21 settembre 2018

Estonia: cosa mangiare?

Sarà che abbiamo l'abitudine di identificare Estonia, Lettonia e Lituania come le Repubbliche Baltiche, ma tendiamo a pensare che siano 3 paesi molto simili.
In Lituania non ci sono stata (per ora) ma Estonia e Lettonia non le ho trovate affatto così simili tra loro: anche a tavola le esperienze sono state molto differenti.

Cosa mangiare in Estonia se sei vegetariano?
Quando sono arrivata a Pårnu, dopo 5 giorni a Riga, mi sarei messa le mani nei capelli ed ho temuto che la seconda metà delle vacanze sarebbe stata molto complicata: per due sere di fila ho mangiato Greek Salad, che non è proprio la cosa più spassosa del mondo ma era l'unica cosa vegetariana dei menù.
Non contenta delle mie cene poco soddisfacenti, ho deciso di provare qualcosa di diverso per pranzo ad una specie di festa di paese e sono andata dal "porcaro": ho scelto male, molto male.
Patate dolci
fritte
con sopra parmesan.
Mai più. Mai più. Mai più. Lo giuro!
patatine-fritte-parmigiano

Ma per fortuna "paese che vai/ street food che trovi" ed in Estonia si mangiano dei dolci buonissimi anche alle fiere... e non solo cetrioli e cetriolini!
cetrioli-street-food

Dove mangiare a Tallinn?
La prima cosa da sapere è che mangiare a Tallinn in centro non è assolutamente economico, ma c'è molta scelta e praticamente un ristorante dietro l'altro.
A Tallinn nella città vecchia c'è pure un ristorante vegetariano, che si chiama V, ma quando sono andata io era pienissimo e senza prenotazione non si poteva mangiare :(
Non fate l'errore madornale di infilarvi in una pizzeria: ho mangiato la pizze peggiore della mia vita!
Basiilik  ha diversi piatti segnalati con la fogliolina verde dei piatti vegetariani: fa la margherita all'aglio che è una cosa indicibile. Mi sono stupita di aver trovato in vita i miei compagni di camerata: credevo che li avrei stesi tutti. La pizza di Tallinn per ora è la peggior pizza mangiata in giro per il mondo!
Morirete quindi di fame?
No! Potrete mangiare... funghi!
Io ho mangiato un risotto ai funghi ed una buona zuppa di gallinacci davvero buona: quello che ho notato a Tallinn più che a Riga è che le porzioni sono molto risicate.



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Come spendere poco per mangiare a Tallinn?
Come in tutte le grandi città anche a Tallinn ci sono tanti supermercati dove potrete fermarvi per mangiare qualcosa di veloce. Io mi sono sfamata spendendo pochissimo con una torta salata agli spinaci che non mi è piaciuta molto, mentre con la girella al formaggio è stato subito amore!
risparmiare-tallinn

Cosa si mangia di tipico in Estonia?
Gli estoni non hanno una grande cultura culinaria: la loro cucina tradizionale è a base di salmone, maiale e patate.
Il pranzo da veri estoni è possibile provarlo durante l'escursione al Parco Lahemaa (una gita fantastica!): con 13 euro si mangia in una casa/museo a Kasmu. Il pranzo prevede il salmone e le patate bollite con l'aneto ed una salsina buonissima. Per i vegetariani al posto del pesce c'è una specie di giardiniera. Su una tavola estone a quanto pare oltre all'acqua non manca mai un succo di frutta ai frutti di bosco dolcissimo, che per curiosità ho assaggiato ma non sono riuscita a bere.
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Cosa non fare a tavola in Estonia!
Paese che vai... galateo che trovi! Avete presente quando noi italiani diciamo che se ti spazzi i piedi poi non ti sposi più? L'equivalente per gli estoni è infilzare il dolce con il cucchiaino per servirlo dalla tortiera al proprio piatto... Il dolce non era buono: di più!!!! Si chiama kohupiima ma non sono riuscita a trovare la ricetta in italiano od un'altra lingua comprensibile e mi spiace perché avrei voluto provare a rifarlo a casa.
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La colazione imperdibile di Tallinn ... o anche la merenda!
Fare colazione al Maiasmokk Cafè è appena più caro rispetto ad una colazione in un qualsiasi altro bar della città vecchia di Tallinn, ma ne vale davvero la pena.
Infatti questo locale è la più antica pasticceria di Tallinn ed esiste da più di 150 anni: tra i suoi tavolini si respira tanta eleganza e si assaggiano dei dolcini squisitissimi.
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Come farete a riconoscerla? Guardate la vetrina più speciale di tutta Tallinn!


