30 novembre 2015

è arrivata mia figlia

La trama di E' arrivata mia figlia è facile da spiegare perché è una storia comune: comune nel senso che è estremamente frequente in certi paesi e, se ben vogliamo pensarci, anche nel nostro.

Siamo in Brasile, San Paolo, e Val è una donna che fa la tata tuttofare in una famiglia molto benestante. Per questo lavoro ha lasciato la sua casa nel nord est del paese e soprattutto Jessica, la sua bambina ancora molto piccola. Nella villa di San Paolo Val cresce il piccolo Fabinho con tutto l'amore che ha, ma negli anni il suo rapporto con Jessica si affievolisce fino a sparire... fino a quando Jessica annuncia che sta arrivando a San Paolo per provare il test di ammissione alla facoltà di Architettura ed è pronta a mettere a soqquadro la vita di sua madre e dei suoi padroni.

Il film è una commedia prodotta in Brasile e ha vinto il premio della giuria a Berlino e senza diventare mai troppo pesante, anzi facendo sorridere, offre molti spunti di riflessione, come dimostra il fatto che il titolo è stato tradotto in lingue differenti con espressioni differenti.

E' arrivata mia figlia, in italiano, punta l'attenzione sullo sconquasso che l'arrivo di Jessica crea nella famiglia: Val si è abituata ad una serie di regole non esplicate e cortesie che sottolineano come lei sia una persona "quasi di famiglia". Dove quel "quasi" però significa "al servizio" e non è un lavoro, ma un atteggiamento che Val ha reso suo quando lavora e quando vive il suo poco tempo libero.
Per Jessica tutto questo è inconcepibile!





Il titolo originale in portoghese è Que horas ela volta? (A che ora torna?) e punta l'attenzione su Fabinho che cresce estremamente viziato dalla sua tata, che però non è la sua mamma. La signora Barbara è troppo concentrata sulla sua carriera per potersi permettere di dedicare attenzioni quotidiane al figlio. Fabinho ha la stessa età di Jessica ma mentre lei è una ragazza sveglia e autonoma, seppur con tutti i suoi casini, lui è ancora un bambinone insicuro ed inconcludente.







In inglese/francese/spagnolo si è posto l'accento sulla figura di Val con l'espressione "una seconda madre". Val infatti fa molto di più del suo lavoro: non si limita a far le pulizie e badare alla casa e al bambino, ma diventa una seconda madre. In qualche modo ruba il posto alla vera mamma di Fabinho, come lei ha dovuto rinunciato al suo posto accanto alla sua bambina.







Il poster migliore del film per me è quello inglese, anche se forse è il meno accattivante di quelli trovati in rete. Si vede c'è Val dietro un vetro intenta a pulirlo con il suo immancabile grembiulino: non la si vede in volto.
Nessuno nella casa della famiglia ricca ha cercato di capire chi fosse davvero Val. Val è una sconosciuta anche per sua figlia, che non vede da moltissimi anni e Val è una sconosciuta anche per se stessa e solo con lo scossone che le darà l'arrivo della figlia riuscirà a mettersi sulla strada per ritrovare Jessica e se stessa.

Un consiglio: passate a leggere la recensione di Claudia e poi recuperate questo bel film!




4 commenti:

Valentina M. ha detto...

Il titolo italiano come quello di molti altri film italiani, ha sempre quel non so che di frivolo. Ma un po' di poesia? uff. Quello spagnolo mi piace molto di più!

cri ha detto...

questa visione globale delle locandine e del film mi piace molto. Voglio vederlo al più. presto. Grazie per il consiglio Federica.

Alenixedda ha detto...

Bellissima idea quella di analizzare i titoli e i relativi messaggi delle diverse traduzioni del titolo, è davvero interessante!! Il titolo originale è molto particolare, sicuramente diversissimo da quello italiano e inglese.. Vado a leggere la recensione di Claudia!

Carmine Volpe ha detto...

si preannuncia molto interessante per il tema che tocca, grazie della segnalazione