/ascoltatura molto coinvolgente.
Non mi piace molto la scelta però di lasciare alcuni nomi in inglese e altri tradurli: avrei preferito scegliessero una linea comune.













Ma è stupendo di Diego Passoni:
Conosco Diego perché adoro i suoi interventi a Pinocchio su Radio Deejay. 
E' una voce conosciuta e mi piaceva l'idea di ascoltare un libro nuovo (nel senso che non lo avevo mai letto prima) ma con una voce familiare.

Ma è stupendo è la storia di Diego, dalla infanzia, alla scelta di entrare in seminario e poi scoprirsi gay.
Non è un libro imperdibile ed è pensato per chi già conosce Diego radiofonicamente.
Alla fine ti lascia un bel messaggio, ma sinceramente non mi sento di consigliarne la lettura, ma se uno vuole ascoltare qualcosa di leggero ma non stupido può essere una buona idea.




Per film e giretti in queste due settimane non c'è stato tempo, ma per caffè merende e gelati buonissimi invece il tempo -e lo spazio- si trova sempre!

E come si salutano gli autoctoni friulani dove sono diretta ... mandi Luglio! 
Sono contenta di ritrovarti... e non solo per questo!
Le colazioni a base di frutta che piacciono a me



20 giugno 2019

Che libro mi porto in vacanza?

Che libro mi porto in vacanza? è la domanda che tutti noi lettori "cartacei" ci poniamo quando dobbiamo chiudere la valigia.
Dopo innumerevoli cambi di idea ecco i miei 5 consigli su cosa portarsi in giro tra i libri letti negli ultimi 12 mesi: troverete libri nuovissimi e qualcuno più datato per lettori di Tutti i gusti + 1 [cit.].
Se vorrete approfondire, cliccando sul titolo del libro verrete rimandati al post in cui l'ho recensito...

Buona lettura a tutti!!!

1) Per chi ama i gialli:
In vacanza è bello leggere gialli appassionanti e coinvolgenti, perché uno ha il tempo di leggere tutto d'un fiato e senza interruzioni.
Se ancora non avete letto La verità sul caso Harry Quebert è giunto il momento di rimediare... ed anche velocemente!
Perché? Perché ormai lo hanno letto tutti, ormai ci hanno fatto una serie tv!
In breve: 30 agosto 1975 scompare da un tranquillo paesino una ragazzina ed il cadavere viene ritrovata 30 anni dopo nel giardino di un famoso scrittore, che aveva scritto un libro su un amore impossibile proprio tra una ragazzina ed un uomo adulto.... il caso è finalmente risolto?
harry-quebert-libro

2) Per chi vuole distrarsi:
Dieci piccoli infami di Selvaggia Lucarelli sembra scritto (e probabilmente lo è) per essere letto sotto l'ombrellone.
Leggero e divertente, si può prendere e posare mille volte ed offre mille spunti per chiacchierare.
Tutti noi, come Selvaggia, ci siamo imbattuti in qualche infame che ci ha reso persone peggiori, dall'ex fidanzato psicopatico alla maestra stronza!
Fonte: La lettrice controcorrente
3) Per chi cerca la storia travolgente:
Volete uno di quei libri che vi tenga incollati con il naso tra le pagine in barba alla vita sociale?
Isole minori lo farà!
Una storia familiare ambientata all'Isola del Giglio tra gli anni '70 fino ad oggi. Un libro meraviglioso!
Fonte: Il giro del mondo attraverso i libri

4) Per chi ama l'attualità:
Per chi vuole leggere qualcosa di estremamente attuale, ma con molta ironia (suvvia siamo in vacanza!) c'è un libro che nel suo genere è una perla: Il censimento dei radical chic.
Se volete leggere di un Primo Ministro che cavalca le paure degli italiani, che vuole eliminare dai dizionari le parole difficili per semplificare il pensiero... e provare a convincervi che sia solo un libro!
giacomo-papi-ultimo-libro


5) Per chi vuole divertirsi:
Che siate sotto l'ombrellone o che stiate a casa a patire il caldo, Le solite sospette saranno una compagnia irriverente quanto fantastica!
Andiamo a rapinare banche con le vecchiette ed iniziamo una rocambolesca fuga... e per un po' lasciamo da parte tutti i pensieri e le preoccupazioni!