18 settembre 2018

La compagnia dell'acqua

Ci sono libri che capitano nella tua vita al momento giusto per dirti cose che avevi bisogno di sentirti dire: magari poi non li ascolti, fai finta di niente, ma nel frattempo hanno buttato un semino dentro di te.
Quando in biblioteca ho visto La compagnia dell'acqua di Giacomo Papi non potevo sospettare che quel libro avesse da dirmi molte più cose di quelle che pensavo: l'ho preso senza neanche leggere la trama perché un annetto fa avevo letto I fratelli Kristmas, che è un libro di Natale davvero geniale!



La compagnia dell'acqua è una favola moderna per adulti con protagonista un ragazzino che deve sconfiggere la paura.
Otto è il classico ragazzino sfigatello che viene preso di mira dai compagni bulletti che per dargli una lezione lo gettano in un tombino.
Otto finisce così nelle viscere di Milano e scopre che sotto la città vive un'altra città, con persone curiose e animaletti strani che parlano al contrario e ridono del suo nome, Otto, che è palindromo.
[E guarda caso è da un po' che mi faccio un sacco di seghe mentali sul mio prossimo compleanno che è palindromo pure quello e mi fa tanta paura]





Come avevo promesso oggi voglio farvi conoscere "La compagnia dell'acqua" di Giacomo Papi 📚♥️ Per quanto sia rilegato negli scaffali dei romanzi per ragazzi, questo è un libro che può facilmente essere apprezzato anche da chi proprio ragazzo non lo è più! Papi ci racconta, attraverso una narrazione a tratti fanciullesca, l'avventura di Otto Vento, nato l'8 ottobre 2008, anche detto Skaraman (soprannome datogli dai compagni di classe) alla scoperta del Sottomondo e dei suoi abitanti, che hanno come unico scopo quello di tenere a bada la Malamorte, che minaccia di portare il mondo nel caos e nella violenza. Caduto in un tombino Otto viene salvato da una comitiva di Squasc (devo ammettere sono i miei personaggi preferiti), che lo trasportano all'interno della Milano sotterranea, dove conoscerà un vecchio iridomutante, una signora con un sacchetto della spesa ed un gigante circondato di lucciole. Con loro vivrà questa esperienza che lo farà crescere; e non solo lui, anche i suoi compagni di classe Ieno e Dario ne usciranno molto cambiati. Credo sia un "piccolo" capolavoro che merita di essere letto, anche perché scorre perfettamente e può essere un perfetto compagnio di viaggi ♥️ Non so cos'altro dire perché ho paura di fare spoiler, vorrei tantissimo parlarne con qualcuno che lo ha letto, perciò fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!! Io personalmente gli dò un 5/5⭐ [Però vi lascio con una domanda che mi ha dato da pensare durante la lettura: Qualcuno è mai riuscito a fare la cacca senza fare la pipì?]
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La compagnia dell'acqua è un modo per "visitare" Milano da un punto di vista insolito: quello della città sotterranea. In pochi sanno che il suo acquedotto è lungo 2295 km (come da Milano a Gerusalemme!) e Giacomo Papa ha inventato (o forse ha solo raccontato!) di un mondo sotterraneo che vivrebbe/vive nascosto lì sotto.
Io però purtroppo non riesco ad amare Milano dal punto di vista turistico. Forse sono priva di preconcetti da buona torinese e quando vado a Milano non riesco mai a capire che cosa ci sia di così particolare da vedere. Questo libro mi ha messo il dubbio che ci siano degli angolini che varrebbe la pena di vedere, come la Chiesa di San Sepolcro che ha un'importanza cruciale in questo libro!


