20 ottobre 2018

La casa della bellezza

La casa della bellezza è un giallo un po' strano ambientato in Colombia, che mi ha ricordato un altro giallo strano ma bello: La misteriosa morte della compagna Guan, che è ambientato in Cina: alla fine del post vi spiegherò perché-


Siamo a Bogotà, nella zona Rosa, che è una zona fighetta della capitale colombiana, e c'è una ragazza bellissima, Karen, che fa l'estetista  in un centro che sia chiama La casa della bellezza.
Karen è l'ultima persona ad aver parlato con una ragazzina che poche ora dopo verrà trovata morta: la polizia dice che si tratta di un suicidio, ma noi sappiamo che la ragazza è morta dopo un incontro "galante" con un uomo misterioso.




Una adolescente cuya muerte dudosa podría resolverse preguntándole a su esteticista. ¿Quién le dará valor a la palabra de una trabajadora de clase baja? #PorQuéLeer “La Casa de la Belleza” de @escobarmelba (Ed. @planetadelibrosar, 2017).• • • Karen trabaja como depiladora y masajista en un reconocido negocio para mujeres pudientes de Bogotá. Allí conoce a Claire -la narradora- y a Sabrina, una joven que aparece muerte al poco tiempo. El entramado del poder político, una justicia injusta y el silencio parecen cerrar el círculo sobre los más débiles en esta excelente novela policial.• • • Escobar nos propone un texto cautivante, perfumado con azahar, pero es punzante y crítica mientras cuenta la historia. “La Casa de la Belleza” no se puede soltar y aunque el final me resultó poco convincente comparado al resto, más adelante le daré otra oportunidad y tal vez se resignifique. #LibroSuperRecomendable• • • . . . . . . . . . . #xqleer #novelapolicial #recomendacionliteraria #melbaescobar #lacasadelabelleza #literatura #colombia #amorporloslibros #ceciliabona #bookstagram #reseña
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La casa della bellezza parla poco e niente della ragazzina morta, parla pochissimo del suo assassino e parla molto di Karen, protagonista dall'inizio alla fine di questo omicidio e non solo.
La casa della bellezza  racconta della Colombia non dei narcos, nonostante il cognome "importante" dell'autrice, ma quella delle donne. Ci racconta di una Bogotà con tanta criminalità e ancora di più corruzione, una capitale dove è facile perdere se stessi. Si contrappone invece Cartagena, la città sulla costa da dove proviene Karen: un posto più caldo, dove è più facile essere felici (forse) ma dove non ci sono prospettive per il futuro.


Che cos'hanno in comune La casa della bellezza e La misteriosa morte della compagna Guan visto che parlano di due mondi davvero distanti anni luce?
Anche La casa della bellezza racconta tanto del paese che fa da sfondo al giallo, proprio come faceva il giallo cinese: si citano e descrivono quartieri e strade che sicuramente se si conosce Bogotà (o si sta pensando di andarci) sembra di stare proprio lì e si racconta tanto delle abitudini alimentari dei colombiani, che mangiano una quantità impressionante di arepas probabilmente!

Sicuramente La casa della bellezza non è il miglior giallo del mondo (e forse nemmeno vuole esserlo nel senso classico), ma è proprio un libro carino per imparare a conoscere la Colombia.


Se vuoi leggere altri libri ambientati in Colombia ti consiglio:
Ornamento di Juan Cardenas
Señor Vivo e Coca Lord di Luis de Bernieres

16 ottobre 2018

Le biblioteche dei miei viaggi - Riga e Tallinn

Ho preso l'abitudine quando viaggio di controllare se ci sono delle biblioteche meritevoli di essere visitate: a volte ho delle bellissime sorprese come a Liverpool e Manchester, altre volte come a Lubiana non ho trovato niente di che.
Andare a vedere quelle di Riga e di Tallinn, molto diverse tra di loro, fa sicuramente parte delle esperienze positive!

La Biblioteca Nazionale Lettone di Riga
Per arrivare alla Biblioteca Nazionale di Riga bisogna uscire dalla città vecchia e attraversare il fiume Daugava: già solo questo merita perché la città vecchia con tutte le sue guglie vista da un altro punto di vista è affascinante.
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La città vecchia di Riga
All'interno della biblioteca non sono riuscita ad entrare per una questione di orari, ma anche vista da fuori merita.
La Biblioteca ha un'architettura ultramoderna, che non ci azzecca nulla con l'architettura della città vecchia e nemmeno con quella sovietica delle vie vicine.
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Le strade vicino alla Biblioteca di Riga
In realtà questa biblioteca è assolutamente coerente con la storia di Riga perché rappresenta un Castello di luce. Un'antica leggenda lettone racconta di un castello che sarebbe stato sommerso quando arrivarono i secoli bui e sarebbe riemerso solo quando la Lettonia avrebbe ritrovato luce e libertà. La Lettonia è indipendente dal 1991 e la Biblioteca è stata inaugurata nel 2014.
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La Biblioteca - Castello di Luce

