03 ottobre 2018

Settembre, ciao!

Non è facile, ormai sono mesi che lo dico e lo ripeto e me lo ripeto.
La fortuna è che sono circondata da persone che mi stanno ad ascoltare, con un sorriso o con una pedata nel sedere.
Ed è così che settembre è stato un mese di ritorni ed occasioni per raccontarsi cos'è successo nell'estate: colazioni con brioches buonissime, picnic con la coperta a quadrettoni, pizzate e... giostre! Era una vita che non salivo sugli autoscontri e non pensavo che avrei riso così tanto... certo l'ultima volta che ci ero salita, decenni fa, poi non ero rimasta mezza dolorante per i giorni a seguire, ma sono dettagli!


Libri:
Non ho imbroccato le letture giuste e nessuno dei libri che ho letto mi ha davvero entusiasmata. In lentissima lettura ho ancora Chiamami col tuo nome, che sto facendo una fatica incredibile a leggere, e ho pure iniziato un ebook dopo diversi anni in cui mi ero data solo al cartaceo!

Camanchaca un viaggio lungo il Nord del Cile e nella sfasciata infanzia del protagonista.








La compagnia dell'acqua: storia di un'altra Milano e di come sconfiggere le paure.











Film:
Dopo mille mila mesi che non andavo al cinema ho trovato un film che mi ha invogliato ad uscire con le amiche: Resta con me. 
Avevo visto un bel video promozionale su Freeda  che poneva l'accento su come questa ragazza americana giovanissima (24 anni) stesse girando il mondo da sola, si fosse innamorata e fosse riuscita  a sopravvivere solo grazie alla sua forza di volontà ad un naufragio tremendo nel mezzo dell'Oceano Pacifico.
Dal trailer mi aspettavo però di piangere come una fontana con le amiche al cinema, ma tutte noi ci siamo solo commosse alla fine e io non ho nemmeno singhiozzato!

Giretti:
Dopo un'estate gironzolona, complici qualche fine settimana in cui ho lavorato e giorni di pioggia quando invece ero a casa, non ho fatto grandi giretti.

Sono stata ad Avigliana per lavoro, poco distante da Torino, e sono andata a fare un giretto ai laghi.
Sarà stata colpa del mio umore, del caldo umido di quelle giornate in cui sembra dover piovere per quanto è carica l'aria, ma a me non è proprio piaciuto.

Invece mi sono concessa un bel picnic con un'amica che non vedevo in uno dei parchi più belli di Torino, uno di quei posticini che mi piace tanto.

Non è affatto facile sopravvivere a questo 2018, ma ci sono dei momenti assolutamente piacevoli: la bravura sta nel non dimenticarseli :)

29 settembre 2018

Camanchaca

Camanchaca è una parola strana, non sapevo che cosa volesse dire e sono dovuta andare a cercarla su Wikipedia: è una nebbia particolarmente densa che si forma sulle coste del nord del Cile.
[Mi è tornato in mente un altro fenomeno che non conoscevo assolutamente prima di vivere a Mendoza: il vento zonda che quando scendeva forte, caldissimo e carico di sabbia faceva bloccare mezza città! Ma con la Camancacha non centra nulla!]

La camanchaca,
Mario Quiroga C. Fonte Flickr
Ho letto la trama e mi sono  esaltata: Camancacha  racconta del viaggio di un ragazzo ventenne da Santiago fino ad Iquique per arrivare poi a Tacna, cittadina peruviana al confine con il Cile.
Questa è una parte di Cile che non ho visto (per ora... perché prima o poi...) ma mi piace sempre tornare -almeno con i libri- in un paese in cui ho lasciato un pezzetto di cuore.
E il mio cuore (oltre che il mio stomaco) provava una grande nostalgia quando il protagonista, un ventenne con seri problemi di obesità, si mangiava il buonissimo panino italiano (che ovviamente di italiano non ha nulla di nulla)!


Camanchaca di Diego Zuñiga è un libricino corto corto (125 pagine) e che già nella sua struttura dà l'idea di essere molto frammentario, con capitoletti brevissimi.


La vita di questo ragazzone senza nome, con il sogno di diventare radiocronista e poca forza di volontà per inseguire il suo sogno, non è un puzzle in cui alla fine tutti i pezzi combaciano e ricostruiscono il quadro.
La sua vita è spezzata, si è rotta quando a 4 anni i suoi genitori si sono separati e lui e la mamma si sono trasferiti a Santiago mentre il papà è rimasto a Iquique, dove si è rifatto una famiglia.