 La compagnia dell'acqua è un libro divertente, che fa riflettere sulle proprie paure, quelle che soffocano e sull'unico modo  per sconfiggerle: affrontarle. Facile a dirsi ed un po' meno a farsi.





Otto ha 11 anni, una mamma che gli vuole molto bene e una nonna di nome Olivia che gli regala libri, ed è un ragazzino così scaramantico da meritarsi il soprannome di skaraman. È la fine della scuola quando Dario e Ieno, i due bulli della classe, gli tirano uno scherzo dei loro legandolo e gettandolo in un tombino. Il ragazzo viene salvato dagli squasc - creature mitologiche del folklore lombardo, scoiattoli con la faccia da uomo e un uovo luminoso nella pancia - e scopre il sottomondo. Lì abita una comunità di reietti che alleva lucciole e coltiva giraluna e mimose mimiche. Sono persone che si sono allontanate dalla società e nei canali sotterranei di Milano tengono a bada la Malamorte, misteriosa fonte di male e paure. Da quel momento, per Otto comincerà un viaggio avventuroso di crescita ed evoluzione che lo porterà a capo di una rivoluzione gestita dai bambini, che ci ricorda che conoscere ciò che ci fa paura, poterne ridere, è l'arma più potente della quale disponiamo. Tra riflessioni sull'amore - che è una casa che si muove - e percorsi in una Milano poco nota o che non c'è più, Otto imparerà il valore del coraggio. Giacomo Papi, con il suo romanzo "La compagnia dell'acqua", crea una storia di formazione divertente, mai scontata, che crea stupore e fa pensare, a tratti commuove. 📖 #buonalettura e buon #libridilunedì gente! 📚
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Bello, ma è molto meglio I fratelli Kristmas, da leggere rigorosamente a dicembre!

16 settembre 2018

La colazione del campione

Quando ti trovi ad essere "diversamente occupata" (---> e vi rimando ad un'esperta del settore)  ti può capitare di trovarti in situazioni bizzarre, che ti fanno trarre conclusioni ancora più bizzarre sulle persone bizzarrissime che incontri.
Io  che sabato mattina vado a lavorare

Sabato mattina mi sono ritrovata ad offrire amari in un supermercato agli sconosciuti.
Ho così scoperto che il mondo si divide in due:

  • "no grazie sono astemio/ no grazie non bevo amari" ---> al 50% sono dei ballisti incalliti (piuttosto dimmi che non bevi al mattino al supermercato, che questo lo capisco!)

  • " no grazie mi sono già fatto un whisky stamattina" ---> al 50% sono dei ballisti creativi (che però mi hanno fatto sorridere)

E poi c'è qualche rara eccezione come la signora ultrasessantenne con il caschetto grigio curato che mi guarda, sorride e, dopo un piccolissimo dubbio, mi dice "ma sì dai, però ne metta poco eh!". Erano le 9.26!


13 settembre 2018

Andare al mare in Estonia - Pärnu

L'equivalente estone di Jurmala (in Lettonia) è Pirita: così come a Jurmala ci si arriva in mezzora di treno, per andare a Pirita basta prendere un pullman da Tallinn e in 20 minuti si è al mare, oppure si può fare una bella passeggiata sul lungomare.
Il confronto però sarebbe impietoso perché mentre a Jurmala splendeva il sole, quando sono andata a Pirita era grigio e triste.
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In realtà il mio mare in Estonia è stato a Pärnu, la località balneare per antonomasia per gli estoni ed è un posto dove sono stata benissimo!

