15 marzo 2019

Dresda #unafotoalgiorno

Esistono città bellissime di una bellezza che lasciano inebetiti e senza parole: quest'estate quando sono stata a Firenze per la prima volta e per mezza giornata (sono pessima lo so) sono rimasta davvero a fare ohhh"! (come Povia) in piazza del Duomo.
Di Dresda dicono che sia la Firenze sull'Elba, ma la sua bellezza è di tutt'altro stampo: è una bellezza che fa vibrare le corde dell'anima quasi fino alla commozione.
Il perché mi sia così emozionata nel vedere un tramonto nuvoloso sulla terrazza sull'Elba non lo so: sarà stata la luce così particolare, il suono delle campane avrà contribuito o forse la stanchezza (raggiungere Dresda non è proprio lineare), ma anche percepire lo sforzo di questa città per tirarsi su dopo essere stata un cumulo di macerie per decenni... fatto sta che io mi sono emozionata a Dresda.
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Il calare della sera a Dresda

Come da tradizione ormai e seguendo l'esempio di OneTwoFrida ecco il mio #unafotoalgiorno... che alla fine non corrisponde a quello in tempo reale pubblicato sulla pagina facebook!

Giorno 1: Dresda la città a strati (ma basta andare sempre dritti per scoprirli)
Ho seguito il consiglio di Giovy e sono scesa dal mio flixbus alla stazione centrale di Dresda.
La città di Dresda quel giorno mi è apparsa fatta a strati.
Subito ti imbatti in un vialone gigantesco circondato da negozi di catena decisamente interessanti e spazi innaturalmente grandi: è lo strato sovietico e della città violata dai bombardamenti.
Senza alcun preavviso arrivi al cuore di Dresda: il cuore barocco. A prima vista sembra bellissima e basta, ma poi ci si accorge di tutte quelle pietre nere sulle pareti: sono quelle recuperate dai bombardamenti quando questa città era una groviera.
La terza parte, attraversato il fiume, è Neustadt, la parte più nuova di Dresda: quella dei murales e  quella dei localini.
La Frauenkirche è una chiesa che è stata distrutta in seguito ai bombardamenti e i sovietici hanno lasciato fino al 1990 come un rudere. Quelle pietre più scure che sembrano cicatrici in realtà sono le pietre originarie della chiesa prima del 1945. Gli interni sono stupefacenti: vale la pena entrare.
Giorno 2: Dresda, la fenice del barocco
Per decidere che cosa vedere a Dresda mi sono affidata al blog Looking for Europe e alla  sua lista del meglio di Dresda. Ho camminato come una matta e mi sono concentrata sulla parte più classica ed inoltre sono andata all'Hygiene-Museum, un museo sul corpo umano nella sua interezza. Sono rimasta molto delusa perché la quasi totalità delle informazioni era in tedesco ed io ovviamente non ho capito nulla.
Lo Zwinger è un sobrio palazzo barocco nel centro di Dresda. Mi ha lasciato sbalordita perché dalle foto che avevo visto non avevo capito che fosse così maestoso.
Giorno 3: Dresda... da bere!
L'ultimo giorno a Dresda l'ho dedicato alle compere, ad andare a bere il latticcello/buttermilch nella latteria più bella del mondo e al Museo storico della DDR, che si trova appena fuori dal centro storico all'interno di un piccolo centro commerciale. Il Museo non mi ha entusiasmato perché forse non ero nella fascia di età giusta per questa visita: ciò che vedevo mi pareva uguale a quello che vedevo a casa delle mie nonne e non riuscivo a cogliere se ci fossero delle differenze. Probabilmente una persona dell'età dei miei genitori lo avrebbe vissuto in modo differente.
Pfunds Molkerei è la latteria più bella del mondo e sa di esserlo: infatti ci sono più calamite e souvenir che formaggi! Nonostante questo il profumo di formaggio si fa sentire alla grande.
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5 commenti:

Icaro ha detto...

Quale dei tre strati ti è piaciuto di più?

Federica ha detto...

@ICARO: bella domanda! A grande sorpresa la parte che mi è piaciuta di più è quella del barocco. incredibile e davvero stupefacente!

Pietro Sabatelli ha detto...

Certo che certe città sono davvero incredibili, trasudano cultura anche dalle foto ;)

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una delle piè belle città della Germania.
Sereno pomeriggio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Grazie per avermi fatto scoprire una città che conoscevo solo di nome.