19 novembre 2019

Buenos Aires: i miei 5 posti del cuore

Sono passati ormai 5 anni da quando sono stata a Buenos Aires per la seconda volta ed è una città che mi è rimasta nel cuore, dove so che prima o poi tornerò.

È per questo che ho molto apprezzato quando mi hanno regalato un'insolita guida di Buenos Aires ed ha subito trovato un posto d'onore vicino alla più famosa (e gioiosamente usurata) LonelyPlanet!


Mentre sfogliavo questa guida della casa editrice JonGlez e guardavo le foto dei 100 posti segnalati, mi sono resa conto che molti di essi erano molto vicini a posti più "classici" che avevo visitato.
Mi sono chiesta quali sono stati i posti che, a distanza di tutto questo tempo, mi sono rimasti nel cuore e dove tornerei se tornassi quando tornerò a Buenos Aires: vicino a quelli ho già adocchiato delle chicche che mi ero persa!... per esempio non sapevo, ma non mi stupisco, che ci sia una statua di uno che chiede una tangente!
Mappa di Buenos Aires illustrata da Anna Simmons


5. Il Malba, Museo di arte latinoamericana di Buenos Aires
Visitare una città durante un'alluvione ti permette di scoprire posti dove non saresti mai andata in una bella giornata: per impiegare un pomeriggio di pioggia sono entrata al Malba. Sono uscita innamorata! 
Troverete quadri famosissimi, opere minori di artisti conosciuti e scoprirete un sacco di cose nuove.
Il giorno in cui tornerò a Buenos Aires sicuramente andrò al Malba, anche se ci fosse un gran sole ;)
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Claudio Tozzi, famoso esponente brasiliano della pop art 

4. Plaza de Mayo
Andare a Buenos Aires senza passare da Plaza de Mayo è impossibile.
Io ho adorato la Casa Rosada, che ho visitato anche all'interno (bello ma non imperdibile), la cattedrale ma soprattutto la storia di quella piazza: è da lì che è iniziata la storia delle Madri di Plaza de Mayo.

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Un consiglio: a Buenos Aires andateci a novembre perché le jacarandas fiorite sono una favola! 

3. Avenida 9 de Julio ed il suo obelisco
L'obelisco di Buenos Aires non è niente di che ma ai suoi piedi si riuniscono manifestazioni e proteste di ogni tipo.
La strada su cui si trova è la più larga del mondo e solo attraversandola ce ne si rende conto.
Nelle sue vicinanze ci sono un sacco di teatri e locali: per chi vuole essere comodo per visitare Buenos Aires è una buona zona dove alloggiare, anche se non troppo caratteristica.
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L'obelisco di Avenida 9 de Julio

2. La Feria di San Telmo
Io non sono un'amante sfegatata dei mercatini ma, ascoltatemi!, cercate di avere una mezza domenica da dedicare alla Fiera di San Telmo: è bellissima! Troverete souvenir carini, piccolo artigianato locale, musica e tanto cibo di strada. Quando arriverete nella Piazza Dorrigo sarete nel cuore della Festa e potrete mettere il naso tra tanti pezzi di antiquariato!

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Collezionisti di bottiglie di soda ne abbiamo?

1. Puente de La Mujer a Puerto Madero
Il mio posto preferito di Buenos Aires è il Puente de la Mujer (il ponte della donna) in una zona "nuova" di Buenos Aires. Puerto Madero prima era solo zona di porto, ora è diventata una zona fighetta di uffici.
Il ponte, che rappresenta una coppia che balla il tango, è stato inaugurato nel 2001 ed è opera di Calatrava.
Io ricordo un bel pomeriggio passato sulle panchine al sole lì vicino a guardare il via vai di turisti ed argentini.... e mi è rimasto nel cuore!

