09 gennaio 2018

La compagnia dell'anello

Il rapporto con Frodo & i suoi amici era partito alla grande: erano anni che mi riproponevo di leggere Il signore degli anelli e un lavoro di 5 settimane in un paesino di montagna dove non ci sarebbe stata anima viva era l'occasione giusta per colmare le mie lacune.


Sembrava proprio che io e gli hobbit avessimo un sacco di cose in comune che mi avrebbero portato ad affrontare il lungo viaggio con molto... gusto!

Ed invece passate le prime pagine dove tutto era nuovo, mi sono ritrovata impantanata in una lettura lenta e che non andava mai avanti.
Mi sentivo pure un po' in colpa per non essere capace di apprezzare quello che universalmente è riconosciuto come un capolavoro: alla fine ho trovato il coraggio di confessarlo sulla pagina facebook del blog e ho scoperto di non essere l'unica a non aver capito Tolkien.
Aggiungete pure che a Forni di Sopra (Udine) ci sono diversi elfi che mi osservavano e verificavano se procedevo nella lettura o rimanevo mezza addormentata al laghetto (sì, rimanevo mezza addormentata)!
fontanella-forni-di-sopra
Fontana a Forni di Sopra
Alla fine ci ho messo cinque mesi per finire La compagnia dell'anello e non so se leggerò gli altri due libri della trilogia, oppure passerò direttamente ai film per capire come va a finire.
Nel caso decidessi di proseguire però aspetterò l'estate perché quel che mi è chiaro è che Il signore degli anelli non è un libro da leggere sorseggiando tisane ma bevendo una buona birretta come un vero hobbit!
leggere-sul-balcone
Birra friulana, libro e tanto verde!

7 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Lo dico che sei unica Federica.
Maurizio

Icaro ha detto...

Non sei la prima a dire che è leeeento. Io sono certa che non mi ci avvicinerò mai.

MikiMoz ha detto...

Io ci ho messo un anno per terminare tutta la trilogia. Saltando pagine.
Non è il mio show, sorry, quindi ti capisco.

Moz-

Lorenzo ha detto...

Cosa non hai "capito"?

Cominciamo a dire che Il Signore degli Anelli racconta di eventi che si collocano in un preciso momento storico nel "mondo reale" e in un momento storico nel "mondo immaginario".

Nel primo caso devi leggere la biografia di Tolkien, che ti aiuta a capire le metafore.

Nel secondo caso devi sapere che Tolkien aveva immaginato un'epica che comincia nientedimenoche con la creazione del mondo da parte di Eru/Iluvatar, racconta di un pantheon di sotto-divinità, dei primi esseri (i Nani) creati di nascosto da una di queste divinità, degli Elfi, primogeniti "ufficiali" di Eru e quasi perfetti infatti sono immortali, delle divinità "ribelli" che rapiscono gli Elfi per creare Orchi e altre mostruosità, del conflitto tra divinità "buone" ed Elfi contro le divinità "cattive" e i loro mostri, l'apparire degli ultimi arrivati, gli Uomini che si schierano un po' di qui e un po' di la, ascesa e caduta degli Uomini di Numenor, una specie di Atlantide e infine della Ultima Alleanza, che da il via al percorso dell'Anello nelle mani degli Hobbit.

La mia opinione è che la parte insopportabile di tutta l'epica "tolkeniana" sono proprio gli Hobbit, che non hanno alcun senso proprio per l'idea dell'autore di raccontare il sempliciotto di campagna che si trova alle prese con un mondo di problemi più grandi di lui ma che alla fine trionfa grazie alle sue qualità "rurali". C'è una evidente sproporzione tra gli Hobbit e il contesto in cui sono inseriti, tanto più evidente nei film del celebre ciclo di Peter Jackson, nel quale Elfi, Uomini e mostri sono collocati in un qualche medioevo gotico o saga norrena e gli Hobbit invece nell'ottocento di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Per il resto, il Signore degli Anelli è troppo prolisso e diluito, molte parti non sono comprensibili di primo acchito se non si ha presente il disegno generale dell'epica "tolkeniana", perché cose, creature, persone compaiono dal nulla e non se ne capisce la provenienza e gli attributi, che sono definiti altrove.

Esiste un compendio di scritti di Tolkien, pubblicati postumi, che si chiama "il Silmarillion". Non è un'opera organica, sono aggiunte e modifiche che Tolkien fece durante tutta la vita. Se possibile è ancora più "mattone" degli altri racconti ma ha il pregio di essere molto più conciso.

Natascia ha detto...

Mi ricordo la mia coinquilina all'Università che lo adorava. Me ne parlava sempre, ma io non amo particolarmente il genere e non mi ci sono mai messa... (non ho nemmeno mai visto il film)...

Federica ha detto...

@lorenzo: non ne ho capito il fascino :(

RobbyRoby ha detto...

Ciao ho in casa questo libro , è tra i libri di mio marito.....è tra i libri da leggere però non so quando. Molto bella la fontana, mi strapiace.