Da Tallinn è facilmente raggiungibile in un'ora con i comodissimi bus Lux Express, ma è anche un modo per spezzare il viaggio tra Riga e Tallinn e non farlo in un'unica tirata (--> questa è la mia scelta).
Pärnu deve la sua fama ad un centro termale che sta lì da metà Ottocento e ancora oggi dà l'idea di essere una spa elegante...
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Il simbolo di Pärnu è un elefante. Che cosa ci faccia un elefante nel Mar Baltico non sono proprio riuscita a capirlo e qui sotto vedete la versione moderna e quella più antica!
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Quando la marea è bassa la proboscide del nostro elefante fa lo scalino, ma con l'alta marea i pargoli finiscono direttamente in acqua.
Stessa cosa per le tante panchine che ci sono sulla spiaggia, che a mezzogiorno erano all'asciutto e alla sera erano una bella seduta in mare!
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Le spiagge sono praticamente tutte libere e sono molto pulite.
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Che cosa fare a Parnü?
Beh senza dubbio potrete provare il kitesurf... penso si chiami così!

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Io ho provato a prendere più semplicemente il sole ma c'era così tanto vento che mi sono ritrovata velocemente impanata come una mozzarella in carrozza (visto il mio candore è la definizione giusta!). Oltre al classico lettino, si possono affittare anche dei puff che sembravano decisamente comodi.

Poi potrete fare un giro nell'enorme parco che divide la cittadina storica (quattro vie in croce) dal mare e andare a guardare le case in legno che ci sono ovunque.
Rispetto a quelle di Jurmala, anche le belle case sembrano più "abbordabili" e vere  e meno ville da film:




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E poi assolutamente dovrete andare a comprare un pensierino da portare a casa al centro Maarja Magdalena Gilda: è un centro dove ci sono laboratori e negozi delle artigiane e qualche artigiano della città.  Non tutto è proprio di buon gusto (e ci vorrebbe un post apposta!) ma si possono trovare idee originali e diverse dalle cose identiche che si vedono in Estonia e Lettonia solo con il nome diverso del paese nei negozi di souvenir.
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Pärnu è davvero la Florida del Baltico?
Pärnu è un posto dove sono stata benissimo, dove mi sono trovata a mio agio, che mi è piaciuto da impazzire e per un paio di ore ho seriamente pensato di mollare tutto e andare a vivere lì (poi mi sono ricordata che odio il freddo e forse gli inverni estoni potrebbero essere più lunghi e rigidi di quelli piemontesi!).
Ma Pärnu non è la Florida dell'Estonia, come invece dice la Lonely Planet (ma l'autore dice anche che pure lui è un po' dubbioso al riguardo).

Pärnu è un posto dove i bambini giocano sulla spiaggia
parnu-spiaggia-bambini

e dove le anziane signore possono ascoltare concerti di tutti i tipi...
festa-anziane

 ... e sentirsi in pace!
parnu-case-di-legno


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11 settembre 2018

Andare al mare in Lettonia - Jurmala

Nel mio viaggio in Lettonia ed Estonia non mi sono fatta mancare un po' di relax e sono andata anche al mare: non era la prima volta che mettevo i piedi nel mar Baltico, ma è sempre un'esperienza particolare!

In Lettonia per questioni logistiche ho scelto di non allontanarmi troppo da Riga e sono andata al mare a Jurmala, poco più di mezzora  di treno dalla capitale e spendendo meno di 4€ tra andata e ritorno... ovviamente se ci si accontenta dei mezzi utilizzati da noi comuni mortali, se no potrete optare per qualche opzione più appariscente!