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Il ponte ed i grattacieli di Buenos Aires

Che sia chiaro Buenos Aires non è tutta qui e non so quanto tempo ci vorrebbe per conoscere tutte le sue anime contraddittorie.
Buenos Aires è solo uno di quei posti che mi è rimasto nel cuore e questi sono i posti per me più speciali...
La prossima volta che ci tornerò, chissà, mi addentrerò a cercare altri posti ancora :)
Disegno di Piluca Soriano


13 novembre 2019

Buenos Aires, libri da leggere prima di un viaggio

Che cosa leggere prima di andare in Argentina?
Qualunque sia il tour che si scelga per visitare l'Argentina, dalla Patagonia piuttosto che il Nord Ovest argentino, sicuramente starete alcuni giorni a Buenos Aires, una città caotica, gigantesca, complessa ma estremamente affascinante!

A me piace leggere qualcosa ambientato nelle città in cui andrò prima di partire oppure dopo il rientro per continuare, almeno nella mia testa, il mio viaggio.
Che cosa leggere prima di andare a Buenos Aires?
Ecco 3 consigli (+ altri 3).

Un libro che racconti Evita Peron: Santa Evita di Tomas Eloy Martinez.
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Meglio di qualsiasi biografia su Evita Peron c'è una storia-inchiesta sulla sua morte, o meglio sulle peripezie della sua mummia.
Pochi sanno che dopo la morte, avvenuta a causa di un tumore quando Evita era giovanissima, Peron decise di farla mummificare, ma dopo poco il suo governo cadde e la povera Evita iniziò un lungo giro di peripezie che la portarono ad essere seppellita a Milano con il falso nome di Maria Maggi.

Se andrete a visitare il cimitero monumentale di Buenos Aires rimarrete un po' delusi dalla piccola e sobria tomba di Evita (ma a me aveva colpito molto il fatto che le bare fossero a vista).
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La targhetta sulla tomba di Evita
Sicuramente però vi imbatterete in un gigantesco murales a lei dedicato quando tenterete di attraversare l'Avenida 9 de Julio, la più larga del mondo!
Fonte: Miranda Loves Travelling
Il consiglio in più
Se ti piacerà lo stile di Tomàs Eloy Martinez, dopo aver letto Santa Evita leggi anche Purgatorio: il tema sono i desaparecidos. E' un romanzo stupendo!

Un libro che parli dei desaparecidos: I vent'anni di Luz di Elsa Osorio.



Sui desaparecidos è stato scritto veramente tanto. È un tema ormai abbastanza conosciuto anche quello delle nonne che cercano da più di 40 anni i figli/e delle loro figlie o nuore che sono stati partoriti durante la detenzione delle ragazze, prima che queste fossero uccise.
A Buenos Aires potrete visitare l'ESMA se questo tema vi appassionerà particolarmente, ma sicuramente troverete in molte piazze argentine, prima fra tutte la Plaza 25 da Mayo di fronte alla Casa Rosada, il simbolo del fazzoletto bianco.
Monumento all'interno dell'ESMA in cui sono rappresentate le nonne che manifestano intorno all'obelisco ogni giovedì
I vent'anni di Luz racconta la storia di questa ragazza che mette in fila tanti piccoli indizi che le fanno dubitare di essere davvero la figlia di chi ha sempre detto di essere la sua famiglia.
E' un romanzo appassionante.

Per chi vuole approfondire il tema c'è un bellissimo saggio pubblicato in italiano qualche mese prima che Estela Carlotto, la presidentessa delle nonne, ritrovasse suo nipote. In spagnolo dovrebbe esserci la versione aggiornata, ma per capire davvero è importante leggere Estela Carlotto. una nonna di Plaza de mayo

Un libro ambientato a Buenos Aires: La crepa di Claudia Piñeiro
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In questo giallo si incrociano due sguardi differenti: quello di un architetto triste che guarda a Buenos Aires calcolando quanto potrebbe valere un prato ancora libero in città se ci si costruisse sopra ed una giovane fotografa che deve immortalare 5 palazzi del centro.
Buenos Aires ha mille anime: con questo libro si iniziano a conoscerne due.
Per scoprire la Buenos Aires che riscopre e valorizza zone nuove della città vi basterà andare a Puerto Madero, che ora è super turistica, per vedere una città nuovissima.