+1) Se sei un bambino che sta per partire per la colonia:
Se hai 9 anni e ti stanno obbligando ad andare in colonia leggi Manuale di sopravvivenza senza genitori e scoprirai che come te ci sono tanti altri che preferiscono stare a casa, ma potrai trasformare questa presunta tragedia in un bel momento.
Questo libricino può tornare utile (e simpatico) anche per chi come me si appresta a partire dall'altra parte della barricata delle colonie!




Buona estate a tutti!!

17 giugno 2019

La bidella con la laurea

Ci sono modi di dire particolarmente evocativi ed io quest'anno ho deciso di renderne uno molto concreto: prendere la mia laurea e buttarla nel cesso.
Non proprio in modo fisico, ma quasi.

A 7 anni dalla discussione della mia tesi, dopo infiniti stage/tirocini/corsi/esperienze e, soprattutto, un paio di anni da commerciale con partita iva, ho deciso di seguire il sogno del posto fisso come il mio amato Checco.

Quando studiavo sapevo che non sarebbe stato facile trovare lavoro, ma quando mi demoralizzavo pensavo al call-center... quello era il mio incubo ricorrente!
Finché Icaro non lo ha fatto, non avevo mai pensato di fare la bidella e non so come mai. Nemmeno quando cercavo di inventarmi qualsiasi tipo di lavoro per scappare dal mio lavoro da commerciale.

Forse perché in 13 anni di elementari/medie/liceo sarò andata al massimo 10 volte al gabinetto a scuola?
O perché la mia propensione per i lavori di pulizia è pari a quella della Principessina Sofia di Piccolo Grande Amore? [se sei molto giovane non potrai capire questa dotta citazione e me ne dispiaccio molto per te]

Da novembre fino a venerdì ho fatto la bidella in due scuole completamente diverse.
Prima sono stata in un asilo piccino piccino dove nemmeno mi sembrava di andare a lavorare per quanto mi divertivo e poi sono finita in una scuolona gigantesca con centinaia di bambini delle elementari, decine di insegnanti e, soprattutto ahimè, altri colleghi bidelli.
Non è stato facile, per nulla.

Tante volte, soprattutto all'inizio, mentre pulivo i gabinetti ripensavo a tutte le cose che avevo studiato, le cose a cui avevo rinunciato per passare gli esami, le ansie e le soddisfazioni, i sogni che avevo a vent'anni.
Mentre strizzavo quel mocio, mi veniva il patema d'animo.
Una volta una maestra ha detto ad un bimbo qualcosa tipo "vale la pena faticare per studiare perché poi farai un lavoro meno faticoso": è una cosa che hanno detto tante volte anche a me da piccola. [Premesso che il bidello non è un lavoro faticoso (mica stavo in fonderia), ma è un lavoro fisico dove si alternano momenti pallosi in cui non hai nulla da fare se non fissare un corridoio, a momenti in cui ruschi davvero per fare le pulizie in poco tempo.]
Quella volta lì mi è proprio venuto il magone.

Cercavo di trovare i lati positivi di questo lavoro: lo stipendio fisso, gli orari ben definiti, nessuna grana o pensiero da portarsi a casa.

In questi mesi mi sono sforzata, con alti e bassi, di trovare il bello in un lavoro che tanto bello (e soddisfacente) non è: quando ero all'asilo mi divertivo a giocare con i bambini, quando ero alle elementari mi facevo tutti i turni in mensa così chiacchieravo con qualcuno.
Quando sono andata via dall'asilo i bambini mi hanno riempito di regali, abbracci e soddisfazioni.
Quando ho finito alle elementari, una bambina grande con qualche problemino mi ha abbracciato forte e mi ha detto "Tu sei la mia bidella preferita!".