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Se come tutti i comuni mortali arriverete in treno, scendete a Maori come faranno tutti sul vostro treno. Se siete come me, la prima cosa che penserete sarà: Coma mai sono l'unica che ha il costume addosso sotto la maglietta se stiamo andando tutti quanti in spiaggia?
Appena arriverete in spiaggia però capirete tutto e quanto sono organizzati questi lettoni: su tutta la spiaggia ci sono delle cabine dove cambiarsi. Non hanno porte ma all'interno hanno dei separé tipo labirinto per cui ci stanno due persone ma la tua privacy è totalmente assicurata. In Estonia ce ne  sono di simili, ma sono quadrati.

mare-lettonia

La spiaggia a Jurmala è assolutamente di sabbia ed è decisamente ampia e lunga per fare una bella passeggiata!
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Di ombrelloni in spiaggia ce ne sono pochissimi probabilmente perché c'è sempre vento (tenete presente che la Lettonia è piattissima e non ci sono montagne che facciano da barriera) e perché appena dietro la spiaggia c'è un parco dove l'ombra abbonda.

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La maggior parte delle persone stava sul suo asciugamano, ma è possibile affittare a 5€ un lettino di plastica. Se poi volete fare i fighi potete provare a chiedere quanto costi stare nello stabilimento a quattro stelle.
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Oltre a fare un po' di vita di mare, merita andare a zonzo per le vie di Jurmala, che viene definita la Costa Azzurra della Lettonia.
Passeggiando a casaccio tra le sue viuzze vi troverete a vedere le tipiche case di legno.
Alcune sono delle vere e proprie regge con i macchinoni parcheggiati in giardino:
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Mentre altre, magari proprio di fronte, sono più modeste
lettonia-case-di-legno

E altre ancora sono talmente mal messe da non poter essere più abitate.

casa-disabitata-jurmala

Gironzolate, gironzolate finché non troverete la vostra preferita!
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07 settembre 2018

La verità sul caso Harry Quebert

Per troppo tempo ho fatto la cretinata di lasciare La verità sul caso Harry Quebert sul comodino: un po' perché è un tomone e un po' perché trovavo sempre di meglio da leggere e da appoggiargli sopra.
Un giorno un collega mi ha detto che pure a lui piace leggere e che non riusciva a staccarsi dalle pagine di questo giallo.
Non è stato male leggerlo ad agosto perché questo è proprio il tipo di giallo che merita di essere letto quando si ha il tempo per leggere tutto d'un fiato.

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Il 30 agosto 1975 sparisce una ragazzina, Nola Kellergan, da una tranquilla cittadina del New Hampshire, uno staterello sulla costa orientale degli Stati Uniti quasi ai confini con il Canada.
A rendere ancora più tetro il dramma si aggiunge l'omicidio di una signora anziana che aveva chiamato la polizia subito dopo aver visto la ragazza inseguita da un uomo.

Dopo più di 30 anni per puro caso viene ritrovato il cadavere di una ragazzina nel giardino del famoso scrittore Harry Quebert e, guarda caso, seppellito con lei c'era la copia del suo libro più famoso, che racconta un amore impossibile. Dopo poco si scopre che l'uomo, all'epoca trentenne, e la quindicenne avevano avuto una storia d'amore: ovvio che il caso, seppur dopo tanti anni, sembra risolto e si pensa di aver trovato l'assassino.



Ma questo è solo uno dei livelli della storia: questo è un libro sui libri, un metalibro!
Infatti a cercare di scagionare lo scrittore Harry Quebert ci penserà un secondo scrittore, più giovane ed allievo del presunto assassino, che fin da subito crede all'innocenza del suo amico.
Lo "scrittorino" dopo aver pubblicato il suo primo libro si ritrova con l'editore alle calcagna e senza nemmeno un briciolo di ispirazione per scrivere il secondo: aiutare l'amico diventa un'opportunità per cambiare aria ed allontanarsi da New York.
Intanto scopriamo anche come è nato il libro "Le origini del male" che ha reso famoso Harry Quebert e che lui aveva scritto proprio per Nola.
Cosa è successo per davvero in quella maledetta estate del 1975?


