12 settembre 2011

Benvenuto

Bentornata Divina!


A te che perdi la strada di casa ma vai
dove ti portano i piedi e lo sai
che sei libero

11 settembre 2011

2001

Dove fossi 10 anni fa lo ricordo bene.
Ricordo il papà della mia amica che aveva interrotto le nostre chiacchiere dicendo che avevano fatto un attentato a New York. Leggo sulle nostre facce la nostra indifferenza, quasi, alla notizia: era una cosa lontana, non ci tangeva o per lo meno non quanto i racconti di quell'estate che dovevamo condividere. Nel nostro mondo non c'era spazio per un attentato.

Ricordo la forza di quelle immagini una volta tornata a casa. L'incredulità che fosse vero. La paura di quello che sarebbe potuto succedere ancora. E ovunque.

Qualche giorno fa sul sito dell'Internazionale ho letto questo articolo di Giovanni de Mauro:

Li chiamarono jumper: i saltatori. Il 7 per cento delle vittime dell’11 settembre morì in questo modo, lanciandosi nel vuoto per sfuggire alle fiamme. Sono le immagini forse più drammatiche e commoventi di quel giorno. Il 12 settembre del 2001 il New York Times ne pubblicò una scattata da Richard Drew, un fotografo dell’Associated Press. È la più famosa, tanto che si è meritata un titolo: The falling man. Si vede la sagoma di un uomo che precipita a testa in giù. Sullo sfondo le righe bianche, nere e grigie della torre nord del World trade center. Venne scattata quindici secondi dopo le 9.41 dell’11 settembre 2001. Fu la prima e ultima foto di un jumper che uscì sul New York Times. Per una parte dell’opinione pubblica statunitense erano immagini talmente forti da essere insopportabili, ma per molti altri i jumper erano dei vigliacchi: anziché resistere e morire da eroi, avevano preferito suicidarsi morendo da codardi. Così le loro immagini diventarono un tabù. Le autorità sanitarie della città di New York dovettero intervenire per spiegare che, anche se tecnicamente si era trattato di suicidi, i jumper andavano inclusi tra le vittime degli attentati. Perfino i tentativi di identificarli attraverso le poche foto disponibili furono ostacolati dai familiari. “Quel pezzo di merda non è mio padre”, disse il figlio di una delle vittime a un giornalista che cercava di mostrargli una foto. “Le immagini dei jumper rendono evidente l’estrema vulnerabilità delle vittime”, ha scritto Susie Linfield sul settimanale New York. Ci ricordano che l’11 settembre fu innanzitutto una spaventosa tragedia umana, oltre che uno dei più gravi crimini politici della nostra epoca.

10 settembre 2011

Richard Gere

Se c'è una cosa su cui -stranamente- tutte le donne di casa siamo d'accordo è l'inestimabile fascino di Richard Gere. Credo che si trasmetta geneticamente e che piano piano questo gene però vada affievolendosi: mia nonna è la più esaltata di tutte, mia mamma ne è una vera estimatrice che ha visto tutti i suoi film, io lo apprezzo molto e mia sorella parecchio.

Questa settimana per caso ho visto ben due film con lui: prima Come un uragano, già visto al cinema con mamma e nonna, e ieri sera per la seconda volta Pretty Woman.

Beh, i due film non sono neppure da paragonare: Pretty Woman è un pezzo di storia mentre Come un uragano l'ho trovato -di nuovo- un po' mediocre.
Però secondo me il Richard innamorato della principessa Vivian è un bell'uomo, ma il fascinoso medico è tutta un'altra storia!!!

...quando si dice invecchiare bene!!!!

09 settembre 2011

Silvio forever

Ieri sera ho visto Silvio forever, autobiografia non autorizzata di mr. B.

Se solo NON fosse vero farebbe ridere un sacco, ci sarebbe da spanciarsi di fronte a questo ometto che si crede er mejo fin dalla più tenera età. Palesemente in preda a mania di onnipotenza, palesemente cultore di se stesso fino allo sfinimento, palesemente triste quando è circondato da gente che ride al suo comando.
Palesemente, per l'appunto.

[il Papa] mi ha dato la benedizione ma aveva l'aria di pensare che non ne avessi un bisogno particolare.
(Silvio Berlusconi)

08 settembre 2011

JMJ giorno 6: Majadahonda

Cose da ricordare:
- Il -solito- senso di estraneità quando entro in una Chiesa moderna: ancora l'ultimo giorno quando entravo nella Chiesa di San Tommaso Moro a Majadahonda mi ci voleva un attimo per "ricordarmi" che ero in un luogo sacro e non in un bellissimo centro conferenze.
- Una catechesi con il Cardinal Vallini:  fresca, giovane, intensa e propositiva!
Fra&Ila se la son sghignazzata non poco nel vedere con quanta foga applaudivo quando il Cardinale ha fatto presente la necessità di un cambiamento politico nel nostro paese e un sacco di volte mi hanno presso bonariamente in giro imitandomi!! ^_^

- Non essere riusciti a finire di confezionare con la stoffa del kit dell'italiano un bel niente: nei miei progetti originali volevo applicare sul retro di una canottiera la scritta GMG e poi far scendere dalla emme (M)ADRID. Ecco perchè non ho scritto neanche un post di congedo prima di partire e tanto meno ne ho programmati: mentre le persone normali la notte di San Lorenzo (cioè quella prima della partenza) avevano il naso all'insù io ce l'avevo all'ingiù, fisso su ste odiosissime lettere fino alle 4 del mattino. Essendo negata in una notte ho applicato la G e mezza M, che però al mattino mi son accorta di aver messo storta. Mi son portata canotta, stoffa, ago e filo convinta di finirla sul pullman, peccato che io abbia sempre dormito... e l'ho riportata a casa tale e quale!!
-L'ammirazione verso chi invece è riuscito a fare cose strepitose: abbiamo visto in giro camicie, vestitini, borsette, pantaloncini, bandane, gilet... [qui si può dare un'occhiata ad un po' di questi lavori].
Mia sorella invece si era fatta una bellissima cintura e ha ricamato questa bella canotta.
Nonostante tutto il lavoro neanche lei ha potuto sfoggiarla: infatti invece che andare a Madrid alla festa degli italiani io e lei siamo rimaste a Majadahonda con S., una ragazza del nostro gruppo a cui è venuta la febbre.

-La gentilezza della volontaria che ci ha accolto a casa sua perché S. potesse riposare un po' e che ci ha fatto vedere un pezzo di Tres metros sobra il cielo, che non è il nostro 3MSC doppiato ma un vero e proprio remake con attori spagnoli!

-Una cena italo-spagnola a base di gazpacho e pizza piemontesa: formaggio caprino, mele cotte e una specie di marmellata di cipolle. Detta così sembra peggio di quello che era.

-L'ospitalità del signor Emilio e della sua famiglia che vedendo che S. stava ancora poco bene ha invitato prima lei ad andare a dormire a casa sua e poi anche me visto che non si osava...

- La delusione di essersi persi l'arrivo a sorpresa nella notte di D., un pellegrino di vecchia data che sembrava aver deciso di essere troppo vecchio per partecipare ancora alle GMG... o almeno così ci aveva fatto credere per tutti questi mesi!!!

Cose da portare a casa:
- io sono unico nella storia, se quello per cui Dio mi ha creato non lo faccio io non lo potrà fare nessun altro.
[Dalla catechesi di cardinal Agostino Vallini]