Incredibilmente mai come in questi ultimi mesi sono stata grata di aver avuto l'opportunità di studiare e studiare quello che volevo io.
E ho scoperto che va benissimo così: questa non è la vita che sognavo, ma ci ho provato.
Non lo so se voglio fare la bidella per sempre, ma so che non tornerei mai più alla vita di prima.
Ci vediamo a settembre guanti malefici... e se felice non sono di questo lavoro, però sono serena e questo è un gran traguardo!


E ora Buona estate a tutti!

14 giugno 2019

L'Atlante delle frontiere

Perché ho letto L'Atlante delle frontiere di Tertrais e Papin?
L'Atlante delle frontiere l'ha letto Claudia e l'ha consigliato sul suo blog.
In libreria lo avevo sfogliato fisicamente e mi aveva conquistato con le sue infografiche colorate.
Chi me lo ha regalato, dopo avermi chiesto più volte indicazioni per assicurarsi di aver capito bene cosa volessi, ha scritto sul bigliettino, con un sorriso, qualcosa tipo "sembra una delle cose più pallose che io abbia mai visto, ma se a te piace... auguri!".
Ed è vero! Se non amate la geografia è un libro orribile, ma se ne siete impallinati come me avrete trovato pane per i vostri denti!


La trama in breve:
Siamo davvero certi di sapere che cosa sia un confine?
è una linea che unisce o separa?
E c'è differenza tra una frontiera ed un confine?
Vengono gestiti in tutto il mondo nella stessa maniera?
Il muro di Trump, la Brexit, la Palestina: questi sono solo alcuni degli argomenti che verranno raccontati in questo libro, tramite infografiche colorate ed intuitive.







“Gli Stati nascono sull’idea di confine, che separa le genti, divide ‘noi’ dagli ‘altri’. Noi chi? Noi quali? E quali altri?” È così che, in parte, #marcoaime, introduce con la sua splendida prefazione l’intelligentissimo lavoro di #brunotertrais e #delphinepapin, autori dell’#atlantedellefrontiere, pubblicato in Italia da @add_editore, indipendente sempre attenta alla saggistica e alle tematiche più scottanti della geopolitica. Non si può sfogliare questo libro senza porsi una serie infinita di domande, quasi sempre riconducibili al semplice ‘perché...?’ Il perché dei confini, dei muri, delle barriere culturali che abbattono quelle fisiche imposte dalle Nazioni. Il perché della strategia, delle guerre dei limiti, delle guerre del non senso. Il perché di un mondo che invece di abbattere le distanze, si incaponisce su come riempirle delle macerie del retaggio storico, dell’orgoglio patrio, del conflitto religioso, del potere fine a se stesso. Eppure par proprio che delle frontiere noi non si possa fare a meno. Anzi...L’atlante porta a riflettere, più o meno indirettamente, anche sul fatto che le frontiere stanno dentro di noi, nella nostra genetica, oltre che al di fuori. Come se non fossimo in grado di pensarci senza una qualche separazione dal diverso, piuttosto che accettarlo. Dopo #lacrepa di #guillermoabril e #carlosspottorno, opera di fortissimo impatto (la trovate recensita seguendo #atticuslegge), @add_editore ha scelto di darvi un seguito ideale, ragionato e completo. Imperdibile. #booksnews #levostreletture #libridaleggere #bookworm #atticuslegge #confini #frontiere #nonfiction #reportage #bookstagram 📚📚📚 Se l’argomento vi interessa consiglierei anche la lettura de #limpetodellarealtà di #navidkermani @keller_editore e #suiconfini di #marcotruzzi @exorma_edizioni, di cui trovate entrambe le recensioni in #atticuslegge
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Atlante delle Frontiere: recensione