La Biblioteca Nazionale Estone di Tallinn
Anche la Biblioteca di Tallinn si trova appena fuori dal centro della città vecchia ed ha una storia un po' meno leggendaria rispetto all'omologa lettone.
Quando la si guarda da fuori si capisce che è più vecchia di quell'altra: la struttura non ricorda una vela, ma è bella pesante ed imponente come i mostri che creavano i russi.
Sembrano costruite in epoche lontanissime ma quella di Tallinn è stata iniziata quando c'erano ancora i sovietici ma è stato il primo edificio inaugurato nell'Estonia indipendente: come è cambiata la vita in 20 anni!
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La biblioteca di Tallinn
Vale la pena di andare fino lì per guardarlo dall'esterno? Assolutamente no perché è orribile.
Ma dentro invece sembra un altro mondo: invece di essere quell'ammasso di cemento che si vede da fuori, dentro sembra quasi di stare in un castello dove è possibile librarsi (e liberarsi) in alto.
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L'interno della Biblioteca di Tallinn

Salite fino all'ultimo piano e godrete di una bella vista sulla città, non la migliore ma assolutamente la più inaspettata!
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La vista dall'ottavo piano della Biblioteca di Tallinn

12 ottobre 2018

Bologna #unafotoalgiorno ( e una canzone al giorno)

Erano anni che non andavo via con le amiche e, anche se è stato brevissimo, in questo fine settimana a Bologna mi sono divertita proprio tanto.
Un grazie speciale anche a CdP & Silvia che mi hanno dato un sacco di dritte carine per vedere posti particolari di Bologna e mangiare tante cose buone.

Bologna è una città che mi è proprio piaciuta perché mi è parsa una città molto viva e vivibile, piena di gente che parla tante lingue diverse, orgogliosa della sua storia. Mi ha stupito piacevolmente questa città che conoscevo solo tramite le sue canzoni.

Giorno 0: Piazza Maggiore
Appena arrivati in centro a Bologna in una serata ancora calda siamo rimaste colpite dalla vivacità di questa piazza "grande" (come cantava Lucio Dalla). 
A Bologna ci sono sette segreti da scoprire e noi ci siamo subito divertite a cercare di capire se erano veri ;) Bologna mi è piaciuta perché è divertente.
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Giorno 1: la Torre degli Asinelli
Bologna è una vecchia signora (come dice Guccini) e vederla dall'alto ha un suo fascino, che ripaga della gran fatica. Bologna mi è piaciuta perché mi è apparsa  una città genuina ed orgogliosa della sua storia, anche quella più recente.
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Giorno 2: San Luca
Il Santuario di San Luca è imponente e ricco come tanti altri santuari in giro per il mondo, ma io un portico così lungo non lo avevo mai visto... e mica niente questo è un posto da record: a Bologna ci sono i portici più lunghi del mondo! Bologna mi è piaciuta perché dopo una camminata così ci va un signor pranzo e Bologna è una città golosa!

07 ottobre 2018

Ornamento

Associare la Colombia e le droghe non è un volo pindarico, è qualcosa di abbastanza scontato.
Ornamento di Juan Cardenas racconta sì di Colombia e di droga, ma non è assolutamente una lettura banale: non racconta di Pablo Escobar e dei narcos per intenderci. 

Si racconta di una sperimentazione di una nuova droga intelligente, derivante dai fiori della datura, che ha effetti solo ed eclusivamente sulle donne e non ha effetti collaterali.
Il protagonista del libro è il direttore del centro in cui avviene la sperimentazione e che osserva, in una prima fase, gli effetti su 4 donne-cavie umane. Mentre le prime 3 le guarda con distacco, la numero 4 entra più in sintonia con lui.
La donna diviene parte della sua quotidianità e soprattutto del suo ménage familiare.


Cardenas racconta di una società, non così diversa dalla nostra, in cui per anestetizzare dolori e traumi c'è bisogno di eccessi, che siano nuove droghe o una vita sessuale più spinta. La verità è che questa droga ha effetti diversi su ciascuno e gli dà le sensazioni che gli servono. Credo che ognuno di noi abbia la sua droga, anche se non lo sa. 
Ornamento ha uno stile veloce e molto sudamericano: niente realismo magico, ma qualche flusso di pensiero della donna numero 4 sotto l'effetto della droga ti fa pensare "che cavolo sta dicendo questa qui?".
Si legge davvero molto velocemente, ma per essere apprezzato ci va un po' di dimestichezza con questi sudamericani che, giustamente, raccontano le cose a modo loro.
Ornamento non è un libro che mi abbia conquistato, ma è stato una buona compagnia per un fine settimana casalingo.

03 ottobre 2018

Settembre, ciao!