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A poca distanza troverete invece i palazzi eleganti di Buenos Aires, quelli che raccontano la storia di questa città.
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Per chi ama i gialli e vuole conoscere una Buenos Aires che non visiterà io consiglio Un cinese a Buenos Aires: non ho mai sentito di nessuno che vada a visitare il quartiere cinese (e probabilmente non c'è nulla da vedere) ma i negozietti cinesi sono ovunque... serve per capire un altro pezzetto di città!


E che ora decidiate di salire a bordo di un aereo o di un libro, buon viaggio!

09 novembre 2019

Un uso qualunque di te

Perché ho letto Un uso qualunque di te di Sara Rattaro?

Questo è lo spirito con cui ho affrontato il grigissimo ponte dei Santi... e sono rimasta molto soddisfatta!

Come farsi consigliare i libri con criteri oggettivamente struggenti

Un uso qualunque di te: la trama
Luce è una diciassettenne con una famiglia apparentemente normale.
La notte in cui viene ricoverata si scopre che la brava studentessa ha abusato di droghe ed ora si trova appesa tra la vita e la morte.
Quella stessa notte il suo papà scopre di non essere il suo vero padre in seguito ad egli esami per la compatibilità della donazione del fegato da vivente e Viola, la mamma, quando le squilla il cellulare si trova nel letto dell'ennesimo amante...






Ecco a voi un libro che mi è piaciuto moltissimo: Un uso qualunque di te di Sara Rattaro. È davvero un colpo al cuore, mi ha lasciato senza fiato e con le lacrime agli occhi. Consigliatissimo. ⭐ Trama: Un'emozionante confessione femminile così autentica da lacerare il cuore. E' quasi l'alba di un giorno di primavera e Viola, madre e moglie inquieta e distratta, riceve una telefonata: è il marito che le dice di correre subito in ospedale. Viola però non è nel suo letto. Comincia a rivestirsi in fretta e finalmente arriva dove avrebbe dovuto essere da ore. Quella che ci racconta è una vita fatta di menzogne, passione, tradimenti, amore e rimpianti. Ma adesso non è più possibile mentire, il terrore e la verità la aspettano in quella stanza d'ospedale dove le sue bugie non la potranno più aiutare. #sararattaro #unusoqualunquedite #giuntieditore #lacrime #colpoalcuore #dolore #sofferenza #amoreimmenso #bookstagram #bookish #bookshop #books📚 #bookstagrammer #booklover #booknerd #bookaddicted #libriovunque #libripreferiti #librimania #libribelli #librisulibri #libridaleggere #passione #passionelibri #instabooks #instalibri #followers #followmypage #igerslibri #igersitalia
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La recensione di Un uso qualunque di te
Quando ho iniziato a leggere Un uso qualunque di te Viola, la mamma e protagonista, mi stava terribilmente antipatica: aveva una bella famiglia, un marito che la adorava ed era lei che consapevolmente si allontanava da loro. A volte lo faceva tagliandosi volutamente fuori dal bellissimo rapporto tra la figlia ed il padre ed altre volte, sistematicamente, inventando cene di lavoro per concedersi una scappatella.

La lettura è veloce: nemmeno 200 pagine in cui si alternano i racconti della giovinezza di Viola a quelle terribili ore in cui sua figlia è appesa ad un filo sottilissimo tra la vita e la morte.
Il ritmo è incalzante e, seppur i protagonisti risultino un po' rigidi nelle loro caratteristiche, ci si affeziona così tanto a questa storia da non volerla lasciare fino alla fine.


Leggere aiuta a capire i punti di vista di persone diverse, aiuta a mettersi nei panni dell'altro: non significa cambiare idea ma solo imparare ad ascoltare prima di puntare il dito.
È così che si inizia a capire come Viola sia la prima vittima di se stessa, come sia rimasta impigliata in un rapporto che non voleva, come alla fine la sua mancanza di coraggio abbia condizionato tutta la sua vita (o quasi).

E poi si piange... e io adoro i libri che fanno piangerissimo!

