Sabato mattina mi sono ritrovata ad offrire amari in un supermercato agli sconosciuti.
Ho così scoperto che il mondo si divide in due:
"no grazie sono astemio/ no grazie non bevo amari" ---> al 50% sono dei ballisti incalliti (piuttosto dimmi che non bevi al mattino al supermercato, che questo lo capisco!)
" no grazie mi sono già fatto un whisky stamattina" ---> al 50% sono dei ballisti creativi (che però mi hanno fatto sorridere)
E poi c'è qualche rara eccezione come la signora ultrasessantenne con il caschetto grigio curato che mi guarda, sorride e, dopo un piccolissimo dubbio, mi dice "ma sì dai, però ne metta poco eh!". Erano le 9.26!
L'equivalente estone di Jurmala (in Lettonia) è Pirita: così come a Jurmala ci si arriva in mezzora di treno, per andare a Pirita basta prendere un pullman da Tallinn e in 20 minuti si è al mare, oppure si può fare una bella passeggiata sul lungomare.
Il confronto però sarebbe impietoso perché mentre a Jurmala splendeva il sole, quando sono andata a Pirita era grigio e triste.
In realtà il mio mare in Estonia è stato a Pärnu, la località balneare per antonomasia per gli estoni ed è un posto dove sono stata benissimo!
Da Tallinn è facilmente raggiungibile in un'ora con i comodissimi bus Lux Express, ma è anche un modo per spezzare il viaggio tra Riga e Tallinn e non farlo in un'unica tirata (--> questa è la mia scelta).
Pärnu deve la sua fama ad un centro termale che sta lì da metà Ottocento e ancora oggi dà l'idea di essere una spa elegante...
Il simbolo di Pärnu è un elefante. Che cosa ci faccia un elefante nel Mar Baltico non sono proprio riuscita a capirlo e qui sotto vedete la versione moderna e quella più antica!
Quando la marea è bassa la proboscide del nostro elefante fa lo scalino, ma con l'alta marea i pargoli finiscono direttamente in acqua.
Stessa cosa per le tante panchine che ci sono sulla spiaggia, che a mezzogiorno erano all'asciutto e alla sera erano una bella seduta in mare!
Le spiagge sono praticamente tutte libere e sono molto pulite.
Che cosa fare a Parnü?
Beh senza dubbio potrete provare il kitesurf... penso si chiami così!
Io ho provato a prendere più semplicemente il sole ma c'era così tanto vento che mi sono ritrovata velocemente impanata come una mozzarella in carrozza (visto il mio candore è la definizione giusta!). Oltre al classico lettino, si possono affittare anche dei puff che sembravano decisamente comodi.
Poi potrete fare un giro nell'enorme parco che divide la cittadina storica (quattro vie in croce) dal mare e andare a guardare le case in legno che ci sono ovunque.
Rispetto a quelle di Jurmala, anche le belle case sembrano più "abbordabili" e vere e meno ville da film:
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:
E poi assolutamente dovrete andare a comprare un pensierino da portare a casa al centro Maarja Magdalena Gilda: è un centro dove ci sono laboratori e negozi delle artigiane e qualche artigiano della città. Non tutto è proprio di buon gusto (e ci vorrebbe un post apposta!) ma si possono trovare idee originali e diverse dalle cose identiche che si vedono in Estonia e Lettonia solo con il nome diverso del paese nei negozi di souvenir.
Pärnu è davvero la Florida del Baltico?
Pärnu è un posto dove sono stata benissimo, dove mi sono trovata a mio agio, che mi è piaciuto da impazzire e per un paio di ore ho seriamente pensato di mollare tutto e andare a vivere lì (poi mi sono ricordata che odio il freddo e forse gli inverni estoni potrebbero essere più lunghi e rigidi di quelli piemontesi!).
Ma Pärnu non è la Florida dell'Estonia, come invece dice la Lonely Planet (ma l'autore dice anche che pure lui è un po' dubbioso al riguardo).
Pärnu è un posto dove i bambini giocano sulla spiaggia
e dove le anziane signore possono ascoltare concerti di tutti i tipi...