Alla fine della Laurea triennale mi ero fatta convincere dalla mia relatrice a scrivere una tesi sui LLDCs, sigla che al 99,99% della popolazione sana di mente non dice nulla (esclusa quindi lei, me stessa ed amici e parenti stretti che sopportarono i miei scleri mentre la scrivevo). Si tratta dei paesi in via di sviluppo senza accesso al mare che sono, secondo la mia tesi (ed i dati che avevo comparato), i più sfigati tra i paesi in via di sviluppo perché (riassumendo molto) per il loro sviluppo commerciale dipendono sempre dalla stabilità dei paesi confinanti.
Dal momento in cui ho scritto partorito la mia tesi, mi è rimasta la curiosità per i confini, le frontiere e le dogane ed una infinita adorazione per il sempre-sia-lodato-Shengen!


L'Atlante delle frontiere propone 40 infografiche coloratissime con cui analizzare la nascita di alcune frontiere, curiosità, questioni attuali come i muri ed i flussi migratori ed i conflitti legati a problemi frontalizi.

Nessun caso è particolarmente approfondito, ma si possono trovare un sacco di questioni su cui scervellarsi   approfondire negli anni a venire!
Un esempio?
Ecco le tre cose che mi hanno incuriosito di più:

  1. Si parla tanto del Muro di Trump tra Stati Uniti, ma nel mondo ci sono tanti altri muri di cui non sappiamo nulla! Il più alto muro esistente si trova tra Uzbekistan e Kirgikistan ed è alto 9 metri, mentre il Muro di Berlino era 3,6 metri.
  2. Tra Bangladesh ed India, frontiera molto calda, esiste la regione del Cooch Behar dove c'è la frontiera più complicata del mondo: fino al 2015 c'era un territorio indiano che è addirittura enclave nell'enclave dell'enclave. Per capire questo casino, è necessario capire la storia di questi paesi...
    Fonte: amor vacui
  3. Quando si sceglie un confine naturale, come un fiume, sembra tutto molto semplice e naturale... ne siamo sicuri? Il confine dove lo sistemiamo? Nel mezzo o su una delle due rive? E se un fiume è navigabile non sarebbe meglio valutare la portata del fiume ed il suo letto? E cosa succede quando il fiume attraversa più stati e quello più a monte fa scelte discutibili? La cosa fondamentale da tenere a mente è che ogni frontiera è artificiale perché è scelta dall'uomo!
Autori: Bruno Tertrais e Delphine Papin
Anno prima pubblicazione: 2016
Pagine: 137
Dove: mondo!!!
A chi può piacere: agli amanti della geopolitica, a chi è estremamente curioso
Un'altra recensione: oltre alla recensione de Il giro del mondo attraverso i libri, vi consiglio questa breve intervista all'autore

09 giugno 2019

Ciao Maggio.

Quando sei "diversamente occupata" i mesi hanno una scansione differente, ritmata dai diversi contratti e posti di lavoro dove ti trovi. Maggio 2019 per me sarà il mese in cui ho lavorato nella scuolona, grande e con tanti colleghi.
Maggio è iniziato alla fine di aprile, finite le vacanze di Pasqua, quando pensavo di essere finite in un girone infernale, e finisce con l'ultimo giorno di scuola di questo anno scolastico.

Letture:
Nell'essere diversamente occupati rientra anche una certa capacità di rimodulare le proprie abitudini, necessità, hobby in base a nuovi orari e percorsi.
Questa capacità al momento non è ancora mia e quindi in questo lungo mese di maggio ho letto pochissimo, nonostante abbia orari molto più compatti di prima.
Da qualche giorno però ho deciso di approfittare del percorso più lungo che ho da fare in macchina per avvicinarmi agli audiolibri. Ho iniziato da Harry Potter letto da Pannofino e ora sono in una fase di esaltazione totale, in cui non vedo l'ora di salire in macchina per andare a lavorare. Una volta a lavorare però non vedo l'ora di risalire in macchina... e non solo per Harry Potter!

I libri letti sono stati solo due: il primo splendido, mentre il secondo è interessante ma non mi ha conquistato.