Questo viaggio con il papà per metà Cile (e solo chi ha provato a percorrerlo in pullman sa quanto può essere lungo un viaggio in Cile!) potrebbe essere un modo per provare a ricostruire che cosa è successo quando lui era solo un bambino, compreso il grande segreto di famiglia legato alla morte di suo zio.
Fonte 

Camanchaca si legge in un attimo, non solo perché è veloce ma anche per lo stile dell'autore: immediato, veloce, semplice e delicato.
Come genere, proprio per il suo essere frammentario, mi ha ricordato un po' troppo i racconti ed io non li amo molto.
Una lettura carina per chi ama il Cile e vuole leggere sempre le ultime novità, ma non un libro imperdibile.

25 settembre 2018

Lettonia: cosa mangiare?

Assaggiare sapori nuovi fa parte del viaggio, ma essendo vegetariana ormai da tempi immemori so che non sempre è facile coniugare le mie esigenze ed i gusti locali.
Quindi ecco come sopravvivere a Riga se sei un vegetariano e tornare a casa molto contento!

Lo ammetto: io pensavo di trovare i pelmeni ovunque in Lettonia, come in Polonia si trovavano i pierogi in ogni variante ed in ogni dove.
Invece i pelmeni sono tipici della Siberia e credo che potrete trovarli solo in un self service che si chiama Pelmeni XL in centro alla città vecchia. I pelmeni altro non sono che dei ravioli bolliti o fritti: per i vegetariani ci sono quelli al formaggio o quelli ripieni di funghi. Il posto è davvero economico perché si paga in base al peso di quello che si mette nel piatto.
Tra i ristoranti supereconomici troverete consigliati ovunque i self service della catena Lido: io ho trovato veramente poca scelta per noi vegetariani e non ci sono tornata.
dove-mangiare-riga-vegetariano
Pelmeni e succo di pomodoro
Altra cosa che avevo letto è che la Lettonia era famosa in tutta l'Unione Sovietica per i suoi formaggi ma quelli che ho assaggiato io erano buoni ma non straordinari!
formaggio-lettonia

Una cosa che avevo letto un po' dappertutto e che ho riscontrato è che i lettoni sono pazzi per i funghi: se no come si spiegherebbe l'accostamento tra le melanzane impanate e fritte ed un salsina di funghi! Un po' pesantino ma non male, sappiatelo!
vegetariano-riga

Altra cosa che troverete in ogni forma in Lettonia, come in Estonia e Polonia, sono i cetrioli.
Li troverete fin dalla prima colazione:
cetrioli-pomodoro

e quando andrete al mercato coperto (meta imperdibile) ne vedrete di grandi, piccoli e messi via sotto aceto!
cetrioli-riga

Altra cosa che vi uscirà dalle orecchie saranno le barbabietole: il piatto che ho mangiato di più è in realtà di origine lituana ed è la zuppa di barbabietola fredda. Il primo impatto con questa peppapig liquida in cui galleggiavano pezzi di erba cipollina ed aneto è stato un po' dubbioso ma poi, quando l'ho assaggiata, è diventato amore!
Una sera l'ho mangiata anche nella versione calda con una pallina di formaggio ed era una vera bontà!
Le palline colorate che vedete accanto al piatto sono burro aromatizzato da spalmare sui vari tipi di pane nero che ti portano mentre attendi il piatto.
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Anche i dolci non sono da meno: io mi sono innamorata di queste "girelle" che sono tipiche del nord europa. Le mie preferite sono quelle con i semini di papavero: le adoravo!
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Ma tranquilli non morirete di fame: quando andrete al Mercato Centrale, se ci andrete d'estate come ci sono andata io, avrete solo l'imbarazzo della scelta se provare a fare indigestione di fragole, mirtilli, lamponi o more! Un paradiso per gli occhi di fronte a secchiate di frutti di bosco come non ne avevo mai visti in vita mia... e mirtilli da spilucchiare come fossero patatine!

E cosa bere in Lettonia?


A Riga ai pasti non si usa bere acqua, ma succhi!
Io ho provato il succo di pomodoro appena arrivata ed è una cosa che non farò MAI più in vita mia!
Loro scelgono quasi sempre il kefir, ma non me la sono sentita di provare perché dopo l'esperimento con il bicchiere rosso ho deciso di tornare sulla retta via e mi sono data alla birra, che, guarda caso, è una delle due parole di lettone che ho imparato... Abbasso il kefir e w l'alus!
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21 settembre 2018

Estonia: cosa mangiare?

Sarà che abbiamo l'abitudine di identificare Estonia, Lettonia e Lituania come le Repubbliche Baltiche, ma tendiamo a pensare che siano 3 paesi molto simili.
In Lituania non ci sono stata (per ora) ma Estonia e Lettonia non le ho trovate affatto così simili tra loro: anche a tavola le esperienze sono state molto differenti.