In Lettonia per questioni logistiche ho scelto di non allontanarmi troppo da Riga e sono andata al mare a Jurmala, poco più di mezzora di treno dalla capitale e spendendo meno di 4€ tra andata e ritorno... ovviamente se ci si accontenta dei mezzi utilizzati da noi comuni mortali, se no potrete optare per qualche opzione più appariscente!
Se come tutti i comuni mortali arriverete in treno, scendete a Maori come faranno tutti sul vostro treno. Se siete come me, la prima cosa che penserete sarà: Coma mai sono l'unica che ha il costume addosso sotto la maglietta se stiamo andando tutti quanti in spiaggia?
Appena arriverete in spiaggia però capirete tutto e quanto sono organizzati questi lettoni: su tutta la spiaggia ci sono delle cabine dove cambiarsi. Non hanno porte ma all'interno hanno dei separé tipo labirinto per cui ci stanno due persone ma la tua privacy è totalmente assicurata. In Estonia ce ne sono di simili, ma sono quadrati.
La spiaggia a Jurmala è assolutamente di sabbia ed è decisamente ampia e lunga per fare una bella passeggiata!
Di ombrelloni in spiaggia ce ne sono pochissimi probabilmente perché c'è sempre vento (tenete presente che la Lettonia è piattissima e non ci sono montagne che facciano da barriera) e perché appena dietro la spiaggia c'è un parco dove l'ombra abbonda.
La maggior parte delle persone stava sul suo asciugamano, ma è possibile affittare a 5€ un lettino di plastica.
Se poi volete fare i fighi potete provare a chiedere quanto costi stare nello stabilimento a quattro stelle.
Oltre a fare un po' di vita di mare, merita andare a zonzo per le vie di Jurmala, che viene definita la Costa Azzurra della Lettonia.
Passeggiando a casaccio tra le sue viuzze vi troverete a vedere le tipiche case di legno.
Alcune sono delle vere e proprie regge con i macchinoni parcheggiati in giardino:
Mentre altre, magari proprio di fronte, sono più modeste
E altre ancora sono talmente mal messe da non poter essere più abitate.
Gironzolate, gironzolate finché non troverete la vostra preferita!
Per troppo tempo ho fatto la cretinata di lasciare La verità sul caso Harry Quebert sul comodino: un po' perché è un tomone e un po' perché trovavo sempre di meglio da leggere e da appoggiargli sopra.
Un giorno un collega mi ha detto che pure a lui piace leggere e che non riusciva a staccarsi dalle pagine di questo giallo.
Non è stato male leggerlo ad agosto perché questo è proprio il tipo di giallo che merita di essere letto quando si ha il tempo per leggere tutto d'un fiato.
Il 30 agosto 1975 sparisce una ragazzina, Nola Kellergan, da una tranquilla cittadina del New Hampshire, uno staterello sulla costa orientale degli Stati Uniti quasi ai confini con il Canada.
A rendere ancora più tetro il dramma si aggiunge l'omicidio di una signora anziana che aveva chiamato la polizia subito dopo aver visto la ragazza inseguita da un uomo.
Dopo più di 30 anni per puro caso viene ritrovato il cadavere di una ragazzina nel giardino del famoso scrittore Harry Quebert e, guarda caso, seppellito con lei c'era la copia del suo libro più famoso, che racconta un amore impossibile. Dopo poco si scopre che l'uomo, all'epoca trentenne, e la quindicenne avevano avuto una storia d'amore: ovvio che il caso, seppur dopo tanti anni, sembra risolto e si pensa di aver trovato l'assassino.
Ma questo è solo uno dei livelli della storia: questo è un libro sui libri, un metalibro!
Infatti a cercare di scagionare lo scrittore Harry Quebert ci penserà un secondo scrittore, più giovane ed allievo del presunto assassino, che fin da subito crede all'innocenza del suo amico.
Lo "scrittorino" dopo aver pubblicato il suo primo libro si ritrova con l'editore alle calcagna e senza nemmeno un briciolo di ispirazione per scrivere il secondo: aiutare l'amico diventa un'opportunità per cambiare aria ed allontanarsi da New York.