Autrice: Sara Rattaro
Anno prima pubblicazione: 2012
Pagine: 176
Dove: Italia
A chi può piacere: a chi ama i libri che fanno piangere!
Un'altra recensione: mentre a me questa lettura è piaciuta tantissimo, Mikla l'ha considerata poco soddisfacente perché non è riuscita a creare un vero legame con i personaggi. 


Se ti piacciono i libri che fanno piangere ti consiglio anche questi altri 10 libri a prova di lacrima!


06 novembre 2019

Ottobre 3.4

Sono un anno più vecchia.
Qualche giorno dopo il mio compleanno ho pensato che alle volte le cose succedono proprio in modo buffo... 2 anni fa ero felice come una pasqua mentre spegnevo 32 candeline e poi è seguito uno degli anni più deludenti della mia vita. Lo scorso anno ne ho spente 33 con un po' di ansia perché era un numero che mi inquietava ed invece è stato un anno in discesa fin da subito!
Questo nuovo anno è iniziato con i waffle ed una torta che ha "preso fuoco" (letteralmente e non metaforicamente) e quindi non ho neanche avuto il tempo di esprimere un desiderio: le premesse per un anno scoppiettante ci sono tutte :)

Libri:
Questo mese ho deciso di ricapitolare i 3 libri del mese con il metodo di Alessandro Cattelan con le sue #recensionivelocidilibri, ovvero recensioni ultrarapide per chi non ha voglia di leggere recensioni più lunghe del libro stesso! Se poi vorrete approfondire, cliccate sul titolo e troverete la recensione "vera".






Per puro caso due dei libri sono ambientati nelle Marche ed uno nella lontanissima Melbourne!


Gli audiolibri:
Sto "rileggendo" gli Harry Potter con gli audiolibri ed è davvero una bella esperienza!
Procedo un po' lentamente perché ora uso pochissimo la macchina e lo ascoltavo soprattutto mentre andavo e tornavo dal lavoro... ma non mi lamento di sicuro :)















Le serie tv:
Posso tirare un sospiro di sollievo: ho finito la prima stagione di Narcos.
Non mi è piaciuta per nulla e per me la storia di Pablo Escobar può finire così... sicuramente non guarderò la seconda!

Gironzolii:
Dopo un settembre da trottolina, ad ottobre non sono andata a fare grandi giretti... ma ho iniziato una nuova piccola avventura.
Da alcune settimane dedico un pomeriggio alla settimana alla biblioteca del mio paese come volontaria. Qualche settimana fa avevo scritto un post sui motivi per frequentare una biblioteca e mi è venuta voglia di impegnarmi in prima persona.
La nostra biblioteca è davvero piccola, aperta solo alcuni giorni a settimana e gestita interamente da volontari: non è molto frequentata... ma mi sono divertita e spero che sia un'avventura che durerà ancora a lungo...

01 novembre 2019

La rampicante

Perché ho letto La rampicante di Davide Grittani?
<<La donazione degli organi resta il più misterioso e affascinante metodo per tornare a nascere. Sono davvero pochi i romanzi che se ne sono occupati senza scadere nella banalità, quello di Davide Grittani lo fa addirittura con una discreta dose di cinismo. Nelle mani del lettore, alla fine del libro, rettali interrogativo che forse sta alla base di tutte le coscienze: ci siamo meritati tutto ciò che abbiamo avuto?>>. Questo è quello che c'è scritto sulla quarta di copertina... e mi sono lasciata fregare!