Cosa mangiare in Estonia se sei vegetariano?
Quando sono arrivata a Pårnu, dopo 5 giorni a Riga, mi sarei messa le mani nei capelli ed ho temuto che la seconda metà delle vacanze sarebbe stata molto complicata: per due sere di fila ho mangiato Greek Salad, che non è proprio la cosa più spassosa del mondo ma era l'unica cosa vegetariana dei menù.
Non contenta delle mie cene poco soddisfacenti, ho deciso di provare qualcosa di diverso per pranzo ad una specie di festa di paese e sono andata dal "porcaro": ho scelto male, molto male.
Patate dolci
fritte
con sopra parmesan.
Mai più. Mai più. Mai più. Lo giuro!
patatine-fritte-parmigiano

Ma per fortuna "paese che vai/ street food che trovi" ed in Estonia si mangiano dei dolci buonissimi anche alle fiere... e non solo cetrioli e cetriolini!
cetrioli-street-food

Dove mangiare a Tallinn?
La prima cosa da sapere è che mangiare a Tallinn in centro non è assolutamente economico, ma c'è molta scelta e praticamente un ristorante dietro l'altro.
A Tallinn nella città vecchia c'è pure un ristorante vegetariano, che si chiama V, ma quando sono andata io era pienissimo e senza prenotazione non si poteva mangiare :(
Non fate l'errore madornale di infilarvi in una pizzeria: ho mangiato la pizze peggiore della mia vita!
Basiilik  ha diversi piatti segnalati con la fogliolina verde dei piatti vegetariani: fa la margherita all'aglio che è una cosa indicibile. Mi sono stupita di aver trovato in vita i miei compagni di camerata: credevo che li avrei stesi tutti. La pizza di Tallinn per ora è la peggior pizza mangiata in giro per il mondo!
Morirete quindi di fame?
No! Potrete mangiare... funghi!
Io ho mangiato un risotto ai funghi ed una buona zuppa di gallinacci davvero buona: quello che ho notato a Tallinn più che a Riga è che le porzioni sono molto risicate.



Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Come spendere poco per mangiare a Tallinn?
Come in tutte le grandi città anche a Tallinn ci sono tanti supermercati dove potrete fermarvi per mangiare qualcosa di veloce. Io mi sono sfamata spendendo pochissimo con una torta salata agli spinaci che non mi è piaciuta molto, mentre con la girella al formaggio è stato subito amore!
risparmiare-tallinn

Cosa si mangia di tipico in Estonia?
Gli estoni non hanno una grande cultura culinaria: la loro cucina tradizionale è a base di salmone, maiale e patate.
Il pranzo da veri estoni è possibile provarlo durante l'escursione al Parco Lahemaa (una gita fantastica!): con 13 euro si mangia in una casa/museo a Kasmu. Il pranzo prevede il salmone e le patate bollite con l'aneto ed una salsina buonissima. Per i vegetariani al posto del pesce c'è una specie di giardiniera. Su una tavola estone a quanto pare oltre all'acqua non manca mai un succo di frutta ai frutti di bosco dolcissimo, che per curiosità ho assaggiato ma non sono riuscita a bere.
vegetariano-lahemaa

Cosa non fare a tavola in Estonia!
Paese che vai... galateo che trovi! Avete presente quando noi italiani diciamo che se ti spazzi i piedi poi non ti sposi più? L'equivalente per gli estoni è infilzare il dolce con il cucchiaino per servirlo dalla tortiera al proprio piatto... Il dolce non era buono: di più!!!! Si chiama kohupiima ma non sono riuscita a trovare la ricetta in italiano od un'altra lingua comprensibile e mi spiace perché avrei voluto provare a rifarlo a casa.
torta-estonia

La colazione imperdibile di Tallinn ... o anche la merenda!
Fare colazione al Maiasmokk Cafè è appena più caro rispetto ad una colazione in un qualsiasi altro bar della città vecchia di Tallinn, ma ne vale davvero la pena.
Infatti questo locale è la più antica pasticceria di Tallinn ed esiste da più di 150 anni: tra i suoi tavolini si respira tanta eleganza e si assaggiano dei dolcini squisitissimi.
pasticeria-antica-tallinn

Come farete a riconoscerla? Guardate la vetrina più speciale di tutta Tallinn!


18 settembre 2018

La compagnia dell'acqua

Ci sono libri che capitano nella tua vita al momento giusto per dirti cose che avevi bisogno di sentirti dire: magari poi non li ascolti, fai finta di niente, ma nel frattempo hanno buttato un semino dentro di te.
Quando in biblioteca ho visto La compagnia dell'acqua di Giacomo Papi non potevo sospettare che quel libro avesse da dirmi molte più cose di quelle che pensavo: l'ho preso senza neanche leggere la trama perché un annetto fa avevo letto I fratelli Kristmas, che è un libro di Natale davvero geniale!