Intanto scopriamo anche come è nato il libro "Le origini del male" che ha reso famoso Harry Quebert e che lui aveva scritto proprio per Nola.
Cosa è successo per davvero in quella maledetta estate del 1975?
Il libro è un giallo coinvolgente e di quelli assolutamente non scontati: io verso la fine avevo azzeccato l'assassino ma non il movente.
La scelta di raccontare la storia su più piani narrativi rende la lettura più dinamica.
Se siete tra i pochi che ancora non lo hanno letto a sto punto è inutile che andiate a cercarlo adesso: aspettate la prossima estate, infilatelo nella valigia e buone vacanze 2019 :)
Incredibile come passa veloce il tempo quando ci si diverte: incredibile come agosto sia già passato... e sia già arrivato in un attimo il momento di ritornare al lavoro!
Dopo un mese e mezzo fuori casa (prima per il lavoro in montagna e poi per le ferie) è anche bello tornare a casa, tra familiari cane&gatto amici e tanti pomodori dell'orto che sanno di pomodoro per davvero!
Libri:
Agosto non è il mese in cui leggo di più durante l'anno. Mi ero portata un libro in vacanza ma alla fine non l'ho nemmeno tolto dallo zaino.
I due libri che ho letto li ho finiti sotto un pino nelle giornate di ferie casalinghe, mentre io sorseggiavo succo di frutta e le zanzare sorseggiavano (il mio) sangue ed un uccello mi ha cacato sul libro (non è manco la prima volta che mi capita!).
I due libri che ho letto non hanno assolutamente niente in comune ma mi ha fatto sorridere che nel secondo, La verità sul caso Harry Quebert, uno dei personaggi dica "Nel mondo succedono un sacco di schifezze, ma noi non ne parliamo perché non ne abbiamo il tempo. Non possiamo parlare di Nola Kellergan e del Sudan perché ci manca il tempo, capisci?": il (Sud) Sudan è proprio il paese da cui inizia il viaggio de Il ragazzo perduto.
Il ragazzo perduto:la storia di un ragazzino sudanese che fugge dalla guerra e fa più di 6000 km da solo. Una storia di coraggio e riscatto.
La verità sul caso Harry Quebert: un giallo intrigante e multistrato. Il cadavere della piccola Nola di soli 15 anni viene ritrovato dopo 30 anni dalla sua sparizione e svelerà tante menzogne.
Viaggi:
Finalmente sono stata in vacanza in Lettonia ed Estonia: è stato un viaggio organizzato a grandi linee, in modo un po' sommario e sono tornata a girare le città con le mie amate infradito. Sembra una cretinata, ma è dai dettagli che si ritorna a capire che cosa siamo per davvero... e io sono una donna in ciabatte :)
Viaggiare da soli, come tutte le cose, ha i suoi pro ed i suoi contro: in questa fase della mia vita è quello che mi piace di più e mi regala serenità!
Il pavimento dell'unica Sinagoga sopravvissuta all'occupazione nazista ed io che realizzo che sono tornata a girare in infradito :)
Quando sono tornata da un mese e mezzo di solitudine (un luglio di lavoro sui monti e la vacanza in solitaria tentando di parlare in inglese) mi sono chiesta come sarebbe stato ritornare alla vita sociale vera e ho scelto la tecnica del tutto&subito: dopo una notte di pochissime ore di sonno in aeroporto ed una bella doccia rigenerante mi sono catapultata in una grigliata in montagna con tutti i miei amici. E' stato un ferragosto estremamente ordinario, con i soliti amici e le solite battute sui miei wurstel di farro, ma proprio per questo è stato bellissimo: anche tornare a casa ha il suo fascino!
E anche andare al mare, seppur in giornata, giusto per fare un bagnetto ha il suo perché!
Non mi sono proprio fatta mancare nulla :)
Laigueglia (SV) con i suoi ombrelloni e l'isola Gallinara
Ed ora è settembre ed è tempo di migrare, come diceva D'Annunzio.
Magari non fisicamente, che sono due mesi che più o meno felicemente vago, ma sicuramente con pensieri e progetti. E che si incrocino tutte le dita disponibili per me!