20 marzo 2015

Piccole crepe, grossi guai

Era una cosa che non facevo da un anno: andare al cinema.
Non è che a Mendoza i cinema non ci fossero, anzi abbastanza vicino a casa c'era un multisala dove davano tutte le americanate in uscita. Film un po' più impegnati però li davano solo in piccoli cinema al centro della città e io, pigrissima come sono, ho sempre rimandato di settimana in settimana e alla fine non ci son mai stata.

Quindi, com'è stato il mio primo film di ritorno in Italia?
Francese! E quando dico Francese, per me significa un po' lentino con le voci fuori campo e abbastanza senza capo né coda.

Piccole crepe, grossi guai però è meno francese di altri film francesi e quindi qualche risatina me l'ha pure concessa. C'è questo Antoine che è depresso e cocainome e finisce quasi per caso a fare da portiere in un elegante palazzina parigina. Non ci vuole molto per capire che lì dentro quello messo meno peggio lui: per dirne una, c'è anche Mathilde, interpretata da Catherine Denevue, che è ossessionata da una crepa che ha in salotto. Da qui l'idea dei tradurre il titolo originario, Dans le cour, in "Piccole crepe, grossi guai".

Se vi piace il cinema francese ve lo consiglio, se come me invece siete un po' prevenuti su quello che proviene da Oltralpe... beh potete vivere felicemente anche senza averlo visto!

18 marzo 2015

Le case di Pablo Neruda - Isla Negra

Nonostante tutte le sfortune successe le altre volte, durante le vacanze di Capodanno ce l'ho fatta a realizzare il mio sogno e son stata a visitare la casa di Neruda di Isla Negra.

"Compagni, seppellitemi a Isla Negra, di fronte al mare che conosco, a ogni superficie rugosa della pietra e delle onde che i miei occhi perduti non rivedranno più".


Io avevo sempre pensato che Pablo Neruda fosse un povero esiliato e me lo ero sempre immaginata come una persona modesta. Non ci avevo capito una mazza! ed effettivamente non sapevo quasi nulla della sua vita!

Pablo Neruda era una persona estremamente estrosa e la casa di Isla Negra, affacciata sull'oceano, rappresenta tutta la sua eccentricità!
Pensate che quando arrivava in questa villa suonava le campane, per avvisare i marinai del porticciolo e il mare che il Poeta era tornato alla sua casa.

Già dalla forma della casa (ora museo) ti dà l'idea di quanto fosse particolare e Neruda diceva che questa casa era come il Cile: lunga e stretta e si estendeva da nord a sud.
E dentro si scopre la sua passione: collezionare, come un bambino, un'infinità di oggetti come giocattoli. Ci troverete le barche nella bottiglia, le conchiglie (che io non ho visto perché la sala era in ristrutturazione), un mucchio di bottiglie, una bella quantità di insetti e farfalle e di oggetti sparsi, ma soprattutto le polene. Le polene sono quelle figure, quasi sempre femminili, che si trovavano sulle prue delle navi. Neruda non solo le collezionava ma per ognuna di esse inventava una storia, come fossero membri della sua famiglia o ospiti fissi della sua casa.
Fonte web: all'interno non si possono scattare fotografie
Per esempio aveva sistemato nella stessa stanza un pirata (forse Barbanera?) e una signorina nella speranza di farli innamorare. Nonostante lo sguardo insistente del pirata, la fanciulla non aveva mai smesso di guardare il mare e quindi non era mai scattata la scintilla fra i due.

E poi ho scoperto tante cosette carine sulle sue piccole manie... lo sapete che scriveva solo con una penna ad inchiostro verde?
Oppure aveva un lavandino nel salotto perché prima di scrivere lui rispettava questo piccolo rito di purificazione e si lavava le mani!

Sono uscita da quella casa che mi sentivo profumare di poesia, ero inebriata dalla voglia di conoscere sempre di più della vita di Neruda.


Informazioni pratiche: 
Costo: 5000 pesos cileni
Audioguida in diverse lingue, ma non in italiano
La casa di Neruda non è molto ben segnalata, ma per raggiungerla basta scendere verso il mare o chiedere qualche informazione

Questo post fa parte del "ciclo" La case dei miei viaggi:

16 marzo 2015

Noi di David Nicholls

tiramiusu-soda-libro
-E' pure meglio di Un giorno, sappilo!
Così aveva commentato un'amica di facebook la foto dei miei regali di Natale.
Più bello di Un giorno no, ma Noi è davvero un bellissimo libro.

Nicholls è un vero maestro nel disegnare i personaggi, nel renderli familiari al lettore. Ti ci affezioni, come fossero persone della tua famiglia.
E riesce a farlo perché Nicholls è un prestigiatore eccellente nel giocare con il tempo, nel dosare i racconti del presente e del passato. In Un giorno ci aveva raccontato la vita di Emma e Dex per vent'anni, sempre nello stesso giorno. In Noi tutto inizia con una frase di Karen al marito "Penso che ti lascerò". E Douglas inizia a raccontare come cerca di riconquistare la moglie e, saltellando indietro nel tempo, ci racconta come ha conosciuto una ragazza così diversa da lui e come poi l'avrebbe sposata. E alla fine li accompagni passo dopo passo nella loro storia, nel loro matrimonio, nel loro creare una famiglia, che quando chiudi il libro ti sembra di essere sempre stata con loro e ti chiedi "E mo che faccio?".