La compagnia dell'acqua è una favola moderna per adulti con protagonista un ragazzino che deve sconfiggere la paura.
Otto è il classico ragazzino sfigatello che viene preso di mira dai compagni bulletti che per dargli una lezione lo gettano in un tombino.
Otto finisce così nelle viscere di Milano e scopre che sotto la città vive un'altra città, con persone curiose e animaletti strani che parlano al contrario e ridono del suo nome, Otto, che è palindromo.
[E guarda caso è da un po' che mi faccio un sacco di seghe mentali sul mio prossimo compleanno che è palindromo pure quello e mi fa tanta paura]





Come avevo promesso oggi voglio farvi conoscere "La compagnia dell'acqua" di Giacomo Papi 📚♥️ Per quanto sia rilegato negli scaffali dei romanzi per ragazzi, questo è un libro che può facilmente essere apprezzato anche da chi proprio ragazzo non lo è più! Papi ci racconta, attraverso una narrazione a tratti fanciullesca, l'avventura di Otto Vento, nato l'8 ottobre 2008, anche detto Skaraman (soprannome datogli dai compagni di classe) alla scoperta del Sottomondo e dei suoi abitanti, che hanno come unico scopo quello di tenere a bada la Malamorte, che minaccia di portare il mondo nel caos e nella violenza. Caduto in un tombino Otto viene salvato da una comitiva di Squasc (devo ammettere sono i miei personaggi preferiti), che lo trasportano all'interno della Milano sotterranea, dove conoscerà un vecchio iridomutante, una signora con un sacchetto della spesa ed un gigante circondato di lucciole. Con loro vivrà questa esperienza che lo farà crescere; e non solo lui, anche i suoi compagni di classe Ieno e Dario ne usciranno molto cambiati. Credo sia un "piccolo" capolavoro che merita di essere letto, anche perché scorre perfettamente e può essere un perfetto compagnio di viaggi ♥️ Non so cos'altro dire perché ho paura di fare spoiler, vorrei tantissimo parlarne con qualcuno che lo ha letto, perciò fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!! Io personalmente gli dò un 5/5⭐ [Però vi lascio con una domanda che mi ha dato da pensare durante la lettura: Qualcuno è mai riuscito a fare la cacca senza fare la pipì?]
Un post condiviso da N E F E L I B A T ∆ (@nefe_liba_ta) in data:

La compagnia dell'acqua è un modo per "visitare" Milano da un punto di vista insolito: quello della città sotterranea. In pochi sanno che il suo acquedotto è lungo 2295 km (come da Milano a Gerusalemme!) e Giacomo Papa ha inventato (o forse ha solo raccontato!) di un mondo sotterraneo che vivrebbe/vive nascosto lì sotto.
Io però purtroppo non riesco ad amare Milano dal punto di vista turistico. Forse sono priva di preconcetti da buona torinese e quando vado a Milano non riesco mai a capire che cosa ci sia di così particolare da vedere. Questo libro mi ha messo il dubbio che ci siano degli angolini che varrebbe la pena di vedere, come la Chiesa di San Sepolcro che ha un'importanza cruciale in questo libro!


 La compagnia dell'acqua è un libro divertente, che fa riflettere sulle proprie paure, quelle che soffocano e sull'unico modo  per sconfiggerle: affrontarle. Facile a dirsi ed un po' meno a farsi.





Otto ha 11 anni, una mamma che gli vuole molto bene e una nonna di nome Olivia che gli regala libri, ed è un ragazzino così scaramantico da meritarsi il soprannome di skaraman. È la fine della scuola quando Dario e Ieno, i due bulli della classe, gli tirano uno scherzo dei loro legandolo e gettandolo in un tombino. Il ragazzo viene salvato dagli squasc - creature mitologiche del folklore lombardo, scoiattoli con la faccia da uomo e un uovo luminoso nella pancia - e scopre il sottomondo. Lì abita una comunità di reietti che alleva lucciole e coltiva giraluna e mimose mimiche. Sono persone che si sono allontanate dalla società e nei canali sotterranei di Milano tengono a bada la Malamorte, misteriosa fonte di male e paure. Da quel momento, per Otto comincerà un viaggio avventuroso di crescita ed evoluzione che lo porterà a capo di una rivoluzione gestita dai bambini, che ci ricorda che conoscere ciò che ci fa paura, poterne ridere, è l'arma più potente della quale disponiamo. Tra riflessioni sull'amore - che è una casa che si muove - e percorsi in una Milano poco nota o che non c'è più, Otto imparerà il valore del coraggio. Giacomo Papi, con il suo romanzo "La compagnia dell'acqua", crea una storia di formazione divertente, mai scontata, che crea stupore e fa pensare, a tratti commuove. 📖 #buonalettura e buon #libridilunedì gente! 📚
Un post condiviso da Vite, libri. A volte tramonti. (@mattia.tortelli) in data:

Bello, ma è molto meglio I fratelli Kristmas, da leggere rigorosamente a dicembre!