Io non mi chiamo Miriam: un romanzo coinvolgente che parla di rom e campi di concentramento. Lettura estremamente consigliata!









Cicatrici di Juan Josè Saer: un maestro argentino che scrive un romanzo giallo molto particolare, difficile, ma perfetto nel suo genere. 













L'Atlante dei confini non è un libro da leggere, ma un libro da sfogliare con calma. Questo mese ho finito di scoprirlo.








Film:
Poche serate al cinema, ma film piuttosto deludenti.

Parlami di te è un film carino che fa riflettere con il sorriso sulla vita frenetica che facciamo.










Un valzer tra gli scaffali racconta moooolto lentamente della vita che scorre tra i lavoratori di un supermercato aperto anche di notte, amori e tragedie incluse.











Gironzolii:
L'evento del mese di maggio è stata la bolgia del Salone del Libro: un intero sabato tra libri, scrittori e tantissimi lettori. Ne sono uscita fisicamente distrutta ma molto contenta!

A maggio sono stata pigra e, dopo un inverno in cui ho fatto tante passeggiate, sono andata veramente poche volte a passeggiare con le amiche.

Da qualche mese però in un paese vicino hanno attivato un "gruppo di cammino" dove decine di persone si incontrano e camminano insieme una volta a settimana: incredibilmente ho scoperto dei posti che in 30 anni non avevo mai visto a pochissimi chilometri da casa mia!
chiostro-votivo-salassa

E se maggio è stato un mese lungo, probabilmente giugno sarà un mese brevissimo... e speriamo non troppo pesante!

25 maggio 2019

Io non mi chiamo Miriam

Perché ho letto Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axellson?
In principio fu Claudia a dirmi che era proprio bello, poi mia mamma, poi continuai a leggere solo commenti positivi finché FrancescaG mi disse che anche lei , dopo averlo lasciato per troppo tempo in attesa, ne era entusiasta.
Sono sempre un po' dubbiosa quando trovo libri sull'Olocausto perché sono letture che fanno stare male.
Io non mi chiamo Miriam offre una prospettiva decisamente originale: quella di chi ha vissuto Auschwitz nel settore degli zingari.



La trama in breve:
Il giorno del suo 85° compleanno Miriam decide di svelare la verità alla nipote.
Lei non si chiama Miriam, si chiama Malika.
Lei non è un'ebrea scampata ai campi di concentramento, lei è una rom che si è finta ebrea.
L'ha fatto per sopravvivere a Ravensbrück e per potersi guadagnare una vita tranquilla in Svezia finita la guerra.

Le copertine:
Tra le varie copertine quella italiana di Iperborea è davvero la più calzante: due immagini della stessa ragazza. Miriam e Mailka sono entrambe in copertina, proprio come nel romanzo in cui una donna anziana dichiara fin dalle prime pagine di non essere chi ha sempre detto di essere.


La versione tedesca punta anche lei sulla questione del doppio, ma lo fa con due uccellini anziché con una ragazza. L'uccellino è segno della libertà negata, probabilmente. A me sinceramente non avrebbe invogliato l'acquisto.


I polacchi ammetto di non capirli!






🆕️Czy „Ja nie jestem Miriam” to najlepsza powieść w dorobku Majgull Axelsson? Za taką uważa ją sama autorka. Odpowiedź zależy jednak chyba od tego, czego kto szuka w literaturze. Dla mnie to na pewno najbardziej poruszająca, najsmutniejsza i chyba najlepiej zapadająca w pamięć książka pisarki. To historia kobiety, która niemal przez całe życie ukrywała swoje romskie pochodzenie. Najpierw - by przeżyć piekło obozów koncentracyjnych, później - by uniknąć wykluczenia w powojennej Szwecji. Czytaliście już "Ja nie jestem Miriam"? Którą książkę Majgull Axelsson najbardziej lubicie? Nietypowo - bo wtorkowo - zapraszam do lektury i do dyskusji. Link do wpisu w bio. 🙂 #majgullaxelsson #axelsson #janiejestemmiriam #jagheterintemiriam #wab #wydawnictwowab #halinathylwe #szwedzkieksiążki #szwedzkapolka #szwedzkiepisarki #literaturaszwedzka #herstory #szwecja #bookstagram #booklover #tulips #yellow #przeczytane #lubięczytać
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La copertina originale, quella svedese, fa riferimento ad una donna sicuramente vissuta negli anni della Seconda Guerra Mondiale, ma non è assolutamente originale, mentre questo romanzo lo è davvero tanto!