Più di un anno fa sono andata a depositare le mie DAT, le disposizioni anticipate di trattamento. Per quanto possibile, vorrei avere il controllo del mio corpo fino all'ultimo momento, non lasciando ad altri scelte difficili e troppo personali. In quell'occasione, ho ribadito la volontà di donare tutti i miei organi sani, perché possano diventare nuova vita per qualcuno che sta soffrendo. Leggendo il romanzo di Davide Grittani, spietato e struggente, per un attimo ho pensato: e se il mio cuore finisse nel petto di una persona spregevole? se i miei polmoni fossero utili a dare respiro a un becero fascista? "La rampicante" mi ha davvero colpita, perché mi ha mostrato il dolore reale di certe scelte, prese e subite. Ve ne parlo sul blog. [link in bio] ... #davidegrittani #larampicante #giftedby #liberaria #book #bookstagram #leggere #leggeresempre #libridaleggere #libribelli #consigliletterari #consigliodilettura #leggodiverso #lettricegeniale
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La trama: La rampicante
Riccardo è un ragazzo che scopre di essere stato adottato e soffre molto perché la sua famiglia vive nella menzogna.
Edera è una bambina con dei seri problemi perché sente le voci nella testa, come Giovanna D'Arco.
Dalla loro amicizia nasce questa storia, che inizia quando Riccardo muore in un incidente stradale...





Amiche e amici come state? Io bene: annaffiato, concimato, potato e tutto. E voi? Ho appena finito di leggere La rampicante, l'ultimo romanzo di Davide Grittani edito da @liberaria_ E il filo conduttore di una storia piena di personaggi spigolosi e contradditori come sono le persone è, come anticipa il titolo, la rampicante. Una pianta che vive e cresce nell'ombra. Vive e cresce nonostante il mondo intorno. Nell'ombra si sviluppano le storie che si intrecciano in questo libro che, dico subito, va letto e riletto ancora: l'autore ci presenta temi forti, dirimenti, senza scampo. Se siete persone che si appassionano vi fa arrabbiare! (A me mi ha fatto arrabbiare, ehi.) E ci riempie di domande dalla soluzione affatto scontata. Ed è questo che disturba, che ci costringerà a tornarci su: una lunga serie di "What if?". Tu avresti fatto come Riccardo? Avresti scavato in quel cassetto? Avresti insistito nella ricerca della verità? E una volta scoperta, come avresti reagito nei confronti di chi ti ha cresciuto? E poi, "la figlia della scema", Edera? L'avresti davvero presa, cercata di salvare e di coltivarla come si fa con una rampicante che, in fondo, cresce lo stesso e cresce nel modo che conosce, del tutto indisciplinata? Seguiamo la sua parabola fatta di scelte nette, spietate, com'è la scrittura di Grittani: senza fronzoli, senza foglie secche o ramoscelli da potare. Perdonandogli qualche espressione di maniera o alcuni azzardi, ci si lascia portare veloci fino all'ultima pagina, tra passione, sogni, voglia di riscatto e di vendetta, vite interrotte e vite rigermogliate. Come certe piante date per spacciate che poi, invece, ti sorprendono con una loro vita rinnovata. La rampicante è un libro da leggere per mettersi in discussione e da rileggere per fare pace. Chi di voi lo ha letto? Impressioni? Travasi da praticare? #leparolecreanomondi #michelelamacchia #libri #books #lovestagram #readersofinstagram #leggere #frasi #citazioni #igreads #booklover #scrittori #lpcm #racconto #bookblogger #recensione #libridaleggere #davidegrittani #larampicante #lettura #leggeremania #bookphotography #liberaria #onreading #readingtime #leggerefabene
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La rampicante: recensione
C'è una categoria di libri che proprio non riesco a soffrire: li chiamo i libri Lourdes. Sono quei libri in cui all'ennesima sfiga mi verrebbe voglia di consigliare un bel viaggetto ai protagonisti.
Perché non mi è piaciuto La rampicante è molto facile da riassumere: 222 pagine e questa serie di temi toccati:

  • ragazzino adottato la cui famiglia gli tiene nascosto tutto
  • coppia che non riesce ad avere figli 
  • bambina vicina di casa che si chiama Edera (se ti chiamano Edera già inizi male!)
  • Edera che ha dei problemi mentali, la mamma che è la scema del paese e il papà è scappato 
  • usura
  • amico che muore
  • donazione di organi
  • il terremoto del 2016 nelle Marche!! (le cavallette però non ci sono!)
  • patricidio
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Non consideratemi poco sensibile, ma io durante la lettura sono stata impegnata a fare tutti gli scongiuri del mondo... e che cavolo!