Questo è l'ultimo letto che ho libro a Mendoza, prima di partire per il mio viaggetto.
Quando faceva caldo, mangiavo il tiramisù in giardinetto e controllavo febbrilmente che nessuno scarafaggio gigante mi passasse sui piedi!
Ora guardo fuori dalla mia finestra italiana e vedo l'autunno, che già con le stagioni sono un po' confusa. Che io mi ero abituata a vivere in un posto mezzo desertico dove in un anno non sarà piovuto nemmeno una decina di volte... oh, quasi si stava meglio quando si stava peggio ;P

13 marzo 2015

Buon 2000 quindi-ci | Bignami MMIV

Son tornata a casa, quella vera, quella sotto il Campanile.
Son passate solo 48 ore e sono felice e frastornata, ma non ancora nostalgica.

Stasera festeggerò un nuovo capodanno, un nuovo 2015 perché il mio 2014 è stato un anno un po' più lungo del previsto...
E quindi alla fine di questo lungo anno ecco com'è stato questo anno di servizio civile con il solito bignami! Scegliere un solo evento per mese mi sa che sarà difficile se non addirittura impossibile, ma ci proverò!

Gennaio: la Telefonata, quella che cambia tutto: "Federica se non hai cambiato idea, parti per l'Argentina". Oh merda!!!!

Febbraio: è stato il mese dei saluti, baci e abbracci e di una quantità di vita sociale decisamente superiore alla mia media!

Marzo: è stato il mese delle partenze. La mattina che son partita per Roma ho pensato "Cazzo Fede lo stai facendo per davvero" e dopo 15 giorni l'avventura argentina è iniziata per davvero.

Aprile: E' stato davvero complicato guadagnarsi la fiducia e un minimo di rispetto dei bambini: aprile è stato un mese difficile, A Pasqua son andata per la prima volta in Cile: è stato un viaggio pieno di sfighe! Poteva andare a finire solo in due maniere: o avrei iniziato ad odiare il Cile o me ne sarei innamorata. E' stato amore a prima vista.
Maggio: Verrà il giorno in cui racconterò ai miei nipoti di esser partita dall'Argentina per fare un fine settimana in Italia e mangiare una pizza vera. Il momento più bello del mio servizio civile credo sia stato quando mi son guadagnata la fiducia di C, 13 anni.

Giugno: vivere i mondiali in Argentina è una cosa che ti fa capire che cosa significa essere pazzi per il calcio! Ma pazzi per davvero... che qui in Italia siamo dei dilettanti al confronto.

Luglio: vacanze d'inverno in Argentina che per me si trasformano in vacanze estive a casa... con la pioggia!

Agosto: agosto è passato in un baleno, ma lo voglio ricordare per una cosa importante che mi hanno insegnato le Nonne di Plaza de Mayo: mai smette di credere nella propria lotta.

Settembre: il Valle de la Luna è tra i posti più incredibili che io abbia mai visto!

Ottobre: quando mai mi ricapiterà un compleanno a primavera? son tornata in Cile e mi son innamorata definitivamente di questo paese!

Novembre: le cascate di Iguazù son la cosa più meravigliosissima che io abbia mai visto, giuro che prima o poi ve ne parlerò!

Dicembre: avete mai pensato quanto è strano festeggiare Natale mangiando l'anguria?

Gennaio: il mio primo capodanno al caldo non è andato proprio come me lo ero immaginato, ma tutto insegna!

Febbraio: un viaggio che un anno fa avrei sperato di fare ma mai me lo sarei immaginato così: un mese da sola in Patagonia!

Marzo: saluti, baci, abbracci, lacrime, promesse,,, e tante speranze!

E ora? e ora pronti per il primo brindisi di questo 2015! Per tutto il resto ci penserò da lunedì!

02 marzo 2015

35 giorni

35 giorni di viaggio da sola

Montagne colline vulcani, di cui uno fumante, ghiacciai
Isole e isolette
Laghi laghetti lagune, cascatelle, fiumi e fiumi marroni
Tanto oceano, ma anche canali e stretti
Grandi città, capitali e paesini minuscoli
Pinguini condor leoni marini e un sacco di altri animali
Una scottatura, due cadute e due incontri ravvicinati con due vespe (una argentina e una cilena, per la par condicio)
Treni, barche e barchette, macchine e taxi, tanti pullman e una quantità incalcolabile di passi.

Con orgoglio e sicurezza posso affermare che se non ho imparato in questo viaggio a leggere una cartina non lo farò mai più #orientiringnonticonosco

Grazie a chi mi ha dato le indicazioni giuste e quelle che lo sono state un po' meno, a chi mi ha aperto le porte di casa sua, a chi ha fatto un pezzo di strada con me e a chi ha sconvolto i miei piani convincendomi a cambiare strada.

Ps. Oggi torno a Mendoza, dove i miei coinquilini mi dicono che è saltato internet... ci si aggiornerà probabilmente tra una decina di giorni quando rientrerò definitivamente in italia!! Ciaooooooo