Io non mi chiamo Miriam, la recensione
Spesso, erroneamente, crediamo di aver già letto tanto sulla Seconda Guerra Mondiale, sui campi di concentramento, sulle discriminazioni razziali e io per prima ho pensato di aver tra le mani solo l'ennesimo bel libro sulla Seconda Guerra Mondiale.
Il maggior pregio di Io non mi chiamo Miriam è di essere una lettura originale e ben documentata.
Racconta la vicenda di una ragazzina rom, popolo su cui abbiamo un sacco di pregiudizi e di cui, in generale, conosciamo proprio poco.
Che cosa significava portare il triangolo nero, quello degli zingari, in un campo?
Uno degli aspetti che più fa riflettere è il racconto di episodi di razzismo tra le diverse componenti delle prigioniere dei campi.

Su che cosa sia successo negli anni successivi poi le cose non sono così chiare.
Mai avrei immaginato che ci fosse un divieto per i rom di entrare in un paese come la Svezia!
Tramite la lettura di Io non mi chiamo Miriam senza dubbio si possono scoprire tanti aspetti raggelanti sulla quotidianità dei campi di concentramento, ma questo è un romanzo estremamente curato anche dal punto di vista della struttura narrativa.
Io non mi chiamo Miriam è uno di quei libri che non vorresti lasciare mai, che desideri di leggere in qualsiasi minuto libero della giornata perché l'autrice è stata capace di far affezionare a Miriam in una maniera quasi fraterna.
E' uno di quei libri che quando finisci di leggere non vedi l'ora di dire a qualcuno a cui tieni "per favore leggilo, ti piacerà!".




“«Io non mi chiamo Miriam», dice di colpo un’elegante signora svedese il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, di fronte al bracciale con il nome inciso che le regala la famiglia. Quella che le sfugge è una verità tenuta nascosta per settant’anni, ma che ora sente il bisogno e il dovere di confessare alla sua giovane nipote: la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea, infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück. Così Malika diventò Miriam, e per paura di essere esclusa, abbandonata a se stessa, o per un disperato desiderio di appartenenza continuò sempre a mentire, anche quando fu accolta calorosamente nella Svezia del dopoguerra, dove i rom, malgrado tutto, erano ancora perseguitati”. . . . “Poi chiuse gli occhi e decise di non esistere. Sarebbe rimasta lì,nel suo angolo,a tacere e respirare. Evitare di esistere era l'unica via d'uscita”. . . Troppo curiosa di leggere questa storia che da tempo mi attende nella mia libreria. Come dico sempre:nuovo il libro,nuovo il viaggio. #leggerechepassione #bookaholics #leggiunlibro #instaread #instabook #bookstagram #bookstagrammer #book #booklover #bookalicious #leggichetipassa #libribelli #librisulibri #bellochilegge #reader #readmore #iperborea #iononmichiamomiriam #librimania #leggere #leggeresempre #bookobsessed
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Autrice: Majgull Axelsson
Anno prima pubblicazione: 2014
Pagine: 562
Dove: Auschwitz e Ravensbrück e nella cittadina svedese di Nässjö
A chi può piacere: è il libro perfetto per chi vuole approfondire il tema della vita nei campi di concentramento, è il libro ideale per chi ama le letture coinvolgenti, per chi vuole riflettere sul tema del razzismo e della ricerca di identità.
Un'altra recensione: Claudia convincerà anche voi a leggere questo libro!