Non è facile, ormai sono mesi che lo dico e lo ripeto e me lo ripeto.
La fortuna è che sono circondata da persone che mi stanno ad ascoltare, con un sorriso o con una pedata nel sedere.
Ed è così che settembre è stato un mese di ritorni ed occasioni per raccontarsi cos'è successo nell'estate: colazioni con brioches buonissime, picnic con la coperta a quadrettoni, pizzate e... giostre! Era una vita che non salivo sugli autoscontri e non pensavo che avrei riso così tanto... certo l'ultima volta che ci ero salita, decenni fa, poi non ero rimasta mezza dolorante per i giorni a seguire, ma sono dettagli!


Libri:
Non ho imbroccato le letture giuste e nessuno dei libri che ho letto mi ha davvero entusiasmata. In lentissima lettura ho ancora Chiamami col tuo nome, che sto facendo una fatica incredibile a leggere, e ho pure iniziato un ebook dopo diversi anni in cui mi ero data solo al cartaceo!

Camanchaca un viaggio lungo il Nord del Cile e nella sfasciata infanzia del protagonista.








La compagnia dell'acqua: storia di un'altra Milano e di come sconfiggere le paure.











Film:
Dopo mille mila mesi che non andavo al cinema ho trovato un film che mi ha invogliato ad uscire con le amiche: Resta con me. 
Avevo visto un bel video promozionale su Freeda  che poneva l'accento su come questa ragazza americana giovanissima (24 anni) stesse girando il mondo da sola, si fosse innamorata e fosse riuscita  a sopravvivere solo grazie alla sua forza di volontà ad un naufragio tremendo nel mezzo dell'Oceano Pacifico.
Dal trailer mi aspettavo però di piangere come una fontana con le amiche al cinema, ma tutte noi ci siamo solo commosse alla fine e io non ho nemmeno singhiozzato!

Giretti:
Dopo un'estate gironzolona, complici qualche fine settimana in cui ho lavorato e giorni di pioggia quando invece ero a casa, non ho fatto grandi giretti.

Sono stata ad Avigliana per lavoro, poco distante da Torino, e sono andata a fare un giretto ai laghi.
Sarà stata colpa del mio umore, del caldo umido di quelle giornate in cui sembra dover piovere per quanto è carica l'aria, ma a me non è proprio piaciuto.

Invece mi sono concessa un bel picnic con un'amica che non vedevo in uno dei parchi più belli di Torino, uno di quei posticini che mi piace tanto.

Non è affatto facile sopravvivere a questo 2018, ma ci sono dei momenti assolutamente piacevoli: la bravura sta nel non dimenticarseli :)

29 settembre 2018

Camanchaca

Camanchaca è una parola strana, non sapevo che cosa volesse dire e sono dovuta andare a cercarla su Wikipedia: è una nebbia particolarmente densa che si forma sulle coste del nord del Cile.
[Mi è tornato in mente un altro fenomeno che non conoscevo assolutamente prima di vivere a Mendoza: il vento zonda che quando scendeva forte, caldissimo e carico di sabbia faceva bloccare mezza città! Ma con la Camancacha non centra nulla!]

La camanchaca,
Mario Quiroga C. Fonte Flickr
Ho letto la trama e mi sono  esaltata: Camancacha  racconta del viaggio di un ragazzo ventenne da Santiago fino ad Iquique per arrivare poi a Tacna, cittadina peruviana al confine con il Cile.
Questa è una parte di Cile che non ho visto (per ora... perché prima o poi...) ma mi piace sempre tornare -almeno con i libri- in un paese in cui ho lasciato un pezzetto di cuore.
E il mio cuore (oltre che il mio stomaco) provava una grande nostalgia quando il protagonista, un ventenne con seri problemi di obesità, si mangiava il buonissimo panino italiano (che ovviamente di italiano non ha nulla di nulla)!


Camanchaca di Diego Zuñiga è un libricino corto corto (125 pagine) e che già nella sua struttura dà l'idea di essere molto frammentario, con capitoletti brevissimi.


La vita di questo ragazzone senza nome, con il sogno di diventare radiocronista e poca forza di volontà per inseguire il suo sogno, non è un puzzle in cui alla fine tutti i pezzi combaciano e ricostruiscono il quadro.
La sua vita è spezzata, si è rotta quando a 4 anni i suoi genitori si sono separati e lui e la mamma si sono trasferiti a Santiago mentre il papà è rimasto a Iquique, dove si è rifatto una famiglia.

Questo viaggio con il papà per metà Cile (e solo chi ha provato a percorrerlo in pullman sa quanto può essere lungo un viaggio in Cile!) potrebbe essere un modo per provare a ricostruire che cosa è successo quando lui era solo un bambino, compreso il grande segreto di famiglia legato alla morte di suo zio.
Fonte 

Camanchaca si legge in un attimo, non solo perché è veloce ma anche per lo stile dell'autore: immediato, veloce, semplice e delicato.
Come genere, proprio per il suo essere frammentario, mi ha ricordato un po' troppo i racconti ed io non li amo molto.
Una lettura carina per chi ama il Cile e vuole leggere sempre le ultime novità, ma non un libro imperdibile.