Autore: Davide Grittani
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 222
Dove: Marche
A chi può piacere: sarò sincera... non lo so proprio!
Un'altra recensione: leggo solo recensioni entusiaste di questo libro, tanto da farmi pensare che o lo ami o lo odi. Federica de Il lunedì dei libri parla addirittura di "un inno ai rapporti umani"

29 ottobre 2019

E Baboucar guidava la fila

Perché ho letto E Baboucar guidava la fila di Giovanni Dozzini?
Ma quanto è bella questa copertina di beatliana memoria?
E il titolo non incuriosisce subito?
Ecco perché ho letto questo libricino che poi ho trovato un po' insipido...





Un post condiviso da La Confraternita dell'Uva (@la_confraternita_dell_uva) in data:


La trama di E Baboucar guidava la fila
Baboucar e tre suoi amici sono dei richiedenti asilo africani che decidono di andare a passare un fine settimana al mare a Falconara Marittima partendo da Perugia, dove risiedono.
Li seguiremo in 48 ore di piccoli incontri e scontri, in quel limbo che è l'attesa di scoprire che cosa sarà di loro prima di ottenere la protezione internazionale o vedersi respingere.




“E Baboucar guidava la fila” è un racconto di piccoli avvenimenti, di passeggiate sotto il sole, di giovinezza e libertà. È la storia di quattro ragazzi richiedenti asilo, in attesa di conoscere cosa riserverà loro il futuro, che decidono di passare un week end al mare. Partono così dall’Umbria per arrivare nelle Marche, e noi saliamo sul treno con loro, come loro ci sentiamo gli occhi puntati addosso, avvertiamo la diffidenza. E invece Baboucar e i suoi compagni vogliono solo fare cose normali: un tuffo nel mare, guardare una partita alla tv, corteggiare una donna. Dozzini è bravo nel farci vedere la realtà dagli occhi dei suoi personaggi, nel farci capire come la rappresentazione che solitamente ne abbiamo sia falsata, superficiale. Mi è piaciuta molto questa storia raccontata al presente, senza pretese paternalistiche ma anzi diretta e fresca. #bellochilegge #ebaboucarguidavalafila #minimumfax
Un post condiviso da Giulia Paganelli (@librificio) in data:

E Baboucar guidava la fila: la recensione
Il romanzo racconta di un limbo, una terra di mezzo (e di nessuno) dove si trovano Baboucar, Yaya, Ousman e Robert: ormai sono giunti in Italia sani e salvi dopo un lungo viaggio e aspettano di capire cosa sarà della loro vita, con il terrore di essere rispediti al mittente.

Di loro e dei loro viaggi non sappiamo nulla: sono esattamente come i ragazzi che incrociamo quotidianamente nei nostri paesi e nelle nostre città.  E alla fine della storia non sapremo nulla di quello che sarà del loro futuro: proprio come accade quando li incrociamo.
Fonte: Pagina facebook della casa editrice Minimum Fax

Giovanni Dozzini scrive come se filmasse il loro fine settimana con l'unico obiettivo di andare al mare, raccontando i piccoli incontri che fanno ai margini (ma mai fuori) dalla vita normale di chi gli vive normalmente.



L'idea è veramente bella, ma non è il romanzo che fa per me: quei libri dove non capita nulla di speciale, dove capitano solo piccoli fatti, dove non c'è qualcosa che davvero coinvolga alla fine mi annoiano un po'.
Non posso assolutamente dire che sia un brutto romanzo, ma semplicemente a me non è piaciuto.

Fonte: Corriere dell'Umbria

Autore: Giovanni Dozzini, con questo libro ha vinto l'European Union Prize for Literature 2019
Anno prima pubblicazione: 2018
Pagine: 165
Dove: tra l'Umbria e le Marche 
A chi può piacere: a chi ama i racconti perché più che un romanzo questo libro è un racconto lungo; a chi è sensibile ai temi dell'integrazione e dell'accoglienza.
Un'altra recensione: Federica de Il lunedì dei libri ne consiglierebbe la lettura anche nelle scuole: a lei è piaciuto tantissimo!