 Il libro è un giallo coinvolgente e di quelli assolutamente non scontati: io verso la fine avevo azzeccato l'assassino ma non il movente.
La scelta di raccontare la storia su più piani narrativi rende la lettura più dinamica.
Se siete tra i pochi che ancora non lo hanno letto a sto punto è inutile che andiate a cercarlo adesso: aspettate la prossima estate, infilatelo nella valigia e buone vacanze 2019 :)



04 settembre 2018

Agosto sei già finito?

Incredibile come passa veloce il tempo quando ci si diverte: incredibile come agosto sia già passato... e sia già arrivato in un attimo il momento di ritornare al lavoro!
Dopo un mese e mezzo fuori casa (prima per il lavoro in montagna e poi per le ferie) è anche bello tornare a casa, tra familiari cane&gatto amici e tanti pomodori dell'orto che sanno di pomodoro per davvero!

Libri:
Agosto non è il mese in cui leggo di più durante l'anno. Mi ero portata un libro in vacanza ma alla fine non l'ho nemmeno tolto dallo zaino.
I due libri che ho letto li ho finiti sotto un pino nelle giornate di ferie casalinghe, mentre io sorseggiavo succo di frutta e le zanzare sorseggiavano (il mio) sangue ed un uccello mi ha cacato sul libro (non è manco la prima volta che mi capita!).
I due libri che ho letto non hanno assolutamente niente in comune ma mi ha fatto sorridere che nel secondo, La verità sul caso Harry Quebert, uno dei personaggi dica "Nel mondo succedono un sacco di schifezze, ma noi non  ne parliamo perché non ne abbiamo il tempo. Non possiamo parlare di Nola Kellergan e del Sudan perché ci manca il tempo, capisci?": il (Sud) Sudan è proprio il paese da cui inizia il viaggio de Il ragazzo perduto.


Il ragazzo perduto: la storia di un ragazzino sudanese che fugge dalla guerra e fa più di 6000 km da solo. Una storia di coraggio e riscatto.












La verità sul caso Harry Quebert: un giallo intrigante e multistrato. Il cadavere della piccola Nola di soli 15 anni viene ritrovato dopo 30 anni dalla sua sparizione e svelerà tante menzogne.







Viaggi:
Finalmente sono stata in vacanza in Lettonia ed Estonia: è stato un viaggio organizzato a grandi linee, in modo un po' sommario e sono tornata a girare le città con le mie amate infradito. Sembra una cretinata, ma è dai dettagli che si ritorna a capire che cosa siamo per davvero... e io sono una donna in ciabatte :)
Viaggiare da soli, come tutte le cose, ha i suoi pro ed i suoi contro: in questa fase della mia vita è quello che mi piace di più e mi regala serenità!
Il pavimento dell'unica Sinagoga sopravvissuta all'occupazione nazista ed io che realizzo che sono tornata a girare in infradito :)
Quando sono tornata da un mese e mezzo di solitudine (un luglio di lavoro sui monti e la vacanza in solitaria tentando di parlare in inglese) mi sono chiesta come sarebbe stato ritornare alla vita sociale vera e ho scelto la tecnica del tutto&subito: dopo una notte di pochissime ore di sonno in aeroporto ed una bella doccia rigenerante mi sono catapultata in una grigliata in montagna con tutti i miei amici. E' stato un ferragosto estremamente ordinario, con i soliti amici e le solite battute sui miei wurstel di farro, ma proprio per questo è stato bellissimo: anche tornare a casa ha il suo fascino!

E anche andare al mare, seppur in giornata, giusto per fare un bagnetto ha il suo perché!
Non mi sono proprio fatta mancare nulla :)
Laigueglia (SV) con i suoi ombrelloni e l'isola Gallinara
Ed ora è settembre ed è tempo di migrare, come diceva D'Annunzio.
Magari non fisicamente, che sono due mesi che più o meno felicemente vago, ma sicuramente con pensieri e progetti. E che si incrocino tutte le dita disponibili per me!